La sterilizzazione della gatta: perchè sterilizzare e quanto costa

Tutti coloro che hanno una gatta si rendono conto prima o poi di avere in casa un animale che può portare in futuro ad avere un “piccolo” problema, o meglio “tanti piccoli problemi” come i gattini.

Chiaramente “problema” è un termine molto indicativo perché i piccoli sono sempre una gioia, ma chi vive in un appartamento non può permettersi di tenerne in casa troppi e preferisce che la propria gatta non partorisca affatto. Leggi l’articolo sulla gatta in gravidanza

Per togliergli la possibilità di procreare si può ricorrere all’intervento di sterilizzazione della gatta, un’operazione veterinaria semplice, senza rischi e che non da problemi alla salute del gatto.
Cerchiamo di saperne di più. Hai un gatto maschio? Scopri tutto sulla castrazione

Che cos’è la sterilizzazione, perchè sterilizzare una gatta?

Senza mezzi termini, cerchiamo di capire che cosa succede alla nostra micia quando un veterinario ci mette le mani, o meglio i ferri, sopra.

Lo scopo è quello di rimuovere le ovaie, le gonadi femminili che producono ovuli; senza gli ovuli, anche se la gatta si accoppiasse gli spermatozoi maschili non incontrerebbero mai il gamete femminile e la riproduzione sarebbe impossibile.

Il dottore quindi farà queste cose: dopo aver rasato il pelo dell’addome e disinfettato la pelle, farà un taglietto sulla pancia che gli consentirà di accedere agli organi interni.

Quindi tirerà fuori l’ovaio e, dopo aver legato i vasi sanguigni che portano lì il sangue (per evitare le emorragie) lo toglierà dal suo involucro detto borsa ovarica e lo estrarrà.

La borsa ovarica, le tube e l’utero rimarranno in addome e solo l’ovaio in sé stesso verrà rimosso (l’utero viene rimosso solamente se si tratta di una gatta che ha già partorito o ha problemi uterini). Poi la gatta verrà ricucita.
Il tutto, ovviamente, sotto anestesia. Leggi anche: Anestesia nel gatto, tutti i consigli.

sterilizzazione gatta

Il post-operatorio e la convalescenza

Una volta capito sinteticamente che cosa succede, si intende che la sterilizzazione è un’operazione chirurgica a tutti gli effetti, assimilabile alla nostra rimozione della nostre appendice in corso di appendicite.

Per cui vengono somministrati antibiotici e farmaci anestesiologici durante l’intervento.

La gatta si risveglia pochi minuti dopo l’operazione perché la somminsitrazione di anestesia viene sospesa, ed è il veterinario anestesista ad assicurarsi che si svegli senza problemi, nella rianimazione. A questo punto la gatta sarà sveglia, quindi si muoverà, ci guarderà, ma sarà diciamo “rimbambita”, un po’ addormentata.

Non mangerà per un po’, anche se non ci sarebbero problemi fisiologici (a differenza di interventi diversi, come quelli intestinali, in cui per alcuni giorni non deve assolutamente mangiare).

gatta sterilizzata

Di solito i veterinari tengono la gatta in ambulatorio o in clinica per alcune ore, a volte per l’intera giornata, giusto per assicurarsi che non ci siano problemi, per poi consegnarla nuovamente al proprietario.

Una bella dormita e via, già il giorno dopo avremo nuovamente la nostra gatta come se non fosse successo nulla.

L’intervento è breve e l’anestesia poca, quindi i suoi effetti spariscono presto; inoltre la gatta non si rende conto di nulla (a parte i punti, che cercherà di mordere e togliersi) perché l’intervento non tocca in alcun modo organi vitali e non provoca dolore.
Leggi anche: Post sterilizzazione gatta e castrazione gatto cosa fare

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Quanto costa sterilizzare una gatta?

Molti proprietari, visti anche i tempi che corrono, si interessano molto anche al prezzo dell’intervento di sterilizzazione: diciamo che una risposta unica a questo quesito non esiste, e che l’unico modo che abbiamo per sapere quanto spenderemo è chiedere alle varie cliniche ed ambulatori della nostra zona.

No, non sto tergiversando, sto solo dicendo che gli Ordini Veterinari non impongono un prezzo minimo o un massimo per le prestazioni, per cui io potrei anche chiedere diecimila euro.

Se trovo qualcuno che mi paga così tanto, ben venga.

In generale, le cliniche al nord Italia sono più care di quelle del sud, e non ci possiamo fare nulla. I costi variano, all’incirca, dalle 100 alle 150 euro, ma anche qualcosa in più in base all’età, al fatto che ci fossero delle problematiche precedenti, e al numero di chirurghi, aiuto chirurghi ed anestesisti che la clinica impiega.

Generalmente le cliniche sono più care degli ambulatori.

Alla luce di quello che abbiamo detto, i prezzi sono molto indicativi, ma noterete che a causa della concorrenza le cliniche della vostra zona chiederanno grossomodo la stessa cifra.

Non avrete molta convenienza, probabilmente, a spostarvi più di tanto per risparmiare qualcosa perché i soldi che risparmiate li rimetterete in benzina; comunque vale la pena di chiamare diversi veterinari e scegliere quello che preferiamo (non solo in base al prezzo), prima di prendere una decisione definitiva.

Occhio comunque che alcuni veterinari disonesti, vi fanno pagare l’intervento, ma poi in realtà non tolgono effettivamente le ovaie, specie se gli dici che la gatta vive in casa,  e voi vi ritrovate “per miracolo” con la gatta che aspetta i gattini. Quindi fai attenzione alle referenze del veterinario!

Postilla di Elisa all’articolo del Dott. Guiggi

Perché sterilizzare è un DOVERE

Spesso chi ha una gatta, si fa delle remore a sterilizzare, adducendo varie motivazioni come “eh ma la gatta soffre, perché operarla?”, “mi fa pena poverina, non la operiamo”, “non voglio toglierle la sua vera natura”, “poverina voglio farle provare il piacere di essere mamma”.

Queste sono alcune delle motivazioni che possono spingere i proprietari a non sterilizzare, ma vorrei farvi riflettere su alcuni aspetti.

Essendo a contatto con Enpa e altre realtà che aiutano i gatti abbandonati, posso toccare con mano quanti sono i gattini abbandonati ogni anno, perché i proprietari non hanno sterilizzato.

Un tempo non andava di moda sterilizzare, si lasciavano le gatte figliare allo stato brado, ma voi non avete idea di quanta popolazione felina si genera in questo modo.

Alcune persone addirittura non hanno il coraggio di sterilizzare la propria gatta, e al momento della nascita dei cuccioli, li abbandonano “tanto il gatto se la sa cavare da solo”.

Questo atteggiamento favorisce il randagismo, le malattie, animali morti per le strade, nonché fa lavorare un sacco tante persone che come VOLONTARIE prestano servizio per gli animali abbandonati.

Solo una piccola immagine per farvi capire:

Perché sterilizzare la gatta

Questa immagine vi fa capire in quanto poco tempo si possano riprodurre i felini, e quanto possa questo essere un problema per gatti che vivono liberi.

CHI CONOSCE 3.108 PERSONE CHE VOGLIONO ADOTTARE UN GATTO????

E il proprietario mi dirà: “Ma la mia gatta sta sempre in casa!”. Bisogna sterilizzare lo stesso.

Una gatta sterilizzata ha meno problemi di salute, se non si accoppia, c’è meno rischio di tumori e i periodi di calore, se non sterilizzatae, per lei sono una vera sofferenza, che dura dai 4 ai 10 giorni ogni 20 giorni.

“Voglio farle fare i gattini almeno una volta, tanto so già a chi darli”: nei gattili e in stallo dalle volontarie ci sono già centinaia e centinaia di gatti che hanno bisogno di una famiglia. Perché metterne al mondo altri per dovergli trovare altre famiglie?
Esistono anche centinaia e centinaia di gatti adulti abbandonati a sé stessi, perché non adottare uno di loro, sono affettuosissimi, spesso già abituati alla vita domestica, più tranquilli, pensaci!

Se la tua gatta sta un po’ in casa e un po’ fuori, se non sterilizzata e in calore, sarà molto più esposta a malattie trasmesse da altri gatti, entrerà sicuramente in contatto con gatti randagi che vogliono accoppiarsi, e non so se hai presente com’è l’accoppiamento di un gatto, non è certo dolce e romantico, ma molto violento!

“Sterilizzando le togliamo la sua vera natura”: i gatti sono animali domestici, quindi la loro “natura”, è già modificata, dato che sono addomesticati. Visto che l’uomo ha addomesticato alcuni animali, per coerenza ha la responsabilità di tutelare la loro salute, e sterilizzando si tutela la salute del gatto.

“Eh ma la gatta soffre, perché operarla?”: come scritto anche dal Dott. Guiggi, la sterilizzazione è ormai un intervento di routine, dura poco, e la convalescenza è brevissima, il giorno dopo la gatta non si ricorda nemmeno di essere stata operata e si riprende veramente in fretta.
Quindi non adduciamo come scusa per non sterilizzare la NOSTRA personale avversione per le operazioni o la NOSTRA paura, e rendiamoci responsabili della salute della nostra gatta.

Il problema si pone in maniera ancora più serie nel caso di un gatto maschio, che se non castrato, potrebbe scappare da casa per accoppiarsi, star via molti giorni ed esporsi ancora di più a malattie, litigate violente con altri gatti, nonchè ai pericoli delle strade.
Ne parliamo qui: https://www.miciogatto.it/la-castrazione-del-gatto-cose-cosa-serve-quanto-costa/

Spero con queste parole di averti fatto riflettere, sterilizzare, per chi ha un gatto, è un DOVERE. Scrivimi la tua nei commenti.

Guarda in questo video come la penso:

17 commenti
  1. Denise
    Denise dice:

    Buongiorno,
    volevo chiedere, dovendo presto sterilizzare la mia micia, se:
    1) sono preferibili i punti che si tolgono da soli o quelli fissi (mi è stato infatti dato modo di deciderlo)
    2) la micia è già andata in calore (anzitempo 5 mesi circa) cambia qualcosa operandola nel mezzo del calore? E’ pericoloso in qualche modo?
    Grazie per l’attenzione Denise

    Rispondi
    • Elisa di Miciogatto.it
      Elisa di Miciogatto.it dice:

      Ecco le risposte del veterinario:
      1) Perché il veterinario lo fa scegliere al proprietario? 🙂 Comunque i punti riassorbibili (si chiamano così) evitano di riportare la gatta dal veterinario per farli togliere, è vero, ma hanno anche meno tenuta. Quelli non riassorbibili, cioè che vanno tolti a mano dal veterinario, sono migliori (secondo me) perché hanno maggiore tenuta, e non è bello che la gatta salti e il suo addome si apra. Anche se è raro.
      2) Nel mezzo del calore meglio non operare, ci sono gli estrogeni in giro e toglierli improvvisamente provocherebbe problemi un po’ a tutto l’organismo, un po’ come se una persone smette di prendere il cortisone all’improvviso (e sviene). Meglio aspettare che finisca e prendere l’appuntamento appena la gatta smette di avere i sintomi del calore, per evitare problemi.

      Rispondi
  2. Francesca V.
    Francesca V. dice:

    Ciao sono un medico veterinario, in primo luogo non voglio neanche pensare che ci siano colleghi che fanno finta di togliere le ovaie…Anche perché non è che in casa la gatta non manifesti sintomi di calore, e un il suo umano se ne accorgerebbe tempo zero…Poi con una ecografia addominale le ovaie sarebbero rinvenute ed ecco che avremmo tutte le carte in tavola per dimostrare la truffa…
    Secondo, non è che interrompere il cortisone all’ all’improvviso ti fa svenire…Ma può causare alterazioni nella secrezione di cortisolo che il corpo produce, alterando meccanismi ormonali molto delicati…Si consiglia di scalare gradualmente.
    In fine direi che operare una gatta in calore si maggior rischio di sanguinamento perché in questa fase le ovaie sono molto più irrorate.
    Per quanto concerne i punti, la scelta tra riassorbibili e non è solo per la cute perché in sottocute e parete addominale si danno sempre riassorbibili, e sono proprio quelli che evitano ” lo sventramento” che io preferirei chiamare erniazione di visceri addominali.I punti cutanei possono essere sia riassorbibili che non, si tende a dare i riassorbibili ai gatti poco trattabili a cui togliere i punti può essere problematico, ma si possono dare comunque riassorbibili anche in gatti trattabili. I punti riassorbibili possono anche essere tolti come i non riassorbibili, la ferita cutanea chirurgica guarisce in 7 – 9 giorni, meno del tempo di riduzione della tenuta dei fili riassorbibili. Detto questo,quando si hanno dubbi la cosa migliore è chiedere al proprio veterinario, che ha tutte le competenze per rispondere e sarà lieto di farlo, come faccio io con gli umani dei miei pazienti. Un saluto e spero di essere stata anche solo in parte esaustiva

    Rispondi
  3. Sofia
    Sofia dice:

    Buongiorno a tutti! Vi comunico la mia esperienza, visto che ho avuto mici sin da bambina e ho vissuto molti casi di sterilizzazione (sia maschile che femminile). Devo dire che, soprattutto oggi, chi ha dubbi sull’invasività dell’intervento si deve ricredere, la chirurgia veterinaria ha fatto passi da gigante (ed anche l’anestesiologia, molto più ‘soft’ di un tempo). L’ultima micia arrivata in casa (ne ho tre, due femminucce e un gigantesco maschione, anche lui già castrato) ha sei mesi ed è stata sterilizzata quattro giorni fa (appena completata la dentizione, proprio per evitare l’estro). Bene: a parte qualche ora di notevole sonnolenza dovuta alla narcosi, né io né lei ci siamo accorte di nulla. La mattina dopo già saltava per tutta casa (è un diavoletto adorabile), faceva wrestling col fratellone adottivo e aveva un appetito da lupo. Il taglio è piccolissimo (ha solo due punti) e non pare averle dato mai alcun fastidio, non si è neanche tanto leccata, né ha stuzzicato i punti. Ora sono molto più tranquilla perché so di averle fatto un regalo di lunga salute e soprattutto non rischierò che, durante i periodi di calore, possa fuggire, evenienza pericolosissima per l’incolumità di un gatto d’appartamento, oltre ad evitare gravidanze indesiderate che sono sempre un grosso guaio. Sterilizzate senza timore, il vostro veterinario sa cosa fare per non correre rischi ed evitare dolore e voi e la vostra micia (o micio, in caso di castrazione, intervento ancora più banale ed altrettanto fondamentale) vivrete lunghi anni di serenità insieme! E, no, non cambiano assolutamente carattere (nel mio caso sarebbe stato un bene, visto quanto è distruttiva la piccolina).

    Rispondi
  4. sonia
    sonia dice:

    Io domani mattina devo andare a sterilizzare la mia gattina di 7 anni ho paura sono ancora indecisa… vorrei sterilizzarla ma vorrei che anche dopo l operazione abbia la vita bella , salutare come cel ha adesso. Non cambi niente. ho paura di rischiare, non riesco a vederla a soffrire neanche per un secondo sono troppo in ansia

    Rispondi
  5. Daniele
    Daniele dice:

    Buonasera a tutti,
    ho la fortuna di vivere con quattro gatti, uno più bello dell’altro e li adoro più di me stesso.
    Tre di loro sono trovatelli adottati da piccolissimi, un maschio, Bilbo, di 10 anni e due sorelline di 1 anno e mezzo, Daphne e Maya, tutti sterilizzati senza problemi. L’ultima arrivata è frutto di un regalo di compleanno, Sheba, una Maine Coon di quasi 14 mesi che è giunta al suo primo calore. Domani mattina ha l’intervento per la sterilizzazione e, nonostante abbia già fatto gli esami preparatori, da cui è emersa la regolare funzionalità renale ed epatica (oltre ad aver già accertato la normalità dell’attività cardiaca a seguito di ecocardiografia), sono comunque molto agitato. La mia ansia deriva dal fatto che, probabilmente sbagliando, ho sempre considerato Sheba la più delicata dei quattro: quando era piccola mi svegliavo la notte per controllare che respirasse, un po’ scottato dall’esperienza di una gattina della stessa razza deceduta a nove mesi per problemi congeniti.
    A parte la mia ansia personale, chiedo ai veterinari se, in base alla propria esperienza, abbiano in qualche modo rilevato maggiori rischi nell’intervento su gatte di razza rispetto alle europee.
    Grazie mille per l’assistenza.

    Rispondi
    • Dott. Valerio Guiggi
      Dott. Valerio Guiggi dice:

      Ciao Daniele,
      Da veterinario purtroppo non ho dati relativi al fatto che i gatti di razza siano in qualunque modo più delicati di quelli europei, però considera che non sono un veterinario chirurgo e che non sterilizzo, perché mi occupo di alimentazione; probabilmente chiedendo al veterinario che effettuerà l’operazione avrai una risposta sicuramente più precisa.

      Ciao!

      Rispondi
  6. anna maria
    anna maria dice:

    ciao a tutti/e io ho 5 gatti e 2 gatte tutti trovatelli i gatti tutti castrati e le gatte sterilizzate. Cio che si dice sopra e tutto vero io ho assistito a tutte le operazioni ed effettivamente l’operazione dura poco,addirittura un mio gatto appena arrivati a casa e uscito dal trasportino ed e corso a mangiare. il mio veterinario si prende 50 euro per il maschio e 100 per la femminuccia. abito nella zona sud dell’abruzzo.

    Rispondi
    • Dott. Valerio Guiggi
      Dott. Valerio Guiggi dice:

      Ciao Anna Maria,
      Se sali su al nord i prezzi salgono anch’essi 😀 Qui in Toscana siamo un po’ più sul caro, ma non tantissimo.

      Rispondi
  7. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    La mia attuale esperienza. Ho una gatta di circa 1 anno, le ho fatto fare un parto, poi, consigliato da molti, e visto anche il problema di sistemare altri futuri gattini, ho optato per sterilizzarla. Adesso sono passati “solo” 2 giorni, ma non è più lei, la gatta piena di gioia e vita cui ero abituato: si muove lenta, sembra depressa, non ha entusiasmo per nulla, mangia molto poco, quasi non miagola più…Mi fa davvero pena! Potessi tornare indietro, non lo rifarei, mi sembra di averle fatto una violenza, alla mia dolcissima amica.
    Ragazzi, pensateci bene. Leggo in giro che è un intervento ormai di routine, che la gatta si riprende subito. Non è sempre così, purtroppo!

    Rispondi
  8. elisa
    elisa dice:

    Buongiorno a tutti! In casa ho 2 splendide gatte di due anni e mezzo, entrambe sterilizzate da piccoline come di consuetudine e in perfetta salute, fortunatamente. L’unico problema è che una delle due femmine continua ad avere i tipici atteggiamenti del calore anche dopo l’operazione… e tra le varie cose, quella più fastidiosa per noi (e penso anche per lei poverina) è che ogni giorno urina in casa sul pavimento… non è un problema di lettiere, né di cistite o altro…ma sembra proprio che sia in calore… Ne abbiamo già parlato con la nostra veterinaria naturalmente, ma lei dice che la gatta sta bene e che è strano, non sa dare una motivazione a questo comportamento di disagio. Cercando in rete ho letto che a volte accade che resti un piccolo frammento di ovaio e che questo provochi nell’animale gli stessi sintomi del calore, pur non avendo più l’apparato riproduttore…è possibile? E se fosse, come faccio a scoprirlo? Vorrei cortesemente avere un Vostro parere in merito, ne sarei molto grata.
    Grazie mille e complimenti per il Vostro utilissimo servizio!

    Rispondi

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