pet therapy con gatti

Abbiamo visto in un primo articolo introduttivo che cos’è la pet therapy e per quali casi può aiutare davvero molto. In questo articolo vedremo invece quali animali sono impiegati per fare pet therapy e quantoè diffusa la pet therapy con gatti.

Gli animali che si ritengono più diffusi negli interventi sono senza dubbio i cani e, successivamente, i gatti.

Ma sappiamo bene che ogni animale può risultare adatto, dipende dagli intenti e dal tipo di terapia che si vuole mettere in atto.

Vengono infatti impiegati anche i cavalli, gli asini, le tartarughe, i criceti, conigli, pappagalli, delfini e pesino gli elefanti.

Pet Therapy con il cane

Si potrebbe pensare che ci siano alcune razze di cani più adatte alla Pet therapy, ma in realtà quello che conta è il carattere del cane.

Il cane, per essere adatto ad essere addestrato alla Pet Terapy, deve essere un cane socievole, che viene distratto poco dagli stimoli esterni, assolutamente non aggressivo, ma neanche timido. Deve amare il contatto umano ed essere toccato ed accarezzato.

Il cane, come tutti gli animali impiegati nella pet therapy, viene guidato da un operatore addestrato, che lo guiderà nelle attività, per questo è importantissimo il rapporto cane-conduttore, che si occupa anche di controllare il benessere del cane durante la terapia, e in cui il cane ripone totale fiducia.

Pet Therapy con il gatto

Certo si sa che il gatto è un animale difficilmente ammaestrabile, ma può essere adoperato positivamente nella pet therapy per le sue caratteristiche naturali.

Ci sono diversi vantaggi nell’utilizzo del gatto nella pet therapy: gatto è un animale piccolo, quindi può stare agevolmente in grembo, facilitando il contatto con pazienti che hanno difficoltà a muoversi o a contenere un animale più grande.

Il gatto gradisce le coccole e le carezze, non suda e non ha odori particolari. Le fusa è poi risaputo che abbiamo un effetto altamente terapeutico.

Gatto e pet therapy

Gatto e pet therapy

Il gatto può giocare con qualsiasi cosa, divertendo e rilassando il paziente.

Riesce ad instaurare una relazione intensa con la persona, anche in questo caso vanno prediletti gatti dal carattere mite, paziente, che amano il contatto umano.

A volte si preferisce, anziché trasportare il gatto in un ambiente a lui sconosciuto, portare la persona malata od oggetto di Pet therapy, in un ambiente con gatti preparati a questo.

Si instaura così una relazione in cui la persona può osservare ed interagire con il gatto in un ambiente protetto e naturale per l’animale, costruendo quindi un rapporto virtuoso e positivo.

Ci sono specifici corsi di approfondimento per operatori di Pet Therapy che vogliono fare da conduttore del gatto, te ne parlo nel successivo articolo.

Una razza di gatto molto impiegata nella pet therapy è il Ragdoll, detto anche “bambola di pezza”. E’ un gatto molto docile, che, come dice il nome, sopporta di buon grado di essere sollevato e maneggiato. Ma se un gatto è docile può essere impiegato nella pet therapy anche se non di razza.

Pet therapy con cavalli ed asini

L’ippoterapia viene utilizzata sia come aiuto fisico in caso di difficoltà motorie, sia come aiuto psicologico, come per le pet therapy con altri animali.

Fu lo studioso francese Chassigne, nel 1870, a consigliare l’equitazione per problemi di paraplegia, disturbi neurologici, emiplegia, in quanto a cavallo si è stimolati a mantenere una posizione eretta e ad assecondare i movimenti dell’animale.

In Italia stenta un po’ a diffondersi, è l’ANIRE, l’ Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione Equestre ad utilizzarla per prima in Italia 26 anni fa.

Pet therapy asini onoterapia

Pet therapy con asini onoterapia

La terapia con il cavallo aiuta nelle persone ansiose a dominare la propria apprensione, ad instaurare un rapporto di fiducia con l’animale, ad apprendere una comunicazione non verbale positiva.

In numerose fattorie didattiche italiane si sta diffondendo anche la pet therapy con gli asini, o onoterapia.

L’asino è un animale paziente, morbido al tatto, meno imponente del cavallo, ed è utilizzabile quindi con beneficio per favorire il trattamento di bambini iperattivi o autistici, depressione, stress, disturbi alimentari, anche se non è ancora riconosciuta dalla comunità scientifica.

Questi sono alcuni centri dove si pratica l’onoterapia:
– Asinomania (Eugenio Milonis), via di Valle Iuva, 1, Introdacqua (AQ). Tel. 086447501
– Agriturismo Montebaducco, via Boiardo, 26, Salvarano di Quattro Castella (RE). Tel. 0522886375
– Azienda agricola Lungaserra Valle Pesio, via Vigna, 2 bis, Chiusa di Pesio (CN). Tel. 0171734514
– Oasi degli asini, Contrada Croce Santa, 3° Km, Rosolini (SR). Tel. 346 0824961

Pet therapy con i delfini

Ancora meno diffusa in italia è la delfino-terapia, ossia la Pet therapy con l’ausilio dei delfini.

La DAT (Dolphin Assisted Therapy) , terapia assisitita con i delfini, non è ancora riconosciuta dalla medicina tradizionale, ma numerosi studi indicano un notevole effetto positivo sui pazienti con autismo, sindrome di Down, deficit del linguaggio, disturbi depressivi, nevrosi e molti altri,

Furono Betsy Smith e David Nathanson dell’Università di Miami, ricercatori USA, negli anni ’70, a proporre questo tipo di terapia.

Conosciamo bene tutti la straordinaria intelligenza di questo mammifero acquatico e la sua “solidarietà” con l’uomo, oltretutto pare che anche il suo verso abbia proprietà benefiche, pari alle fusa del gatto.

Pet therapy con pappagalli, tartarughe, criceti, conigli

A seconda del tipo di terapia necessaria, dell’ambiente e delle circostanze, numerosi animali d’affezione e non sono impiegati nella pet therapy.

Conosciamo ad esempio il caso dell dell’Associazione Gran galà dei Pappagalli che ha introdotto in varie case di riposo di Treviso dei pappagalli addestrati, che hanno donato ore piacevoli agli ospiti anziani

Oppure l’esperienza nell’Ospedale pediatrico di asola, dove sono stati introdotti dei conigli per alleviare la pesantezza delle cure per i bambini.

Quindi ogni animale, adeguatamente protetto e conosciuto, con l’aiuto di un conduttore, può essere fonte di beneficio e co-terapia per i pazienti.

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