Se vediamo una persona anziana, nessuno di noi pensa che sia un ragazzo di quindici anni.
Notare i segni dell’invecchiamento in una persona non è difficile, perché i capelli diventano bianchi, in viso si formano delle rughe, la pelle tende a cadere e ci sono dei problemi nel camminare, che di solito sono particolarmente evidenti.

Ma quando guardiamo un gatto questi segni non ci sono: un gatto anziano non ha rughe, il suo pelo non diventa bianco tipo orso polare e le difficoltà nei movimenti, se ci sono, vengono mascherate dal fatto che i proprietari spesso non hanno l’occhio allenato per riconoscerle e dal fatto che il gatto…
Beh, mangia e dorme, si muove ben poco.

Così l’unico modo per capire che un gatto sta diventando vecchio(i veterinari riescono a capirlo valutando vari fattori che però sono fuori dalla portata della persona media) è l’età.
Un gatto si considera anziano quando inizia a superare l’età di 12 anni, che corrisponde all’incirca a quella di un sessantacinquenne uomo, considerando che un gatto può arrivare a vivere anche per 20 anni.

Come si comporta un gatto anziano?

Se abbiamo curato il nostro amico peloso fino a quando ha raggiunto l’età di 12 anni, significa che avevamo un comportamento consono verso di lui, e siamo riusciti a resistere alla tentazione di appenderlo ai cornicioni, schiacciarlo con le ruote della macchina e vivisezionarlo: insomma, se avessimo fatto una di queste cose certo a 12 anni non ci sarebbe arrivato, per cui è inutile iniziare adesso.

Arrivare a 12 anni significa solitamente, per un maschio, essere castrato, perché chi non lo è difficilmente arriva a quell’età a causa di malattie infettive molto comuni come la FIV e la FeLV, che possono portare a morte.

Per cui, in sostanza, il nostro comportamento verso di lui non deve variare, non va rinchiuso in una bolla di vetro ma deve continuare a vivere come sempre.

Ci sono delle regole a cui comunque dobbiamo fare attenzione non tanto per migliorare od evitare quelle problematiche tipiche dell’età senile che inevitabilmente sono presenti, quanto per fare in modo che quelle stesse problematiche non diventino veri e propri ostacoli alla vita del gatto.

Noteremo ad esempio che il gatto tende a dimagrire perché il suo metabolismo non è più ottimale, così come faremo caso al fatto che si muoverà meno volentieri, e quando lo chiameremo ci raggiungerà con molta calma, anche per mangiare.

Tenderà anche ad evitare la compagnia e stare sempre più “chiuso in sé stesso”.

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Come dobbiamo comportarci con il gatto anziano?

Le regole per farlo sentire comunque a proprio agio nonostante l’età non sono difficili da seguire, basta fare un po’ di attenzione ad alcuni aspetti.

Da leggere dopo:

  • Visto che il gatto tende a dimagrire a causa del suo metabolismo non forniamogli cibo duro e difficilmente digeribile, come i croccantini, ma optiamo per cibo umido e facilmente digeribile, meglio se molto energetico per compensare la perdita di peso dovuta all’età. In questo articolo puoi trovare i consigli per l’alimentazione del gatto anziano.
  • Anche i gatti anziani, come le persone, hanno problemi alle articolazioni, e hanno problemi, ad esempio, a saltare: se c’è un posto in cui gli piace stare o se siamo abituati a farlo saltare su parte della mobilia, ad esempio sul letto, aiutiamolo fornendo delle “scale” rudimentali (una scatola da scarpe a fianco del letto andrà benissimo) così che le sue articolazioni non si stressino più del necessario.
  • Ai bambini piace il gatto, ma se un gattino giovane è incline a giocare e a correre, un gatto anziano potrebbe essere spazientito e reagire male, specie se la presenza dei pargoli è sporadica. Diciamo ai bambini di lasciarlo in pace, magari di accarezzarlo solamente.
  • Al contrario, bisogna cercare di tenere sempre e comunque il gatto allenato e non farlo diventare un vegetale ogni giorno di più: con calma e senza essere troppo pesanti dobbiamo dedicare qualche minuto al giorno al giocare con lui, così da stimolarlo nell’attività.
  • Bisogna fare attenzione anche alla pulizia del gatto. Un animale anziano tende a pulirsi meno per conto proprio, ed inoltre è soggetto maggiormente alle infezioni, anche a quelle più semplici come le cutanee: bisogna fare attenzione che, nonostante il pelo rimane opaco come segno dell’età, sia comunque pulito; nel caso puliamolo noi, almeno una volta a settimana, specie nei punti dove lo sporco tende ad accumularsi, e se ci sono sciogliamo i nodi del pelo: accortezze che, nel caso in cui ci fosse qualcosa che non va, permetteranno di individuarlo fin da subito e di portare il gatto da un veterinario (cosa che comunque di tanto in tanto va fatta anche solo per check-up generale) per troncare sul nascere le problematiche che potrebbero verificarsi.

Avere un gatto anziano, quindi, non significa che dobbiamo cambiare le nostre abitudini rispetto ad avere un gatto nel fiore degli anni: significa solo qualche accortezza, cure adeguate e un po’ di attenzione.
In modo che il vostro amico a quattro zampe riesca a tenervi compagnia ancora per molti anni.

Il gatto anziano: cosa succede quando il gatto invecchia e come prendersene cura
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