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Purtroppo ogni anno la stessa storia: cucciolate di gatti abbandonati in ogni dove, volontarie con le case piene di gattini abbandonati che si danno da fare per salvarli e crescerli, gattini appena nati abbandonati perché non vengono sterilizzare le gatte.

La situazione è questa, per cui ho deciso di creare un video ed un articolo con la dott.ssa Enrica Rigolon dove spieghiamo che cosa fare se troviamo un gattino orfano o se vogliamo diventare volontarie ed occuparci magari di una cucciolata. Spero così di essere d’aiuto e di evitare che i gattini orfani muoiano per errori che potevano essere evitati.

Gatti abbandonati cosa fare

Innanzitutto è importante che sappiate che i gattini orfani sono a rischio elevatissimo di morte a causa di ipotermia, ipoglicemia o disidratazione, per cui il mio consiglio è: appena ne trovate uno la prima cosa da fare sarebbe correre da un veterinario, che verifichi come sta e nel caso fosse già disidratato inizia fargli un po’ di fluido terapia, riscaldarlo e correggere l’ipoglicemia.

Stabilire l’età del micetto

Il veterinario sarà in grado di aiutarvi a stabilire più meno l’età del micetto, ma come stabilire che età ha il micino abbandonato?

Fino ai tre giorni di vita ha ancora il cordone ombelicale attaccato, rinsecchito ma attaccato, quindi se ha ancora il cordone è proprio piccolissimo.

Se non ha più più il cordone ombelicale potete guardare come sono gli occhietti, perché apre gli occhietti intorno all’ottavo giorno di vita: otto-dieci giorni di vita aprono gli occhietti, quindi se ha gli occhietti chiusi probabilmente il gattino abbandonato ha meno di otto giorni di vita.

Intorno alla seconda settimana di vita iniziano a fuoriuscire i dentini da latte, quindi anche quello può essere un metro di misura per stabilire l’età.

Se ha circa due settimane o tre settimane lo vedete che anche cerca di fare dei piccoli movimenti, inizia a camminare in maniera scoordinata, questo vi può essere utile anche per capire se ha bisogno esclusivamente di essere alimentato con latte o se potete iniziare a prevedere un inizio di svezzamento, con le pappette apposta per gattini.
Leggi anche: Età dei gatti, come stabilirla

Gattini abbandonati: fornire subito calore

Fino alle quattro settimane di vita i gattini non sono in grado di termoregolare, per cui se decideste di tenerlo e adottarlo è importante sapere che anche in piena estate dovete dargli una fonte di calore. Soffrono sempre il freddo: è importante fornire sempre una borsa dell’acqua calda, una copertina termica, o se siete super organizzati, una lampada a infrarossi, ma bisogna riscaldarli, è importantissimo.

Gattini orfani e allattamento

Di solito i gattini orfani vengono abbandonati neonati, quindi hanno bisogno di voi in tutto e per tutto. Dovete correre subito a procurarvi del latte per gattini nei negozi per animali, oltre al biberon, e leggere qui sotto come preparare il latte, come fornirlo, ogni quanto allattare il gatto orfano e quanto latte dargli.

Il latte in polvere per gattini

Dovete acquistare subito il latte in polvere per gattini: io vi consiglio di prendere quello esclusivamente per gatti perché vi spacciano del latte per cuccioli di cane adatto anche a cuccioli di gatto, non usatelo, perché la composizione del latte di cagna è diversa da quella del latte di gatta, meglio cercare di dargli il latte più adatto a lui.

latte in polvere per gattini orfani

Ci sono tantissimi latti per gattini, l’importante è che sia un latte specifico per gattini.

Per la preparazione del latte in polvere per gattini seguite le istruzioni che ci sono sulla confezione, di solito si deve diluire un cucchiaio di polvere con due cucchiai o 3 cucchiai di acqua. Poi bisogna scaldare il latte: io mi trovo bene a scaldarli a bagnomaria, ma dato che siamo sempre tutti quanti di corsa, va bene anche qualche secondo il microonde, però poi dovete avere l’accortezza di scuoterlo in modo da non ustionare il piccolo.

Potete usare i vecchi metodi nella mamma per testare la temperatura del latte, versandovi la goccia di latte sul polso per controllare che anche per voi la temperatura del latte vada bene, perché dovete darglielo a 36-38 gradi, quella che è la temperatura corporea del gattino orfano.

Il biberon per gattini

Un’altra cosa importante da acquistare è il biberon per gattini, ci sono tantissimi modelli di biberon, noi ci siamo trovate bene con quelli che hanno delle tettarelle veramente piccoline e morbide, per cui il micino riesce a succhiare veramente in maniera facile, come se fosse il capezzolo di mamma gatta.

Attenzione alla morbidezza della tettarella: ci sono certi biberon che hanno le tettarelle con un silicone duro che c’è neanche un cucciolo di cane probabilmente riuscirebbe a succhiare.

Questa è un biberon per gattini consigliato dalle gattare più esperte:

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3 Recensioni

Potrebbe succedere che il gattino non voglia assolutamente succhiare il latte, perché è abituato al capezzolo di mamma gatta: dovete insistere, dovete convincerlo, eventualmente il primo giorno potete aiutarvi con una siringa da insulina, ovviamente senza l’ago, che tiene poco latte.

Fate una leggera pressione sullo stantuffo per non rischiare di sparare in gola al piccolo troppo latte e quindi rischiare di farglielo andare di traverso. Però usate questi sistemi alternativi per poco tempo, altrimenti lui si abitua alla siringhetta, mentre io vi consiglio di farlo succhiare il latte, perché più succhiano più sono soddisfatti, più poi dormono bene tra una poppata e
l’altra.

L’allattamento corretto dei gattini orfani

Attenzione alla posizione in cui mettete il micetto per la poppata perché dovete simulare la posizione in cui si metterebbe per ciucciare da mamma gatta e quindi dovete cercare di tenerlo in orizzontale, e farlo succhiare con il biberon quasi in orizzontale, magari con la tettarella bella riempita di latte in modo che non aspiri troppa aria.

allattamento gattini orfani

Questa posizione va utilizzata perché altrimenti rischiate che gli vada di traverso il latte, rischiate che gli vada nei polmoni e il gattino muoia di polmonite ab ingestis, da evitare assolutamente. All’inizio è un pochettino più difficile, ma poi appena il micetto avrà imparato, in pochissimi minuti succhierà tutto il latte di cui ha bisogno e non ci sono più problemi.

La tettarella va usata piena di latte in modo che il gattino non aspiri aria, per non creare poi problemi di coliche, perché anche loro possono averle, poi hanno mal di pancia e non mangiano, come un neonato.

Quanto latte dare ad un micino orfano?

Per regolarsi sulla quantità di latte da dare ad un micino orfano, è importante pesarlo regolarmente. Alla nascita un gattino pesa tra i 90 e i 100-110 grammi, un micino di 100 grammi ha una capacità gastrica di circa 5 millilitri, non di più, quindi quando peserà 200 grammi avrà una capacità gastrica di 10 millilitri.

pesare un gattino abbandonato

Dovete pesare il gattino su una bilancia da cucina e in base a quanto pesa dovete regolarvi su quanto latte dagli: se è appena nato pesa da un etto-un etto e mezzo, dategli non più di 5 millilitri di latte a pasto, perché altrimenti rischiate di di stendergli troppo lo stomaco, di fargli venire di dolori atroci. Vanno bene 5 millilitri di latte ogni 100 grammi di gattino, non di più.

Ogni quanto nutrire un gattino abbandonato?

Per i primi quattro giorni di vita un gattino abbandonato va allattato ogni 2-3 ore, quindi vuol dire che vi dovete alzare anche di notte. Dopo i primi quattro giorni circa di vita potete passare a dargli latte ogni quattro ore, fino alle due settimane e poi iniziate a diluire i pasti.

E’ impegnativo, per cui vi consiglio, se trovate un micetto abbandonato, di cercare una balia una gatta possibilmente, anche se ha i cuccioli che non hanno esattamente l’età del vostro micetto che avete trovato, va bene lo stesso, perché allattare un gatto orfano piccolo è un grosso impegno.

Latte per gattini fatto in casa

Il latte in polvere che trovate nei negozi per animali è assolutamente completo e bilanciato, ho controllato le formule di tantissimi latti in polvere per gattini ed effettivamente rispecchiano molto la formula di un latte di gatta, però non abbiamo ancora scoperto il perché, ma spesso abbiamo visto micetti avere delle crisi convulsive nonostante non fossero in ipotermia, non fossero in ipoglicemia, non fossero disidratati.

Altre volte ci andavano in una specie di forma di coma anche per 12-16 ore, durante il quale non si riusciva a svegliare micetto e quindi non si riusciva ad alimentarlo. Panico totale perché se non mangia si rischia l’ipoglicemia, per cui abbiamo ovviato con il latte per gattini fai da te.

Ecco la ricetta del latte per gattini fatto in casa:

  • latte intero senza lattosio
  • un tuorlo d’uovo ogni 100 ml di latte
  • un cucchiaio di panna senza lattosio

Preparate il latte intero senza lattosio, poi su 100 ml di latte, ci mettiamo un tuorlo d’uovo, al quale di consiglio di togliere la pellicina esterna così riuscite ad omogeneizzare meglio, e un cucchiaino di panna sempre senza lattosio.

Omogeneizzate il tutto, lo portate a 36-38 gradi (in questo caso vi consiglio di scaldarlo a bagno maria ,perché nel microonde rischiate di cuocere l’uovo)

I gattini apprezzano anche se in realtà all’olfatto umano puzza terribilmente. Con questo latte preparato in casa non abbiamo mai avuto problemi di convulsioni o di coma, e i gattini crescono, hanno dei buoni incrementi ponderali, come se gli dessimo latte in polvere.

Pesare il gattino orfano

Una cosa importante da monitorare nel gattino abbandonato è l‘incremento ponderale. Bisogna pesare regolarmente il gattino con la bilancia da cucina, e bisogna assicurarsi vedere che cresca regolarmente.

Un gattino allattato da mamma gatta, se nasce di 90-100 grammi dopo tre settimane ne pesa circa 300. Non abbiamo gli stessi incrementi ponderali in un gatto orfano allattato da noi esseri umani, però almeno a tre settimane dovrebbe pesare 200-250 grammi.

Bisogna stare attenti a queste cose, perché se non hanno di buoni incrementi c’è qualcosa che non va e il gattino abbandonato rischia la vita, rischia anche di morire poi intorno alla quarta-sesta settimana.

Stimolare il gattino a fare i bisognini

I micini non solo non sono in grado di regolare la loro temperatura corporea fino alle quattro settimane come vi dicevo prima, ma non sono neppure in grado di fare pipì e le feci spontaneamente, quindi dovete provvedere voi stimolando il riflesso perineale ed aiutandolo ad andare di corpo.

In questo caso dovete mettere il micino a pancia in su, che per lui è anche una posizione di sottomissione, spesso si dimenano e non vogliono, però devono starci, prendete del cotone o
della carta igienica, e gli massaggiate il pancino, partendo dalla zona ombelicale e andando giù verso la zona perineale, dove ci sono l’ano e gli organi genitali esterni.

bisognini gattini orfani

Dovete massaggiare il gattino, insistendo un po’ sui genitali, finché non fuoriesce la pipì.
Perché usare il cotone o la carta? Perché così quando esce la pipì viene assorbita subito e il micetto non si bagna.

Dopo di che deve uscire anche la cacca, per cui insistete con i massaggini lungo il pancino, perché deve defecare tutte le volte.

E’ importante insistere, perché abbiamo perso dei micetti perché le volontarie si facevano prendere da “tenerezza”, non so come definirla, per cui i gattini si dimenavano, non volevano stare a pancia in su e loro si arrendevano prima che avessero fatto pipì e cacca, per cui è capitato purtroppo alcuni gattini orfani, che ci sono arrivati con delle pance enormi dopo giorni e giorni che non facevano cacca, e sono morti.

Con alcuni siamo riusciti a risolvere a suon di clisteri, a suon di farmaci per assorbire i gas intestinali, con i fermenti lattici, sono dovuta ricorrere addirittura a lassativi nel latte, a stimolanti della peristalsi, ma altri li abbiamo persi, per cui mi raccomando, sempre stimolare l’emissione delle urine e delle feci, devono fare la cacca almeno una o due volte al giorno. Non esiste che saltino un giorno senza fare cacca.

Muovetevi con movimenti delicati e materiali delicati, perché ho visto pancini distrutti o perché venivano lasciati umidi o perché magari si sfregava in maniera un po’ troppo vigorosa.

Se vi rendete conto che gli state un po’ infiammando il pancino, usate olio di
mandorle, qualche cremina base di aloe, pasta a base di zinco come per i neonati, ma dovette tamponare, perché sono delicatissimi, sono ogni giorno a rischio di morte per qualsiasi stupidaggine.

Gattini orfani che succhiano i fratellini

Di solito i gattini abbandonati, almeno per la prima settimana dormono tutto il tempo, e iniziano a gattonare intorno alle 2-3 settimane e a mettersi in pericolo.

Se notate che vanno a ciucciare i fratellini vuol dire che non soddisfate abbastanza il loro bisogno di suzione, mi raccomando devono ciucciare, il fatto che vadano a
succhiare i fratellini non è una bella cosa, vuol dire che non stanno proprio bene.

Iniziare lo svezzamento del gatto abbandonato

Siete riusciti ad arrivare con il vostro micetto orfano intorno alla sua terza-quarta settimana di vita: potete iniziare a proporli la pappa, perché mamma gatta inizierebbe a svezzarli. Leggi anche: Svezzamento del gatto, come fare

Dovete a questo punto acquistare le pappette già pronte, non prendete dei kitten, ma ci sono alcune aziende che fanno proprio delle pappe per lo svezzamento dei micini a partire dalla terza settimana: sono delle scatolette piccole con dentro un omogeneizzato molto fluido, per cui loro iniziano a leccarlo, ci ficcano il musetto dentro, si impiastricciano tutti, però poi pulendosi con la linguetta iniziano tirarlo dentro e scoprire questi nuovi sapori.

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C’è anche una una pappa in crocchettine, ti dicono che la si può sciogliere nel latte, iniziare ad abituarlo mettendolo dentro nel biberon però io ho visto che rispetto a 10 ì-15 anni fa questa cosa funzionava effettivamente, adesso non si sciolgono più , è una tragedia, io l’ho eliminata e preferisco magari mettere nel biberon l’alimento umido omogeneizzato e ad abituarli così.

Lo svezzamento può essere un’altra fase molto difficile per i gattini orfani: qualcuno va sul piattino, qualcun altro non vuole assolutamente mollare il biberon.

Una delle ultime gatte orfane che abbiamo allevato a mano io e la mia collega ci ha dato parecchio filo da torcere, manon arrendetevi, ci avremmo messo un mese a svezzarla del tutto, perché lei dal piattino nisba, dammi da mangiare con la siringhetta, con il biberon, ma dal piattino io non ti mangio. Provatele tutte perché loro hanno voi come riferimento, non hanno mamma gatta, non hanno l’esempio di mamma gatta che va sulla ciotola.

Ad esempio con quella gattina abbandonata ce la mettevamo in braccio, sdraiata su di noi, il piattino su di noi, e così pian pianino è partita a mangiare e poi c’ha messo mesi a decidersi a mangiare anche qualche crocchetta.

Per cui anche quella fase può essere molto impegnativa, ma dovete resistere, altrimenti rendete vano il vostro lavoro precedente.

La diarrea nel gattino orfano

Un’altra cosa da non sottovalutare è se iniziano ad avere diarrea: anche quella va gestita. Potrebbe essere banalmente dovuto al fatto che li state sovralimentando, però potrebbe essere partita anche un’infezione intestinale o potrebbe essere che il latte che state usando non riescono a digerirlo o potrebbe essere che iniziano avere anche qualche parassita intestinale.

Se la diarrea vi compare quando hanno tre o quattro settimane, va gestita sempre. Noi generalmente mettiamo nel biberon del latte dei fermenti lattici, riuscite a scioglierli tranquillamente, oppure potete mettere, sempre su suggerimento del veterinario, delle polverine che fanno da assorbenti e li aiutano a trattenere i liquidi, perché se è stato magari anche semplicemente un episodio in cui non hanno digerito bene il latte.

Eviterei gli antibiotici, bisogna cercare di tamponare con altri metodi, perché loro non hanno una flora intestinale formata, se la stanno ancora formando, per cui se tentate di gestire la dissenteria con degli antibiotici fate peggio.

Controllare gli occhi del gatto abbandonato

Un’altra cosa importante per la sopravvivenza del vostro gattino orfano è tenergli sempre controllati anche gli occhietti, perché se è stato abbandonato ipoteticamente è nato da una mamma randagia o da una mamma che non era stata ben curata, lui ha
sofferto anche il trauma dell’abbandono e possono sviluppare infezioni da clamidia o da herpes virus.

E’ imporante tenere sempre bene e accuratamente puliti anche gli occhietti e se vedete che iniziano ad infiammarsi o gonfiarsi o li trovate la mattina con gli occhietti chiusi corrette a chiedere aiuto al veterinario.

Video per aiutarvi con i gattini abbandonati

Tutti questi consigli sono presenti anche in questo video, con gli esempi pratici delle posizioni per allattare il gatto orfano, e come accudire i gattini abbandonati appena nati.

E tu hai mai dovuto accudire dei gatti abbandonati? Se hai ulteriori consigli da dare ai nostri lettori, scrivili nei commenti, così puoi essere utile in caso ci legga qualcuno che ha trovato dei gattini appena nati abbandonati e non sappia cosa fare.

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