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Cuccioli di gatto appena nati: come comportarsi e cosa fare

Uno dei modi con cui le persone fanno entrare un gatto all’interno della proprio vita è quello di ricevere dei cuccioli di gatto appena nati.

I cuccioli arrivano generalmente in due modi diversi: il primo è quello di avere una gatta che, dopo essere sparita per qualche tempo, torna con questa “novità” (è molto frequente che i proprietari, specie se la gatta sta fuori, non si accorgano della gravidanza e non si aspettino la nascita), mentre il secondo è quello in cui i gattini ci vengono regalati.

Chiaramente, per i cuccioli di gatto come comportarsi cambia in base alla situazione: da una parte bisognerebbe lasciare in pace la gatta il più possibile perché sta avvenendo un ciclo completamente naturale, mentre dall’altra parte bisogna necessariamente agire per nutrire i gattini, altrimenti rischiano di morire perché le necessità, quando sono molto piccoli, sono tante.

Prima di tutto, però, vorrei fare una distinzione: i cuccioli di micio sono appena nati davvero o hanno almeno un mese di vita?

Sbagliare è impossibile, perché non hanno il pelo se sono appena nati, mentre se sono già grandini sono i gattini come ce li immaginiamo (è brutto se faccio la battuta “I gattini di Salvini”?) e le cose sono completamente diverse, perché nel secondo caso è molto più facile.

Se diamo al gattino una scatoletta e la mangia significa che è già svezzato; se non lo facesse deve invece assumere il latte per gatti, quello artificiale.

Ma di svezzamento dei gattini ne abbiamo già parlato in passato e vi rimando alla lettura specifica.

Si, questa cosa è un gattino appena nato, con la mamma che si mangia la placenta.

Si, questa cosa è un gattino appena nato, con la mamma che si mangia la placenta.

Cuccioli di gatto appena nati: cosa fare

Riprendendo la distinzione che abbiamo appena fatto, le evenienze sono due: quella in cui i cuccioli di gattini abbiano la mamma, e allora vi rimando ad un articolo che parla dell’allattamento della gatta e delle problematiche connesse, mentre qui ci occuperemo dell’altro caso, ovvero quello in cui la mamma non ci sia e dobbiamo sopperire alle necessità del gattino posto che (come abbiamo detto prima) sia davvero appena nato.

Come comportarsi con cuccioli di gatto appena nati? 

La prima cosa da tenere in considerazione è che i cuccioli gattini non hanno ancora la capacità di termoregolare, ovvero di regolare per conto proprio la temperatura corporea.

Questo significa che dobbiamo fornire per prima cosa il calore, che si può dare con una borsa dell’acqua calda (non bollente, diciamo sui 37 gradi) mettendola a contatto con il gattino che, a sua volta, dovrà rimanere sotto le coperte a parte quando lo prendiamo per allattarlo.

Alla domanda “Si possono toccare i cuccioli di gatto appena nati” la risposta tendenzialmente è no, a maggior ragione se c’è la gatta, che li riconosce dal loro odore e noi, con le nostre mani, andremmo a modificarlo; se la gatta non c’è è comunque meglio non toccarli, o comunque farlo con un panno pulito, per evitare che qualcosa che abbiamo sulle mani vada ad irritare la pelle delicatissima del gattino.

Insomma, i cuccioli di gatto appena nati si possono toccare, ma solo se non se ne può fare a meno, ad esempio per riuscire ad allattarli con la siringa o con il biberon (lo vedremo tra poco) ma per il resto meglio lasciarli nel loro cantuccio, al caldo, senza toccarli troppo, che potrebbe essere fatale in questo periodo della vita.

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Come allattare cuccioli di gatto appena nati

Per quanto riguarda invece il cibo, che è fondamentale, l’allattamento del gattino deve avvenire necessariamente con il latte per cuccioli di gatto appena nati.

E’ un latte specifico, artificiale, e si compra in farmacia; mai e poi mai dare il latte vaccino perché il contenuto in lattosio, che è altissimo, causerebbe una diarrea che porterebbe a disidratazione; in questa fase la disidratazione può essere letale.

Il latte artificiale è in polvere, e va ricostituito con acqua calda secondo le dosi indicate sulla confezione; a questo punto, poi, si deve somministrare assicurandoci che il gattino lo beva tutto, e lo succhi da solo dal contenitore (se è un biberon, deve essere praticamente da bambole perché altrimenti non gli entra in bocca, mentre con la siringa secondo me è più facile, e poi è graduata).

Il latte andrà somministrato fino allo svezzamento, come abbiamo detto nell’articolo specifico, e nel frattempo sarebbe bene anche che il gattino fosse visto da un veterinario, giusto per identificare alcune problematiche dei primi giorni di vita.

Cosa fondamentale, bisogna chiamare un veterinario a domicilio (ce ne sono diversi), anche se non è quello che di solito segue i vostri animali; per il discorso della temperatura almeno per due settimane dalla nascita non dovrebbe uscire di casa, mentre dopo i 15 giorni inizierà anche a muovere i primi passi, per cui (con le dovute precauzioni, e comunque se il clima lo consente) potremo anche essere noi a portarlo.

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Il veterinario, naturalmente, ci saprà dare tutte le informazioni necessarie anche per la sua crescita ma è molto importante ricordare che, tra tutte le cose che abbiamo detto, il cibo è sicuramente la parte più importante: infatti il gattino aumenta di peso moltissimo, in questa fase; anche se è così piccolo che non ce ne rendiamo conto, può aumentare anche del 10% del suo stesso peso al giorno (che è come se io che peso 90 chili prendessi 9 chili al giorno!) per raddoppiare e anche triplicare il suo peso nel giro di qualche settimana.

E’ per questo che è così importante che prenda il latte fino all’ultima goccia: il corpo cresce indipendentemente dal latte, ma se non ci sono le sostanze il gattino avrà una carenza, e rischierà addirittura di morire, in questa fase.

Non prendete quindi il cibo alla leggera e non dimenticate di allattare giorno e notte: saranno delle settimane pesanti, è vero, ma le soddisfazioni saranno ampiamente ripagate se il gatto (che sarà in pratica vostro figlio, poi) rimarrà con voi per tutta la vita.

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