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Cibi per gatti fatti in casa: ricette e consigli

Cibi per gatto fatti in casa ricette

In questo articolo ci occupiamo di un argomento che, nella mia attività veterinaria, mi riguarda molto da vicino: parliamo dei cibi per gatti fatti in casa, ovvero delle ricette di alimentazione casalinga (in gergo tecnico bruttissimo razionamento) per gatti, dalla qualità nettamente superiore rispetto a quella che troviamo negli alimenti industriali, umido e croccantini.

Il cibo per gatti fatto in casa rende l’alimentazione del gatto molto simile alla nostra (nel rispetto della sua natura, ovviamente) ed è in grado di eliminare, secondo le stime, da sola almeno il 70% delle patologie metaboliche che possono interessare il gatto (diabete, problemi tiroidei, problemi renali, epatici e quant’altro); non influisce, per ovvi motivi, sulle patologie chirurgiche (fratture) e sulle malattie infettive (FIV, FIP) ma è comunque un grande passo avanti: i gatti nutriti con il cibo per gatti fatto in casa tendono a non ammalarsi quasi mai.



Dieta casalinga per gatti: perché sceglierla?

I motivi per cui scegliere l’alimentazione casalinga per gatti sono diversi, ed essenzialmente riguardano la loro salute.

Il marketing delle industrie alimentari ha portato a far credere che l’alimentazione industriale sia in assoluto la migliore per il proprio gatto, tanto da spingere i proprietari a non cambiarla per nessun motivo; questo effetto è un po’ come quella pubblicità che girava qualche anno fa che diceva “Il tonno così tenero che si taglia con un grissino” (e invece il tonno di qualità alta è quello duro e solido, ma loro volevano venderci quello vecchio e scadente), o il marketing che ha fatto credere negli anni ’80 che “la margarina è migliore del burro”, quando la margarina, piena di olio di palma, è sicuramente peggiore.

Questi esempi riguardano l’ambito umano: se il marketing alimentare umano è riuscito a rincoglionirci, scusate il termine, sull’alimentazione umana, cosa può aver fatto sull’alimentazione di cani e gatti?

Partiamo proprio da questo per parlare di dieta casalinga per gatti, che è una dieta essenzialmente naturale per i gatti.

Nei cibi per gatti fatti in casa non ci sono additivi, non ci sono conservanti, ci sono pochi alimenti che in natura non appartengono all’alimentazione del gatto (essenzialmente, non c’è grano e derivati), e la qualità delle materie prime è quella per gli esseri umani, perché gli ingredienti si comprano al supermercato. 

Anzi, costa anche poco, perché lo stomaco del gatto valorizza parti del corpo animale (polmone) che noi, con il nostro stomachino delicato da onnivori, digeriamo male.

Il cibo casalingo per gatti è sempre umido, mai secco, e aiuta il gatto a ingerire più acqua (cosa che, da animale desertico, non fa da solo a meno che abbia proprio tanta sete); questo permette di tenere alto lo stato dei reni, evitando l’insufficienza nell’anziano.

Inoltre non ci sono problemi di urolitiasi (calcoli alla vescica) perché nell’alimentazione casalinga per gatti non ci sono tutti i minerali che si trovano nei mangimi industriali, in particolare nelle crocchette.

Il gatto, inoltre, tende a non diventare obeso, perché si tiene sotto controllo il quantitativo di carboidrati (la causa dell’obesità spesso sono i carboidrati, non i grassi!) che ingerisce, e infine si evitano i problemi intestinali perché si può regolare la quantità di fibra in relazione alle necessità.

Vedi anche: Cibo per gatti, come leggere le etichette

Cibi per gatti fatti in casa: pro e contro

Dal paragrafo precedente avrete capito come di benefici la dieta casalinga ne abbia, e ne abbia anche tanti.

Personalmente ci credo molto (nella mia attività veterinaria essenzialmente mi occupo solo di alimentazione!) e vedo gli effetti concreti di questo tipo di alimentazione anche a distanza di pochi mesi dal cambio di dieta.

Esempio banale: un mese fa mi sono trasferito a vivere con la mia ragazza e il suo cane femmina (si, cane) di 11 anni. In un mese di cambio netto della dieta sono scomparsi i problemi articolari che aveva ed è dimagrita di un buon 10%, tanto che adesso viene a fare trekking con noi, una cosa che qualche mese fa non riusciva a fare, giusto per dare un’idea.

Vantaggi di una alimentazione casalinga per gatti

I pro dei cibo per gatti fatto in casa (o per cani, nell’esempio, perché cambiano le regole ma i benefici sono gli stessi) sono essenzialmente benefici dal punto di vista della salute, rispetto all’alimentazione industriale.

E li abbiamo visti fin qui nei paragrafi precedenti

Svantaggi della dieta casalinga per gatti

Ci sono però, ovviamente, anche dei contro, come in tutte le cose: il peggiore, secondo me, è il tempo che il proprietario deve dedicare all’alimentazione.

Personalmente in casa cucino io, e riesco a preparare il cibo fatto in casa mentre l’acqua per la pasta bolle, per cui ci vuole poco tempo; il problema è che non tutti sono come me, e l’alimentazione casalinga per gli animali, se si inizia, poi va portata avanti.

E’ facile e impiega poco tempo, ma se a una persona non piace cucinare, un giorno dimentica di prepararla e l’altro pure, si scorda gli ingredienti e cose del genere, in quel caso meglio l’alimentazione industriale, perché almeno non andiamo incontro a carenze di fibra (per esempio) perché ci si accorge che in frigo non ci sono verdure ma c’è solo il cibo precotto surgelato.


Da leggere dopo:


Altri contro, il fatto che se cambia lo stato fisiologico del gatto (gravidanza, allattamento, ma anche il peso) il cibo per gatti fatto in casa deve essere adeguato, e bisogna contattare di nuovo un veterinario come me o come altri colleghi nutrizionisti (perché non tutti i veterinari sanno fare le diete, come io non so fare tante altre cose veterinarie!) per far adeguare la dieta al nuovo stato fisiologico o patologico.

Inoltre, non è detto che la dieta vada bene per più gatti (anche se di solito, quando sono sani, va bene) e ci possono volere più diete diverse, con le difficoltà logistiche che ne conseguono; in ogni caso, è sempre bene parlarne con un esperto e prendere una decisione in base alle nostre possibilità.

Vedi anche: Alimentazione casalinga del gatto: la formula del veterinario

Cosa mangiano i gatti in natura?

Sicuramente, i gatti in natura non mangiano né quello che c’è nell’alimentazione industriale, né quello che c’è nella dieta casalinga, né quello che c’è nella dieta BARF.

I gatti in natura mangiano topi e uccelli, tutti interi, piume e tutto.
Un gatto che vive in natura fa la cacca con le penne, perché non le digerisce 🙂


L’alimentazione naturale del gatto sarà quindi sempre diversa da quella che possiamo dare in casa, e per lui va benissimo: è composta dalle prede, quindi da animali interi, e dai vegetali, principalmente l’erba che i gatti mangiano.

Alcuni gatti, ancora oggi, come quelli che vivono in campagna, si nutrono così e muoiono di vecchiaia, o di malattie infettive perché si divertono a cacciare i ratti (ma questo è un altro discorso…).

Dal punto di vista domestico, bisogna trovare, per ovvi motivi, dei sostituti.

L’erba viene sostituita con verdure ricche d’acqua e assolutamente normali come le carote, l’insalata, il sedano, i finocchi, le zucchine, che si possono lessare oppure tritare (a seconda di che alimento è) per adattarle alla bocca del gatto. Io avevo un gatto che andava matto per i cetrioli.

La carne, invece, si sostituisce con carne di manzo o di maiale, di solito, ma anche di uccello o con il pesce, in base alla necessità; io cerco di partire da quella che costa meno per non far spendere un patrimonio al proprietario nella spesa per il gatto, anche se mi possono essere chieste basi diverse.

L’alimentazione naturale del gatto passa anche dalle ossa degli animali, che sono fatte di calcio; si possono dare (a seconda di che ossa sono, non si devono scheggiare!) oppure si può dare un po’ di croccantini, pochi, molto minerali, o un’integrazione di calcio, che si trova nei negozi di animali.

Comunque, è essenziale che il calcio venga integrato, sia nel gatto che nel cane, perché fa parte degli alimenti naturali.

Per questo non è possibile replicare nella dieta casalinga l’alimentazione naturale del gatto, ma si possono trovare degni sostituti per garantire quanto più possibile l’alimentazione corretta dei nostri gatti.

Quanto mangia un gatto?

Ovviamente, dipende.

Quanto mangia un gatto dipende dalla sua dimensione, dalla possibilità di trovare il cibo, dal metabolismo, dall’età e da tantissime altre cose.

In linea di massima, comunque, il gatto in natura mangia sicuramente meno di quanto mangia in casa, infatti in natura i gatti obesi non si vedono, in casa si.

In linea di massima, la quantità di cibo che deve ingerire un gatto è quella che vedete scritte sulle dosi del cibo umido per i gatti, in base al peso.

L’umidità dell’alimento umido è simile a quella dell’alimentazione casalinga, per cui se vi chiedete quanto devono mangiare i gatti la risposta è pressappoco quella, 200 grammi di cibo al giorno, non tantissimo.

Anche se dipende dagli ingredienti e dal peso del gatto, come abbiamo detto prima.

La quantità di cibo per un gatto, al giorno, deve prendere in considerazione tanti fattori diversi tra cui il movimento che fa e il fatto che sia (o non sia) castrato o sterilizzato.

Ricette per gatti: alcuni esempi

Conosco persone che si sono fatte la dieta (umana) da sole, e sono finite in ospedale o si sono trovate a mangiare un barattolo di Nutella a pomeriggio, dalla fame.

Partendo da questo presupposto, si capisce come le ricette fai da te per cani e gatti non sono proprio il massimo per garantire la loro salute, se già quelle per esseri umani sono complesse.

O meglio, lo sono se un veterinario (e non un concorrente di masterchef!!!!!) vi ha dato delle basi su come cucinare per il gatto, sugli ingredienti e sulle quantità da usare.

Ho detto “per un gatto”, sarebbe meglio “per il vostro gatto”, perché ognuno ha le proprie necessità.

Vi scrivo qui alcune ricette tipo, per fare un esempio, ma NON LE COPIATE perché sicuramente non vanno bene per il vostro gatto, per preparare il cibo per gatti, ci vuole il consulto del veterinario esperto in alimentazione animale, come vi dicevo.

Gatto adulto, ho messo la ricotta per evitare i cereali e integrare un po’ di calcio:

  • 80 grammi di carne di manzo;
  • 100 grammi di ricotta;
  • 60 grammi di carote grattate.

Gatto anziano con problemi intestinali:

  • 50 grammi di pesce, branzino;
  • 20 grammi di formaggio poco salato;
  • 5 grammi di olio di semi di mais;
  • 70 grammi di finocchio per stimolare il movimento intestinale.

Le ricette per gatti, quindi, come vedete sono semplici; si possono variare alcuni ingredienti, ma dietro ognuno c’è un ragionamento profondo che varia in base alla situazione del gatto e anche alle richieste del proprietario, oltre che del veterinario che lo ha in cura, se necessario (perché il veterinario curante dei gatti a cui faccio le diete non sono mai io).

Casi particolari di dieta casalinga per gatti

La dieta casalinga è importante, con scopo preventivo, in praticamente tutti i gatti; non ho ancora trovato una situazione (se non i problemi del proprietario) in cui per un gatto si troverebbe meglio con l’alimentazione industriale che con quella casalinga.

Ma la dieta può avere anche scopo terapeutico: gatti anziani, gatti malati, gatti diabetici, con insufficienza renale, epatica, problemi cardiaci e quant’altro vedono la dieta casalinga come parte della terapia, complementare ai farmaci (che comunque servono).

In questi casi si parla di nutrizione clinica, che è la disciplina veterinaria che studia l’alimentazione migliore nel corso delle singole patologie; come esistono le crocchette per gatti diabetici esiste anche una dieta casalinga per gatti diabetici, sicuramente migliore delle crocchette e da associare all’immancabile insulina.

Altre situazioni particolari sono le gatte in gravidanza e allattamento e poi i gattini orfani, che seguono regole completamente diverse dai gatti adulti, considerando i loro fabbisogni.

In questo caso la dieta è più difficile da formulare perché, oltre a tutte le informazioni sul gatto che vengono chieste in condizioni normali, è necessaria anche una visita (fatta da un nutrizionista come me ma anche dal vostro veterinario) e delle analisi del sangue, che danno un’indicazione importante su come formulare la dieta per quella malattia specifica.

Concludendo, quindi, la dieta casalinga è sia una prevenzione che una terapia in cui però molti proprietari e, ahimé, molti veterinari che non hanno approfondito questo campo (perché ne hanno approfonditi altri, sia chiaro!) non credono: un problema che, secondo me, solo una cultura maggiore può aiutare a risolvere definitivamente, togliendo il monopolio dell’alimentazione degli animali domestici che a tutto (ai soldi) sono interessate, tranne che alla salute e al benessere del vostro gatto.



Tanto, quando sta male, c’è un altro prodotto industriale pronto, apposta per lui.
Che, tra l’altro, costa molto più di quello per gatti sani.

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