colpo di calore del gatto

Se il caldo da fastidio a noi, figuriamoci se non lo da agli animali: basta pensare che le mucche stanno producendo il 40% in meno di latte in questo periodo e i maiali non ingrassano per via dello stress, perché non mangiano.

Questo solo per dare una panoramica del danno che possono fare temperature così alte…

Abbiamo parlato e approfondito in questo altro articolo il discorso temperatura del gatto.

Gatto e caldo, un binomio che non sembra stonare granché.

Perché chi ha un gatto, in questo senso, è fortunato: i felini sono animali che derivano dalle zone calde del mondo (pensiamo all’Egitto) e che pertanto sono abituati a sopportare temperature più alte rispetto a quelle che possono “reggere” cani o bovini, che sono animali tipici dei climi freddi.

La temperatura interna di un gatto supera i 38 gradi, quindi quando per noi fa caldo, magari, per lui fa calduccio.

I suoi meccanismi di difesa sono la concentrazione delle urine per mantenere acqua nel’organismo (l’urina è molto concentrata, è per questo che puzza così tanto specie in estate) e ovviamente il leccarsi la pelliccia per inumidirla e fare in modo che la rifrazione dello strato esterno di aria aiuti a espellere il calore.

Meccanismi che funzionano, fin quando la temperatura non diventa insopportabile.

Il colpo di calore nel gatto: riconoscerlo

Il cosiddetto colpo di calore è una situazione dovuta al caldo ma non tanto alla temperatura, quanto al fatto che non c’è ventilazione.

Di solito se ne parla a proposito dei cani chiusi in auto in estate, ma sebbene sia più difficile che un gatto salga in macchina, può succedere anche a lui.

Verande, terrazzi privi d’ombra possono dare origine alla stessa situazione, ma il caso più tipico del gatto è quello del sottotetto: il padrone va in soffitta a prendere della roba, il gatto gli va dietro in silenzio, si mette in un angolo e dorme.

Il padrone non si accorge, chiude la soffitta e scende, e il gatto rimane lì, bloccato, nel sottotetto-forno senza acqua né via d’uscita.

Sempre chiedersi dove sia il gatto almeno una volta ogni ora quando le temperature sono così alte…

Ma come ci si rende conto che il gatto sta avendo un colpo di calore? È impossibile non accorgersene.

Troviamo infatti il gatto che respira forzatamente, a bocca aperta e con la lingua di fuori, come un cane (e già qui c’è qualcosa che non va); di solito è steso su un fianco, cerca di muoversi ma non ce la fa, può sbavare e a volte ha anche dei tremori.

Nei casi più gravi può avere addirittura scariche di diarrea o conati di vomito, dovuti ad un problema di azione del caldo sullo stomaco e sull’intestino.

E poi brucia, e se gli appoggiamo una mano sul petto sentiamo il battito cardiaco accelerato.

Consiglio: è sempre bene avere un’idea di quale sia il battito normale, per capire le differenze.

Andate adesso, che il gatto sta bene, e mettetegli una mano sul petto, tra le zampe anteriori.
Sentirete il cuore battere alla velocità regolare.

Colpo di calore: cosa fare

Ma cosa fare quando il gatto ha degli episodi del genere?

La prima cosa è assolutamente evitare di fare quello che si farebbe tutti: coprirlo di ghiaccio.

È il modo migliore per ucciderlo.

Il calore, infatti, deve essere dissipato dall’interno del corpo, verso l’esterno.

Il ghiaccio potrebbe sembrare utile, ma come sappiamo (quando ci facciamo male) stringe i vasi sanguigni della pelle e visto che è proprio il sangue a portare il calore da dentro a fuori, se io gli chiudo il passaggio il calore rimarrà tutto all’interno, aggravando la situazione.

La cosa migliore da fare, a mio avviso è questa: prima portarlo in una stanza ventilata, all’ombra, poi niente asciugamano bagnato (o, meglio, fatelo solo se non potete fare altro) ma una bottiglia di liquore, o alcool da cocktail, o alcool per le superfici.

Fate la doccia al gatto con quello. Sono pazzo? No.

L’alcool ha azione vasodilatatrice, e quando viene in contatto con una superficie a 40 gradi come il corpo del gatto evapora all’istante, ma lo fa portandosi dietro un po’ di calore (lascia una sensazione di fresco, giusto?); per cui dilata i vasi e porta via calore.

I vasi sono più grandi, arriva più sangue e l’alcool porta via altro calore, e così via, fino a ristabilire una temperatura quanto più normale possibile.

Se abbiamo un ventilatore, puntiamolo non sul gatto ma perpendicolarmente a lui: il calore che l’alcool porta verso l’alto verrà dissipato dall’aria e questa si rinfrescherà .

Ovviamente non si può prescindere da un veterinario: la doccia d’alcool è essenziale (altrimenti ci sta che non ci arrivi, dal veterinario) ma subito dopo bisogna telefonare ed avvertire che il gatto ha avuto un colpo di calore: poi si parte con la macchina e si raggiunge la clinica o l’ambulatorio.

Telefonare è importante perché mentre noi andiamo loro prepareranno l’attrezzatura, nello specifico una flebo a 36-37 gradi che rinfrescherà il sangue dall’interno.

E poi verranno effettuati gli esami per capire la situazione e i danni che il colpo può avere fatto.

Ricordiamo sempre che il colpo di calore è l’emergenza più pericolosa per la vita di un animale: più di un incidente, più di uno svenimento, più di una caduta dal quarto piano.

Quindi tanto sangue freddo, e tenere bene a mente le istruzioni che avete letto in questo articolo.

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