Avete mai sentito parlare del Caracal? È uno splendido gatto selvatico simile alla lince, il cui nome (syahgosh, in turco) significa “orecchio nero”. Questa è infatti la caratteristica fisica più evidente di questo felino di media grandezza:  le orecchie, scure, di un colore diverso da quello del manto rossastro. Presso altre culture, infatti, il Caracal è chiamato rooikat, proprio a significare il colore della sua pelliccia.

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Aspetto del Caracal

E’ proprio la particolarità del suo manto a farne un felino molto apprezzato nel mondo dei naturalisti: esso è più scuro sul dorso, mentre pancia e fianchi arrivano ad essere quasi bianchi. Completano il quadro cromatico molto suggestivo, le striature sotto gli occhi, che ne sottolineano lo sguardo intenso, la macchia nera sul muso e le orecchie. Enormi, più grandi rispetto a qualsiasi altro felino, le orecchie del Caracal appaiono un po’ buffe, per via della loro lunghezza, la forma appuntita e i ciuffi di peli neri che ne vengono fuori, che possono raggiungere gli 8 centimetri di lunghezza.

Caracal

In compenso la testa è minuta, l’altezza varia dai 43 ai 50 centimetri mentre il peso può raggiungere i 20 chilogrammi. Gli avvistamenti dei Caracal sono molto recenti: i naturalisti ne registrano le prime tracce intorno agli anni Sessanta in Africa, a sud della Nigeria, ma è possibile trovare esemplari di questi gatti selvatici anche  Asia, Pakistan, Iran, Iraq, Turkestan, Turkmenistan e Arabia Saudita dove tuttavia il Caracal presenta un manto che varia per colore e striature.

Caracal: il carattere

Particolarmente ghiotto di galline, gazzelle, serpenti e piccole pecore, il Caracal è un vero predatore: azzanna le sue prede al collo, cogliendole sempre di sorpresa né si spaventa se le dimensioni della vittima sono molto maggiori delle sue, vi si avventa con la stessa determinazione.

Tutto il suo corpo gli viene in aiuto in questa impresa: le zampe tarchiate e solide, il dorso piatto, la coda e le orecchie (le sue antenne) estremamente lunghi e sensibili ad ogni minima ricezione. Rispetto ai comuni gatti di casa il Caracal raggiunge la maturità sessuale abbastanza tardi, intorno ai due anni, e anche la sua vita è molto lunga: può arrivare fino ai 20 anni.  Durante ogni gestazione la femmina del Caracal porta in grembo un paio di cuccioli che una volta nati verranno allevati nelle tane di solito di facoceri e porcospini che la mamma troverà libere.

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Nonostante non siano ricche di prede, il Caracal ama muoversi nelle zone molto secche, aride, ma anche nei luoghi boscosi; il suo temperamento è molto aggressivo, solitario, e in presenza dell’uomo, spesso attacca anche lui. Per rifugiarsi da predatori, o semplicemente per allontanarsi da chi lo disturba, il Caracal preferisce solitamente gli alberi alle tane: qui spesso cattura il suo cibo preferito, gli uccelli, che di solito abbatte con una sola, decisa zampata, e può ripetere questa operazione anche quattro-cinque volte consecutivamente.

Ritenuto un animale aggressivo dai naturalisti il Caracal è tuttavia animale assai carismatico al punto da essere adorato dall’uomo sin dall’antichità, e da esso addomesticato, così  come dimostrano le raffigurazioni risalenti all’antico Egitto e alla Persia.

Esiste un Caracal domestico?

Recentemente il Caracal ha avuto gli “onori” della cronaca perché è stato avvistato a Milano, con una signora che lo teneva al guinzaglio. Non è chiaro se fosse un puro Caracal o un Caracat, ossia un incrocio tra Caracal e gatto domestico, ma a quanto pare la donna lo tiene in casa come animale domestico e dice di averlo pagato 10.000€.

Dopo gli avvistamenti che hanno fatto il giro dei social network, sono state allertate le guardie Forestali, che hanno rintracciato la signora, per chiarire se il Caracal, che si chiama Grum, era illegalmente detenuto oppure si trattava di un Caracal F3, cioè di terza generazione ibridato con gatti domestici, e quindi poteva essere posseduto.

Ad oggi il Caracal è stato sequestrato alla signora bulgara, e affidato anche a cure mediche del veterinario perché trovato poco cresciuto rispetto all’età ed in cattive condizioni. dopo le cure sarà affidato ad un parco che si occupa di felini selvatici di grandi dimensioni (sarà magari il Tiger Experience?).
La signora a quanto pare procederà con vie legali per riappropriarsi del “suo” animale.

Da leggere dopo:

Certo è che dobbiamo interrogarci su quanto sia eticamente corretto tenere un animale che è semi selvatico in casa, che per quanto sia ibridato, non ha alle spalle millenni di domesticazione come il normale gatto. Un Caracal domestico mantiene comunque il suo istinto selvatico e potrebbe essere per lui una sofferenza essere costretto ad una vita in casa. A voi le considerazioni.

Caracal: l’affascinante felino dalle orecchie nere
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