Medicina veterinaria olistica, di che cosa si tratta?

medicina veterinaria olistica integrata

Il termine “olistico” è spesso abusato e per questo motivo ha perso di credibilità, ma tornando al suo significato più autentico io mi auspico veramente che la medicina veterinaria olistica sia considerata un approccio da applicare ad ogni intervento sulla salute animale.

Ho potuto incontrare la dott.ssa Isabella Scantamburlo, medica veterinaria comportamentalista, che dopo anni di pratica veterinaria “tradizionale”, con specializzazione chirurgica, si è innamorata della medicina integrata, ossia la medicina veterinaria che considera ogni individuo come unico e che, con l’approccio della medicina olistica, considera l’individuo nella sua interezza, non come singolo organo malato.

Ho deciso quindi con lei di creare una serie di video sul canale YouTube di MicioGatto per raccontarvi questo bellissimo approccio alla medicina veterinaria, iniziando dalla presentazione generale della medicina integrata, per poi proseguire con dei video sulla fitoterapia, la micoterapia, l’omotossicologia, l’aromaterapia e molto altro.

Se preferisci, invece di leggere questo articolo, ascoltare direttamente le parole della dott.ssa Scantamburlo, ecco a te il video, altrimenti prosegui nella lettura:

Vi presento la dott.ssa Scantamburlo che ci parla di Medicina Integrata

La Medicina veterinaria Integrata

Riporto le parole della dott.ssa Isabella Scantamburlo che ci illustra il suo percorso di medica veterinaria ed il suo approccio con la Medicina Integrata.

Parla la dott.ssa Isabella Scantamburlo

Sono Isabella Scantamburlo, medico veterinario da moltissimi anni, laura nel ’94, abilitazione nel ’95 e mi sono sempre occupata di piccoli animali, cani e gatti che sono comunque sempre stati il mio interesse principale.

Mi sono occupata sempre di medicina interna, di chirurgia di base, ma soprattutto ho sempre coltivato negli anni la mia passione per la medicina comportamentale, poi formalizzata con un titolo di studio di Medico veterinario esperto in comportamento animale dopo la frequentazione di un master di II livello.

Nella mia professione mi occupo di quella che è la medicina di base, è come se io fossi il medico di famiglia e poi mi occupo in maniera specialistica della medicina comportamentale.

Negli ultimi anni io e la mia socia ci siamo avvicinati alla Medicina Integrata, stiamo frequentando la scuola Triennale in medicina integrata. La mia collega inoltre si occupa già di omotossicologia.

La medicina integrata è una visione in primis, perché quando noi ci approcciamo al paziente e alla sua patologia per noi è doveroso vedere il paziente nella sua interezza, ovvero cerchiamo di non vedere solo la sua patologia, ma di vedere lui inserito in un contesto nucleo familiare, con quella difficoltà e con quella patologie.

La medicina integrata ci aiuta ad affrontare le varie problematiche con più armi, sostanzialmente, come se dovessimo affrontare una battaglia e utilizziamo tutto quello che possiamo utilizzare. Ovviamente con delle evidenze scientifiche per cui medicina integrata significa utilizzare tutto quello che la medicina offre, non soltanto la medicina allopatica che è quella medicina che noi utilizziamo abitualmente, ma di inserire discipline veramente preziose come la fitoterapia, l’aromaterapia o medicina aromatica, la micoterapia, per poi passare anche attraverso i sali di schussler e poi oltre.

Quindi abbiamo tantissime opzioni che sono veramente molto importanti, ma soprattutto sono molto utili e ci permettono quindi di impostare un piano terapeutico che va veramente oltre a quella che è la medicina allopatica.

La visione della medicina integrata è una visione olistica: questa parola è stata veramente abusata nel tempo e ha delle connotazioni a volte New Age che non c’entrano nulla con il suo significato originale. “Olistico” significa: io vedo te nella tua unicità di paziente, vedo te inserito in un ambiente e in una sistemica familiare.

Quindi io vedo tutto a 360 gradi in tutti gli aspetti della vita, con gli aspetti anche relazionali. Quando noi ci approcciamo e ipotizziamo un piano terapeutico io non posso disgiungere quello che io ho reputo opportuno fare su quel paziente dalla sua famiglia: io vedo la tua patologia, vedo te nella tua unicità e nelle tue difficoltà.

Non è possibile applicare in maniera così rigida un protocollo, certo i protocolli ci aiutano e noi siamo pieni di linee guida come veterinari, come i medici, sono linee guida preziosissime che ci aiutano a stabilire qual è l’iter corretto ed è fondamentale che noi lo conosciamo e lo seguiamo, ma oltre a questo c’è di più, nel senso che il paziente è unico e risponderà in maniera unica anche alla terapia.

Un approccio con la fitoterapia

Si pensa sempre che il rimedio naturale sia il innocuo e vada sempre bene, ma non èassolutamente così come non è assolutamente vero che un principio sintetico sia assolutamente dannoso o pericoloso. Bisogna, quando abbiamo un approccio medico, avere proprio anche una mentalità scientifica, senza pregiudizi.

La fitoterapia è la base della farmacologia. Partendo da questo sappiamo quanto possa essere preziosa, ma anche difficile da utilizzare perché non è maneggevole. La fitoterapia è la scienza che si occupa delle cure e delle prevenzioni fatte con le piante, le piante che poi nei loro principi attivi vengono proprio considerate “delle droghe” vegetali, si chiamano proprio così.

La storia della fitoterapia è bellissima, articolata, lunghissima, ha seguito l’essere umano in tutta la sua evoluzione. Noi abbiamo avuto una “fase magica” che è la fase dell’uomo nella Preistoria, poi abbiamo avuto circa verso il V secolo a.C. la fase in cui si è sviluppato il pensiero scientifico, quindi sono nate le medicine orientali tra cui la medicina tradizionale cinese che è una realtà assodata fantastica e poi abbiamo avuto, se vogliamo fare un escursus, Ippocrate, poi Galeno dal quale noi abbiamo tratto la parola che indica le nostre ricette galeniche, poi siamo andati verso il Medioevo, poi siamo ritornati con Paracelso, fino ad arrivare a Galileo Galilei a Newton e infine ai tempi molto più recenti dove abbiamo tratto dalla fitoterapia principi come l’atropina, la stricnina, la chinina quindi i prodotti che sono storici e ancora utilizzati in medicina sia umana che veterinaria fino ad arrivare verso il 1890 all’acido acetilsalicilico, cioè l’aspirina.

ecco per cui per cui la fitoterapia è affascinante proprio perché ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione ma è la base della nostra farmacologia quindi conoscerla ci dà un aiuto adesso le case farmaceutiche e le case che producono nutraceutici sono molto sensibili infatti abbiamo tantissimi prodotti che si basano sull’affittoterapia e sono efficaci bene Mi fa molto piacere e quindi l’affitto ecco quando io parlo di queste discipline non significa che c’è un approccio solo l’approccio integrato Cosa significa uso tutti gli approcci che io ritengo opportuni per quel paziente per sintomatologia come dicevo prima è un utilizzo di più armi rispetto a quella battaglia che vogliamo intraprendere

Un accenno alla micoterapia

Un altra disciplina bellissima della medicina integrata e la micoterapia. Quando parliamo di micoterapia sembra quasi che parliamo di un “mondo magico” con funghi medicinali, invece non è assolutamente così. Se noi pensiamo che la penicillina o la ciclosporina che è un immuno-modulatore, la disofulvina che è un antimicotico utilizzato in veterinaria tantissimo eanche in umana e altri prodotti che sono stati utilizzati in ginecologia umana ad esempio e anche veterinaria, sono tutte di derivazione della micoterapia.

I funghi medicinali sono molto conosciuti nelle medicine tradizionali orientali soprattutto nella medicina tradizionale cinese e hanno un fascino incredibile, ma hanno una valenza scientifica assodata. Tra le caratteristiche della micoterapia abbiamo la sua capacità di essere immuno-modulante, di essere adattogena, che è una cosa importantissima quando sia le persone che gli animali affrontano determinati percorsi terapeutici, drenante per il rene, detossificante per il fegato, chelante con nei confronti dei metalli pesanti, agiscono anche si è visto a livello di crescita cellulare anomala e sono di grandissimo sostegno nelle cure chemioterapiche.

In più hanno influenza anche nella coagulazione del sangue essendo fluidificanti.

Anche in questo caso tutta la micoterapia va usata con cognizione di causa. Ci sono tantissime interazioni e si tratta proprio di farmaci veri e propri, perché hanno attività farmacologica quindi non ci si improvvisa, vanno conosciuti e utilizzati con cognizione di causa e competenza ma sono un’arma fantastica. Abbiamo già degli integratori veterinari che si basano sulla micoterapia

L’aroma terapia o medicina aromatica

Nei blog trovo scritto di tutto: non si tratta di profumazione d’ambiente…questa cosa l’ho trovata scritta e hi ha raggelato, ridicolizzano veramente tanto una disciplina medica.

L’aromaterapia fa parte della fitoterapia, gli olii essenziali sono fondamentali. Il loro utilizzo è molto più recente rispetto alle altre discipline perché i primi libri sono stati scritti negli anni 20, per cui è una disciplina anche relativamente giovane, ma lo studio degli oli essenziali e degli idrolati che sono dei coprodotti della produzione degli olii essenziali è veramente importante

Una delle caratteristiche che salta agli occhi degli oli essenziali è il loro effetto antimicotico. Hanno capacità antibatterica e antivirale, importante in un periodo storico come il nostro dove l’antibiotico resistenza è un problema che è e sarà sempre più grande.

È importante abbinare all’antibiotico la potenzialità dell’olio essenziale proprio per riuscire a contrastare questo antibiotico-resistenza e riguarda sia il mondo veterinario, ma soprattutto il mondo umano. Ricordiamoci che è importantissimo il concetto di sanità globale: non posso disgiungere la sanità e la qualità della sanità animale da quella umana e viceversa.

Gli olii essenziali possono essere utilizzati in spray, in diffusione, per via topica, via orale, ma soprattutto in medicina comportamentale hanno un grande utilizzo perché tutto rientra in quella che è la fisiologia dell’olfatto sia nostra che degli animali. Gli odori vengono percepiti dal nostro sistema sensitivo in due maniere, arrivano alla corteccia e poi arrivano al sistema limbico, la parte più antica del nostro sistema nervoso, dove risiede la memoria dove risiedono veramente i ricordi più antichi, tanto è vero che tutti noi abbiamo un ricordo che è collegato ad un odore più che ad una immagine.

Grazie a questo collegamento con il sistema limbico anche negli animali collegandosi all’emozione io posso lavorare sull’aspetto emozionale per poter ottenere altri obiettivi e questo può essere un grandissimo aiuto. Qui sono stata molto riduttiva nella spiegazione degli olii essenziali, però hanno potenzialità incredibili.

Sali di Shussler e Omotossicologia

Abbiamo anche altre cose che possiamo fare, ad esempio usare sali di Schussler, che sono degli attivatori, non sono degli integratori e poi il l’omotossicologia che non è di mia competenza, ma è di competenza esclusiva della mia collega.

L’omotossicologia è un punto di incontro tra l’omeopatia e la medicina allopatica che è la medicina tradizionale. Però l’omotossicologia utilizza sì i rimedi omeopatici nelle varie diluizioni e dinamizzati, ma li utilizza a dosi ponderali quindi li utilizza con delle dosi che possiamo calcolare e li utilizza dopo un iter diagnostico che è tipico della medicina tradizionale.

Quindi anche con degli esami, test diagnostici, non c’è la visita omeopatica, che è tutta un’altra cosa ed ha un’altra logica che non trova secondo me nessun tipo di denominatore comune con la medicina tradizionale. Quindi utilizziamo i rimedi omeopatici ,li utilizziamo però dopo un percorso tradizionale e li utilizziamo mediante però delle dosi ponderali. Anche l’omotossicologia nasce per essere complementare.

Conclusioni

Quello che a me preme sottolineare è come queste discipline debbano essere usate insieme affinché il loro effetto sia sinergico ed è questo poi il senso della medicina integrata.

Per quanto riguarda i gatti tutte queste discipline noi le applichiamo e tra le varie patologie la prima che mi viene in mente anche forse per perché è molto molto frequente sotto tutti i problemi di osteoartrite, quindi molti nutraceutici che noi abbiamo a disposizione anche per i gatti si basano su sulla fitoterapia: troviamo ad esempio la curcuma e quindi la utilizziamo tantissimo in questa affezione. L’omotossicologia viene praticata dalla mia collega soprattutto ad esempio nell‘insufficienza renale cronica del gatto o nei problemi dermatologici del gatto, mentre la micoterapia oltre ad utilizzarla come integratori nelle mie prescrizioni in medicina veterinaria comportamentale, i funghi trovano a mio avviso forse la loro più grande espressione nei pazienti oncologici.

Ed che rileggendo le parole della dott.ssa Isabella Scantamburlo riportate in questo articolo mi rendo conto ancora di più dell’importanza della medicina integrata e sono davvero felice di iniziare con lei tutta una serie di video e articoli su questi argomenti.

Fammi sapere nei commenti se questi argomenti sono interessanti per te e per i tuoi gatti, se segui questo tipo di approccio, se il tuo veterinario lo segue e quale delle discipline citate ti interessa di più.

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