pantera cartier

Spesso la moda, per le sue creazioni, si è ispirata al mondo animale, in particolar modo a quello dei felini, che con la loro eleganza nei movimenti e l’aspetto fiero sono da sempre considerati sinonimo di femminilità. Tigri, pantere e leopardi non solo indossati, ma anche portati con fierezza sotto forma di gioiello, come il caso di Cartier e la sua pantera.

Dame à la Panthèer

Affascinante, elegante, ma anche lussuosa e preziosa è la pantera, specialmente quella di Cartier, che dal 1927 si arrampica maestosa su gioielli e orologi realizzati dalla famosa maison francese. Il mito del fascino felino, come marchio distinguibile di Cartier, prese vita nel 1914, quando George Barbier, su commissione di Louis Cartier, dipinse la Dame à la Panthèer.
L’acquerello, raffigurato qui a lato, rappresentante una donna elegantemente vestita con una pantera nera distesa ai suoi piedi, venne usato come invito ad una mostra di gioielli Cartier ed ottenne un successo tale da diventare da subito, nell’immaginario collettivo, icona del brand.

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I grandi felini, già agli albori del XX secolo, erano considerati la massima espressione della sensualità femminile. Tra le donne che all’epoca animavano le notti parigine, era in voga adottarne uno e così fece anche la marchesa Luisa Casati, ospitando nella sua casa veneziana, ora sede del Guggenheim, due ghepardi.
Nello stesso anno in cui fu commissionato il quadro, venne alla luce il primo orologio Cartier con richiami felini, caratterizzato da una superficie maculata, aprendo una strada che si rivelerà un enorme e fastoso successo. Bisogna aspettare fino al 1933 affinché la pantera diventi un gioiello nella sua interezza, ciò avvenne grazie alla nuova direttrice Carrier Jeanne Toussaint, che ne realizza una raffigurazione completa per impreziosire con un gioiello il suo beauty case.

Panter cartier

Considerata la Coco Chanel dei preziosi, Jeanne ha svolto un ruolo determinante, nel portare il brand nell’Olimpo dei gioielli e rendere un’icona indiscussa la pantera di Cartier, e assieme a lei il designer Peter Lemarchand, che ebbe il merito di studiare i felini allo zoo per lungo tempo, con lo scopo di tradurre i suoi disegni in magnifici gioielli. Soltanto nel 1948, per la prima volta, la pantera divenne tridimensionale, su esplicita richiesta del principe Edoardo duca di Windsor, che desiderava farne omaggio alla moglie; un anno dopo, sempre i Windsor comprarono un’altra spilla, questa volta si trattava di una spilla a forma di pantera in platino montante diamanti e onici su uno zaffiro cabochon da 152 carati, un gioiello da capogiro e sempre più felino.

Famosa per i suoi gioielli da sogno, la maison francese ha all’attivo una storia costellata di successi, come le sue pantere, tempestate di pietre preziose che le rendono uniche e inimitabili. Proprio l’anno scorso Cartier, per celebrare i 100 anni del feticcio felino, ha organizzato una mostra in suo onore al Grand Palas di Parigi e realizzato una serie di gioielli totalmente dedicata alla pantera, composta da 56 pezzi.

Una storia che dura un secolo, un fascino intramontabile, un marchio inimitabile, un animale femminile ed elegante che ha ancora davanti a sé una vita lunga e affascinante, senza minimante dimostrare la sua età: il sogno di ogni donna.

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