Panleucopenia felina o parvovirosi nel gatto: sintomi e cura

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panleucopenia felina o parvovirosi del gatto

In questo articolo ci occupiamo della panleucopenia felina, detta anche parvovirosi del gatto. Si tratta di una delle malattie infettive per cui normalmente si vaccina il gatto, quindi se siete in regola con le vaccinazioni non dovete preoccuparvi: il vostro micio è tranquillo e al riparo da questa malattia.

Discorso diverso se il gatto è un trovatello, un gattino piccolo, se lo avete adottato, se viene da una colonia felina e non è stato seguito con certezza o se “cavalcate” l’onda dell’antivaccinismo e avete deciso di non vaccinare il gatto per paura che diventi autistico (si, sto scherzando ovviamente ma ho trovato un libro agghiacciante dove si ipotizzava che i vaccini facessero male ai gatti, ovviamente senza fondamenti scientifici… i vaccini nel gatto sono fondamentali perché le malattie del gatto sono diffusissime!).

Leggi anche: Vaccini nel gatto, quali sono obbligatori

In questi ultimi casi il parvovirus del gatto, che provoca la gastroenterite nel gatto o gastroenterite infettiva (anche se questo è il nome che si attribuisce classicamente al parvovirus del cane), può essere particolarmente dannosa, fino ad essere mortale per il gatto.

E’ quindi il caso di approfondire l’argomento.

Iniziamo conoscendo meglio il patogeno: la gastroenterite del gatto è causata dal parvovirus del gatto, specifica necessaria perché esiste anche il parvovirus del cane, che però non è lo stesso virus, ma uno diverso, anche se correlato (ma ne parleremo meglio più avanti). Comunque, il parvovirus del gatto non passa al cane e viceversa, né nessuno dei due può passare all’uomo. Il nome, parvo-, deriva da piccolo, infatti è uno dei virus più piccoli di tutti, visto al microscopio.

Il problema principale della gastroenterite dei gatti è che il parvovirus del gatto resiste a lungo nell’ambiente, addirittura sembra che possa arrivare a resistere un anno, e si conserva bene alle basse temperature.

Viene distrutto dalle alte temperature e dalla candeggina, per cui in casa si può distruggere, ma fuori no: immaginate che un gatto malato abbia fatto la cacca, un mese prima del passaggio del vostro, nel vostro giardino, e il virus sia ancora lì. Se il vostro gatto non è vaccinato, è probabile che si infetti con il parvovirus felino.

Il rischio è quindi altissimo, soprattutto visto il numero di gatti non vaccinati che ci sono un po’ in tutta Italia.

Ecco perché il vaccino è così importante: non farlo equivarrebbe a un’infezione quasi certa del vostro gatto.

Panleucopenia felina: come avviene il contagio

Prima di parlare dei sintomi, dedichiamo qualche parola a capire i metodi di trasmissione del virus.

Il primo si è già capito, ed è il contatto. Il contatto può essere diretto, con il gatto che entra in contatto con gatti già infetti o con le loro secrezioni, oppure indiretto, cioè tramite le loro feci, oggetti imbrattati o anche le mosche. Pensate a dove volano e capirete perché sono pericolose, anche se non pungono.

Il secondo metodo di trasmissione è la trasmissione uterina, che può interessare solamente una gatta in gravidanza. Visto che il virus nell’adulto può non essere mortale, la mamma potrebbe comunque infettarsi, e trasmetterlo così ai gattini; in questo caso, ci sarebbe aborto oppure morte perinatale, cioè poco tempo dopo la nascita, per i gattini.
Leggi anche: Il mio gatto ha avuto la parvo, ecco come è andata.

Parvovirus: i sintomi

I sintomi dipendono da quanto virus ha infettato il gatto. Se sono entrate molte particelle virali in un gatto, magari già debilitato per altri motivi, i sintomi in pratica non ci sono.
Il gatto, in particolare il sangue, si infetta così in fretta che il gatto muore nel giro di 12 ore, partendo da sano.
I sintomi sembrano quelli di un avvelenamento, tanto è veloce il tutto.

Se, invece, le particelle virali sono meno, il parvovirus del gatto avrà un periodo di incubazione di 3-6 giorni, nel corso dei quali manifesterà prima di tutto anoressia (non intesa in senso umano, semplicemente il gatto smette di mangiare, un po’ come noi quando abbiamo l’influenza non abbiamo fame).

Dopo l’incubazione il gatto inizia a vomitare spesso, ad avere la diarrea (anche se la diarrea è di solito conseguente al vomito); la febbre è altissima, e nella diarrea spesso si presenta del sangue, che poi è il motivo per cui si parla anche di “gastroenterite infettiva”.

Questi sono i sintomi della gastroenterite del gatto adulto, che ricordo non è detto si sviluppi necessariamente: l’organismo di un gatto sano potrebbe riuscire a combatterla e i sintomi non si mostrerebbero.

Diverso è il discorso dei gattini, invece: in alcuni casi non nascono, quindi il sintomo principale è l’aborto nella gatta, se si è infettata durante la gravidanza; se nascono, però, probabilmente moriranno nel giro di poche ore perché il virus distrugge irreversibilmente il loro corpo.
Notiamo che i gattini tremano continuamente (perché il virus attacca il cervelletto, organo dell’equilibrio), non riescono a camminare, non sono coordinati e hanno lesioni alla retina.

Cura della gastroenterite infettiva

Come spesso succede per le malattie infettive virali, non esiste una cura specifica come ci sono gli antibiotici per i batteri.

Questo significa che, se il gatto non ha una forma così grave (la forma iperacuta) da non poter sopravvivere, la terapia non sarà specifica e  sarà comunque piuttosto lunga.

La diagnosi della panleucopenia felina si fa sulla base dei sintomi, che sono particolarmente evidenti; la diagnosi definitiva si può fare con dei kit specifici (visivamente simili ai test di gravidanza umani) che sanno dire se è presente o meno il virus, ma si solito la gravità della situazione e i sintomi molto indicativi sono già di per sé una diagnosi.

La terapia vera e propria è definita sintomatica, per cui si curano i sintomi che si manifestano: si cura la diarrea e, soprattutto, il vomito, per evitare la disidratazione, e si danno gli antibiotici per prevenire le infezioni batteriche ad opera degli opportunisti (cioè i batteri che infettano il gatto quando sta già male).

Inoltre, in questi casi il gatto non mangia, e deve quindi rimanere nella struttura veterinaria per poter ricevere il nutrimento per via endovenosa, che serve sia a fornire le sostanze nutritive necessarie ad affrontare la situazione che a fornire l’acqua, essenziale per correggere la disidratazione causata da vomito e diarrea, e le vitamine, spesso determinanti nella risoluzione della patologia.

Il decorso della gastroenterite del gatto, come abbiamo visto, è veloce, mentre il processo di guarigione è lento, e ci vorranno diverse settimane prima della guarigione.
Tuttavia, la parte critica per la sopravvivenza alla panleucopenia felina è di cinque giorni: se il gatto sopravvive per questo periodo di tempo ha buone possibilità di sopravvivenza.

La panleucopenia felina è contagiosa?

Come abbiamo già detto all’inizio, la panleucopenia felina è molto contagiosa, da gatto a gatto.

Per questo, se avete un gatto che è morto o ha sofferto di questa patologia assicuratevi che un eventuale nuovo gatto che entra in casa sia stato vaccinato prima dell’ingresso, perché il virus potrebbe essere sopravvissuto nell’ambiente.

E’ opportuno anche lavare tutti i tessuti in lavatrice, ad alte temperature, e disinfettare tutta la casa con la candeggina, per essere più sicuri possibile che il problema sia completamente rimosso.

Se il gatto è sano, poi, ricordate che può entrare in contatto con gatti malati: se è vaccinato non ci sono problemi, ma se non lo fosse o anche se non lo sapete è opportuno vaccinarlo comunque. 

I gattini (dopo la fine dell’immunità passiva da colostro materno) e i gatti adulti possono essere vaccinati, sempre e comunque: si tratta di una forma preventiva semplice e veloce contro una delle malattie che potrebbe essere fatale per il gatto.

Per quanto riguarda invece la gastroenterite del gatto contagiosa per l’uomonon lo è. L’uomo non può prendere questo virus, per cui si può stare tranquilli, ma bisogna ricordare che, vista l’altissima sopravvivenza del virus, l’uomo può fare da tramite da un gatto a un altro, quindi bisogna lavarsi bene se abbiamo avuto a che fare con un gatto malato, e soprattutto bisogna lavare bene gli indumenti.

Terminando parlando del parvovirus da gatto a cane, come abbiamo detto all’inizio tendenzialmente la trasmissione tra le due specie non è possibile, in linea di massima.

Tuttavia, il problema è che il virus è in continua evoluzione, e ci sono alcuni ceppi di FPV (il virus della parvovirosi felina) che si sono osservati crescere su colture di cellule del cane, che invece ciene infettato dal CPV (il parvorirus del cane). Questo significa che, nonostante non sembra che il parvovirus si possa trasmettere da cane a gatto, la trasmissione da gatto a cane è teoricamente possibile, almeno stando agli studi in vitro, cioè in laboratorio.

Ad oggi non ci sono troppe conferme all’atto pratico, anche perché non bisogna dimenticarsi che i cani sono vaccinati per la gastroenterite emorragica, che poi è il parvovirus del cane; questo significa che, per evitare l’infezione del cane, valgono le stesse considerazioni fatte per il gatto, ovvero essenzialmente l’importanza del vaccino. 

Se, infatti, già è raro che un cane possa prendere il virus dal gatto, è praticamente impossibile che questo succeda se il cane è vaccinato.

Per cui, in conclusione, a meno che il gatto sia già infetto (e ne abbiamo parlato), risulta estremamente importante la vaccinazione: vaccinate senza alcuna remora, perché le malattie infettive del gatto sono molto più minacciose di qualsiasi problema che potrebbero provocare i vaccini.

Ecco in un video l’esperienza di Elisa con la parvo: Oscar si è ammalato nonostante il vaccino, guarda come è andata:

Il mio gatto ha avuto la parvo! ☠ Ecco come è andata

E tu, hai avuto esperienza con la parvo nel tuo gatto? Se vuoi raccontarcela, oppure fare ulteriori domande, scrivi pure nei commenti!


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13 commenti
    • Dott. Valerio Guiggi
      Dott. Valerio Guiggi dice:

      Ciao Noemi,
      No perché l’aver incontrato il virus funziona esattamente come la vaccinazione. A meno che in futuro si presenti un ceppo di virus diverso dall’altro (cosa comunque rara, in natura), il gatto è già immunizzato ed è come se fosse vaccinato.
      Unica cosa, devi essere sicura (il veterinario può accertarlo con un test) che abbia avuto proprio questa malattia, e non altre simili.

      Rispondi
  1. Matteo
    Matteo dice:

    ho adottato un gattino di 2 mesi che doveva ancora essere vaccinato e purtroppo è deceduto per questa malattia e ha lasciato un vuoto immenso seppur era con noi da soli 2 giorni , tutto questo è successo l 1 gennaio..
    ora vorremmo adottare un nuovo cucciolo, stavolta sarebbe di 3 mesi e mezzo con già i vaccini eseguiti, sto pulendo casa quasi ogni giorno con la candeggina, ho buttato tutta la sua roba per quello unico giorno che rimase a casa…

    corro qualche rischio nell adottarlo ???

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  2. Roberto
    Roberto dice:

    Ho fatto entrare Lilly (8 mesi) da un paio di mesi a casa, per far compagnia a Megan, di un anno e mezzo e regolarmente vaccinata. Da circa 20gg la piccola soffriva di diarrea e occasionalmente vomito. Con la diarrea secerneva anche molto muco, spesso solo quello. Il veterinario per i primi giorni mi ha consigliato innanzitutto un addensante in pasta per le feci, senza successo. Poi lo stomorgyl 2 per una settimana insieme a vitamine. La micia aveva ripreso peso (era arrivata a 1,9 kg da 2,3 da “sana”)e aveva ricominciato a mangiare (un alimento di una nota marca che si somministra in caso di malattia prolungata o decorso post-operatorio). Passati i giorni previsti per la somministrazione dell’antibiotico la gatta ha riperso peso e continuato con le feci come sopra. Quindi da due giorni abbiamo ripreso la terapia antibiotica, ma mangia comunque molto poco. Domani avremo il controllo delle feci per vedere se si tratta di parvovirus. Vista la repentina diffusione del virus, e visto che sono passati ormai 20gg, a prescindere dall’esito delle analisi, è possibile considerare la gatta comunque fuori pericolo? Grazie

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  3. Ilaria
    Ilaria dice:

    Una gatta randagia mi ha portato i suoi 4 gattini nel cortile. Mi sono resa conto che due di loro stavano dimagrendo e non mangiavano. Li ho portati dal mio veterinario ed ha fatto loro una puntura idratante e mi ha dato un ricostituente.
    Il giorno successivo si sono aggravati e li ho portati in una clinica che ha diagnosticato la panleucopenia. Uno dei gattini purtroppo è deceduto. Invece l’altro si sta riprendendo. Ora ha molto appetito ed è vispo. Lo sto tenendo nel bagno della tavernetta dove i miei gatti non hanno mai avuto accesso. Quando vado dalla gattina utilizzo indumenti e scarpe che poi lascio lì. Mi disinfetto le mani con la conegrina. Basterà? C’è qualcos’altro per disinfettare le mani che è più utile e magari meno nocivo per me?
    I miei gatti vivono in casa e sono vaccinati.
    Grazie mille

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  4. Noemi
    Noemi dice:

    Buongiorno, i miei gatti stanno in casa e quando ci siamo per sorvegliarli escono sul balcone. Siamo d’accordo che non c’è bisogno di vaccinarli perché non possono contrattare malattie sul balcone? Io li vaccino solo contro il “raffreddore”. Grazie per la risposta.

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Ciao Noemi, le malattie possono contrarle eccome, le puoi anche portare a casa tu dai vestiti, scarpe ecc. Ne ho proprio avuto esperienza pure io con i miei gatti che stanno sempre in casa e sul balcone, ed ho portato a casa la parvo, guarda il video: https://youtu.be/l2FYbRrxB94

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  5. Giulia
    Giulia dice:

    Buongiorno a tutti, il ho un problema simile. Ho fatto lo stallo di diversi gattini. Tre di loro purtroppo si sono ammalati di parvo e sono morti. Ho pulito e sterilizzato casa pavimento piastrelle e dove possibile i mobili con la vaporella industriale (circa 100 gradi)… ho lavato tutto ciò che potevo a 90° in lavatrice o se non potevo a 40° con Napisan o altri prodotti. Infine alcuno oggetti o loro giochini o altro con candeggina. Adesso sono in pena perché dopo circa due mesi dell’accaduto, abbiamo occasione di adottare due cuccioli di due mesi e mezzo. Ho fatto il vaccino ma non ancora il richiamo e sono in stallo da un amica. Devo disinfettare nuovamente tutta la casa nel frattempo? Usare la steramina o sempre gli altri metodi? E poi… è meglio aspettare che abbiano fatto il richiamo o già adesso, con la prima somministrazione sono coperti?
    La ringrazio infinitamente se potrà tranquillizzarmi

    Rispondi
  6. Paola
    Paola dice:

    La mia gattina è stata trovata per strada in condizioni a dir poco terribili. Tigna, pulci e compagnia, rinotracheite e pure tenia.
    Curata e trattata in isolamento per due mesi, rimessasi in forze ha fatto il vaccino trivalente classico. Stava benissimo, mangiona e giocherellona anche se è sempre stata sottopeso.
    Tre mesi dopo le ho fatto fare il richiamo. 48 ore dopo era praticamente morente. Portata subito dal veterinario le hanno fatto tutti i test: felv negativa, fiv negativa. Un ombra nel polmone, fegato ingrossato, globuli bianchi alti. Credevano fosse FIP. Si è ripresa. Cura antibiotica da cavallo e adesso è a casa. Ma qualcosa non funziona nel cervelletto. Scuote la testa tipo Parkinson, barcolla e cade quando cammina, si ribalta. Però mangia, vuole giocare, tenta di fare gli agguati. Usa la lettiera normalmente. Adesso abbiamo smesso con gli antibiotici. Prende vitamina B, e integratori alimentari. Ho rifiutato di sottoporla a TAC, RM e prelievo spinale. Ho il terrore che possa succedere altro. L’importante è che sia viva e che tutto sommato stia bene. Ma mi sento tanto in colpa. Preciso che non è mai uscita e non è mai stata con altri gatti. Ora dovrebbe avere circa 9 mesi e pesa 1.740. Nemmeno il veterinario riesce a spiegarsi cosa possa essere successo.
    Temo una relazione con il vaccino. E’ mai capitato? Grazie

    Rispondi
    • Giulia
      Giulia dice:

      Sta capitando anche a me con il mio gatto il tremore e i barcollamenti sono dovuti dall’ipoplassia cerebellare felina. Il mio gatto 2 mesi prima stava bene mangiava correva ma cascava sempre barcollava e quando doveva mangiare nella ciotola la sua testolina faceva su e giù come se tremasse ma questo non lo ha fermato perché era vispo. Dopo quell’episodio durato 4 giorni é passato un mese e ora sono 7 giorni che combatte contro la panleucopenia i primi 5 giorni sembrava che avesse piccoli miglioramenti ma ora sono 48 ore che non mangia, sono 2 giorni che ha raddoppiato gli antibiotici e flebo per reidratarlo. In questo momento quel tremolio non gli permette di bere nella ciotola, a volte sta seduto sulla ciotola a guardare l’acqua e i barcollamenti sono tornati. Infatti la parvo può far venire la neoplasia cerebellare e non far percepire quanto sia lontana l’acqua nella ciotola. Prego ogni giorno e la notte non dormiamo

      Rispondi
  7. Angiolina
    Angiolina dice:

    Buongiorno, volevo sapere: è sufficiente il passaggio in lavatrice a 60° o a 90° per eliminare il parvovirus felino dagli indumenti?
    Inoltre: quanto tempo impiega la candeggina ad inattivare il parvovirus? Mi è utilte saperlo nel caso si rompa un guanto di lattice quando vado in gattile a fare volontariatoe quindi debba passarmi la candeggina sulle mani.
    Grazie infinite. Saluti.

    Rispondi
  8. letizia
    letizia dice:

    il mio gattino di 4 mesi, ieri è morto in meno di 5 ore. ha spirato l’ultimo respiro mentre ero in linea telefonica con il vet, alle 23.30 della notte a 35 km di distanza. mi è morto trale braccia si puo’ dire. tristezza infinita. In casa, al 4 piano, ho altri 4 gatti. la sua mamma, ( fino a due mesi fa la tenevo in una casa in campagna, con altri gatti , ma dopo il parto l’ho riportata a casa) unica non sterilizzata, la zia ed il padre della mamma del gattino..tutti gatti bianchi ..lui era un tigratino, non ancora vaccinato. non siamo certi sia questa malattia ma pe ril vet è possibile. era vivacissimo e si faceva avvicinare poco. lo chiamavamo skizzo. cresceva bene e pesava gia quasi un kg. bel gattone di soli 4 mesi. .grande tristezza per la sua incedibile, ancora ora, perdita cosi’ rapida.

    Rispondi
  9. Angela
    Angela dice:

    Salve,vorrei farvi una domanda,il mio gattino di 4 mesi è da poco guarito dal parvovirus,è stato in clinica per una settimana,una volta a casa ho notato che camminava in modo strano con le anche di dietro pensando fosse x la debolezza…ma ora che sta bene è attivo e ha preso peso continua a camminare strano,come se avesse le anche deboli 😔
    Può essere una conseguenza del parvovirus?vi ringrazio in anticipo x la risposta

    Rispondi

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