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FLUTD in inglese è l’acronimo di Feline Low Urinary Tract Disease, cioè problemi alle basse vie urinarie e può colpire naturalmente anche il gatto. La FLUTD nel gatto comprende diverse patologie, diversi sintomi e cause, non sempre facili da capire per il proprietario, può comprendere cistite, infiammazioni batteriche, cistite idiopatica e può manifestarsi con un gatto che non urina o con tracce di sangue nelle urine del gatto.

Ne abbiamo parlato con il dott. Andrea Imbimbo, della Clinica Veterinaria Cuneese di Cuneo, che ci ha spiegato come accorgerci di eventuali problemi alle vie urinarie del nostro micio e come agire nel migliore dei modi.

dottor imbimbo medico veterinario

Vediamo una breve introduzione su come funziona l’apparato urinario del gatto, ed in seguito le più comuni domande che hanno i proprietari di gatti in caso si trovino ad affrontare dei problemi alle basse vie urinarie del proprio gatto.

FLUDT: le basse vie urinarie del gatto

FLUDT basse vie urinarie gatto

L’apparato urinario del gatto, come si può vedere nell’immagine, è composto da:

  • due reni, che hanno moltissime funzioni: da quella di “filtraggio del sangue”, ovvero di rimuovere le scorie metaboliche presenti, alla funzione ormonale, a quella di regolare la concentrazione ionica nell’organismo; riassumendo tutto in poche parole: formano l’urina.
  • due ureteri, ovvero due piccoli tubicini che hanno il compito di portare l’urina dai reni alla vescica;
  • una vescica, dove l’urina viene accumulata;
  • ed infine l’uretra che ha il compito di condurre l’urina verso l’esterno.

Guardando più nel dettaglio l’ultimo tratto dell’apparato, appunto l’uretra, volevo ricordare: in primis che nella parte iniziale è presente uno sfintere uretrale che è assoggettato ad un controllo di tipo volontario e cosa ancora più importante da sottolineare è la diversa lunghezza dell’uretra tra maschio e femmina, che predispone a patologie completamente diverse.

Come ci si accorge che il gatto ha dei problemi alle vie urinarie?

Vi sono numerosi segnali che possono farvi sospettare un problema alle vie urinarie.
Uno di questi è sicuramente la POLLACHIURIA, ovvero l’emissione frequente di urina e in piccole quantità; poi vi è la STRANGURIA, ovvero minzione accompagnata da dolore: in questo caso vedrete il vostro gatto che cerca di fare “pipì” con estrema difficoltà, emette vocalizzazioni di dolore, è spesso agitato o addirittura aggressivo, nel tentativo di alleviare il dolore può leccare l’addome o la zona perineale; altri segni da non sottovalutare sono la minzione inappropriata, quindi urinazione in luoghi non usuali, e ematuria, ovvero presenza di tracce di sangue nelle urine del gatto che assumeranno quindi un colore rossastro.

Dunque quando mi accorgo di queste cose devo correre subito dal veterinario? Bisogna preoccuparsi?

Sicuramente tutti questi sintomi non devono essere sottovalutati e bisogna rivolgersi al più presto al vostro veterinario: è la scelta migliore. Tra tutti questi sintomi quello che necessita una visita d’urgenza è spesso quello della dell’anuria: quindi una mancata emissione di urina, con gatto che si ripresenta spesso nella lettiera per cercare di fare “pipì”, senza riuscirci (simil stranguria).

Questa può essere una vera e propria emergenza poiché può indicare una possibile ostruzione; in questo caso è DAVVERO NECESSARIO correre dal veterinario senza aspettare onde evitare l’aggravamento della patologia (autointossicazione) inoltre in quest’ultimo caso il ricovero è quasi sempre necessario, sia per la gestione del catetere vescicale, che per eseguire una corretta fluidoterapia.

I gatti maschi e le gatte femmine possono avere gli stessi problemi o la cosa cambia?

La FLUDT, cioè le patologie delle vie urinarie inferiori (vescica, uretra) possono colpire sia maschi che femmine, con le stessa frequenza, di qualsiasi età (più frequenti tra 1 e 10 anni). I soggetti sterilizzati sembrano essere più suscettibili; mentre le problematiche infiammatorie e tumorali possono esser egualmente presenti sia nei maschi che nelle femmine.

I gatti maschi risultano sicuramente più predisposti all’ostruzione uretrale a causa della conformazione anatomica della loro uretra (lunghezza maggiore e decorso, che si restringe a livello penieno)
Leggi anche: Struvite nel gatto

Il veterinario che esami farà al mio gatto e come sceglierà quali esami fare?

Visto che i sintomi clinici non permettono di differenziare la reale causa che ha originato la problematica, sarà corretto eseguire una accurata visita clinica, ma associata ad esami complementari. Ovviamente in base al sospetto diagnostico iniziale si potrà scegliere uno e più dei seguenti esami.

Ora elencherò perché e quali risulteranno più utili:

  • Esame delle urine del gatto: sicuramente uno dei più utili; le modalità di prelievo in questa caso risulteranno però fondamentali:
    la migliore scelta sicuramente sarà il prelievo per cistocentesi (ovvero inserire un ago direttamente in vescica, manovra molto ben tollerata quindi non preoccupatevi se un collega ve la proporrà perché è la scelta migliore) in questo caso il campione potrà essere utilizzato per tutti i tipi di esame delle urine;
    gli altri tipi di prelievo: per minzione, dalla lettiera o per cateterismo risulteranno più contaminati e quindi inutilizzabili per capire se vi sia un’infezione batterica in atto a livello vescicale.

Con l’esame urine si può valutare l’aspetto fisico, il pH, il peso specifico, la presenza di batteri, cellule di sfaldamento, globuli rossi, cristalli… tutte informazioni utilissime per diagnosi e terapia.

  • Esami del sangue: in assenza di setticemia o di una risposta infiammatoria sistemica, dovrebbero risultare nella norma; come esame quindi risulterà più superfluo degli altri, ma sarà essenziale nel caso di sospetta problematiche renale o in caso di ostruzione uretrale (in questo caso sarà essenziale valutare potassiemia, urea e creatinina.
  • Rx e ecografia: solitamente l’esame radiografico non da molte indicazione studio LL utile per valutare se presenti calcoli radiopachi (non tutti calcoli visibili in rx) o lesioni che portino difetti anatomici (es neoplasie), anche se non sono facilmente visualizzabili e potrebbero richiedere uno studio con mezzo di contrasto; per questo più consigliata l’esecuzione di un’ecografia addominale: molto semplice, rapido e permette di visualizzare in modo ottimale il contenuto vescicale (visto che molto probabilmente si è fatta una cistocentesi, l’indagine ecografica, personalmente, risulta più comoda ed utile).
  • Cistoscopia: molto invasivo, se non vi sono particolari indicazioni non lo proporrei mai.

Tutte queste indagini ovviamente sono indirizzate a capire la causa del problema e per scegliere la corretta terapia.

Come si possono prevenire i problemi alle vie urinarie del gatto? E una volta risolto il problema immediato che cosa devo fare? A che cosa devo stare attento?

Le patologie delle basse vi urinarie vedono moltissime cause:

Mentre soggetti con età >10 aa invece l’infezione batterica è più frequente , nei soggetti giovani (<10aa) : nel quasi il 60% la causa è idiopatica (ovvero non si conosce la causa) neanche il 5% dei casi invece l’infiammazione è causata da un’infezione batterica (quindi in questi gatti l’utilizzo dell’antibiotico risulta superfluo). Leggi anche: Cistite idiopatica nel gatto

Per questo è fondamentale andare ad agire (e qui il ruolo del proprietario è fondamentale) sui fattori predisponenti:

  • innanzitutto l’obesità: come già riportato in precedenza gatti sovrappeso hanno più probabilità di FLUTD. Approfondisci sul gatto obeso.
  • fornire una dieta umida o inumidire l’alimentazione secca + fornire libero accesso all’acqua (stimolando anche il gatto a bere più spesso) Approfondisci sulla dieta del gatto
  • non somministrare diete specifiche (quali acidificanti) se non indicato dal veterinario curante
  • RIDURRE LO STRESS: lo stress risulta un fattore chiave nell’insorgenza della forma idiopatica: fattori di stress quali: cambiamenti repentini della dieta, di ambiente, sovraffollamento, nuovi animali in casa o persone… ++ discorso lettiere (pulite, almeno una per gatto, in luoghi tranquilli della casa) Approfondisci sul gatto stressato

Come terapia invece non mi potrò soffermare molto visto che quasi tutte le terapia risultano palliative (ovvero indirizzate a risolvere il fastidio/dolore del paziente); utile inserire nella dieta degli integratori di GAG (hanno un effetto anti-infiammatorio e vanno a localizzarsi più a livello mucosale vescicale, andando a ricostruire le porzioni difettose di mucosa).

Spero di esser stato chiaro, non troppo noioso e per qualsiasi dubbio potete contattarmi su Instagram (profilo @imbimbovet), sarò felice di rispondere alle vostre perplessità; ringrazio ancora Elisa di Miciogatto per l’invito, sperando di poter riorganizzare presto un altro video assieme!

Grazie al dott. Imbimbo, sei stato veramente chiaro ed esaustivo, e a te che ci stai leggendo, se hai altre domande o dubbi sugli argomenti trattati in questo video, scrivile pure qui sotto nei commenti e saremo lieti di rispondere!

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