Sintomi avvelenamento gatto e cosa fare

Vi parlerò in questo articolo di un tema molto discusso e molto grave, l’avvelenamento dei gatti e vedremo cosa fare di fronte a un gatto avvelenato.
L’avvelenamento del gatto e’ stato trattato nei dettagli in una mia pubblicazione La complessa vita del gatto: conoscerlo, rispettarlo, curarlo, edito Mursia cui vi rimando per approfondimento.

L’avvelenamento può essere accidentale, nel caso il gatto ingerisca una sostanza che l’essere umano lascia inavvertitamente a portata di zampe e bocca del micio o di natura dolosa: voglio ricordare a tale proposito che l’avvelenamento di un gatto, come di un animale in genere e’ reato penale e che esiste uno specifico divieto sia nell’utilizzo che nella detenzione di esche e bocconi avvelenati!

Sintomi dell’avvelenamento del gatto

Quali sono i sintomi di avvelenamento del gatto? Un gatto avvelenato manifesta sintomi che dipendono dalla sostanza assunta.

In alcuni casi purtroppo la morte e’ talmente rapida che non ci da’ il tempo di osservare i sintomi del gatto avvelenato.
L’avvelenamento dei gatti può dare sintomi generici di malessere che inizialmente non vengono subito ricondotti ad una eventuale intossicazione; alcuni sintomi di avvelenamento dei gatti includono:

  • salivazione abbondante,
  • vomito,
  • diarrea,
  • convulsioni
  • morte.

Un gatto avvelenato dopo quanto muore? La gravita’ dei sintomi di avvelenamento nel gatto dipende dalla dose assunta e dal tempo di esposizione al veleno; la sopravvivenza di un gatto avvelenato dipende anche dalla tempestività con la quale il micio viene curato.

Gatto avvelenato, cosa fare?

Se trovo un gatto avvelenato cosa posso fare, esistono dei rimedi? Il miglior rimedio e’ sicuramente la prevenzione tenendo tutto ciò che e’ alla portata del gatto chiuso sotto chiave!

Ad ogni modo l’avvelenamento del gatto può essere sicuramente gestito con alcuni rimedi, ma attenzione non fatevi guidare mai dal fai da te perché spesso ci sono delle credenze comuni ad esempio sul vomito, faccio vomitare il gatto cosi’ allontano il prima possibile la sostanza: ok, in linea teorica il ragionamento va benissimo ma purtroppo non e’ sempre la cura giusta per un gatto avvelenato: se voglio salvare un gatto avvelenato devo sapere che alcune sostanze hanno azione corrosiva e con il vomito non farei che estendere i danni, quindi in questi casi non va assolutamente indotto il vomito.

Di fronte ad un gatto avvelenato cosa posso fare?
In caso di assunzione ad esempio di sostanze corrosive per le quali l’induzione del vomito non farebbe che peggiorare la situazione si può impiegare l’albume diluito in acqua, questo consente di ridurre la concentrazione di tossico e renderlo meno lesivo.

Anche l’impiego di latte consigliato talvolta come panacea per qualunque veleno non va considerato sempre valido, si rischia di aumentare l’assorbimento dei veleni liposolubili.

Cosa fare quindi per ottenere la guarigione del mio gatto avvelenato? In questi casi bisogna correre e contattare il veterinario il prima possibile, se ho la fortuna di trovare la fonte di intossicazione sicuramente vale la pena spendere qualche secondo in più e consegnare un campione di sostanza tossica avendo cura di utilizzare sacchetti di plastica per non toccare la sostanza a mani nude e rischiare a nostra volta di intossicarci.
Leggi anche: Gatto vomita verde o giallo, cosa fare

Sostanze velenose per gatti

Le sostanze velenose per i gatti sono diverse, come diversa è la modalità con cui possono intossicarsi, possono ingerire esche avvelenate, topi avvelenati, leccarsi il mantello contaminato ad esempio dai diserbanti, assumere il tossico per via inalatoria. Di seguito ne esaminiamo alcune.

Topicidi (stricnina e veleno per topi)

Come dice il termine i topicidi sono sostanze impiegate per uccidere i topi con diversi meccanismi di azione e con effetti che possono manifestarsi anche a distanza di tempo dall’ingestione del tossico, azione voluta in quanto specialmente i ratti sono roditori estremamente intelligenti e se vedono che il loro compagno mangiando l’esca rodenticida sta male non la mangiano!

Un avvelenamento da topicida nel gatto da’ sintomi diversi a seconda della sostanza impiegata e della dose assunta. Diversi possono essere i sintomi di avvelenamento di un gatto da topicida:

  • tremori muscolari,
  • convulsioni,
  • emorragie gastrointestinali e polmonari,
  • aritmie
  • insufficienza renale

sono ad esempio i sintomi di avvelenamento da rodenticidi a base di vitamina D3.

Un gatto che ha mangiato veleno per topi può avere sintomi nervosi, come nel caso della brometalina.

L’ingestione di un veleno per topi può dare all’animale un odore agliaceo, come nel caso del fosfuro di zinco.

Un gatto avvelenato da topicida può manifestare sintomi respiratori gravissimi in seguito ai quali l’animale si comporta come un rospo tentando di divaricare gli arti anteriori, come nel caso dell’avvelenamento da ANTU (alfanaftilurea).

Un gatto avvelenato per aver assunto veleno per topi può avere sintomi gastroenterici, neuromuscolari e cutanei, come nell’avvelenamento da sali di tallio.

La stricnina e’ un altro veleno impiegato per uccidere i topi, l’avvelenamento da veleno per topi e’ un incidente che capita più frequentemente in gatti che escono, infatti la stricnina in polvere e’ utilizzata per allestire esche avvelenate che i mici possono trovare nell’ambiente esterno.

La stricnina e’ il veleno per topi forse più conosciuto e dà i seguenti sintomi: nervosismo, spasmi muscolari, collo rigido, convulsioni, midriasi e paralisi respiratoria. L’avvelenamento da stricnina richiede un intervento tempestivo.

Se il gatto ha mangiato un topo avvelenato devo portarlo in emergenza dal veterinario magari pre allertandolo telefonicamente in modo che possa intervenire prontamente e organizzare il lavoro, per i veleni rodenticidi ad azione anticoagulante esiste un antidoto e sara’ cura del veterinario prescriverlo.

La permetrina

La permetrina è una sostanza ad azione insetticida che non va assolutamente impiegata nei gatti: la permetrina può essere assunta per via inalatoria, cutanea e orale e i gatti intossicati presentano generalmente

  • scialorrea,
  • disturbi gastroenterici, respiratori e nervosi.

Non esiste un antidoto per i gatti intossicati da permetrina ma una serie di misure che il veterinario metterà in pratica per tentare di salvare la vita del gatto, che dipendono dalle modalità con cui è stato assunto il veleno ad esempio il lavaggio del mantello, la lavanda gastrica e la somministrazione di farmaci per ridurre l’assorbimento del tossico.

Questo avvelenamento non è purtroppo così infrequente poiché imprudentemente vengono impiegati antiparassitari registrati per cani anche sui gatti, nonostante ci sia precisa specifica sulle confezioni del prodotto e sul bugiardino, quindi raccomando sempre cautela nel somministrare gli antiparassitari ai gatti e nel dubbio leggere sempre quanto riportato. Somministrare solo molecole registrate per la specie felina, inoltre se si hanno cani in casa evitare il contatto tra gli animali se al cane sono state applicate pipette contenenti tali sostanze.

Avvelenamento da metaldeide nel gatto

Un gatto avvelenato da un lumachicida presenta sintomi di tipo gastroenterico, cardiorespiratorio e nervoso. L’avvelenamento avviene per via orale nei gatti che frequentano orti e giardini dove la sostanza viene utilizzata per preservare le colture.

L’avvelenamento di un gatto da lumachicida richiede un intervento tempestivo, infatti l’avvelenamento di un gatto da lumachicida può lasciare delle conseguenze su fegato e reni.

Per i gatti che escono e frequentano orti, giardini o campi coltivati un altro pericolo e’costituito dai diserbanti. I sintomi di un avvelenamento di un gatto da parte di un diserbante comprendono ulcere del cavo orale, vomito e disturbi respiratori progressivi e gravissimi.

Paracetamolo nei gatti

Esiste una credenza diffusa purtroppo tra i proprietari:quel che fa bene all’uomo non può che aiutare anche il mio gatto. Purtroppo la logica delle equivalenze non funziona, bisogna conoscere come funziona il metabolismo dei nostri animali e sapere che non si dispone degli stessi enzimi.

In particolare nel gatto esiste un difetto genetico di enzimi epatici quindi un gatto che assume anche piccole dosi di paracetamolo è a rischio di vita. Alcuni sintomi sono: difficoltà respiratorie, cianosi, ittero fino al coma.

Da leggere dopo:

Conclusioni

Premesso che l’avvelenamento doloso e’ un atto incivile e che costituisce tra l’altro un reato penale per il quale bisogna rivolgersi alle autorità competenti, resta purtroppo il dramma delle vite perse, la rabbia di fronte ad un atto che spesso non trova colpevoli.

Possiamo fare molto per sensibilizzare, denunciare, ma anche noi per primi essere responsabili con i nostri amici a quattro zampe informandoci su quali sono le sostanze tossiche, dove le potrebbe trovare il gatto, essere consapevoli che il gatto uscendo corre questo rischio, quali farmaci possono essere usati per il gatto evitando di impiegare quelli di altre specie, tenere sotto chiave sostanze pericolose…e se tutto questo non basta rivolgiamoci al veterinario, ricordando che ogni dettaglio potrebbe essere di aiuto e se pensiamo di essere stati noi a sbagliare a dare un farmaco diciamolo subito: e’ di vitale importanza.

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