Nikita gattina salvata dall'amore dalla crudeltà umana

Ecco una delle storie feline che ti toccano il cuore: la storia di Nikita, che mi è stata segnalata e raccontata dalla sua mamma umana Barbara, la storia di una micetta tanto sfortunata quanto fortunata per essere riuscita a sopravvivere alla crudeltà umana, per trovare l’amore di una famiglia speciale. Lascio la parola a Barbara.

Era un periodo in cui non avevo gatti tutti per me (abito in una casa con due alloggi dove fortunatamente al piano di sotto mia mamma ha 4 gatti) e nel 2010 ho conosciuto colui che nel 2011 è diventato mio marito. Lui ha sempre avuto solo cani e non conosceva i gatti.

Vedendomi soffrire per non avere almeno un gatto tutto per me nel 2013 ha deciso di accontentarmi (aveva fatto conoscenza del mondo felino in que 3 anni perché abitando sopra i miei interagiva con loro tutti i giorni).

Abbiamo dato uno sguardo alle richieste di adozione (siamo stati volontari in canile per molti anni) e su internet è rimasto folgorato da una micetta Squametta di tartaruga di 4 mesi che veniva proposta da una associazione che si chiama “le palle di pelo” e che si occupa di salvare mici dalla Calabria per mandarli su a Torino in vista di un futuro migliore.

Nikita come appariva nell’inserzione
Nikita come appariva nell’inserzione

Questa micetta, come tutti i gatti di quel paese in particolare, aveva avuto a soli due mesi di età una esperienza tremenda ed era stata vittima di due piccoli bambini mostro (il padre metteva le tagliole e 7 gatti su 10 in quella zona sono tripodi) i quali la avevano usata come un pallone da calcio. Le volontarie, il giorno della partenza via aerea di un carico di questi poveri animali, avevano trovato la povera creatura in condizioni disperate e hanno pensato di aggiungere un trasportino ed inviare su anche lei. La avevano chiamata Fatima perché secondo loro era un miracolo che fosse ancora viva. E’ stata tenuta in stallo da una ragazza di Torino per due mesi e poi l’ha inserita nell’annuncio che abbiamo visto noi.

Quando l’abbiamo chiamata al telefono ci ha detto: “Vi avverto che la gatta non gode di ottima salute, ora le sue fratture sono guarite ma ha un gomito che non si stende, il bacino saldato come meglio poteva e una tosse cronica”.. Noi ci eravamo innamorati a vista di questa micina che in foto aveva la tipica espressione di chi chiede aiuto, perciò le abbiamo detto che non importavano le sue condizioni perché la avremmo adottata lo stesso. Così ce l’ha portata… Ci ha fornito anche le radiografie e la documentazione della veterinaria dell’associazione dove si elencavano fratture e questa tosse cronica “curata” con aerosol.

Nikita il giorno dopo il suo arrivo
Nikita il giorno dopo il suo arrivo

Dal primo giorno con noi io avevo notato che non respirava correttamente, proprio come atto respiratorio (sono chinesiologa e lavoro molto con la respirazione, anche se con gli umani), tra l’altro non c’era il mio veterinario perciò abbiamo portato la micetta in una clinica di Torino dove ci hanno detto che se sta tosse non fosse passata con un aerosol di cortisone avremmo dovuto fare un’indagine approfondita.

Nei 10 giorni in cui facevamo due volte al giorno l’aerosol, vista la voglia di vivere della gatta abbiamo deciso di chiamarla Nikita, per la sua combattività intesa come voglia di vivere nonostante le sue condizioni.

La topolina aveva una voglia di godersi la vita!!
La topolina aveva una voglia di godersi la vita!!

L’aerosol, come ci aveva pronosticato il veterinario, non è servito e dall’indagine approfondita già dall’rx del torace si vedeva chiaramente l’assenza dell’ombra del diaframma ed un polmone completamente collassato, così abbiamo fatto un’ecografia dove si confermava la diagnosi dell’rx e si vedeva in più il fegato erniato nella cavità toracica, con un lobo in torsione che premeva sul polmone collassato e sul cuore.

Non ti dico che sconforto e che disperazione a vedere quelle immagini!!! Però il veterinario che è veramente bravissimo ci ha detto che si poteva fare un tentativo con un intervento quasi impossibile ma che le avrebbe dato qualche possibilità di sopravvivenza, cosa che non sarebbe successa senza intervento perché alla gatta, a suo parere, rimanevano poche settimane di vita.
Abbiamo deciso per l’intervento da farsi l’indomani (non ti dico quanto ho pianto quella notte) e l’indomani mattina tre persone di equipe l’hanno operata. Una anestesista, un veterinario che per tutto il tempo ha fatto respirare Nikita in maniera forzata, e il veterinario che ci ha proposto di operarla che in 6 ore e mezza di intervento ha dovuto staccare tutte le aderenze che si erano formate intorno al fegato così posizionato da ormai due mesi e poi ricostruire il diaframma completamente lacerato dai calci di quei … non ti posso dire come chiamo quei mostri…

Nel corso dell’intervento Nikita ha avuto due arresti cardiaci e per due volte la anestesista le ha praticato il massaggio cardiaco con tre dita perché il cuoricino di Nikita era un cuoricino di una micetta di 4 mesi…
Successivamente per ben 10 giorni Nikita è stata in terapia intensiva in prognosi “riservatissima” e noi nonostante i 40 km da casa la siamo andata a trovare tutti i giorni negli orari di visita.

Nikita il giorno dopo l’intervento e 2 giorni dopo
Nikita il giorno dopo l’intervento e 2 giorni dopo

Ma sai che nonostante le sue condizioni quando ci vedeva faceva delle timide fusa? Che strazio vederla con quei 18 punti metallici (esterni, perché interni ne aveva molti di più)!!!!!!!

Quando l’abbiamo portata a casa io ho dormito di fianco alla sua gabbia di degenza (ovviamente non potevamo rischiare che salisse su qualche mobile, più che altro per il salto di discesa) e non sono andata a lavorare per qualche giorno. Poi per 40 giorni me la sono portata in studio per poterla tenere d’occhio (la tenevo sempre nella gabbia di degenza).
Poi passata la convalescenza finalmente è stata libera di girare per casa ed ha cominciato la sua nuova vita!

Finalmente a casa!!!!!!
Finalmente a casa!!!!!!

Intanto noi avevamo provveduto a fare costruire dei telai tra le finestre e le zanzariere che tenessero in maniera sicura ed efficace delle reti per non farla uscire e per non rischiare cadute accidentali, anche perché siamo al primo piano. In ogni caso è una gatta che va scoraggiata dal fare grossi salti perciò non la facciamo uscire (tranne che quando siamo presenti noi sul terrazzo) e vive in casa con noi ed una compagna di giochi, Minù (anche lei presa da una situazione un po’ particolare).

Insieme a Minù
Insieme a Minù

Nikita è una gatta un po’ anomala, e per fortuna, perché vuole sempre stare in braccio qualsiasi cosa io faccia (cucinare, fare lavori in casa) esattamente come se fosse un bambino difatti mi mette le zampe intorno al collo e mi affonda la sua testolina nel collo ed adora il contatto a tal punto da essere soprannominata “cozzetta” perché non può fare a meno di stare sempre incollata a noi (anche di notte dorme perché è sempre sopra di me mentre Minù si piazza di fianco a me).

Gioca perfettamente a nascondino e a cucù, non disdegna la pista delle palline ed adora i suoi tantissimi giochi, ma soprattutto la nostra presenza.

Nikita in braccio
Nikita in braccio

Ecco la straordinarietà degli animali, dove anche dopo aver vissuto delle esperienze tremende riescono sempre a darci tantissimo amore incondizionato.
Sai cosa dice mio marito? Mamma mia cosa mi sono perso che x 40 anni non ho avuto gatti e non li conoscevo!!!!!!!!

Nikita e Minù

MiciGatti che bella storia! Grazie a Barbara per averla condivisa con noi, grazie a lei e al marito per aver fatto tutto quanto in loro potere per salvare Nikita, che ora è circondata da tanto amore!!

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1 commento
  1. Flavio
    Flavio dice:

    Altra bella storia a lieto fine, complimenti ai padroni di Nikita che l’ hanno riportata alla vita e gli hanno dato una famiglia felice.

    Rispondi

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