Cortisone per gatti, Prednisone e Prednisolone, chiariamoci le idee

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Generalmente quando viene prescritto dal veterinario del cortisone per gatti è perché è in corso una attività infiammatoria e bisogna contrastarla. Succede anche in noi umani, che ci vediamo prescrivere cortisone e steroidi dal medico.

Cortisone o steroidi, cioè o corticosteroidi sono una classe di ormoni prodotti naturalmente dalla ghiandole surrenali e servono ad un sacco di cose nell’organismo, in genere legate alle risposte del sistema immunitario, che quando deve combattere contro qualcosa, si infiamma.

Ma sono coinvolti anche nel metabolismo dei nutrienti e nel mantenimento dei livelli di elettroliti nel sangue.

Perché viene prescritto il cortisone?

In genere il cortisone per gatti viene prescritto per la sua attività antiinfiammatoria, per trattare condizioni infiammatorie lievi e per sopprimere la condizione infiammatoria a causa di una risposta allergica dell’organismo. In dosi elevate il cortisone è anche immunosoppressore.

Sono dei farmaci veramente utili sia per i gatti che per gli esseri umani perché consentono di trattare anche malattie potenzialmente letali e se usati correttamente si riesce a tenere a bada i potenziali effetti collaterali.

Ovvio che la risposta infiammatoria del corpo ha una sua utilità, altrimenti la natura non la avrebbe attivata, e sospenderla per lungo tempo può causare altri problemi all’organismo, per cui i corticosteroidi vanno presi con criterio, specie se utilizzati come immunosoppressori.

Quali corticosteroidi si usano?

In genere i corticosteroidi prescritti sono realizzati sinteticamente e includono prednisone, prednisolone, desametasone, triamcinolone e metilprednisolone. Si utilizzano farmaci preparati sinteticamente perché sono molto più efficaci e controllabili rispetto alle forme naturali. Un farmaco di uso comune è il Deltacortene ed anche il Bentelan.

Il cortisone e i corticosteroidi per gatti devono essere somministrati sotto controllo veterinario per monitorare gli eventuali effetti collaterali.

Effetti collaterali del cortisone per gatti

Cortisone, prednisolone e corticosteroidi hanno effetti collaterali che possono verificarsi a breve e a lungo termine.

Gli effetti collaterali a breve termine possono essere:

  • aumento della sete e della minzione
  • aumento della fame
  • generale perdita di energia
  • sviluppo o peggioramento di infezioni (soprattutto infezioni batteriche della pelle)
  • vomito o nausea (meno comune)

Alcuni gatti possono diventare diabetici durante la cura con i corticosteroidi, per dopo tornare alla normalità una volta sospesa la somministrazione.

Questi effetti collaterali dei cortisoni a breve termine possono essere eliminati controllando il dosaggio o la frequenza di somministrazione, oppure cambiando tipo di corticosteroide.

Gli effetti collaterali a lungo termine possono essere:

  • infezioni del tratto urinario (UTI), che si verificano fino al 30% dei pazienti. Il monitoraggio per lo sviluppo di UTI si ottiene eseguendo colture di urina periodiche. Un paziente che riceve steroidi potrebbe non manifestare i soliti sintomi di infezione del tratto urinario, poiché lo steroide sopprimerà l’infiammazione e il disagio comunemente associati a un’infezione delle vie urinarie. In molti casi, l’urinocoltura può essere l’unico modo per rilevare l’infezione.
  • sviluppo di pelle sottile, punti neri e pelo scarso o sottile
  • scarsa capacità di guarigione delle ferite
  • sviluppo dell’obesità a causa dell’aumento della fame
  • debolezza muscolare secondaria al catabolismo proteico (rottura)
  • sviluppo di placche o macchie dure sulla pelle chiamate calcinosi cutanea. Queste placche sono il risultato della deposizione di calcio nella pelle.
  • suscettibilità alle infezioni batteriche opportunistiche o secondarie
  • aumento della suscettibilità alle infezioni fungine (soprattutto della cavità nasale)
  • predisposizione al diabete mellito

Gli effetti collaterali a lungo termine in genere si presentano quando i corticosteroidi sono utilizzati per più di 3 o 4 mesi, in particolari a dosi che diventano immunodepressive.

Cos’è la sindrome di Cushing

La sindrome di Cushing, detta anche iperadrenocorticismo, o ipercortisolismo, è un insieme di segni clinici causati spesso da una somministrazione eccessiva di corticosteroidi e include i seguenti sintomi:

  • aumento della sete e della minzione,
  • aumento delle infezioni del tratto urinario,
  • infezioni della pelle e dell’orecchio,
  • aspetto “panciuto”,
  • assottigliamento della pelle
  • perdita di peli

L’insorgenza di questa sindrome dipende da gatto a gatto e nella maggior parte dei casi regredisce una volta terminata la cura con il cortisone.

Cos’è il prednisone e il prednisolone per gatto?

Il prednisolone per gatti è un corticosteroide utilizzato per molte condizioni del gatto come antiinfiammatorio, immunosoppressore e anche antineoplastico in caso di cancro.

In molti animali il prednisone viene convertito in prednisolone dal fegato, quindi anche se sono due farmaci diversi, possono dirsi equivalenti, ma nel gatto questo non avviene, per cui è meglio utilizzare il prednisolone.

In genere il prednisolone si trova in forma di compresse o liquido e va somministrato per via orale, anche con il cibo, o tramite iniezioni dal veterinario.

Come usare il cortisone per gatti

Il cortisone per gatti va somministrato sotto controllo veterinario, ed in genere è un farmaco sicuro ed efficace per i gatti. Vanno osservate le indicazioni del veterinari per prevenire gli effetti collaterali e trovare il dosaggio giusto.

In genere solo le malattie immuno-mediate pericolose per la vita richiedono l’uso quotidiano di steroidi a lungo termine.

Per le altre malattie, in genere si prevede una cura temporanea all’inizio del trattamento.

In genere vengono prescritti per massimo 1-2 settimane, per poi ridurre le dosi fino a terminare l’assunzione. È importante anche non saltare somministrazioni per non interferire con i livelli presenti nel corpo. Se ci si dimentica una dose di cortisone per gatti, che in genere va dato sempre alla stessa ora, si può somministrare quando ci si ricorda, ma se l’orario ormai coincide con la dose successiva è bene dare solo la dose successiva e saltare quella che si è dimenticata.

In genere se il cortisone è prescritto a un gatto per una dermatite o per prurito, va somministrato a giorni alterni.

Durante la cura con il cortisone per gatti, il veterinario farà dei controlli periodici per monitorare la situazione, come analisi del sangue, analisi delle urine e controllo della pressione.

I corticosteroidi possono essere farmaci salvavita e migliorare la qualità della vita di molti gatti. Lavorando a stretto contatto con il tuo veterinario, puoi somministrare in sicurezza questi farmaci e fornire al tuo gatto i più alti standard di cura. Se hai domande o dubbi sui farmaci del tuo gatto, contatta il tuo veterinario, è importante collaborare con lui in armonia e fiducia per un buon esito delle terapie.

La fonte di questo articolo è vcahospitals.com.

Alternative naturali al cortisone per gatti

Non esistono rimedi naturali che possano sostituire al 100% il cortisone per gatti, ma ci sono dei principi attivi esistenti in natura che possono aiutare le risposte immunitari e la loro modulazione nell’organismo.

In fitoterapia viene utilizzato il Ribes nigrum, contenuto ad esempio nel Ribes Pet, che è un antistaminico naturale e aiuta a l’organismo a produrre cortisolo e a reagire alle infiammazioni. È la sostanza che ha un effetto il più simile possibile all’assunzione di cortisone.

Inoltre esiste Cortipet che è un antiinfiammatorio naturale spesso consigliato per dermatiti e benessere del pelo e della cute.

Fammi sapere nei commenti se hai già usato cortisone per gatti, prednisolone o altro e in quali casi, per arricchire le conoscenze reciproche sulla salute dei gatti.

Esistono inoltre numerosi rimedi naturali alternativi al cortisone di cui vi invito a leggere la descrizione sul sito Elicats.

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4 commenti
  1. M.VIRGINIA CESARINI
    M.VIRGINIA CESARINI dice:

    Interessante l articolo, soprattutto le differenze tra i tipi di cortisonici ma la sindrome di cushing è nel cane e NON nel gatto. Meglio precisarlo prima di creare allarmismi.

    Rispondi

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