cosa dar da mangiare ai gatti

Se non avete mai avuto un gatto, e se siete alla vostra prima esperienza con questo animale, andremo in questo articolo a fare una panoramica generale del cibo per gatti e delle piccole indicazioni su cosa dare da mangiare ai gatti.

Analizzeremo quindi l’apparato digerente del gatto, ma parleremo anche dei suoi gusti, nonché delle varie tipologie di alimenti che si possono trovare in commercio e di quale sia il migliore da scegliere, fermo restando che non esiste una regola unica: ogni gatto è infatti diverso dagli altri gatti, e per ognuno si può trovare un’alimentazione specifica e migliore rispetto agli altri.

Cosa mangiano i gatti?

Iniziamo dal capire che cosa mangiano in natura i gatti, solo per capire qual è l’alimentazione che seguirebbero se fossero allo stato brado.

Il gatto in natura mangia i topi, ma anche gli uccellini, altri piccoli roditori e alcuni rettili (come le lucertole) che costituiscono nel complesso la loro preda. Di questi animali il gatto mangia tutte le parti, comprese le ossa e la pelle, e in generale le parti indigeribili (pensiamo alle piume), che non vengono digerite e si ritrovano poi nelle feci (infatti le feci di un gatto in natura non sono lisce come quelle del gatto domestico ma possono essere pelose oppure “piumate”).

Questo tipo di alimentazione si può replicare solamente in alcune situazioni (ad esempio, in campagna), mentre per i gatti domestici si deve cercare un alimento che sia adatto alla loro fisiologia.

Come alimentare un gatto

In commercio si trovano diversi tipi di “alimenti completi per gatti”, cioè alimenti che seguono le linee guida rilasciate da associazioni scientifiche hanno analizzato i fabbisogni del gatto, facendo così in modo che i gatti che utilizzano l’alimento completo non vadano incontro a carenze.

Gli alimenti per il gatto non sono però tutti uguali: ce ne sono di diverse tipologie, le seguenti.

  • Il cibo secco, ovvero i croccantini per gatti. Non è probabilmente il cibo migliore per gatti, ma sicuramente è il più comodo per il proprietario, ed è l’alimento con il quale si va più difficilmente incontro alle carenze.
  • Il cibo umido, che ha una composizione molto più simile (in particolare perché contiene molta acqua) a quella delle prede naturali del gatto. Esistono cibi umidi completi e complementari, dove i primi soddisfano sempre il fabbisogno del gatto, i secondi invece non ci riescono e vanno abbinati ad altri alimenti.
  • L’alimentazione casalinga, cioè una dieta appositamente formulata da un veterinario per le necessità specifiche del gatto, che può essere applicata solo ed esclusivamente a quel gatto, e non agli altri. E’ una soluzione personalizzata, quindi particolarmente adatta ai bisogni dello specifico gatto, ma richiede molto impegno da parte del proprietario.

Per ognuna di queste categorie esistono tantissime varianti (come si può intuire entrando in un negozio di animali qualsiasi…), e anche per la casalinga ci sono diverse “filosofie” che possono essere seguite.
La costante, però, deve essere sempre una, quella di evitare al gatto le carenze e gli eccessi.

Cibo preferito dai gatti

Per quanto riguarda il cibo preferito dei gatti… purtroppo, al momento, non si è capito qual è.
Sappiamo per certo che il gatto ha gusti diversi dai nostri (ad esempio, è praticamente insensibile al dolce), ma è difficile capire quale cibo un gatto apprezzi maggiormente; il motivo, ma sarà sempre una supposizione perché è difficile capirlo in via definitiva, è che ogni gatto ha i suoi gusti, come del resto succede con le persone.

Certo è che il gatto è particolarmente chiuso nei confronti dei nuovi alimenti, per cui una volta iniziato ad apprezzare quelli che ha sempre mangiato fin da piccolo probabilmente tenderà sempre a preferire quelli rispetto a tutti gli altri alimenti, anche se all’occhio umano appaiono di qualità migliore.

Per cui, nella scelta di cosa dar da mangiare ai gatti, paradossalmente molto dipende da quello che il gatto già mangiava prima di arrivare a casa vostra, perché può essere difficile cambiare alla radice cosa mangia il gatto: purtroppo abbiamo davanti un essere vivente, non un pupazzo a cui dar da mangiare quello che vogliamo noi. Da questo punto di vista, il cibo migliore per gatti non esiste.

Quantità di cibo per gatti da dare

Per quanto riguarda invece le quantità del cibo per gatti, questa dipende essenzialmente da tre fattori:

  • Il peso del gatto;
  • Lo stato fisiologico e patologico del gatto (obesità, movimento, ma anche malattie che può avere);
  • La concentrazione calorica dell’alimento, molto variabile.

Questo significa che tra alimenti molto simili (prendiamo due croccantini, anche della stessa marca) ci può essere molta variabilità nella quantità, quindi la cosa migliore da fare è seguire le indicazioni della confezione o, ancora meglio, farsi aiutare da un medico veterinario per il calcolo delle quantità migliori in base alle necessità del gatto.

Quante volte mangia un gatto

Infine, quante volte mangia un gatto?
In natura, un gatto mangia molte volte al giorno, perché è abituato a cacciare piccole prede che trova costantemente.
La soluzione ideale per l’alimentazione sarebbe quindi quella di lasciare il cibo sempre a disposizione… cosa che però lo mette fortemente a rischio obesità, specialmente in appartamento.

Per cui, il consiglio è di fornire l’alimento più volte al giorno, ma di fornirne la quantità totale di cui ha bisogno, non di più, per evitare il sovrappeso e le patologie ad esso connesse.

Gatti piccoli, gatte mamme, gatti anziani e malati

Quanto appena detto vale, naturalmente, per tutti i gatti ed è un discorso generale, ma cosa mangiano i gatti piccoli? E invece un gatto anziano? Per le situazioni particolari ci sono degli alimenti specifici (o bisogna formulare alimentazioni casalinghe specifiche) che permettano di soddisfare fabbisogni differenti rispetto a quelli del gatto adulto.
Tra le fasi più importanti troviamo:

  • I gattini: nella prima fase della vita devono bere il latte materno, o in sua mancanza il latte ricostituito specifico per i gattini; dopo lo svezzamento, invece, gli alimenti per gattini sono più energetici e più proteici rispetto a quelli per adulti;
  • Le gatte in lattazione: la lattazione è uno dei momenti più “pesanti” per una gatta, perché il suo latte è particolarmente ricco. Per questo in questa fase bisognerebbe passare ad un alimento molto ricco di proteine e grassi, che finiranno per lo più nel latte;
  • I gatti anziani: questi gatti hanno problemi di digeribilità e di smaltimento delle sostanze tossiche, per cui si dovrebbe optare per un alimento specifico, o formulato specificamente, per i gatti;
  • I gatti malati: la maggior parte delle patologie (non tutte, però!) si possono supportare e possono guarire o, almeno, non peggiorare, con un’alimentazione corretta.
    Esistono diversi tipi di alimenti formulati nello specifico per patologie, anche se la cosa migliore in questi casi è optare per una dieta casalinga specifica e personalizzata in base allo stato della malattia, che rappresenta la soluzione migliore.

Cosa NON dare da mangiare al gatto?

Se in linea di massima gli alimenti consentiti al gatto sono i diversi tipi di carne, pesci, alcuni vegetali per stimolare il transito intestinale, i carboidrati che vengono tollerati (anche se sarebbe meglio non esagerare), ci sono una serie di cibi tossici che non andrebbero forniti al gatto, anche se li apprezza, perché potrebbero causare diversi tipi di problemi.

Ecco un elenco dei principali:

  • Aglio e cipolla: sono due vegetali che contengono molecole in grado di distruggere i globuli rossi del gatto, causando anemia. Vanno evitati anche se sono ingredienti di altre preparazioni;
  • Cioccolato, tè e caffè: contengono metilxantine, tra cui teobromina e caffeina, che provocano problemi al sistema nervoso del cane;
  • Uva e uvetta: causano insufficienza renale acuta al gatto, anche se il principio attivo attualmente è sconosciuto;
  • Alcool: è tossico per il gatto, stimola il sistema nervoso e può portare a conseguenze molto gravi come il coma;
  • Pasta in lievitazione: è tossica per due motivi, il primo è che il lievito produce sostanze tossiche, il secondo che la pasta si può espandere nello stomaco causando ostruzione.

Questi sono solo i principali tra i diversi alimenti tossici che il gatto non deve mangiare per nessun motivo; altri alimenti potrebbero causare invece al gatto degli squilibri nutrizionali, ma questi (cibo per cani, dolci, alimenti grassi) possono diventare pericolosi solo se somministrati a lungo termine e non nel breve termine, per cui non ci sono rischi tossicologici urgenti se il gatto una volta, e per sbaglio, dovesse mangiarli.

Da leggere dopo:

E tu come nutri il tuo gatto? Con crocchette ed umido oppure segui una alimentazione casalinga? Se hai domande o vuoi chiedere consigli su cosa dare da mangiare un gatto, scrivilo nei commenti e saremo felici di rispondere.

Cosa dare da mangiare ai gatti: i primi consigli pratici
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