A chi di noi non è mai capitato, passeggiando per le strade della capitale, di imbattersi in vere e proprie colonie feline? I gatti di Roma, sono infatti una specie di istituzione, spuntano fuori da ogni angolo e da oggi, un libro, ce ne racconta tutti i particolari più divertenti.

A scriverlo -insieme con la giornalista Lilli Garrone– è Monica Cirinnà, una grande passione per i diritti civili, la natura, e appunto, gli animali.  I gatti di Roma. Storie, curiosità e leggende dei gatti che hanno popolato e popolano le vie della capitale, questo il titolo della pubblicazione edita per i tipi di Newton Compton Editori (pagg.314, euro 12) offre a gattari e non una divertente disamina di leggende e curiosità legate al mondo dei gatti romani, racconta storie, svela intricati enigmi.

Punto di partenza sono i primi rilevamenti felini nella capitale, una presenza che è registrata a partire da almeno otto secoli prima della nascita di Cristo e che nei secoli, negli anni successivi, si è sempre più intensificata fino a rendere il gatto vero e proprio protagonista della vita cittadina, a farne insomma, l’animale domestico che conosciamo, amiamo, accarezziamo, coccoliamo oggi.

Attraverso le pagine del libro è possibile non solo venire a conoscenza di tante divertenti curiosità, aneddoti, storie insolite che raccontano di gatti del passato, ma anche fare una vera e propria passeggiata virtuale per le strade di Roma, esplorarne le piazze, i vicoli, conoscerne i monumenti più o meno famosi, tutti legati l’un l’altro da un filo conduttore: quello di essere popolati dai nostri adorati amici pelosi. Il tour suggerito da Cirinnà e Garrone ci conduce per mano da Villa Medici a Torre Argentina, passando per Palazzo Grazioli, fino alla chiesa di San Giovanni dei Fiorentini famosa, negli anni ’90, per essere stata una delle prima in Italia ad aver aperto le sue porte ai gatti (ma non solo) durante le celebrazioni religiose.
Leggi anche: I gatti di Torre argentina, il mio reportage

E’ bello seguire in questa passeggiata romana tutte le indicazioni delle autrici, scovare angoli nascosti, perdersi nella bellezza eterna della capitale, e per chi decidesse di fare questo viaggio non solo con la fantasia, ma gambe in spalla, tappa obbligatoria è il delizioso, unico, pelosissimo  Romeow Cat Bistrot, un piccolo ristorante nel quartiere ostiense popolato da gatti che si mescolano pigramente ai clienti, rigorosamente vegetariani, che vi si avvicendano.
In quale altra città poteva nascere un bistrot del genere, se non  a Roma, colonia felina per eccellenza?

Da leggere dopo:

A spasso per Roma, tra le sue bellezze e i suoi gatti
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2 commenti
  1. Il dottore
    Il dottore dice:

    I gatti fanno da tempo parte della cultura del nostro paese più di quanto pensiamo. La storia che acchiappavano i topi che mangiavano le sementi è stata molto più importante, in passato, di quanto si pensi, anche se nessuno ne parla.

    Rispondi

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