Etologo: cosa fa e come diventarlo

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Etologo etologia cosa fa

L’etologo è lo studioso del comportamento animale, mentre la scienza che studia il comportamento è definita etologia.
Letteralmente il significato di etologia è “studio del carattere” o “studio del costume”.

E’ una definizione che viene utilizzata soprattutto per riferirsi allo studio del comportamento degli animali non umani, ma esiste anche l’etologia umana.
In questo articolo parleremo del primo aspetto: l’etologia animale e la figura dell’etologo degli animali non umani.

Ti starai domandando, quindi, cosa fa in pratica l’etologo. L’etologo studia, osserva e registra!

Il suo lavoro ha varie sfaccettature e tocca vari ambiti, ma essenzialmente l’etologo osserva un animale o un gruppo di animali, registra con strumenti i loro comportamenti e successivamente li analizza in modo scientifico.

Grazie a questa raccolta e analisi dei dati può capire qualcosa in più sugli animali, ad esempio come comunicano fra loro, come organizzano la caccia, quali comportamenti usano per il corteggiamento.

Inoltre può comprendere come gli animali si rapportano all’ambiente che li circonda e, nel caso degli animali domestici, come essi si relazionano all’uomo, o viceversa.

Le osservazioni posso essere fatte in ambiente naturale oppure in un ambiente “artificiale”, come un parco zoologico, o in laboratorio.

Etologia e benessere animale

Una delle definizioni di benessere animale è: “uno stato di salute completa, sia fisica che mentale, in cui l’animale è in armonia con il suo ambiente”.

Quindi, il benessere globale comprende anche il benessere “mentale”, e conseguentemente, la possibilità di vivere senza stress e in linea con le proprie caratteristiche comportamentali.

Lo studio del comportamento, lo studio della relazione con l’ambiente e, nel caso di alcune specie, della relazione con l’uomo sono importanti mezzi per migliorare la vita degli animali.

L’attenzione verso il benessere animale e la relazione con l’uomo fortunatamente sta aumentando negli ultimi anni e tutti noi, esperti e amanti degli animali, non possiamo che esserne contenti!

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Etologia cognitiva e cognitivo-relazionale

L’etologia cognitiva studia il comportamento concentrandosi sul come gli animali imparano e si adattano alle situazioni, sulle capacità di memoria e di risolvere i problemi, ma anche sulle emozioni e sulle motivazioni del soggetto, come individuo unico e come individuo appartenente ad una specie o razza.

Per l’etologia cognitiva l’animale ha una mente complessa che elabora gli stimoli e dà risposte grazie a tutto un bagaglio di informazioni innate, apprese e modificate a seconda delle inclinazioni e della capacità di scelta dell’animale.

L’aggettivo relazionale si riferisce all’ambito della relazione, del rapporto tra individui, anche di specie diversa: nel caso degli animali domestici la relazione con l’uomo, in particolare con il proprietario, è fonte di benessere e di arricchimento per entrambi, ovviamente se costruita sulle basi giuste, come la fiducia.

Leggi anche: Gatti e bambini, come convivere serenamente

L’etologo degli animali d’affezione

Negli ultimi decenni stanno assumendo sempre più importanza le figure professionali che studiano il comportamento degli animali tenuti come “pet”, per compagnia.

Gli etologi che si occupano di animali come cani e gatti di solito osservano l’animale nella casa dove vive con il proprietario o preparano un “setting” apposito per fare dei test comportamentali (sempre non invasivi e rispettosi del benessere animale).

Alcuni esempi: l’etologo osserva e registra i comportamenti di gioco nei gatti di casa oppure osserva il comportamento dei cani che, accompagnati dal proprio proprietario, incontrano persone estranee in un contesto preparato appositamente.

Ci sono anche studiosi che osservano i gatti di colonia e i gruppi di cani vaganti. Lo studio del comportamento non permette solo di conoscere qualcosa in più sulle specie di animali che ci circondano, ma è importante per capire come poter tutelare gli animali nel loro ambiente, o come organizzare i parchi zoologici in modo che le esigenze comportamentali degli animali – e quindi il loro benessere – siano soddisfatte, o come migliorare la relazione tra gli animali domestici e l’uomo.

Dallo studio nelle università si è passati anche alla pratica nella società, dove gli animali convivono con l’uomo, per aiutare i proprietari e chi si prende cura degli animali a relazionarsi al meglio con loro.

Questo permette di avere animali amati e rispettati per le loro caratteristiche di specie e individuali.
Permette di iniziare bene la convivenza con un peloso e risolvere piccoli grandi problemi che possono nascere, uno su tutti il rischio di stress nei nostri animali.

L’etologia del gatto

Ed eccoci arrivati al protagonista del sito, il gatto.
Il gatto è un animale molto amato, ma spesso poco conosciuto dalle persone nelle sue caratteristiche etologiche.

Oggi gli esperti conoscono abbastanza l’etologia felina, grazie a studi sulle colonie, sui gatti nei gattili e, seppur in misura minore, sui gatti di casa.

Sappiamo quali sono le fasi di crescita comportamentale del gattino, che tipo di giochi i gatti preferiscono (sono quelli che mimano la caccia!), come comunicano con i propri simili, attraverso segnali corporei e odorosi – i feromoni.

Abbiamo capito che sono molto territoriali e che un cambiamento nel loro ambiente o l’arrivo di un altro gatto nel territorio può stressarli.

L’osservazione dei gatti e di come si relazionano ai propri simili e all’uomo ci spiega che amano contatti a bassa intensità quando sono rilassati. E ci fa capire che… i gatti non sono cani! E ovviamente non sono piccoli umani.

Hanno un modo diverso di comportarsi e di relazionarsi tra loro, con noi e con l’ambiente.

Un esempio: tutti avremo osservato che i gatti amano salire in alto. Questa è una caratteristica che i cani non hanno. Domandiamoci il perché e il perché è così importante saperlo.

I gatti amano stare in alto per tre motivi principali: uno è il loro istinto di cacciatori di piccole prede, uno è il bisogno di controllare il territorio e uno è il fatto che si sentono sicuri, al riparo.

Quindi, per soddisfare le esigenze del gatto e per aiutarlo a sentirsi sicuro è bene dargli la possibilità di salire verso l’alto, in modo che possa vivere… in tre dimensioni!

Cosa può fare per i proprietari l’etologo che si occupa di gatti? Può aiutarli ad accogliere al meglio il gatto, a crescere il cucciolo, a inserire un nuovo gatto in casa, a preparare il gatto all’arrivo di un bebè, a gestire problemi comportamentali, anche in collaborazione con altre figure professionali.

In sostanza, aiuterà a costruire una relazione equilibrata e soddisfacente per entrambi, umani e pelosi.

Come si diventa etologo? E’ una domanda un po’ complessa, infatti non esiste un corso di laurea vero e proprio in Etologia, cioè un corso dove si studia per tre o cinque anni solo etologia.

Questo anche perché la professione dell’etologo, dal punto di vista della legge, non è regolamentata, diversamente ad esempio da quella del medico o del biologo o dello psicologo (che hanno albi professionali).

Qui sotto ti parlo anche di etologi famosi, e ci accorgiamo che avevano come base di studi discipline diverse: medicina, biologia, scienze agrarie, e che poi si erano specializzati nello studio dell’etologia.

Quindi cosa si può fare per diventare “studiosi del comportamento animale”?

Quello che mi sento di consigliare è scegliere una base di studio in ambito scientifico-naturalistico, quindi, per fare alcuni esempi, un corso di studi in biologia o scienze naturali che abbiano al loro interno alcune materie inerenti l’etologia.

Anche medicina veterinaria può essere una buona base. E’ necessario però approfondire le conoscenze e le competenze studiando anche dopo la laurea e affiancandosi a chi già è esperto.

Gli etologi si trovano soprattutto all’interno delle università come ricercatori e docenti.
Posso farti un esempio relativo al percorso che ho fatto io: mi sono iscritta al corso di laurea in biologia, scegliendo un indirizzo che contenesse vari insegnamenti di etologia; all’ultimo anno ho affiancato una mia professoressa che si occupava di scimmie e, per la tesi di laurea, mi sono rivolta ad un gruppo di ricerca costituito da medici veterinari che studiano il comportamento degli animali d’affezione, in particolare cani e gatti.

Dopo la laurea ho continuato a studiare e ad occuparmi di ricerca scientifica in università e ho conseguito un master in “etologia degli animali d’affezione”, concentrandomi sul comportamento di cane e gatto e sulla relazione uomo-animale.

Ci sono anche professionisti che hanno un titolo di studio di base che non ha a che fare con l’etologia, ma che seguono master e corsi successivamente.

Esistono anche tanti libri, più o meno specialistici, che parlano di etologia. Gli etologi di cui ti parlo qui sotto ne hanno scritti di validi, ma senza pratica e studio sul campo non ci si può improvvisare etologi.

Per quanto mi riguarda, credo che sia fondamentale un percorso teorico e pratico, prima o dopo, dentro l’università.

Etologi famosi: Lorenz e Mainardi

Konrad Lorenz, medico austriaco nato agli inizi del 1900, è definito il padre dell’etologia.
In realtà già prima di Lorenz veniva studiato il comportamento, sia in natura, basandosi solo su osservazioni, sia in laboratorio, attraverso esperimenti.

Lorenz però è considerato il fondatore del moderno studio del comportamento degli animali nel proprio ambiente naturale.

Famosi sono gli studi di Lorenz sull’imprinting (cioè la capacità di riconoscere fin da subito e seguire la madre o il primo individuo visto alla nascita) degli uccelli.

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Un altro etologo celebre è Danilo Mainardi, italiano, scomparso quest’anno.
Biologo appassionato di divulgazione scientifica ed etologia, ha studiato soprattutto il comportamento sociale e sessuale degli animali.

Lo abbiamo potuto ascoltare nelle trasmissioni di Piero Angela, Quark e Superquark, invitato per parlare di comportamento animale e per… disegnare!

Si, perché Mainardi era anche un bravo disegnatore e rappresentava gli animali con simpatici schizzi mentre ne descriveva le caratteristiche e il comportamento.

Esistono anche studiosi che si dedicano al mondo degli insetti, come Giorgio Celli, anch’esso italiano, laureato in scienze agrarie ed entomologo, cioè “studioso degli insetti”, con un particolare interesse per il comportamento e le capacità di apprendimento delle api.

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Hai qualche domanda relativa all’etologia in generale o all’etologia dei gatti? Scrivila pure nei commenti, sarà lieta di risponderti.

Dott.ssa Eva Ricci, etologa.

 


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13 commenti
  1. Silvia
    Silvia dice:

    Salve dottoressa vorrei sapere se la figura dell’etologo rispecchia chi è coinvolto in progetti mensili o settimanali per studiare gli animali nel loro habitat e migliorarne le condizioni

    Rispondi
    • Eva Ricci
      Eva Ricci dice:

      Potrebbe essere un lavoro ” da etologo”, ma, seppur non esista un percorso si studi univoco per “fare etologia”, ci sono comunque dei titoli e percorsi di studio che possono permettere a una persona di definirsi “etologo”. Ci sono biologi che si occupano di studiare gli animali selvatici nel loro habitat (non solo per quanto riguarda gli aspetti etologici”) per conoscerli meglio e salvaguardarli, tendenzialmente si definiscono “zoologi” o “faunisti”.

      Rispondi
  2. Federica
    Federica dice:

    Ciao sono Federica e volevo un consiglio.
    Ho una gatta di 9 anni che ha sempre vissuto a casa di mia mamma con giardino con un cagnolino è un altro gatto.
    Ha sempre avuto un comportamento solitario e non troppo affettuoso.
    Durante la quarantena è stata male è andata in coma ipoglicemico per diabete, e Così
    Me ne sono occupata io che vivo in appartamento.
    Sono riuscita a farla guarire con le mie cure e l’ho anche salvata perché la seconda volta è andata in coma iperglicemico.
    Adesso sta bene continuiamo con insulina ma la dose è scesa, mangia, beve , fa i bisogni nella sua lettiera, ogni tanto mi sbuffa e mugola se l accarezzo.
    Ho notato però che si lecca e mordicchia molto , infatti aveva anche due macchie uguali senza pelo nella parte del pube, ed il veterinario mi ha detto che dipende dallo stress. Quando va in terrazza Osserva molto fuori , forse non si è abituata al nuovo ambiente perché avendo vissuto per 9 anni in giardino forse ora sarà un po’ sacrificata.
    Avete qualche consiglio da darmi ??
    Grazie per la vostra disponibilità.

    Rispondi
    • Dott.ssa Eva Ricci
      Dott.ssa Eva Ricci dice:

      Ciao, è possibile che sia lo stress (anche se in questi casi sarebbe di prassi fare una visita specialistica dermatologica). Se non è possibile riportarla dove viveva prima, si può provare ad arricchire il suo ambiente di vita con nascondigli, oggetti, tiragraffi alti, giochi… si possono anche far attività mentali, di problem solving. Esistono feromoni e integratori. Queste sono indicazioni molto molto generali, dovrebbe essere fatta una valutazione da un esperto in modo da capire se la causa dello stress è solo il confinamento o anche altro (anche la sola malattia crea stress psicologico) e come modificare l’ambiente e le interazioni adattandoli al soggetto.

      Rispondi
  3. Cristina
    Cristina dice:

    Buonasera Dottoressa,
    Ho trovato il suo articolo molto interessante. Ho studiato biologia umana in triennale e poi bioanalisi in specialistica. Ora lavoro in un’azienda di analisi. Ho una gatta da 12 anni, aiuto delle ragazze che si occupano di una colonia felina da 6 anni ed ho adottato una seconda micia da due. Osservando quest’ultima approcciarsi ad un micio che è stato in pensione da me 1 mese per l’estate, mi sono resa conto che mi interessa capire scientificamente come funzionano i rapporti tra felini e se è possibile che esistano gatti in grado di aiutare psicologicamente i loro simili. Ho dimenticato di dire che il micio che ha trascorso la vacanza da noi ha subito qualche anno fa dei maltrattamenti ed ha delle crisi di abbandono, secondo me, che manifesta aggredendo l’essere umano. Vorrei capire come poter approfondire l’argomento, intraprendendo anche un percorso di studi. Grazie in anticipo per la sua disponibilità. Saluti.

    Rispondi
    • Dott.ssa Eva Ricci
      Dott.ssa Eva Ricci dice:

      Salve, per avere un parere sulla situazione specifica tra i suoi gatti, può contattare un esperto. Le posso dire che esistono animali che hanno una motivazione di cura ed aiuto innata. Per quanto riguarda il percorso di studi, il master che ho seguito io all’Università di Pisa per etologi non esiste più, ma è possibile che in altre università ci siano corsi analoghi. Esistono anche corsi in “scuole” private per consulenti, l’importante è che il percorso sia approfondito e tenuto da docenti con qualifiche universitarie

      Rispondi
  4. Sonia
    Sonia dice:

    Buonasera, mi sto’ molto appassionando nella conoscenza di questa materia soprattutto nel riguardo del comportamento dei gatti. Che libri potrebbe consigliarmi? Attualmente sto’ leggendo la vita emotiva dei gatti di Moussaieff Masson ma mi piacerebbe anche leggere altro grazie

    Rispondi
  5. roberta
    roberta dice:

    Buongiorno dottoressa, ho due micie sorelle di 15 anni, da sempre vivono assieme 80% in casa e 20% in giardino. Ognuna ha i l suo posto sul divano e sulla sedia davanti al camino. Hanno da sempre caratteri completamente diversi.Da un po’ di tempo ogni tanto litigano (soffiano o vengono alle “mani”. Io le tratto allo stesso modo, non ho preferenza

    Rispondi
    • Dott.ssa Eva Ricci
      Dott.ssa Eva Ricci dice:

      Salve, per capire come mai ci sono queste tensioni andrebbe fatta una valutazione specifica. I fattori possibili sono molti, da problematiche fisiche a cambiamenti che hanno portato stress, le consiglio quindi di rivolgersi ad un esperto

      Rispondi
  6. Manuela Castrogiovanni
    Manuela Castrogiovanni dice:

    Buonasera dottoressa. Mi chiamo manurla e ho una gattina di 1 anno, Maki,adottata al gattile ddlla mia isola, Lipari. Maki è una gattina sensibile, intelligente e qualcuno dei miei amici l ha definita “empatica” perche e molto attenta ai nostri umori e ststi danimo, li aquisisce immediatamente e cerca anchr di orvi rimedio s suo modo. E io e mio marito discutiamo (fortunatamente non spesso) lei inozia a creare guai per attirare lattenzione e faric smettere. Se guardiamo un film triste fa la stessa cosa. Se sente un bimbo piangere in tv prima piange e poi scappa. Sto facendo dei lrogressii nel compfemdere alcuni suoi modi di fare ma cr una cosa che ancora non riesco a caure e che non ho trovato da nessuna parte. Allora,ei ha u. Suo peluche preferito, una zebra bianca che era mia. Di solito la tiene con se, ci dorme insieme e non se ne separa mai
    Da qualche giorno invece, vediamo che la porta in giro per casa. Ce anchd da dire che sta anche cambiando un po una sua abitudine. Tutto linverno quando io finivo di lavare i piatti ldi veniva dame sul divano e dormiva cosi tutto il pomeriggio. Adesso invece quando io mi. Metto sul divano lei mi porta la sua zebra e va a dormire fuori nel suo balcone. Ce un significato? Oggi ho pensato che potrebbe volermi dire “io vado fuori ma ti lascio lei per farti compagnia”
    Potrebbe essere?
    Grazie e scusi per i messaggio kilometrico

    Rispondi
    • Dott.ssa Eva Ricci
      Dott.ssa Eva Ricci dice:

      Secondo me l’interpretazione che ha dato in merito al comportamento della gatta che lascia la zebra vicino a lei è un po’ una antropomorfizzazione ? e a volte è difficile anche per noi esperti capire le intenzioni profonde degli animali, in più non conosco la gatta, la famiglia e non ho visto il comportamento (dovrei fare una analisi ad hoc); tuttavia non escludo che possa essere una forma di comunicazione con lei. Potrebbe ad esempio portarle il pupazzo come quei gatti che portano le prede alla famiglia. Oppure potrebbe considerare il divano (e perchè no, la sua presenza) come luogo sicuro per lasciare un oggetto che per lei ha valore.

      Se avesse bisogno comunque di consigli per comprendere meglio la sua gattina e migliorare ancora di più la vostra relazione, può rivolgersi agli esperti, etologi o veterinari comportamentalisti

      Rispondi
  7. Piero Tozzi
    Piero Tozzi dice:

    Sono medico psichiatra e psicologo che corsi posso fare per diventare etologo cioe psicologo felino senza essere veterinario?

    Rispondi
    • Dott.ssa Eva Ricci
      Dott.ssa Eva Ricci dice:

      Salve, io consiglio corsi universitari ma al momento non ne conosco di attivi (io ho frequentato un master universitario in etologia degli animali d’affezione a Pisa, ma ora non è attivo). Vi sono poi vari corsi di “scuole” private, alcuni possono essere validi, secondo me l’importante è che abbiano nel corpo docente anche veterinari comportamentalisti. Ricordo che un etologo non veterinario non può diagnosticare patologie del comportamento e non può prescrivere farmaci, la sua attività è volta a prevenire stress e patologie del comportamento e ad aiutare i proprietari a gestire il gatto nel rispetto delle sue caratteristiche di specie e di individuo :)

      Rispondi

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