Granuloma eosinofilico gatto terapia cause e cura

Il complesso del granuloma eosinofilico nel gatto si manifesta nei gatti spesso con un gonfiore localizzato molte volte nel labbro, ed è una reazione allergica anche questa, come abbiamo visto nella dermatite atopica. Abbiamo trattato le malattie della pelle del gatto in una serie di articoli e video realizzato con la dott.ssa veterinaria Beatrice Martinelli, e qui vediamo la sua esperienza anche con la sua gatta con il granuloma eosinofilico felino.

Sintomi del granuloma eosinofilico

I sintomi del granuloma eosinofilo del gatto variano a seconda di come si manifesta, può esserci prurito, gonfiore, lesioni, placche, anche non pruriginose. Molto spesso il granuloma eosinofilico si sviluppa assieme alla dermatite atopica, nel contesto di una reazione allergica a cqualcosa, che può essere una reazione a qualche alimento, il morso della pulce  o qualche parassita.

Il complesso del granuloma eosinofilico può comprendere diverse manifestazioni come:

  • placca eosinofilica
  • ulcera indolente
  • granuloma lineare eosinofilico

La placca eosinofilica si manifesta con intenso prurito, placce ben definite, lesioni su tutto il corpo o localizzate.
L’ulcera indolente è tipicamente localizzata nel labbro superiore, si vede perché il gatto presenta un labbro gonfio, può allargarsi prograssivamente ed essere anche non pruriginosa.
Nel granuloma eosinofilico il gatto spesso ha una singola lesione di dimensioni variabili, spesso senza prurito, e spesso compare sulla coscia del gatto, sul mento e sul labbro.

Lascio ora la parola alla dottoressa, che ci racconta la sua esperienza con il granuloma eosinofilico.

“Arriviamo a questo grande problema che poi appartiene sempre alle dermatiti allergiche, il complesso del granuloma eosinofilico, che è anche detto collagenolitico, quindi con un problema nel collagene a livello sempre cutaneo.

Il granuloma eosinofilico si presenta con queste placche terribili, untuose, con ulcere, che possono colpire prevalentemente il mento e le labbra.

La mia gatta personale ce l’ha, sembra Jessica Rabbit, la chiamo così quando gli viene, e nel mio caso non l’ho mai trattata, perché dura un certo numero di settimane, il mio gatto mangia, non ha problemi, quindi se non lo vedo dolorante o con prurito, eccetera, io evito di utilizzare dei medicinali, so che ha una durata e basta. Può colpire le zampe, anche le zampine all’interno e anche i padiglioni auricolari.

Normalmente la parte più colpita comunque  sono le labbra, io l’ho visto sempre li, però l’ho visto anche in altre parti nella mia gatta, anche nelle zampe.

Lo si vede subito perché il gatto perde completamente il pelo nei punti dove ce l’ha, nel labbro si gonfia molto, vedete proprio all’interno delle ulcere e purtroppo anche lì quando la questione diventa più grave, e il sintomo è più grave, si utilizza il cortisone fino alla remissione del nostro granuloma eosinofilico.

Questo granuloma eosinofilico ritornerà?
Ebbene sì, signori, perché è sempre una patologia allergica, nel momento in cui il nostro gatto per qualsiasi motivo può avere un il sistema immunitario un po’ più labile, può saltare fuori, e può saltare fuori sempre nello stesso posto, oppure ad esempio alla mia gatta è venuto, non lo so per quale motivo, nelle zampe, in tutte e due quelle davanti mi pare. Ovviamente lo vedevo perché cercava di leccarsi, gli dava fastidio e di conseguenza in quel caso lì le ho dato un po di cortisone, perché era stressata dal fastidio, il labbro gli dava meno fastidio, poi ogni gatto è a sé.

Può essere che invece un gatto che ce l’ha nelle labbra per la pressione del cibo sia fastidioso e allora se non mangia bisogna assolutamente ricorrere al prednisolone, che questa è la molecola di cortisone che di solito si utilizza, si da per le settimane finchè il problema va a remissione, quindi non abbiamo una data con cui concludere la terapia: quando non vederemo più il granuloma vuol dire che possiamo smettere col cortisone.

Il granuloma eosinofilico, se è pruriginoso, può dare adito a delle infezioni batteriche secondarie, anche qui il veterinario cercherà di vedere dei batteri nelle aree, farà lo scotch test e farà gli esami citologici, se vede batteri bisogna associare al cortisone anche il famoso antibiotico, perché si deve curare anche la parte batterica, perché anche la parte batterica purtroppo dà il prurito, per cui trattando anche la parte batterica avremo una diminuzione anche del prurito, per cui dobbiamo ovviare da tutte e due le parti.

Un’altra patologia, e con questo concludo, che appartiene al granuloma eosinofilico è l’ulcera indolente del gatto, che viene sulla bocca ed è proprio un’ulcera che non va mai via.
E’ sempre su base allergica, ha anche una parte necrotica, di solito nel bordo del labbro del gatto, però per fare la diagnosi sicura bisogna fare una biopsia del labbro, per poter essere sicuri che sia un ulcera indolente.
Anche in questo caso si può provare, essendo appartenenti alle malattie allergiche come il granuloma eosinofilico, con i corticosteroidi, il cortisone, per abbassare la reattività immunitaria.”

Da leggere dopo:

Io ringrazio la dottoressa per le preziose spiegazioni, se hai un gatto con il granuloma eosinofilico scrivimi pure la tua esperienza nei commenti, così da essere utile anche ad altri proprietari di gatti che magari non sanno cosa fare. Ti lascio con il video in cui la dottoressa spiega il granuloma eosinofilico assieme alla dermatite atopica del gatto.

Granuloma eosinofilico gatto: terapia, cause e cura
5 (100%) 7 votes

Potrebbe interessarti:

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *