Separazione e divorzio a chi si affida il gatto

Che cosa accade ai nostri animali quando ci si separa o si divorzia? Separarsi non è mai bello, se poi ci sono di mezzo figli ed animali, non è semplice decidere a chi verranno affidati e mettersi d’accordo, perché ci sono di mezzo affetti molto importanti.

Quando ci si contende qualcosa, bisognerebbe avere ben chiaro prima di tutto il benessere dell’oggetto di contesa, che sia esso un bambino o un animale. Per questo motivo vi riporto alla storia delle due donne davanti al saggio Re Salomone:

Narra la Bibbia, nel primo libro dei re, che due donne si presentarono davanti al re Salomone, noto per la sua saggezza, per reclamare entrambe la maternità di un bimbo. Le due donne litigavano e litigavano insistendo entrambe di essere la vera madre del bimbo.
Allora il re ordinò: “Prendetemi una spada!”. Portarono una spada alla presenza del re. Quindi il re aggiunse: “Tagliate in due il figlio vivo e datene una metà all’una e una metà all’altra”. La madre del bimbo vivo si rivolse al re, poiché le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: “Signore, date a lei il bambino vivo; non uccidetelo affatto!”. L’altra disse: “Non sia né mio né tuo; dividetelo in due!”. Presa la parola, il re disse: “Date alla prima il bambino vivo; non uccidetelo. Quella è sua madre”.

Che cosa significa questa storia? Che, in caso il benessere del nostro animale sia andare a vivere con l’altra persona, ci dobbiamo, ahimé sacrificare, ed anteporre il suo benessere al nostro desiderio di avere con noi l’oggetto di contesa.

In questo articolo proveremo ad analizzare la cosa sia dal punto di vista etologico, quindi tenendo ben presente il benessere dell’animale, sia dal punto di vista legale, con l’aiuto dell’Avv. Giovanni Mazzitelli.

Il divorzio ed il benessere del gatto

Quando ci si innamora è tutto bellissimo, si vivono momenti fantastici, si crea una famiglia e il numero dei suoi componenti aumenta generalmente. Ma se invece qualcosa si “interrompe”?

Non sempre, purtroppo, molti rapporti durano nel tempo e quando si prende la drastica decisione di dividersi l’intero nucleo familiare ne viene definitivamente intaccato.

Non solo i figli, se esistenti, sono coinvolti, ma anche i compagni a quattro zampe come cani e gatti. E allora iniziano le discussioni su chi prendi chi e chi prende cosa…

Partiamo dal punto più importante: gli animali non sono oggetti, ma esseri senzienti e capaci di provare emozioni tra cui gioia e dolore. Come tali, vanno tutelati e garantire loro il benessere e l’attenzione che meritano.

Quindi, non sono una parte di arredamento che va impacchettato e portato via, né tanto meno buttato. Per il bene dei figli, se la coppia non va d’accordo, è giusto che ci si separi nel modo più civile possibile. Lo stesso discorso vale anche per i nostri cani e gatti.

Loro si affezionano a tutti i membri della famiglia e lo dimostrano quotidianamente a ciascuno di essi.
In genere, ne hanno uno con cui hanno maggior feeling e sarebbe più consono che in caso di separazione/divorzio rimanga con la persona “prediletta”.

Non è vero che gli animali, in particolare i gatti, si “legano” al loro territorio, ma è anche vero che hanno l’esigenza di avere un loro “porto sicuro”.
Quindi, se avessero la possibilità di rimanere nel luogo dove hanno sempre vissuto e con la persona a cui sono maggiormente legati, sarebbe tutto più facile e molto più gestibile.

Sarebbe importante anche poter continuare a frequentare gli altri componenti della famiglia che fisicamente vivranno in un’altra abitazione, in modo da poter mantenere una relazione con essi e rendere tutto meno traumatico possibile.

Un supporto maggiore può esser dato da prodotti come i ferormoni oppure Fiori di Bach, in particolare la miscela antipanico Rescue Remedy in versione analcolica.

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Situazioni del genere non vanno sottovalutate e si spera, però, che non vengano mai vissute, ma al di là della etologia specie specifica del proprio animale, va sempre seguito il buonsenso e il rispetto del proprio prossimo. Un abbraccio e buona convivenza a sei zampe!

Ed ecco che cosa ci consiglia dal punto di vista giuridico l’Avv. Giovanni Mazzitelli

Dal punto di vista giuridico, nel silenzio del legislatore, una coraggiosa giurisprudenza di merito ha da qualche anno iniziato ad emettere le prime decisioni inerenti l’assegnazione del cane a seguito di separazione e divorzio.

Per quanto riguarda i nostri amici gatti, in attesa di specifiche disposizioni, è bene utilizzare ragionevolezza e buon senso, anche e soprattutto nel loro interesse.

Se non è possibile quantificare affettivamente chi, all’interno della coppia, sia più legato al gatto di casa, è certamente possibile dar rilievo a determinati aspetti privatistici, quali: chi ha acquistato il gatto (se trattasi di esemplare di razza con pedigree), se trattavasi di un regalo (trovando applicazione le norme sulle donazioni) oppure a chi è riconducibile il microchip del gatto (cui si ricollegano eventuali responsabilità civili in caso di danni provocati dal felino).
Questo in linea generale, poi, nello specifico, ogni caso merita una trattazione ad hoc.

Da leggere dopo:

e tu hai avuto modo di vivere una situazione di separazione o divorzio e di dover purtroppo decidere a chi affidare il tuo gatto? Se vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivila pure nei commenti.

Separazione e divorzio: a chi si affida il gatto?
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