Perché il gatto mangia la lana cos'è il picacismo

Spesso mi viene chiesto “Ma perché il mio gatto mangia la lana?”. In realtà questo comportamento, come anche il gatto che succhia la lana, rientrano in un fenomeno comportamentale detto picacismo o pica. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza e di vedere possibile cause e cure del picacismo felino.

L’alimentarsi, in etologia, è “l’insieme di atti effettuati dall’animale al fine di ricercare, accettare e ingerire elementi riconosciuti come alimenti e destinati al nutrimento”.
Pavlov dimostrò attraverso i suoi esperimenti sul riflesso condizionato di 1° tipo o classico come la risposta a stimoli senza significato (suono di un campanello e luce) possono venire associati a riflessi incondizionati (salivare).

Quindi, nello specifico, il nostro gatto di casa può associare una situazione o anche un oggetto o una persona (es. il proprietario) a qualcosa di gradevole come il nutrirsi.
Inoltre, non è da sottovalutare il fatto che il gatto sia un cacciatore e questo suo istinto innato è “educato” dall’insegnamento della madre, aumentandone la qualità e l’efficacia dell’attacco da parte del cucciolo.

Certamente, l’istinto predatorio rimane sempre molto forte anche se latente, nonostante sia fornito cibo e acqua dal proprietario: ecco perché i gatti rincorrono, anche giocando, e mangiano le crocchette di cibo che lanciamo o lasciamo cadere a terra.
Anche la discriminazione dei vari tipi di alimenti è determinata, oltre che da fattori innati e appresi, dal comportamento materno.

Generalmente, se ne ha la possibilità, il gatto sceglie il cibo prima seguendo l’olfatto e poi il gusto ma, se l’alimentazione viene mantenuta a lungo invariata, il gatto tenderà a preferire altri alimenti anche se meno appetibili.
Premesso tutto ciò, è evidente come il proprietario, l’insegnamento materno e la qualità del cibo fornito influenzino il normale comportamento alimentare.
A causa di questi tre importanti fattori, possono insorgere disturbi comportamentali legati al non corretto rapporto con il cibo, tra cui il picacismo o pica.

Perché il gatto mangia la lana: cos’è il picacismo

Il picacismo felino o comunemente detto pica del gatto è una vera e propria patologia comportamentale intesa come l’ingestione volontaria di svariati tipi di materiali non commestibili tramite il masticare o il succhiare.
Comunemente, il gatto che presenta picacismo succhia e mangia il filo di lana o la lana degli indumenti del proprio proprietario.

Ma i gatti che manifestano questo tipo di questo disturbo alimentare succhiano anche insistentemente le parti del corpo di altri gattini della cucciolata, le proprie oltre a quelle del proprietario stesso.

Cause del picacismo nel gatto

Abbiamo già spiegato che la pica nel gatto è un comportamento volontario, quindi il gatto è consapevole che sta ingoiando materiali impropri (ad esempio lana, cotone, tessuti sintetici, plastica, gomma, pelle, legno, fili e cavi elettrici).
Ma perché lo fa? Benché non sia stata mai dimostrata una differenza della presenza della pica tra individui maschili ed individui femminili, la risposta è legata ai tre fattori anticipati sopra, per cui è necessario comprendere che:

  1. secondo il primo fattore (il proprietario), ci possono essere problemi associati alla sua relazione e strumentalizzazione del succhiare e mangiare come una forma di richiesta di attenzione.
    A riprova di ciò, il succhiare e mangiare viene fatto solo in presenza del proprietario e vengono presi “di mira” gli oggetti presenti in contesti dove il proprietario è presente ma non gli presta attenzione: ad esempio, quando è al telefono (fili del telefono), quando lavora al pc (cavi e prese del computer), quando guarda la tv (cavi televisivi e telecomandi) oppure tessuti, come lana e i suoi fili quando è tenuto in braccio e non coccolato.
    Ma può essere legato anche a condizioni di stress dovuti ad un cambiamento di ambiente, in particolare in soggetti da a rischio (ad esempio l’inserimento errato del gattino nella nuova casa, un trasloco mal gestito, una convivenza con una persona poco gradita, la nascita di un bebè ecc); ma può essere dovuto anche ad un ambiente povero di stimoli che non fa “scaricare” le energie nella naturale e benefica attività fisica e le fa convogliare in questa particolare patologia alimentare.
  2. secondo il secondo fattore (l’insegnamento materno), il picacismo o pica si presenta molto spesso in gattini o gatti adulti che non hanno avuto un corretto svezzamento perché, per vari motivi, non hanno avuto modo di convivere con la propria madre e, quindi, non hanno avuto il tempo materiale di imparare correttamente il modo di alimentarsi, le corrette fasi consumatorie, come selezionare ciò che si può mangiare e cosa no, oltre al superamento dei comportamenti infantili quali il succhiare.
  3. secondo il terzo fattore (qualità del cibo fornito), è stato dimostrato che la mancanza di alcune parti della fase consumatoria del comportamento predatorio potrebbe costituire un fattore più importante per alcune razze rispetto ad altre e scatenare questa carenza in picacismo.
    In particolare, può essere per una mancanza di prede vive, oppure la mancata possibilità di afferrare la potenziale preda con i denti, oppure ancora la mancata possibilità di dissezionarla o masticarla a lungo per facilitarne la digestione.
    Sicuramente vanno distinti i soggetti che masticano che mettono in atto un comportamento che simula lo smembramento della preda e i soggetti che tendono a succhiare che, invece, manifestano maggiormente un comportamento infantile legato ad un errato svezzamento materno.

E’ palese che un tale errato comportamento alimentare ha delle complicazioni mediche dovute all’ingestione di materiale non commestibile e digeribile. Ormai da tempo, è stato accertato a livello scientifico che oltre ai tre fattori indicati sopra ci sia un quarto fattore molto importante e preoccupante: la componente genetica. Difatti, la pica è molto frequente in alcune specifiche razze feline tra cui quelle orientali ovvero la razza siamese e la razza burmese.
In queste due razze feline, l’insorgenza del picacismo si manifesta entro 2 mesi dall’adozione o tra i 6 e i 18 mesi di vita.
Da sottolineare, inoltre, che i soggetti che presentano picacismo soffrono, generalmente, anche di altri disturbi comportamentali. Tra i più frequenti troviamo la minzione fuori dalla lettiera, marcature urinarie, ma anche timidezza, iperattività, aggressività e altro.

Cura della pica nel gatto

Il consiglio principale da seguire per i proprietari è quello di non separare il gattino prima dei due mesi dalla propria madre.
Se quest’ultima non è presente, bisogna favorirne una adeguata socializzazione e stimolazione nelle prime settimane di vita con l’ausilio eventualmente di un gatto adulto.

Importante è il saper gestire in maniera giusta l’inserimento in un nuovo ambiente ed educare il gatto al gioco più adatto e all’interazione corretta con le persone.
Una volta adottato il gatto e portato a casa bisogna arricchire l’ambiente: fornendo oggetti consoni al suo fabbisogno fisico, quali grattatoi, arrampicatoi, mensole e altro; incentivando l’esplorazione con l’introduzione di oggetti che, anche se ingeriti, non sono tossici (ad esempio vegetali crudi e giochi di gomma atossica); moltiplicando il numero dei pasti e fornendo una alimentazione variegata e soddisfacente per appagare il comportamento consumatorio: quindi, possiamo fornire pezzetti di cibo appetitosi, cibo secco sempre a disposizione e cibo nascosto in giochi di gomma atossica (ad esempio la palla Kong).

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Infine, per dissuadere il nostro amico a quattro zampe dagli oggetti non commestibili, spruzziamo prodotti quali profumi o essenza di eucalipto per loro davvero sgradevoli.
Ma soprattutto evitiamo che il nostro gatto possa avere accesso a maglioni di lana o di altri tessuti di vario genere, come coperte, teli, tende tenendo chiusi cassetti e armadi, ma anche fili e cavi che andrebbero opportunamente legati e alzati da terra.
Per i casi più gravi è prevista la specifica cura farmacologica che il veterinario comportamentalista riterrà opportuna se necessaria al caso specifico. Ovviamente, il buonsenso ci deve far capire che i soggetti a rischio o con patologie simili sarebbe opportuno non far accoppiare vista la forte componente genetica.

Da leggere dopo:

E tu hai mai avuto esperienze con la pica nel gatto? hai domande o vuoi chiarimenti sul picacismo? Scrivi pure nei commenti qui sotto le tue domande o raccontaci la tua esperienza e saremo lieti di risponderti al più presto!

Perché il gatto mangia la lana: cos’è il picacismo
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