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Insufficienza renale cronica: come accorgersi della malattia che fa morire i gatti anziani

Quando un gatto è molto anziano e riesce a raggiungere una veneranda età di 15, 17 anni, siamo contenti di aver passato tanto tempo insieme a lui.
Sappiamo che la sua fine è vicina, ma sappiamo anche che questo è il ciclo della vita e deve essere accettato, tanto per gli animali, quanto per le persone.

Quando un gatto così muore, si dice che è morto “di vecchiaia”: ma qual è la causa precisa che ha portato il suo organismo a smettere di lavorare? Generalmente, è l’Insufficienza Renale Cronica, che poi è anche la causa di morte delle persone, magari novantenni o centenarie, che stavano sostanzialmente bene ma poi sono “morti di vecchiaia”.

Abbiamo visto in questo articolo come prenderci cura al meglio di un gatto anziano.

L’Insufficienza Renale Cronica, o IRC, è una malattia particolare che può colpire l’animale anche molto prima delle età avanzate, per motivi diversi; ha due particolarità che la rendono molto pericolosa: la prima è che non c’è cura all’IRC, mentre la seconda è che per tantissimo tempo nessuno si accorge che il gatto è malato (nemmeno il veterinario alla visita clinica). Il fatto che non ci sia una cura efficace (o, meglio, ce ne sono due e le vedremo, ma spesso sono improponibili) fa sì che l’unica cosa che si può fare sia salvaguardare l’attività renale, cercando di non far peggiorare la situazione.

Ma vediamo meglio che cos’è, quali sono i sintomi e come si previene questa patologia.

L’insufficienza renale cronica: cos’è

Già capire che cos’è l’IRC non è esattamente una cosa semplice, e richiede alcune basi di anatomia felina.

Siamo nel rene, organo che, come per noi, ha la funzione di filtrare il sangue ed eliminare le sostanze nocive che finiscono nell’urina. Il rene funziona grazie a tanti piccoli tubuli, detti nefroni, che sono i filtri veri e propri. Lì il sangue viene filtrato prima in modo grossolano (passa nell’ultrafiltrato, che poi diventerà urina, di tutto, tranne i globuli rossi e bianchi); poi, visto che ci sono un sacco di sostanze nutritive, sempre il nefrone le riassorbe e le fa tornare nel sangue. In questo modo nelle urine rimangono solo le sostanze veramente dannose (che non sono riassorbite) e naturalmente l’acqua.

Se i nefroni sono danneggiati in modo consistente e rapidamente (veleno, infiammazioni, infezioni) i sintomi si vedono subito ed abbiamo l’IRA, o Insufficienza Renale Acuta; se sono danneggiati lentamente ma costantemente non si vedono, e ce ne accorgiamo tantissimo tempo dopo: questa è l’Insufficienza Renale Cronica.

Rene felino completamente compromesso. Un rene normale non avrebbe la parte bianca.

Rene felino completamente compromesso. Un rene normale non avrebbe la parte bianca.

Il rene, infatti, è caratterizzato dal fatto di avere grande capacità di compensazione: pensate che il 70% dei reni può essere danneggiato e il rimanente 30% fa tutto il lavoro di tutti e due i reni! Questo spiega, peraltro, perché un uomo o un gatto riescono a vivere con un rene solo.

In corso di IRC, quindi, non si vede alcun sintomo fin quando non compaiono quelli gravi, perché è stata persa troppa della funzionalità normale del rene.

I sintomi dell’Insufficienza Renale Cronica

Non esiste una causa scatenante di questa situazione, ma a parte il danneggiamento dei nefroni dovuto al tempo (quindi all’età) ci sono un’altra serie di cause che possono concorrere a causare questa situazione, come un’alimentazione non equilibrata (troppo ricca di proteine, in generale), tumori, infezioni croniche anche da altre parti del corpo i cui batteri viaggiano nel sangue, calcoli urinari e predisposizioni di razza (siamesi, persiani).

Il primo sintomo che si nota (o, meglio, che non si nota) è che il gatto fa più pipì del normale.
Questo sintomo compare quando il rene ha già perso addirittura il 50% della sua funzionalità, quindi tantissimo, e bisognerebbe agire quanto prima; il problema è che è difficile accorgersi che il gatto urina più del normale. Forse è più facile capire se beve più del normale, ma non è semplice nemmeno quello.

Fa più pipì perché il nefrone riassorbe meno sostanze (quindi anche acqua) del normale, perché è danneggiato, e beve di più per reintegrare i liquidi.
Questa situazione va avanti per diversi mesi, quattro o cinque mesi solitamente.

Se abbiamo qualche sospetto, delle analisi biochimiche che valutino urea e creatinina possono dirci di più, mentre la visita clinica normale non mostra nulla di strano.

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Il danno va avanti fin quando non viene danneggiata la prima parte del nefrone, quella che filtra, ed è qui che arrivano i problemi, e che i reni hanno perso più del 70% della loro funzione; le sostanze nocive che dovrebbero essere eliminate, infatti, rimangono nel sangue.

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Il gatto inizia quindi a non mangiare perché queste agiscono sul sistema nervoso, e di conseguenza inizia anche a dimagrire. 

A quel punto, poi, le cose continuano con l’azione delle sostanze tossiche sulle mucose, e avremo ulcere alla bocca, gastriti (e quindi vomito) e ci si rende conto che l’alito del gatto puzza di urina, segno inequivocabile di questa situazione.

Ulcera alla lingua del gatto.

Ulcera alla lingua del gatto.

Purtroppo è difficile fare attenzione al comportamento del gatto in relazione alla pipì e all’acqua bevuta, ma specialmente se ha una certa età facciamo periodicamente delle analisi del sangue, in modo che i primi sintomi possano essere subito svelati: l’IRC non si cura, ma si può mantenere a quello stadio, senza che peggiori.

Che è meglio di niente, e può riuscire ad allungare la vita del gatto anche di qualche anno.

Insufficienza Renale Cronica: terapia e prevenzione

Le uniche terapie efficaci, quelle di cui parlavamo all’inizio, sarebbero il trapianto e la dialisi, entrambe cose molto costose che nessuno fa, e infatti non vengono spesso nemmeno proposte dai veterinari.

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Queste sarebbero però risolutive, mentre le terapie farmacologiche messe in atto per non far peggiorare la situazione, come abbiamo appena detto sono di mantenimento, e cercano soprattutto di aumentare la pressione renale, ridurre le infiammazioni e proteggere quel poco che resta dei reni per prolungarne la funzionalità.

Purtroppo una prevenzione per l’IRC non esiste, perché è una cosa che va avanti così lentamente ed è se vogliamo fisiologica (succede indistintamente a tutti i gatti) che risulta impossibile effettuare una prevenzione.

Ciò non vuol dire che non possiamo fare nulla: infatti, per prima cosa conoscere il gatto anziano aiuta a soddisfare i suoi fabbisogni, e poi dobbiamo stimolarlo a muoversi (perché aumenta la pressione del sangue), a bere il più possibile (per lo stesso motivo, tanta acqua migliora la funzionalità renale), e a scegliere l’alimentazione per il gatto anziano più giusta per la sue esigenze.

La diagnosi precoce, quindi il controllo veterinario periodico (almeno annuale) aiuta a rendersi conto quanto prima della situazione e così facendo a mettere in pratica quelle terapie sia da parte del veterinario che del proprietario per garantire al gatto ancora un po’ di tempo vicino a noi.

Perché, anche se sappiamo che prima o poi ci lascerà, è meglio fare in modo che il triste evento avvenga più tardi possibile.

Insufficienza renale cronica: come accorgersi della malattia che fa morire i gatti anziani
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