Gatti a Venezia Cats in Venice con Mariana Zampieri

Venezia, città unica al mondo e meravigliosa, ha una caratteristica che me la fa amare ancora di più: ospita numerosi gatti che vivono liberi tra calli e canali, ospitati nei negozi, accolti dagli abitanti, nutriti anche dai passanti. In questo bellissimo progetto sono raccontati i gatti di Venezia, le loro storie, i loro luoghi, per farti innamorare ancora di più dei gatti veneziani.

E’ una realtà, quella dei gatti a Venezia, che mi ha accompagnato a scoprire Marianna Zampieri, fotografa specializzata nel mondo felino, la quale sta “mappando” la città di Venezia, dal punto di vista felino, raccogliendo le segnalazioni di abitanti e visitatori, che le comunicano la presenza di gatti in vari punti della città.

Gatti a Venezia cats in venice marianna zampieri

Marianna Zampieri all’opera per fotografare i gatti di Venezia

E così vengo a conoscenza anch’io che a Venezia c’è il “ponte storto“, dove vivono 3 bellissimi Maine Coon, in completa libertà, accuditi dai passanti, che si fanno sfuggevolmente accarezzare, apprezzano la compagnia con grande dignità, chi più schivo, chi più socievole, e hanno addirittura dei nomi, che vi svelerà Marianna.

Rimaniamo incantate per ore ad ammirarli, Marianna avrà scattato un milione di foto, io girato ore ed ore di video, non si può credere alla bellezza di queste creature, i gatti di Venezia, che vivono per la strada e mai ne sono state così fieri.

Rudolf, un maine coon a Venezia - Foto di Marianna Zampieri

Rudolf, un maine coon a Venezia – Foto di Marianna Zampieri

Scopro poi, sempre grazie a Marianna, che nella famosa libreria Acqua Alta di Venezia abitano, quattro se non cinque gatti, alcuni inseparabili dal proprietario Luigi, altri che gironzolano tranquillamente tra gli scaffali e sonnecchiano tra un libro ed un altro.
Ne ho parlato in questo articolo.

E così ci aggiriamo per gli scaffali della libreria per ore, alla ricerca di mici nascosti, ci godiamo la loro compagnia, cerchiamo il contatto senza forzarli, rispettando la loro indipendenza e libertà.

Tigre della Libreria Acqua Alta - Foto di Marianna Zampieri

Tigre della Libreria Acqua Alta – Foto di Marianna Zampieri

Marianna mi porta poi alla libreria Goldoni di Venezia, dove sa esserci Poldo, e scopriamo che il gatto in realtà appartiene al panificio vicino, ma passa le sue giornate sul bancone delle libreria, ed il proprietario lo vizia facendolo pasteggiare… e certo, sennò Poldo si mette a passeggiare sulla tastiera del computer per attirare l’attenzione!

Poldo in libreria Goldoni a Venezia - -Foto di Marianna Zampieri

Poldo in libreria Goldoni a Venezia – -Foto di Marianna Zampieri

E le scoperte non si fermano, Venezia è popolata di gatti, sia di proprietà che del tutto liberi, e li troviamo anche di sorpresa, accucciati in giro a dormire, in angoli inaspettati.

Tutti con le loro storie particolari, ognuno con caratteristiche uniche, ma, ciò che conta, tutti in salute e ben rispettati.
E, all’improvviso, ti ritrovi a fare bancomat, con un gatto veneziano che ti si struscia addosso 🙂

Un gatto di Venezia al bancomat - Foto di Marianna Zampieri

Un gatto di Venezia al bancomat – Foto di Marianna Zampieri

Da qui capisco che Venezia può dirsi la città ideale per un gatto, qui non esistono auto che corrono per le strade, qui i gatti camminano sicuri e fanno delle calli il loro territorio.

Gli abitanti di Venezia li amano, ed, anzi, si rammaricano perché ce ne sono di meno rispetto al passato. I gatti di Venezia hanno fatto la storia, fanno parte della città e ne accompagnano le vicissitudini.

Questo perché veneziani e gatti hanno sempre avuto un bel rapporto, fin dai tempi della repubblica Serenissima, quando i gatti, come ora, facevano il loro servizio alla città, tenendo a bada i roditori, presenti in gran quantità nelle città di mare.

Quindi un rapporto di reciproco aiuto, di rispetto e collaborazione.
I gatti veneziani venivano allora imbarcati a gruppi di quattro o cinque anche sulle navi, per difenderle dai topi, nei lunghi viaggi verso l’oriente.

Purtroppo l’oriente portò a Venezia anche il topo nero, e con lui la peste, ed i gatti veneziani non furono abbastanza feroci da tenere testa a questo roditore.

Dopo l‘epidemia di peste del 1575, che terminò con la costruzione della Basilica del Redentore, da parte di Andrea Palladio, in ricordo della fine di questa pestilenza che provocò 50.000 vittime, e dopo la successiva epidemia, che portò alla costruzione della Chiesa della Madonna della Salute, si decise di portare, dalla Palestina e dalla Siria, un gatto capace di tenere testa al topo nero, e fu importato il Soriano, e fatto incrociare con i gatti veneziani.

Purtroppo in seguito la popolazione felina venne trascurata, il gatto libero meno rispettato, e questo portò ad una situazione preoccupante di randagismo.

Mila gattina di Venezia - Foto di Marianna Zampieri

Mila gattina di Venezia – Foto di Marianna Zampieri

Nel 1964 arrivò dunque a Venezia, dall’Inghilterra, Helena Sanders, che lanciò una campagna di aiuti internazionali, una mobilitazione che portò nel 1985 all’associazione Dingo, che ancora oggi si occupa dei gatti di città, della loro sterilizzazione e censimento.

Il tema della sterilizzazione massiva dei gatti randagi è tutt’ora dibattuto, la percezione degli abitanti di Venezia, oggi, è che di gatti ne siano rimasti veramente pochi, ed è un peccato.

E’ un tema, la gestione del gatto in libertà, che sarebbe bene affrontare in tutte le città, visto che spesso la presenza di gatti è vista come un fastidio, quando invece, se ben gestita, potrebbe appunto essere vista come un servizio naturale alla città nel controllo della presenza di topi.

Io e Marianna comunque ci vogliamo godere e vogliamo conoscere tutti i gatti liberi di Venezia, conoscerli, apprezzarli, e farli conoscere ed amare, e magari, chissà, creare una nuova consapevolezza anche in altre città.

Ecco il video reportage sui gatti di Venezia che ho realizzato:

E tu? Hai visto i gatti veneziani? Hai avuto il piacere di incontrarne uno? Raccontami la tua esperienza nei commenti!

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