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Gatto Sacro di Birmania, tutto sui colori, il carattere, il prezzo

Sacro di Birmania- Credit Fioravanti

Questo gatto dall’aspetto raffinato ed elegante riesce a conquistare l’umano e ad instaurare con lui un bellissimo rapporto di rispetto e fiducia.

Origini della razza

La storia del Gatto Sacro di Birmania è molto controversa, ricca di leggende.

La leggenda narra che il monaco Mun-Ha vivesse nel tempio di Tsun-Kian-Kse, dea della trasmigrazione delle anime, con il suo gatto bianco.

Il monaco mentre era assorto in preghiera, venne assalito da dei briganti e morì.

Il gatto allora sali sul suo corpo, e i suoi occhi diventarono come zaffiri, come la statua della dea, aiutando l’anima del monaco a trasmigrare.

Il mantello del gatto assunse invece la tonalità dorata come la statua della dea, e i piedi rimasero bianchi  come la tonaca del monaco.

Al di là delle numerose leggende, sembra semplicemente una razza”creata” di sana pianta negli anni 20 del secolo scorso da alcuni allevatori francesi, per la ricca alta borghesia francese, che amava dei gatti di cui si sono perse un po’ le tracce di razza Khmer, ovvero dei siamesi a pelo lungo alcuni dei quali avevano dei guantini bianchi.

La razza fu selezionata aumentando la recessività dei guantini, in mondo da creare degli omozigoti coi guanti.

Usarono anche 3 dei siamesi (che allora erano come gli attuali thai) e dei persiani (che allora non erano ipertipici come ora).

Il primo ed unico colore era il seal.

Poi la razza si sperse e dopo varie vicissitudini.

Dobbiamo ad una allevatrice francese Simone Poirer (da leggere l’intervista nel libro di Gisele Barney “Les secrets du chat sacrè de birmanie”, il ricordo delle origini dei gatti Sacri di Birmania.

Probabilmente la leggenda fu inventata di sana pianta da una certa Marcelle Adam, giornalista e avventuriera, che possedeva uno di questi gatti e volle dare alla razza un alone di mistero e di esoticità.

Secondo un’altra delle versioni leggendarie, nel 1920 un industriale americano di origini olandesi, Cornelius Vanderbilt, acquistò una coppia di birmani da un servitore infedele del tempio di Lao Tsun, e li portò con sè al suo ritorno in Europa.

Si ha notizia poi nel 1935 di sei gatti Sacri di Birmania venduti alla principessa Ratibor-ohenlohe per 3000 franchi.

L’anno dopo Marcel Reney narra di aver veduto questo gatto nel castello di Francavilla-Bisio.

Le tracce del Gatto Sacro di Birmania si perdono dopo il 1940.

Altra origine leggendaria del gatto sacro di birmania la troviamo in Francia, nel 1919, quando si narra che i monaci Kittahs, ne regalarono una coppia a due francesi, Auguste Pavie e a suo marito, Gordon Russel, maggiore di stanza in Birmania, come segno di gratitudine.

Infatti il gatto birmano era da loro ritenuto sacro (Leggi la leggenda).

Però sopravvisse solo la femmina, Sita, al viaggio, fortunatamente poi partorì dei cuccioli, a Nizza.

Nel 1925 si ha notizia di gatti sacri di Birmania esportati in Francia: Orloff e  Xenia De Kaabaa, da cui nacquero i primi  gattini Birmani europei.

Dopo la seconda guerra mondiale la razza era quasi in via di estinzione.

Il primo birmano di cui si ha notizia si trova in Germania, Nadine DeKhlaramour, una gatta importata nel 1964 dalla signora Anneliese Hackmann.

Nadine non è stata quindi solo la madre di tutti i birmani tedeschi ma anche la nonna dei birmani inglesi e di gran parte dei birmani americani.

La razza fu riconosciuta nel 1925 in Francia, nel 1966 in Inghilterra e nel 1967 negli USA.

Il Birmano prese il nome di Gatto Sacro di Birmania per meglio distinguerlo dal Burmese.

I primi birmani in Italia furono importati da Francamaria Gabriele negli anni ’70, attuale Presidente del Club A,Ga,Bi (pagina Facebook del club)

Carattere del Sacro di Birmania

Il Sacro di Birmania è molto sensibile ed anche un po timido. Ha uno sguardo molto intenso che incanta l’uomo, è molto dolce e si affeziona a chi lo accudisce.

Molto giocherellone anche da adulto, ama ottenere ciò che vuole, a volte mette “il muso” se non viene accontentato.

Ama il gioco e può perfino essergli insegnato il “riporto” di una pallina, cosa che pochi gatti sono in grado di imparare.

Si adatta molto bene alla vita anche con i bambini perchè non è mai aggressivo.

Aspetto, colori e caratteristiche

Sacro di Birmania

Sacro di Birmania – Foto: Stefano Capellini di We Can Group (www.wecangroup.it)

Gatto dalle movenze e dal portamento molto eleganti.

Sua caratteristica sono i cosiddetti “guanti” cioè la colorazione bianco candida delle estremità delle zampe, dovuta ai geni siamesi. Sulle zampe posteriori inoltre è presente il “garretto”, cioè una striscia di bianco a forma di V sotto alla pianta della zampa. E’ una caratteristica NON gradita anche per le zampe anteriori.

I garretti sono ammessi SOLO dietro e devono essere 1/2 fino a 3/4. Anche più alti sono tollerati ma NON devono superare l’articolazione, invece i guanti anteriori sotto devono “chiudere” prima dello sperone. Se non chiudono o chiudono sotto lo sperone il gatto non è da show.

Il Gatto Sacro di Birmania nasce completamente bianco e raggiunge la sua colorazione finale nei 2-3 anni di età.

Gli occhi sono MEDI, leggermente OVALI e blu intenso.

Manto più corto sul muso, si allunga lungo il corpo fino a diventare da lungo a semilungo, abbondante nella collaretta, in particolare nei maschi.

E’ setoso con scarso sottopelo.

Colorazione delle punte: può essere seal, blue, chocolate, lilac, red e cream point, ma anche seal tortie point, blue tortie poin, chocolate tortie point, lilac tortie point. Gli stessi colori anche nella versione tabby, e dal 1/1/2015 anche nella versione smoke (per i non tabby) e silver (i tabby).

Peso: taglia media, maschio 5-7 kg,  femmina massimo 3,5 – 4,5 kg

Libri utili sul gatto Sacro di Birmania

Standard di razza del Gatto Sacro di Birmania:

  • Aspetto generale
    Taglia Media
  • Testa
    Forma Ossatura forte
    Fronte Leggermente arrotondata
    Guance Piene, leggermente arrotondate
    Naso Di media lunghezza, senza interruzioni (‘stop’), ma con una leggera incurvatura (‘indentation’)
    Mento Forte
  • Orecchie
    Forma Piuttosto piccole, con punte arrotondate
    Piazzamento Ben distanziate, leggermente inclinate, non troppo diritte sulla testa
  • Occhi
    Forma Non del tutto tondi, leggermente ovali, di media grandezza
    Colore Blu scuro
  • Corpo
    Struttura Abbastanza allungato. I maschi sono più massicci delle femmine
  • Zampe
    Corte e forti
    Piedi Arrotondati
    Guantaggio La caratteristica specifica dei “Sacri di Birmania” sono i piedi bianchi chiamati “guanti” sia alle zampe anteriori che posteriori”.
    I guanti devono essere assolutamente di colore bianco puro e si dovrebbero fermare all’articolazione o alla linea di passaggio tra il piede ed il metacarpo, linea che non dovrebbero oltrepassare.
    Guanti leggermente più lunghi sulle zampe posteriori possono essere tollerati.
    Sulla faccia plantare dei piedi posteriori i guanti bianchi terminano a punta (sperone). La terminazione ideale dei guanti è “V” rovesciata, tra la ½ e i ¾ della pianta del piede.
    Speroni meno o più alti sono accettabili ma non devono superare l’articolazione.
    È importante che i guanti siano di uguale lunghezza e che presentino simmetria di bianco, rispettivamente sulle due zampe anteriori e  sulle due posteriori, o ancora meglio, su tutte e quattro le zampe
  • Coda
    Di media lunghezza, a forma di piuma.
  • Mantello
    Struttura Da lunga a semilunga, secondo le parti del corpo: corta sul muso,
    gradualmente più lunga sulle guance fino ad una completa gorgiera; lunga su dorso e fianchi.
    Tessitura setosa.
    Leggero sottopelo.
  • Colore
    I Birmani mostrano i colori caratteristici dei gatti Siamesi ‘point’, ma con i quattro piedi bianchi (guanti).
    I ‘point’ includono muso, orecchie, zampe , coda e genitali.
    I ‘point’ dovrebbero essere di colore uniforme e ben contrastati rispetto al colore del colore del mantello sul resto del corpo.
    Colore del corpo: come descritto nella parte generale per i siamesi point.
    Il colore del corpo e dei ‘point’ sono completamente sviluppati solo nei gatti adulti.
  • Note
    I Sacri di Birmania hanno una morfologia particolare, peculiare especifica di questa razza.

Prezzi del gatto Sacro di Birmania

Il gatto Sacro di Birmania ha un costo che varia dagli 800 ai 1300€, anche 1700 per esemplari da competizione.

Cure

Il suo pelo è setoso e fa pochi nodi, per cui è abbastanza semplice da spazzolare, basterà una spazzolata settimanale, qualcosa in più nel periodo della muta.

Risorse e fonti

http://www.birmanidellecrete.sitiwebs.com/
R
ingrazio Barbara Bazzotti (Pawpeds graduated G1, G2 e G3 e membro della Commissione Nazionale Allevatori) per le correzioni e spunti.

http://www.sacrodibirmania.com/

Gatto Sacro di Birmania, tutto sui colori, il carattere, il prezzo
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