Costanza De Palma

La femminilità la si vede da tanti aspetti di una donna al di là di come si veste, si pettina o si trucca. Si è femminili anche vestite semplicemente con tacco basso, viso fresco, acqua e sapone.

Il mondo femminile è molto variegato e ci sono molteplici modi per essere femminili. Ma un modo di esser donna e particolarmente affascinante è esser felina. Quando una donna scopre il suo lato felino un uomo viene “stregato”. Qui ti racconto come essere un po’ donna gatto, per riscoprire la tua femminilità e saper conquistare qualsiasi uomo. Non ci credi? Leggi la mia storia. Parola di etologa!

Essere felina: la mia storia personale

Fin da piccola ho amato i cani e ne desideravo uno a tutti i costi. Quando i miei genitori adottarono una cagnolina meticcia di nome Diana io avevo circa 13 anni. La adoravo… Quando venne a mancare per me fu un dolore immenso e allora arrivò Alex, un altro meticcio, dolcissimo e affettuosissimo.

Più andavo avanti con gli anni e i miei studi, il fascino per il mondo dei gatti rispetto a quello dei cani aumentava: il culmine fu quando frequentai il mio secondo Master universitario a Pisa in Etologia dove dedicai la mia tesi al comportamento del gatto. Ancora ricordo la dedica che scrissi: “Aspettando Sophie!”. Il mio tutor mi chiese se fossi incinta e io scoppiai a ridere spiegando che Sophie era la mia prima micia. Mi stavo trasformando un po’ in una donna gatto!

Sophie: come un gatto cambia la vita

Dopo un fidanzamento di quasi 8 anni che ho voluto chiudere senza troppe spiegazioni, mi ritrovai single a 27 anni. Mi buttai a capofitto nello studio e nel lavoro e, quando capitava l’occasione, in storie di poco conto che non mi impegnassero più di tanto: avevo perso troppo tempo con la mia prima storia d’amore che non mi sembrava proprio il caso “rilegarmi” ad un’altra persona.

Andai via di casa a 29 anni, sempre “troppo” presto per i miei genitori, ma me ne andai.

Ho viaggiato per tutta Italia andando a numerosi convegni e congressi di etologia dove portavo i miei lavori, oltre a frequentare corsi di aggiornamento; inoltre, in qualità di ausiliario di polizia giudiziaria, andavo al fianco del Comandante del Nirda, Maria Rosaria Esposito, a prestare la mia competenza per i sequestri di canili e gattili lager.

Nel frattempo, svolgevo a Roma, la mia città, le visite domiciliari per proprietari di cani e gatti in difficoltà. Fu in una di queste occasioni che conobbi Silvia (da me ribattezzata affettuosamente Silvietta!). Silvia seguiva costantemente la mia rubrica sul sito dell’Enpa, all’epoca una rubrica pioniera, e mi contattò per un grave problema di coabitazione tra le sue due gatte.

Tra me e Silvia ci fu subito intesa e, al di là della mia consulenza, diventammo amiche. Lei, essendo più grande di me, mi faceva riflettere sul perché io non avessi una storia d’amore seria. Mi diceva spesso. “In amore sei troppo cane. Ti metti troppo a zerbino. Devi esser gatto! Una donna gatto! Dammi retta adotta un gatto e capirai!!!”. “Adotta un gatto e capirai???”, ripetevo tra me e me. Come può un gatto cambiarmi la vita? Mah.

Qualche giorno dopo andai da Maria Rosaria nel suo ufficio di Via Nizza per controllare la mia perizia che doveva leggere il PM. C’era stato da poco lo sgombero del campo nomadi sulla Casilina ed era una vera e propria emergenza per gli animali (cani, gatti e non solo) che dovevano trovare un ricovero e possibilmente un’adozione.

All’improvviso esclamò: “Lo vuoi un gatto? Dai, vai a Villa Flora e sceglitelo!”. Risposi subito che andava benissimo. Finalmente avrei avuto un gatto tutto mio!

Quando andai c’erano tantissime gatte con i loro cuccioli. Non sapevo proprio come doveva essere, ma sicuramente, dato che era il primo gatto, doveva essere davvero speciale. Nero, bianco, grigio, pezzato, tricolore… Come scegliere ? Erano tutti bellissimi. Una piccolina mi colpì: aveva un mantello con tutte le varianti possibili ed immaginabili. Una zampa bianca, la pancia maculata, un’altra zampa tigrata, il musetto arancio… Era lei!!! L’unica a cui non era stato assegnato il nome. “Sophie, Sophie, così si deve chiamare” esclamai. E Sophie fu. Adoravo per i gatti i nomi francesi e Sophie era il personaggio del mio film preferito “Il Codice da Vinci”.

Sophie veramente mi cambiò la vita: non so proprio come è successo ma veramente me la cambiò. Mi sentivo più sicura di me, una donna diversa, ho iniziato a “tirarmela” quanto bastava e mandare a quel paese chi non mi sapeva trattare con rispetto. Finché non arrivò il 12 agosto 2008 ovvero incontrai quello che adesso è mio marito. Un amore travolgente, passionale, puro, mai vissuto prima e mai sognato così ardentemente.

Sentii Silvietta: “Come va piccoletta?”, così mi ha sempre chiamata, “Benissimo! Con Antonio procede alla grande, conviviamo e aspetto un bimbo!”. Risposta fiera e soddisfatta “Brava! Sei diventata felina!!!”.

Anche mio marito mi disse: “Ti ho amato dal primo momento che ti ho vista scendere le scale di casa per salire in macchina. Come ti muovevi, come parlavi… Eppure avevi un semplice jeans e una maglietta nera. Non so, mi ricordavi Catwoman”. Mi ero dunque trasformata completamente in una donna gatto e così avevo fatto colpo sul mio uomo 🙂

Sarò sempre grata e molto legata al ricordo di Sophie, tanto che le sue ceneri, quando sarà il momento, saranno con me. Leggi anche: Lutto per la morte del gatto, come elaborarlo

I gatti ci insegnano molto, ed insegnano anche a noi donne come “essere feline”. Lasciarci conquistare, concederci a poco a poco, ammiccare ed incuriosire l’uomo, così da fargli perdere la testa! E tu cosa ne pensi? ti senti anche tu un po’ felina? Scrivimi la tua esperienza nei commenti!

2 commenti
  1. Barbara
    Barbara dice:

    Carissima,
    grazie per aver condiviso la tua storia e avermi fatto conoscere la tua piccola Sophie.
    Anch’io ho una gattina con questo nome, è una piccola soriana, arancione tigrata le si addice in tutto per tutto. Lei la piccola felina di casa è una soriana, arancione tigrata, Sophie ha operato nella mia famiglia con la sua grinta e dolcezza, ha una bella personalità.
    Ha cambiato il carattere di mia madre, prima chiuso e pessimista, e ora sorridente e coraggiosa. Io l’ho salvata, e lei ha ricambiato con mia madre.
    Io invece ho lasciaton casa, quando mi sono assicurata che tutto procedeva bene, e sono andata a vivere lontana. Ho incontrato un uomo di cui mi sono innamorata e che mi ha fatto conoscere la mia femminilità, a dir suo felina. Non mi sono voluta però lasciar andare completamente capendo che lui voleva solo vivere il momento e basta, aventi la prossima…
    Mi sono sentita profondamente ingannata e tradita, usata, perciò l’ho allontanato in modo risoluto.
    Mi sento però di aver iniziato a scoprire e mostrare di me un lato che non conoscevo, avrà operato Sophie!?

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  2. Dott.ssa Costanza De Palma
    Dott.ssa Costanza De Palma dice:

    Mia cara, indubbiamente la tua micia ha tirato fuori dei lati della tua personalità che non credevi di avere… I percorsi di vita hanno infinite sorprese nel bene e nel male… L’importante che, come fanno i gatti, si trovano nuovi stimoli e vivere una nuova avventura!!! Un carissimo abbraccio

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