castrazione del gatto

L’intervento di castrazione del gatto è semplice, costa poco ed è molto importante se abbiamo un gatto maschio perché, a meno che siamo interessati alla riproduzione (ad esempio per un gatto di razza) spesso è uno degli interventi che salva la vita al nostro micio.

La castrazione modifica il comportamento del gatto castrato e permette sia di evitare le malattie infettive contratte a causa della promiscuità che di farlo girare meno, riducendo il rischio che possa finire sotto un’auto. Che è un problema concreto.

Vediamo in questo articolo di approfondire cosa comporta sterilizzare un gatto maschio e come si modifica il comportamento ed il carattere del gatto castrato.

Hai una gatta femmina? Scopri tutto sulla sterilizzazione della gatta

Quando e a quale età castrare il gatto?

Iniziamo innanzitutto a parlare di età della castrazione del gatto: quando dobbiamo castrare il gatto maschio?

Se abbiamo intenzione di castrare un gatto, la sterilizzazione andrebbe fatta tra i sette e i dieci mesi d’età, in modo che non sia troppo piccolo per sottoporsi ad un intervento, ma che nemmeno abbia già raggiunto la pubertà, la maturità sessuale.

Ovviamente se temete per un gatto molto più grande, di sei o sette anni, potete farlo castrare lo stesso, non ci sono limiti di età, ma se dovete scegliere meglio da piccolo: lo salvaguarderete maggiormente dai problemi di cui parlavamo prima.

Quanto costa far castrare il gatto?

Altra cosa fondamentale sono i costi dell’intervento di castrazione.
Personalmente non capisco perché, da parte dei veterinari anche sui siti delle varie cliniche, parlare di soldi dia fastidio.

Mettete un listino prezzi, tanto il prezzo poi lo dovete chiedere comunque!
E invece ci sono cose come dipende, forse, non si sa, grossomodo

E allora ve lo dico io. La castrazione del gatto maschio costa da 80 a 150 euro.

sterilizzare gatto

Tendenzialmente al sud Italia costa meno che al nord, e delle cliniche costa di solito 30-40 euro in più che negli ambulatori che offrono questo servizio.

Per cui se andate in una clinica di Milano ci sta che spendiate 150 euro, in un ambulatorio di Reggio Calabria con 80 euro ve la cavate.

Ovviamente andare a Reggio per risparmiare non conviene, perché tanto dovete pagare il viaggio, ma vale la pena di fare un po’ di telefonate tra le varie cliniche e ambulatori che ci sono in zona e chiedere direttamente i prezzi.

In che cosa consiste la castrazione del gatto?

Arriviamo quindi all’intervento chirurgico vero e proprio.
Per un gatto maschio ci sono due tipi di interventi, l’orchiectomia che è la castrazione vera e proprio e la vasectomia, che si usa anche per sterilizzare le persone (gli uomini).

La seconda, cioè la vasectomia, nel gatto si può fare, ma non si fa praticamente mai perché si tratta di tagliare il dotto deferente che trasporta gli spermatozoi dal testicolo al pene, ma i testicoli rimangono, e con essi il testosterone, che va nel sangue, e induce il gatto ad avere tutti i suoi comportamenti naturali, tra cui cercare le gatte ed accoppiarsi, quindi il calore, anche se poi gli spermatozoi non escono.
Non ha molto senso.

L’orchiectomia, invece, è la castrazione che si fa praticamente sempre, e si va in pratica a rimuovere i testicoli.

È un intervento molto semplice e poco invasivo, per questo il gatto non viene anestetizzato ma solo sedato profondamente (è sveglio ma non si accorge di nulla, evitando così i problemi connessi all’anestesia), quindi non ci sono i rischi legati all’anestesia profonda. L’anestesia è solo locale nella zona da operare. Quindi anche il decorso post operatorio è più leggero.

Il gatto deve arrivare all’operazione digiuno da circa 10 ore, e questo è probabilmente l’unico disagio che dovrà sopportare.

Così viene tagliato lo scroto, il “sacchetto” che contiene i testicoli, e questi vengono estratti: è brutto detto così, ma si iniziano a ruotare su sé stessi come un rubinetto finché non si spezzano i vasi sanguigni e i dotti deferenti.

L’averli ruotati serve ad aver strizzato così tanto i vasi da non far uscire il sangue, perché i vasi del gatto sono così piccoli, in questo punto, che sono difficilissimi da suturare altrimenti.

Rimossi i testicoli, si chiude lo scroto, con un punto o anche senza (si disinfetta soltanto, tanto la cavità scrotale è separata dal resto del corpo) perché il taglio è piccolissimo ed è più invasivo, spesso, mettere un punto che non metterlo affatto. L’intervento dura in tutto pochi minuti.

Poi si aspetta che il micio si svegli, iniettando qualche antibiotico giusto per evitare che possano comparire infezioni.

Esiste anche una sorta di “castrazione chimica” del gatto, che consiste nel somministrare dei farmaci antiandrogeni che inibiscono la libido, per sei mesi.
La castrazione chimica non è stata però approfonditamente testata, per cui, data al semplicità della sterilizzazione tradizionale del gatto, meglio ricorrere alla operazione chirurgica.

Su Youtube ho trovato numerosi video sulla castrazione del gatto, per capire come viene svolta l’operazione, ma non me la sento di visualizzare il video direttamente qui nell’articolo, perché ci vuole un po di stomaco… Se ti interessa vedere un video di una operazione di castrazione del gatto, clicca qui.

La castrazione del gatto: i testicoli

La castrazione del gatto: i testicoli

Gatto castrato: il post operatorio

Il post operatorio della castrazione del gatto è uno dei migliori e più veloci in assoluto: ripreso nel giro di un paio d’ore dalla sedazione, il gatto farà la sua vita normale.
Mangerà, girerà, dormirà, come se non gli fosse successo nulla. magari subito dopo l’operazione sembrerà un po’ ubriaco, ma si riprenderà molto velocemente.

Non si lecca nemmeno la parte operata e non c’è nemmeno bisogno del collare “elisabettiano”, salvo casi particolari.

A volte non sono nemmeno necessari dei punti, quindi non ci sarà fastidio da parte del gatto.

L’oggetto più utile nel post operatorio della castrazione del gatto? Una cuccia soffice dove possa rimettersi in sesto ronfando beatamente:

Perché castrare il gatto?

Con una spesa tutto sommato bassa e un intervento poco invasivo avrete scongiurato pericoli molto importanti per il vostro micio, come la terribile HIV felina, o FIV.

E’ importante castrare il gatto, soprattutto se lo volete tenere in casa: il gatto castrato è meno incline ad andarsene in giro alla ricerca di una micina da ingravidare, stando lontano da casa per lunghi periodi, esponendosi a pericoli molteplici, anche a zuffe violente con altri gatti, quando è in calore.

Eviterete anche che il gatto maschio in calore marchi il territorio causando odori in casa. Infatti il gatto non castrato spruzza un tipico liquido molto puzzolente, per marcare il terrotorio. La puzza è davvero terribile, per cui è meglio assicurarsi che non lo faccia o ne prenda comunuqe l’abitudine. Può succedere infatti che un gatto, se non castrato da piccolo, mantenga l’abitudine di spruzzare i suoi ormoni in giro per casa. Quindi rifletteteci!

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Gatto castrato: qual’è il suo comportamento?

Il gatto castrato avrà dei cambiamenti di comportamento e di carattere, che sono del tutto naturali. Come abbiamo visto, non essendo più spinto dagli ormoni a cercare di acccoppiarsi, diventerà più tranquillo e casalingo.

Il suo carattere diventerà molto più pacioccone e coccolone, tenderà a fare meno movimento, e questo è un po il rischio di un gatto castrato: l’aumento di peso.

Vedi anche: Il carattere del gatto: capire la sua psicologia

Per scongiurare che il nostro gatto castrato diventi obeso, dobbiamo cercare di mantenerlo a dieta il più possibile, ho approfondito in questo articolo la dieta adatta ad un gatto castrato.

Inoltre tipicamente nel gatto castrato si presenta un rilassamento della pelle sotto la pancia. E’ normale, perché la rimozione dell’organo che produce il testosterone, cioè i testicoli, causa un rilassamento dei muscoli, quindi una perdita di tonicità. La pancia sballonzola in giro, ma meglio un gatto non tonico che un gatto che litiga furiosamente per accoppiarsi.

E’ possibile anche che sembrino ancora presenti i testicoli, in realtà è lo scroto che è ancora presente, ma è vuoto, quindi ci può essere lo stesso un rigonfiamento.
Raccontami nei commenti la tua esperienza con la castrazione di un gatto.

Piccola postilla di Elisa: perché sterilizzare il gatto maschio

Nell’articolo relativo alla sterilizzazione della gatta femmina, ho espresso il mio parere sulla sterilizzazione in modo approfondito.

Il discorso vale anche per il gatto maschio: anche se sta sempre in casa, è bene sterilizzarlo per evitare che senta qualche gatta in calore e gli venga voglia di scappare di casa, per mettersi cosi in pericolo di finire sotto una macchina e di azzuffarsi con altri gatti e prendere le malattie di cui parla anche il Dott. Guiggi qui sopra nell’articolo.

A proposito della sterilizzazione ho chiarito il mio pensiero anche in un video YouTube, ti invito a guardarlo e a commentare:

11 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Io ho fatto castrare il mio gatto a 6 mesi di vita ora ho scoperto che insegue e ferisce tutte le gatte della zona e un vagabondo va e viene a suo piacimento durante il giorno ma di notte sta in casa potrebbe non essere stato castrato nel modo corretto?

    Rispondi
  2. Bernadette
    Bernadette dice:

    Posso capire il senso di castrare un gatto x evitare il disagio in casa, le fughe, le zuffe..e per nn aumentare la popolazione randagia; ma ora nn raccontiamoci che è per il suo bene: il gatto è un animale, in quanto tale ha un apparato riproduttivo e dei
    comportamenti propri alla sua natura libera. Nessuno pensa d sterilizzare gli scoiattoli o le volpi perché così nn prendono malattie e nn si fanno male, questa è una scusa che c raccontiamo perché vogliamo costringere in casa un animale e vogliamo che di comporti come un peluche, togliendogli i suoi comportamenti e la sua vita naturale-per non avere fastidi noi. Posso capirlo, ripeto, ma nn raccontiamoci che lo facciamo per il bene dell animale!

    Rispondi
    • Patrizia
      Patrizia dice:

      Bernardette condivido assolutamente il tuo pensiero,tanto che ogni volta che mi è capitato,anche con i miei cani,ho sofferto prendendo questa decisione.Si,è vero,non raccontiamoci frottole…..

      Rispondi
      • Michael
        Michael dice:

        Buon giorno io ho 2 gatti… Fratello e sorella, ora è arrivato il tempo del calore hanno 7 mesi
        Cosa succede se si accoppiano
        Tra fratelli

        Rispondi
      • bernadette
        bernadette dice:

        grazie Patrizia, mi fa piacere trovare qualcuno che capisce il mio pensiero. Io ho sempre avuto gatti liberi e nn castrati e per nn fargli prendere malattie basta fargli la vaccinazione- attualmente vivo in città con un gatto maschio nn castrato e sta benissimo. Certo, gli ho insegnato che nn deve marcare il territorio quando ha fatto i primi spruzzi e ora nn lo fa più. Lo porto regolarmente al parco per farlo sfogare e per farlo stare un po’ nell ambiente naturale che dovrebbe essere il suo naturale habitat. Se poi sta in casa il pericolo di scappare o di zuffe nn c è.

        Rispondi
  3. Laura
    Laura dice:

    È vero, penso anch’io che siano situazioni che fanno comodo a noi. Anche perché, se si accoppiassero i gatti che abbiamo in casa, dovremmo poi affrontare il problema dei cuccioli da sistemare! Ma penso anche ad un altro problema: come tutte le specie i gatti hanno attraversato centinaia di migliaia di anni di evoluzione della specie. Al contrario della razza umana, sono sopravvissuti i più forti, quelli che si sono adattati meglio. Ora l’uomo li castra e ci mette lo zampino in questo ciclo naturale… Forse la castrazione ha senso solo se la facessimo sui gatti malati

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  4. Elisa
    Elisa dice:

    Ho sterilizzato due maschietti venerdì 12 u.s quelli più vivace e diventato amorfo l altro lo era già ma mi sembra uguale ma l unica cosa che mi preoccupa è che non saltano più ma neanche da terra sul letto fanno fatica insomma volevo capire se può essere successo ql grazieee

    Rispondi
  5. mariarossana
    mariarossana dice:

    abbiamo sterilizzato blukowky, sette mesi, ieri mattina. io sono già pentita, comunque mi sono rattristata. snaturare il gatto non è una bella cosa, ma oggi, il nostro modo di vivere e di concepire il rapporto con gli animali ci fa fare cose atroci in nome del suo presunto benessere, che poi è solo il nostro benessere.

    Rispondi
  6. bernadette
    bernadette dice:

    grazie a tutti, mi conforta leggere questi commenti, vuol dire che c sono ancora persone che pensano. Poi è ovvio che i veterinari lo consigliano.. loro c guadagnano. La mia vet è stata onestissima e mi ha detto d provare a vedere in base al comportamento dell animale se si poteva portare avanti una convivenza serena è così ho fatto. Poi ogni gatto ha il suo carattere e nn sempre sarà fattibile. grazie

    Rispondi

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