Il gatto: cura e nutrizione

gatto in inverno

Affascinante ed enigmatico, ma anche affettuoso e coccolone. Il gatto è questo… e molto di più! Non sorprende, pertanto, il suo essere entrato nelle case di un sempre maggior numero di famiglie, delle quali è diventato un membro “a tutti gli effetti”, un componente vero e proprio.

E proprio perché tale, essenziale è prendersene cura nella maniera corretta, senza trascurare nessun aspetto della sua esistenza, dai piccoli giochi che lo rendono tanto contento, ai comodi giacigli dove poter schiacciare un pisolino, alle periodiche visite dal veterinario.

Non bisogna dimenticare, ovviamente, la giusta nutrizione, in relazione all’età ma anche alla stagione in corso. In particolar modo durante il periodo invernale, è necessario mettere in atto degli importanti accorgimenti, giustificati proprio alla luce delle temperature più severe.

Prima di scoprire quali, illustriamo però innanzitutto quelli che sono gli aspetti fondamentali da tener presente in una sana alimentazione.

Come scegliere il miglior alimento

Il miglior alimento per il gatto è un alimento completo e bilanciato, dall’adeguato apporto di nutrienti, ma anche appetitoso e digeribile.

Va considerato che siamo in presenza di un animale carnivoro, la cui alimentazione deve essere per tal motivo rappresentata da cibi di provenienza animale. In natura i carboidrati “acquisiti” dal gatto derivano solitamente da ciò che hanno ingerito le sue prede.

E ciò vuol dire che il cibo secco per gatti – sul quale concentriamo in questa sede la nostra attenzione – deve prevedere un basso contenuto di cereali in generale. Ma come rendersene conto? Bisogna leggere l’etichetta: se il primo ingrediente è di origine animale (diciture come “carne di pollo” o “carne fresca di…”) saremo di fronte ad un buon prodotto, al contrario se ad esempio troviamo nei primi 3-4 ingredienti riso o cereali, il prodotto in questione conterrà un rilevante quantitativo di carboidrati, le proteine animali saranno in percentuale ridotta, e dunque non sarà ottimale per il nostro gatto.

Di grande importanza è quindi tenere conto della composizione dell’alimento, ovvero della lista degli ingredienti presenti in ordine decrescente, che comprende altresì gli additivi, ossia le vitamine o i minerali aggiunti alla composizione stessa.

Sull’etichetta, poi, sarà anche riportata la composizione analitica, relativa ai macro e micro gruppi di nutrienti apportati dall’alimento, espressi in percentuale.

A cosa prestare attenzione durante l’inverno?

Esattamente come l’uomo, anche il gatto risente delle basse temperature, ragion per cui fondamentale è tenere conto di questo aspetto, prestando particolare attenzione alla sua alimentazione,ma non senza consultareil veterinario di fiducia e tenere conto dello stile di vita del gatto.

Un gatto che vive principalmente in natura, con il sopraggiungere dell’inverno affronterà uno sforzo supplementare per riscaldarsi, il che si “traduce” in maggiori calorie bruciate rispetto alle altre stagioni del calendario, ed in maggiore bisogno di nutrienti.

L’alimentazione, pertanto, sarà più ricca e corposa, e andranno privilegiati alimenti come crocchette e paté a base di carni bovine, di pollo e di suino, il pesce e le verdure.

Per consentire al gatto di mangiare ogni volta che ne ha bisogno, è bene lasciare sempre a disposizione in un punto riparato del cibo secco e dell’acqua, in presenza di temperature eccessivamente rigide andrà evitato il cibo umido, che potrebbe congelarsi.

Diversa è la situazione di un felino che trascorre la maggior parte del tempo tra le pareti domestiche: in questo caso è sempre bene tenere sotto controllo le dosi, per via dello scarso movimento.

Anche l’idratazione è importante: indispensabile sarà garantire sempre una ciotola di acqua fresca e pulita, cambiandola spesso per evitare il rischio di gelate se posizionata all’esterno, e tenendola lontano dalle fonti di calore se collocata, invece, all’interno del proprio appartamento.

Ulteriori consigli

Se per un gatto che vive in casa è sufficiente mettere a disposizione un luogo asciutto e privo di correnti, per quello che vive all’esterno o è abituato ad un regime di semilibertà, il “modus operandi” è diverso.

È necessario infatti in tal caso costruire appositi “rifugi”, opportunamente “equipaggiati”, che tengano al caldo ed al riparo dagli agenti atmosferici, ed in cui poter riposare e dormire in tutta sicurezza.

La temperatura corporea del micio, infatti, sebbene più alta di quella dell’essere umano, non preserva da freddo ed umidità. E ciò nonostante il suo mantello durante l’inverno diventi più fitto.

Utile è infine provvedere con maggiore cura alla tolettatura del mantello stesso, così da stimolare il rinnovo del sottopelo, importante barriera contro i climi rigidi.

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