report alimentazione gatto

“Va pure detto però che quando qualcuno riesce a trasformare degli scarti di macellazione in patè a cinque stelle e ad avere anche un mercato in crescita… Chapeau”.

Così si conclude il servizio di Report riguardante i mangimi per animali, i mangimi industriali.

Personalmente mi ha fatto ridere, perché sono cose che sapevo (e che penso si sappiano un po’ tutti, ma si fa finta di nulla). Io entro nei negozi di animali e mi metto a ridere, leggo i volantini dei mangimi e mi metto a ridere.

Sono pazzo? Quello di sicuro, ma le invenzioni, a volte davvero assurde, del marketing mi fanno troppo ridere, ma tanto tanto.

Cioè davvero si può pensare che quando la pubblicità ci dice che quel detersivo lava meglio degli altri sia vero?

O che quella bibita faccia meglio delle altre sia vero?

O che l’assorbente che assorbe meglio degli altri sia vero?

Sappiamo benissimo che essendo pubblicità è fatta solo per spingere sugli acquisti.

Dai, non scherziamo.

Lo sappiamo più o meno tutti che nei mangimi industriali c’è il peggio del peggio,in particolare in alcuni prodotti…

Qualche esempio

Io, da veterinario, seguo delle aziende alimentari umane, una in particolare che prende il pesce fresco, lo pulisce, poi lo surgela e lo vende surgelato.

E gli scarti? Teste del pesce, lische, code, pelli? Alle otto e mezzo del mattino quando ci vado io ho trovato diverse volte il camion della *****, società di cibo per cani che non cito ma è una marca famosissima, che paga all’azienda 1 centesimo al chilo gli scarti.

A loro conviene venderli a questi, piuttosto che all’azienda dello smaltimento che invece vuole essere pagata, per portarteli via.

E questo io lo vedo nell’azienda che produce pesce, dove affettano tra l’altro pesce spada, non so se facciano anche i salmoni…

Di sicuro quel 4% di salmone dentro ai mangimi cui parla la puntata di report è 4% di salmone, si, ma probabilmente è la pelle del salmone.

O del bovino è il polmone, o del pollo sono le parti di carne attaccate alle ossa.

Del melograno… No, lì sono i grani veramente. Tanto in dieci chili ce ne mettono un grammo, un chicco solo.

Ma c’è, ed è quello che fa la differenza.

Il marketing ci fa credere che…

Insomma, pagare tanto per i mangimi industriali è un’operazione che siamo stati ben abituati a fare da chi ha i soldi, dalle società di produzione di cibo sia umano che animale.

Sponsor degli allevatori, sponsor dei veterinari, sponsor delle mostre canine, sponsor dei negozi di alimenti, insomma basta andare in un posto dove ci sia un cane o un gatto, anche in casa di qualcuno, ed è impossibile non vedere il logo di una delle marche. Impossibile, fateci caso.

Chiaramente, i soldi li hanno loro e a volte, purtroppo, i colleghi veterinari sono assoggettati (per quanto in questi anni si stia diffondendo sempre più consapevolezza): perché cercare di capire qualcosa di alimentazione quando c’è un’azienda che produce Renal, Epatic, Intestinal, già pronti per me e che mi da anche tutta la documentazione scientifica che mi spiega anche il funzionamento di quel mangime?

Problema fondamentale è che spesso i veterinari di alimentazione ne sanno davvero poco.

Ricordo, con grande rammarico, che quando c’era lezione all’università di Alimentazione e Nutrizione Animale ero praticamente solo (cioè, non ero solo perché c’era l’obbligo di frequenza) perché moltissimi altri, che oggi sono colleghi, si facevano altamente gli affari loro. Non è un’accusa, molti si sono informati successivamente sull’alimentazione, però purtroppo in università viene data scarsa importanza a questi argomenti, o almeno così era fino a qualche anno fa.

Questo porta, oggi, alcuni colleghi che non conoscono qual è la quota di proteine massima della dieta di un gatto.

Questi veterinari, che già di partenza sanno poco e che poi vengono “aiutati” dalle aziende mangimistiche come fanno a non consigliarli?

gatti stupefatti

Intendiamoci: non sto dicendo che gli altri siano incompetenti, ci mancherebbe.

C’è il bravissimo chirurgo, il bravissimo cardiologo, il bravissimo oculista, e il bravissimo oncologo, e sicuramente anche i veterinari a cui vi rivolgete nel loro campo sono bravissimi. Ma nessuno è perfetto, e la maggioranza di noi ha un difetto.

Quello di conoscere troppo poco di alimentazione. Per cui è chiaro che quando andate da un veterinario, insieme a visita e medicine, vi consiglierà anche di cambiare mangime, spesso anche quando ci sono colleghi che si occupano di nutrizione a cui potreste rivolgervi, ma non ve lo dicono o, in buona fede, non ci pensano.

Le diete casalinghe

Io nella mia attività formulo diete casalinghe, cotte e crude, per cani e gatti [Nota: l’aggiornamento è del 2018, ai tempi in cui scrissi l’articolo stavo ancora imparando affiancato da un collega].

Si tratta di prendere numeri, fare calcoli, rapportarli ad altri numeri che vengono dalle analisi del sangue, dalla razza, dal paziente…

Formulare una dieta completa e bilanciata è molto difficile da fare, e infatti di veterinari nutrizionisti che non ti consigliano le crocchette ma la dieta casalinga qui da noi ce ne sono pochi.

Troppo pochi.

Dieta casalinga che comunque richiede poi delle attenzioni, perché gli integratori ci vogliono (nelle diete a cotto).

Un cane, un gatto, mangiano le ossa e si prendono un sacco di calcio, cosa che con i prodotti nostri non fanno.

Hanno bisogno di molto più calcio rispetto a noialtri, per cui gli avanzi non vanno bene.

Ed è in casi come questo che torna il mangime industriale: lì, per esempio, il calcio c’è già, non bisogna aggiungere nulla. Che è una delle tante cose che rende i croccantini così comodi.

Conclusione

Insomma, io qualcosa ho detto.

Non so come commentare la puntata di Report in maniera migliore, se non dando qualche “pillola” in qua e in là, tanto chi vuol essere cieco continua a andare a dritto e cerca nel negozio di animali “la crocchetta migliore”, senza pensare che dietro ci sono dinamiche economiche troppo forti per poterli contrastare nel piccolo.

Interessi che fanno mangiare al tuo cane o al tuo gatto scarti, ma te li fanno passare come cibo da re, molto costoso tra l’altro.

Ultime due cose: una è la puntata di Report, che se non la avete vista la trovate qui (giusto per sapere di cosa stavo parlando, ma il link è anche all’inizio dell’articolo comunque); l’altra, visto che questo articolo è più una riflessione che una trattazione con un senso logico, è invitarvi se avete qualche curiosità del genere, anche sulla puntata stessa, a chiedermela nei commenti o su Twitter, a @valerioguiggi. E se cercate un’alternativa, non dimenticate che formulo anche diete personalizzate. Casalinghe, senza scarti. Ne vale la pena.

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