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Alla scoperta del Gatto delle Sabbie

Gatto delle sabbie

Amanti dei gatti, credete di conoscerne tutti i segreti, i manti, le abitudini? Siamo certi che non sia così, e vogliamo svelarvi alcune specie di gatti selvatici molto rari e poco conosciuti anche dai gattari più appassionati.

Uno di questi è certamente il Felis Margarita, meglio conosciuto come il gatto delle sabbie.

Il suo primo avvistamento risale alla seconda metà dell’Ottocento (più precisamente al 1858) in un’area desertica, assolutamente ostile, che offre un habitat così difficile da non essere abitato da quasi nessun’altra forma di vita. è qui, nei deserti arabici, africani, del’Iran e del Pakistan che vive il gatto delle sabbie, che deve il suo nome proprio all’elemento nel quale vive –la sabbia, appunto.

Proprio per il particolare habitat in cui vive, il gatto delle sabbie -chiamato anche ‘Margarita’ in onore del militare francese che guidava la spedizione nel corso della quale fu scoperto- presenta una struttura fisica abbastanza atipica: è piccolo di statura, le zampe sono corte e muscolose, mentre la coda e le orecchie sono ben lunghe ed appuntite.

Queste ultime hanno anche un udito sviluppatissimo, al punto da percepire le vibrazioni attraverso la sabbia.

Il gatto delle nevi difficilmente supera i 55 cm di lunghezza, cui ne vanno aggiunti circa il 60% di coda (che infatti arriva a misurare fino a 40 cm). Tali insolite caratteristiche, così come il colore del manto, che è sabbiato, sono al nostro gattone funzionali per la caccia: la stessa testa sembra immaginata apposta dalla natura proprio a questo scopo.

È bassa, piatta, e le orecchie arrivano ad essere addirittura rivolte verso il basso, così che le malcapitate vittime non abbiano assolutamente percezione del gatto in agguato.

Altro elemento di pregio del nostro gatto delle sabbie è il suo manto, anch’esso perfettamente adattantesi alla natura: d’estate è più leggero, rado, mentre d’inverno il manto si infittisce ed arriva a misurare fino a 5 centimetri di lunghezza, una morbidissima pelliccia!

Folti peli, il gatto delle sabbie, li presenta anche tra le dita delle zampe, un utilissimo isolante dalla sabbia rovente che gli consente agevoli spostamenti.

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Nonostante le accurate ricerche dei naturalisti e degli scienziati, non è stata registrata, ad oggi, la presenza di nessun altro felino che viva la sua vita interamente nel deserto, viste le condizioni di un habitat particolarmente ostile.

Si pensi che in assenza di fonti di acqua dirette, il gatto delle sabbie è in grado di assumerne al massimo dai cibi e le foglie che riesce a mangiare, facendone scorta e riuscendo così a resistere giorni e giorni senza abbeverarsi.

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Nonostante la sua grande capacità di adattamento, il gatto delle sabbie è considerata una specie in via di estinzione a causa della mancanza di prede.

I poveri micioni sono costretti a percorrere fino a 10 km al giorno per trovare qualcosa da sgranocchiare, per lo più roditori: un’impresa non sempre facile!

Oltre che della scarsità di prede,  i gatti delle sabbie rischiano spesso di finire vittime di rapaci, lupi, o grandi predatori ed è per questo che tendono a muoversi in solitaria, levata la stagione dell’accoppiamento, quando si riuniscono in branco.

Alla scoperta del Gatto delle Sabbie
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1 commento
  1. nicole
    nicole dice:

    Bellissimi *_* sembrano dei piccoli tigrotti! Poverini però.. spero possano venire aiutati, siamo nel 2016 e ancora certi animali rischiano l’estinzione :/

    Rispondi

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