gatto con la parvovirosi veterinario consigli

In questo articolo voglio raccontarvi la mia esperienza con la Parvo. Non avrei mai immaginato di vivere una esperienza così angosciante, eppure ho preso un bello spavento. I miei gatti stanno sempre in casa, ecco perché voglio raccontarti quello che mi è successo e le precauzioni che avrei dovuto prendere. In fondo a questo articolo trovi anche il video in cui ti racconto tutto e in cui la dott.ssa Beatrice Martinelli, che ha avuto in cura Oscar, ti consiglia come prevenire la parvovirosi.

Abbiamo parlato in profondità della parvirosi nel gatto, e come malattia ne avevo sentito parlare, ma pensavo fosse una realtà molto lontana dai miei gatti, che stanno al sicuro dentro casa, ed in più sono vaccinati. Il vaccino che si fa ai gattini, quello “obbligatorio”, per intendersi, comprende anche il parvovirus, ma purtroppo i miei gatti si sono ammalati lo stesso.

Ma partiamo dal principio, cioè con Oscar che inizia a vomitare.
Quel giorno mi sono alzata ed ho trovato parecchie pozze di vomito in giro…si sa, i gatti vomitano parecchio e mi era già capitato di trovare alla mattina queste belle sorprese in giro per casa, per cui non mi sono allarmata più di tanto. Ho pensato che Oscar si dovesse liberare da un bolo di pelo, per cui sarei andata a prendere una pasta al malto per aiutarlo il giorno dopo. Anche perché lo vedevo abbastanza attivo, non che facesse i salti, ma rispondeva agli stimoli e mi sembrava a posto.

Un altro aspetto però mi aveva un po’ insospettito: Oscar, non era venuto nel letto a darmi il buongiorno. Di solito quando mi sveglio i miei gatti arrivano a capofitto, saltano sul letto e si fanno coccolare finché non mi alzo per dar loro le pappe. Quella mattina la Lady era arrivata, ma Oscar no. Tuttavia anche questo era successo ogni tanto…a volte uno dei due non mi veniva a salutare, perché troppo preso dal suo sonnellino di bellezza.

Durante la giornata, però Oscar vomitò diverse volte. Inizialmente in modo sporadico, poi iniziò a vomitare ogni mezz’ora. Ho iniziato a preoccuparmi, anche perché prima di vomitare, iniziava a sbavare in modo copioso. Non avevo mai visto un gatto sbavare così, e la cosa mi ha un po’ spaventato, perché perdeva proprio bava sul pavimento, e poi vomitava.

Ho ricordato che può succedere che i gatti sbavino quando mangiano qualcosa che gli provoca nausea, ad esempio una cimice, oppure una pianta che per loro è un po’ irritante, ma dopo che Oscar aveva vomitato varie volte, ho telefonato al mio veterinario, per chiedergli cosa dovevo fare. Vomitava saliva, e ogni volta prima di vomitare sbavava copiosamente. Poi si metteva a dormire per mezz’ora.

Il veterinario mi ha un po’ tranquillizzato, dicendomi che si, probabilmente aveva ingerito qualcosa di fastidioso, ed il vomito era il suo meccanismo per difendersi. Mi disse anche che però bisognava capire se il gatto aveva la febbre, perché in tal caso si trattava di una reazione infiammatoria o ad un virus o a un batterio, e non qualcosa che avesse ingerito.

Il gatto a me sembrava non particolarmente mogio, per cui ho detto al veterinario che non mi sembrava avesse la febbre, anche se non avevo modo di verificarlo perché non avevo il termometro adatto per provargliela. Il veterinario mi ha quindi consigliato di tenere monitorato il gatto e, se la cosa si fosse aggravata oppure se non avesse smesso di vomitare entro sera, di portarlo a farlo vedere.

Nel frattempo mi auto-rassicuravo, ricordando che il giorno prima avevo visto un cimice in terrazza, pensando che forse l’aveva mangiata.
Ma più passavano le ore, più vedevo il gatto stare peggio. Oscar ora vomitava più spesso, e quando non vomitava, si accucciava mogio anche sul pavimento, come se non avesse la forza per muoversi.
Allora sono corsa dal veterinario, preoccupata.

Il veterinario l’ha visitato, e Oscar aveva la febbre a 40. E li la peggiore delle ipotesi si era avverata, Oscar non aveva solo mangiato qualcosa, c’era qualcosa di più. Per sicurezza il veterinario gli fece una ecografia molto approfondita, ma era tutto a posto: non aveva corpi estranei nell’addome, non aveva organi particolarmente ingrossati oppure ostruzioni.

A quel punto, non avendo una diagnosi certa, infatti poteva essere qualsiasi batterio o virus, il veterinario gli ha fatto una iniezione di antibiotico, un antiemetico per bloccare il vomito e un antipiretico per abbassare la febbre.
La cosa principale da fare era infatti far passare quella nausea al gatto e far si che riprendesse a mangiare, infatti per i gatti è molto pericoloso stare senza mangiare per più di 48 ore, e se non avesse mangiato almeno il giorno successivo, lo avrebbero trattenuto in clinica per nutrirlo tramite flebo.

A quel punto iniziavo ad essere molto spaventata, perché stavo anche iniziando ad unire le tessere del puzzle, per trovare la spiegazione di che cosa potesse avere Oscar. Mi è venuto in mente che 4 giorni prima anche la Lady aveva avuto un giorno in cui era stata male: non era venuta a svegliarmi al mattino, aveva dormito tutto il giorno sotto al piumone ed aveva avuto la diarrea. Ma ora stava bene e io non mi ero allarmata, vedendola stare meglio dalla mattina alla sera.

Ma ho fatto un altro collegamento: circa 15 giorni prima ero stata da una mica vicina di casa, che aveva in stallo dei gattini, che poi avevano avuto la parvo. Ed io me li ero coccolata ben bene! L’allarme parvo era scoppiato dopo, in ogni caso Lady ed Oscar sono stati vaccinati da piccoli, quindi io non ho preso precauzioni, tranne lavarmi le mani, ho coccolato tranquillamente i mici, non sapendo che erano malati, e poi sono tornata a casa mia dai miei gatti. Il veterinario, sentendo questi miei racconti, ha paventato l’ipotesi di parvo, oppure anche FIP.

Quando ho sentito FIP, mi si è gelato il sangue, ma anche con la parvo non è che fossi molto tranquilla, per i cuccioli è mortale al 99% delle volte!
Con il cuore in gola, ho riportato a casa Oscar, l’ho separato dalla Lady, lui in camera e lei nel resto della casa, per monitorare che mangiasse e facesse i bisogni. Fortunatamente già la sera dopo le punture, ha spiluccato qualche crocchetta.

Il giorno dopo l’ho portato di nuovo dal veterinario, per un’altra puntura di antibiotico, e non aveva febbre. così non lo hanno dovuto ricoverare, un pochetto, sforzandolo, mangiava, anche se era molto mogio, e mi piangeva il cuore vederlo così.
Non mi sentivo per niente tranquilla, anche perché non avevamo una diagnosi, e poteva succedere ancora di tutti. Dovevamo capire se il gatto mangiava, se tornava o meno la febbre, se riprendeva a vomitare, se faceva la pipì, e finché non avevamo un campione di feci, non si poteva nemmeno fare il test per la parvo ed il coronavirus.

Fortunatamente Oscar non peggiorava, al terzo controllo non aveva di nuovo febbre, qualcosa mangiava, non aveva più vomitato, e per lo meno aveva fatto pipì. Iniziavo a sentirmi più tranquilla, ma ancora non sapevamo che tipo di virus o batterio potesse essere.
Il quarto giorno abbiamo fatto l’ultima puntura di antibiotico ed il gatto pareva essere guarito, aveva ripreso a mangiare, non come quando sta bene, ma sempre un po’ di più.

Però non aveva ancora fatto la pupù, ed era al suo quarto giorno senza farla, per cui ero ancora preoccupata, e soprattutto non sapevamo cosa aveva. Al quinto giorno, finalmente, ecco la pupù! Ed io ho fatto i salti di gioia, vi dico la verità, nel vedere che nel mio gato funzionava tutto regolarmente.

Ho portato le feci dal veterinario perché le analizzasse, ed è stato trovato positivo alla parvo. Quindi non un semplice virus intestinale qualsiasi, proprio la parvo. Pur essendo un gatto vaccinato e pur essendo un gatto adulto che vive in casa e non è entrato in contatto con altri gatti.

Praticamente la parvo l’avevo portata a casa io, sui miei vestiti. Ho tirato comunque un sospiro di sollievo, perché se aveva il coronavirus sarebbe stato peggio, però mi sono sentita terribilmente in colpa!
Per questo ho voluto creare questo articolo e questo video per diffondere il più possibile le precauzioni che bisogna prendere anche se si hanno gatti che non escono di casa, per  non rischiare di contagiarli con qualcosa che portiamo a casa noi.

La parvo è una malattia molto pericolosa e molto contagiosa, non esistono cure, per questo è fondamentale vaccinare e prevenire.
Ti lascio ora al video, realizzato con la dott.ssa Beatrice Martinelli, che spiega bene cos’è la parvo e quali sono le precauzioni da adottare per non prenderla.

Da leggere dopo:

Spero che questo video ti sia utile, diffondilo il più possibile in modo da informare tutti quelli che hanno gatti sulla pericolosità di questa malattia, che è così diffusa. Se vuoi raccontarmi la tua esperienza con la parvo oppure fare domande al veterinario, scrivi pure nei commenti qui sotto.

Il mio gatto ha avuto la Parvo: ecco come è andata
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2 commenti
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Se non fosse stato vaccinato il mio gatto l’avrebbe presa in forma ben più grave.
      Il virus di campo è comunque più forte di quello vaccinale, ma vaccinando eviti che il gatto si ammali in forma grave rischiando anche la morte.

      Rispondi

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