Melfo, il coraggio di un gattino

Cari amici di Miciogatto, voglio riportare questa storia felina che ci è arrivata via e-mail, che ci ha commossi ed emozionati. Riporto le parole di Roberta, che si prende cura di Melfo.

11225160_1498489773803954_780532964391241548_nBuonasera blog di MicioGatto,
quella che vi voglio raccontare oggi è la storia di Melfo, il mio adorato quarto micio, adottato circa un anno fa al gattile a ben 7 anni di vita.
Non si sa quale sia la sua storia precedente al ricovero, si sa solamente che qualcuno ha voluto accompagnarlo in un trasportino dicendo di averlo trovato casualmente per le vie della città.
Melfo è un micio speciale… Ai test fiv-felv è risultato negativo e a livello di salute stava piuttosto bene, tanto da non lasciar sospettare nulla; in più ha sin da subito dimostrato un carattere dominante con gli altri tre mici di casa (Ryo, 11 anni ora, Ely 10 e Milù 9) e inizialmente devo ammettere non si fidasse completamente nemmeno di noi umani (come biasimarlo?) regalandoci qualche graffio se stufo di ricevere carezze.
Dopo poco tempo dall’adozione però, è avvenuto l’impensabile: Melfino ha avuto un episodio di tromboembolismo, qualcosa di orribile cui assistere; ha cominciato a zoppicare e ha cominciato a miagolare fortissimo: evidentemente provava molto dolore.
Fortunatamente la veterinaria dei miei gatti è una persona davvero in gamba e non appena ha saputo telefonicamente la situazione, ci ha detto di raggiungerla immediatamente per valutare le condizioni del micio che non poteva certo essere caduto da qualche parte per farsi male in quel modo, ma non riusciva più a muovere la zampina posteriore e ad una prima valutazione sia io che mia mamma avevamo ipotizzato si fosse in qualche modo rotta…
Il verdetto è giunto come un fulmine a ciel sereno: Melfo ha la HCM Felina o Cardiomiopatia Ipertrofica Felina.
Una malattia cronico-degenerativa che in genere dalla scoperta porta alla morte in media in un anno a mezzo (se non direttamente alla scoperta con una manifestazione di tromboembolismo alle iliache, le arterie che nel gatto si diramano per portare sangue negli arti posteriori).

Leggi anche: Cos’è la cardiomiopatia ipertrofica nel gatto

Pensavamo non ce la facesse: mi sentivo già distrutta per la morte del mio angelo dagli occhi blu Cloe, sorella di Ryo deceduta a 9 anni solo l’anno prima; Cloe era il motivo per cui abbiamo deciso di adottare un altro micio, di salvarlo dal gattile e di sceglierlo di un’età per cui gli sarebbe stato difficile trovare una famiglia. Cloe era morta per incompetenza dei veterinari di una clinica: non avevano capito di cosa stesse morendo, è stata la nostra attuale veterinaria a dircelo quando ormai non c’era più nulla da fare…
Ma con Melfo eravamo intervenute prontamente: adesso non doveva morire! E infatti Melfo non è morto anzi, in tre giorni si è completamente ripreso.
D’accordo con la veterinaria di fare una ecocardiografia, lasciamo correre una settimana cominciando a somministrare a Naninho (uno dei soprannomi di Melfino), le cure adeguate. Peccato che il venerdì seguente finiamo in una clinica nel cuore della notte perchè stavolta il piccolo non muove più entrambi gli arti!
“Stavolta è la fine!”, penso: “Se la volta scorsa è sopravvissuto adesso sicuramente è la fine…”.
Corro con Andrea, mio ragazzo rinominato successivamente “papà” di Melfo (Naninho dovrebbe venire ad abitare con noi in una nuova casa, anche perchè non va molto d’accordo con gli altri tre, probabilmente era un micio unico nella vita precedente…), nella clinica veterinaria più vicina trovando peraltro una veterinaria antipatica che pare incompetente. Il ricovero è immediato e molto sofferto; alle undici di sera avviso la sua veterinaria che mi tranquillizza dicendomi che hanno eseguito la corretta procedura per i tromboembolismi.
Melfo ce la fa.
Il giorno dopo muove meglio le zampine…Cinque giorni dopo è di nuovo in piedi come se nulla fosse accaduto!
Nuova cura, nuove pastiglie, nuovi farmaci ed esami, un ecocardiogramma; Melfino ha il cuore ipertrofico con il ventricolo che ha già raggiunto un diametro due volte superiore a quello dell’aorta (dovrebbero essere identici), tutto sommato compensa ancora bene e vive apparentemente come un micio normale. Inoltre, Melfino non ha altri microtrombi nel cuore, come capita spesso in questi casi a gatti malati di HCM; ciò significa che possiamo andare avanti con le cure sperando che funzionino!
Passano mesi e mesi, Melfo è sempre più dolce, ruba il cuore a tutti, diventa il nostro bambino col cuoricino malato, il nostro cuore di cristallo… La malattia sembra dormire, fingiamo non esista fino all’estate 2015 (molto, molto tempo per una malattia così grave)!
Il caldo afoso non fa respirare noi, figuriamoci un cardiopatico!
Corriamo in clinica con il micio che respira affannosamente: è sicuramente in corso un edema.
“E’ finita, stavolta è finita!”…Anche Andrea pensa abbia il torace pieno di liquidi, lui un po’ se ne intende, spera bene ma crede il peggio. Stavolta in clinica troviamo una brava Dott.ssa che subito dopo aver stabilizzato il micio, procede con una lastra per valutarne la situazione.
Quello che sembrava essere un edema seguito da scompenso, in realtà è un piccolissimo inizio di edema, preso certamente in tempo e curabile in pochi giorni. Segue un ulteriore ricovero cui ovviamente segue un ecocardiogramma.
A distanza di quasi un anno il ventricolo sinistro si è allargato ancora, arrivando a due terzi la grandezza dell’aorta.
12039554_1498489733803958_4656326572395517029_nLa malattia degenera sempre di più ma non ci arrendiamo: anche stavolta niente trombi!
Qualche tempo dopo un altro episodio e questo martedì un altro ancora… Da luglio siamo arrivati a tre ma non molliamo: Melfo ogni volta si riprende completamente e si comporta come un gatto normale, saltando, mangiando con molto gusto, vivendo insomma, vivendo dignitosamente!!
Con la sua storia non voglio dire che sicuramente tutti i mici con HCM sopravviveranno come lui o avranno la stessa qualità di vita (alcuni muoiono al primo tromboembolismo), ma credo sia bene diffondere la conoscenza di questa brutta malattia e imparare dagli animali che hanno sempre qualcosa di bello da insegnarci.
La dignità della vita è un valore che Melfo ha insegnato a questa famiglia e finché lui vorrà noi lo aiuteremo a superare ogni crisi si presenterà sul nostro cammino.
Quando non vorrà più combattere, quando deciderà lui stesso di mettere la parola fine alla propria vita, sicuramente si farà capire e allora non potremo che accompagnarlo sul ponte più bello che c’è… Ma non è questo il momento! 🙂

Un caro saluto da me, Roby, la mamma, da Andrea, papà e da nonna nonché mia mamma Licia, che per ora passa più tempo di tutti col mio bimbo rosso.
Un appello: ADOTTATE un micio non più giovane al gattile: all’inizio potrà sembrare spaventato ma poi vi donerà immenso amore! E si sa, l’AMORE vince SEMPRE!!!

Grazie ancora, un bacione, Roby

1 commento
  1. Gabriella
    Gabriella dice:

    Grazie per aver condiviso la tua storia molto simile alla mia. Sono la mamma di Toffee una dolcissima persiana di quasi 6 anni, ci siamo accorti della malattia a 2 anni per un controllo ad un soffio, inutile dire che è stato uno choc ma ci siamo ripresi e da quel giorno Toffee ha iniziato una cura basata di diuretici e anticoagulanti. Oggi il suo cuore è enorme e i suoi battiti arrivano quasi a 300 al minuto e fino a qualche giorno fa non ha mai avuto crisi tranne un po’ di gastrite dovuta ai farmaci. Solo 2 giorni fa c’è stato il primo episodio trombolitico con blocco dei arti inferiori e dolore , siamo corsi subito al ps e per fortuna stava già meglio ed ha ripreso a camminare. Ora viviamo in uno stato d’ansia continuo con la paura di un’altra crisi che potrebbe portarcela via ma è la nostra Toffee che ci da la forza di combattere con la sua tenacia e voglia di vivere e la sua immensa dolcezza. Sono ormai più di 3 anni che combatte e fino ad oggi ha sempre vinto lei.

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