Grain free tutta la verità sul cibo per gatti senza cereali

Se siete attenti all’alimentazione del vostro gatto avrete sicuramente sentito parlare di grain free, oppure di low grain o anche di crocchette no carb, ma cosa significa tutto ciò? Sono solo slogan pubblicitari delle aziende mangimistiche, oppure c’è un senso nel cercare crocchette per gatti grain free? Scopriamolo insieme.

Cosa significa “grain free”

Il termine grain free è entrato di prepotenza nella comunicazione aziendale di molte aziende mangimistiche, un po’ per l’attenzione più alta che i proprietari di cani e gatti dedicano all’alimentazione (più che giustamente), un po’ per ampliare la possibile scelta di prodotti alimentari industriali per i nostri pet.

Ed è così che nascono le linee Monge grain free, le linee Farmina Grain free, le Forza 10 grain free e anche Carnilove grain free.

Ma che significato ha la dicitura grain free? Quando troviamo una confezione di cibo per gatti con l’indicazione “grain free”, significa che quel mangime essenzialmente non contiene cereali.
L’assenza di cereali risponde ad una esigenza di mercato dovuta alla consapevolezza dei proprietari di gatti (ma anche di cani) che i cereali non sono un alimento necessario per l’alimentazione del gatto.

In questo articolo approfondiremo il perché i cereali non sono necessari nell’alimentazione del gatto, e la dicitura grain free e le formulazioni di crocchette senza cereali per gatti rispondono quindi a questa maggiore consapevolezza che i proprietari hanno acquisito.

Non solo sono nati alimenti grain free, quindi privi di cereali, ma anche con diciture come “low grain“, ossia con pochi cereali, e addirittura “no carb“, ossia privi di carboidrati.
Perché è necessario specificare se un alimento è privo di carboidrati oltre che di cereali? Perché in generale, soprattutto per il gatto, i carboidrati non sono necessari, ed i cereali, assieme ad altri nutrienti che ora vederemo, sono essenzialmente carboidrati.

Perché grain free è meglio, o addirittura no carb?

Perché i proprietari di cani e gatti sono arrivati a volere dalle aziende mangimistiche degli alimenti grain free o addirittura no carb? Come ho già detto, le conoscenze e la consapevolezza relativa all’alimentazione del gatto sono aumentate nel tempo, grazie anche devo dire al mio lavoro su questo sito e alla collaborazione con veterinari, come Valerio Guiggi, che si sono specializzati nella nutrizione del cane e del gatto.

Ti invito ad approfondire l’argomento alimentazione del gatto nella sezione di questo sito dedicata ad essa, ma qui cercherò di riassumere i punti salienti della questione: ossia che il gatto è un carnivoro stretto e deve nutrirsi soprattutto di carne, come è evidente in natura, quando osserviamo ad esempio un grande felino.

Il gatto si nutre soprattutto di carne, e deve nutrirsi soprattutto di quello, perché è proprio fatto così, sia i suoi denti che il suo stomaco che tutto il suo metabolismo sono creati per trarre tutti i nutrienti per lui importanti dalla carne e nulla di più, oltre che un qualcosa di fibre che in natura ricava ad esempio da qualche filo d’erba o dai vegetali ingeriti dalle prede erbivore.

Ma allora perché nelle crocchette per gatti e spesso anche negli alimenti umidi sono presenti così spesso i cereali? Si tratta di una esigenza tecnica: senza un “legante” che tenga assieme l’impasto che viene cotto per formare la crocchetta, questa si sfalderebbe, per cui in questo stesso impasto viene aggiunto spesso riso o altri cereali.

Si tratta di una esigenza anche economica: i cereali costano meno rispetto alla carne, e quindi le aziende mangimistiche possono produrre e vendere abbattendo i costi, aggiungendo più cereali che carne.

Ultimamente i cereali sono stati demonizzati appunto da questa consapevolezza dei consumatori, consci che non sono necessari nella dieta del proprio gatto, per cui le aziende mangimistiche sono ricorsa ad un escamotage: eliminare i cereali dalla composizione, ma aggiungere altri elementi che tengano assieme la crocchetta, come patate, tapioca, piselli o lenticchie.

In questo modo, è nata l’etichetta “grain free” ed il problema tecnico è comunque superato, magari facendo costare la confezione di crocchette un po’ di più, perché sono appunto grain free.
Il problema è che nemmeno patate, tapioca, piselli o lenticchie servono all’alimentazione del gatto, si tratta sempre di carboidrati e amidi, non necessari, a minor prezzo e che tolgono spazio a quantità maggiori di carne.

Da qui nasce poi la dicitura “no carb”, che significa che nell’alimento non sono presenti in alcun modo fonti di carboidrati, che di per sé è un bene, e vediamo perché.

Perché cereali e carboidrati non sono necessari al gatto

Come ho già detto, il gatto è un carnivoro stretto, e non necessita di mangiare, come invece succede per noi, cereali, amidi e altri carboidrati.
I carboidrati per noi umano sono fonti di energia a lungo termine che accumuliamo come riserva, ma al gatto e ai felini in generale serve energia esplosiva, per cacciare le prede, e il gatto la ricava appunto dalla carne e dal grasso animale nella sua alimentazione.

Nutrire un gatto con carboidrati significa fornire un tipo di nutriente non facilmente digeribile, inutile e anzi che può provocare obesità. Leggi anche: Gatto obeso, perché è pericoloso
Il gatto non è una gallina, e non necessita di becchime. Necessita di carne, carne, carne. Vorrei che questo concetto fosse chiaro anche per chi è vegetariano (come me) 🙂 perché sento dire spesso che il gatto necessita di proteine, e che le proteine si ricavano anche da alimenti vegetali, ma il gatto necessita di proteine animali.

Fortunatamente, per il bene dei gatti, questi concetti stanno entrando sempre di più nelle teste dei proprietari, che sono alla ricerca di una alimentazione sana, fatta soprattutto di carne, magari una alimentazione casalinga, che è sicuramente la scelta migliore.

Il problema della presenza dei cereali nei mangimi per gatti si pone soprattutto per le crocchette, che hanno bisogno di essere tenute assieme, mentre nell’umido il problema in teoria non si pone, permettendo l’esistenza di scatolette e bustine che contengono solo carne o pesce, anche se purtroppo non sempre è così, per una ragione puramente economica dell’azienda produttrice.

Scegliere una crocchetta grain free non ci salva comunque dalla presenza di inutili carboidrati, che, specifico, non sono veleno, ma semplicemente non sono necessari.
Se non sono presenti cereali saranno presenti altre fonti di carboidrati, per cui non facciamoci ingannare ed impariamo a leggere bene le etichette.

Se vogliamo alimentare il nostro gatto anche con le crocchette, cerchiamo di scegliere crocchette con basse percentuali di carboidrati, leggendo bene la tabella nutrizionale.
Le aziende mangimistiche hanno degli obblighi di legge per quanto riguarda le etichette e le formulazioni dei cibi per gatti, vanno rispettati delle specifiche percentuali in modo che l’alimento copra tutti i fabbisogni nutrizionali di un gatto.

Quindi una azienda mangimistica dovrà sempre indicare in etichetta la percentuale di proteine presenti, la percentuale di fibre, la percentuale di grassi e di ceneri grezze.
Leggi anche: Come leggere le etichette del cibo per gatti

La legge però non obbliga le aziende mangimistiche ad indicare nella tabella nutrizionale la percentuale di carboidrati, per cui solo con la lettura dell’etichetta purtroppo non abbiamo immediatamente una indicazione di quanti carboidrati contiene.
Si può però calcolare la percentuale di carboidrati presenti con questa formula:
100-proteine-grassi-fibre-ceneri=umidità+carboidrati in %
Per capire quanta percentuale di acqua dobbiamo considerare nel nostro calcolo, facciamo riferimenti a dei valori approssimativi: nel secco di solito è presente circa un 14% di acqua, nell’umido circa un 70-80%
Per approfondire i dettagli di questo calcolo vi invito a vedere il video del dott. Guiggi in merito al calcolo di carboidrati.

I valori che si ottengono da questo calcolo sono molto approssimativi, ma ci consentono ad esempio di confrontare tra loro due confezioni diverse di alimenti, e scegliere quella con minor percentuale di carboidrati, perché sarà più di qualità.
In generale, sarebbe bene che ci fosse una percentuale di carboidrati inferiore al 30% nelle crocchette, altrimenti diventano crocchette davvero poco digeribili per un gatti, e potrebbero causare obesità.
Crocchette senza carboidrati non possono esistere, ma esistono altri cibi secchi che possono esserne privi, come ad esempio gli alimenti liofilizzati o la carne essiccata.

Nel cibo umido non dovrebbero essere presenti carboidrati, perché sono del tutto inutili e servono solo all’azienda mangimistica per creare volume, per cui cerca di dare al tuogatto per lo più cibo umido e poche crocchette, se proprio non puoi organizzarti per fornire una dieta casalinga bilanciata da un veterinario esperto. Valuta anche la dieta Barf, sempre facendoti aiutare da un veterinario nutrizionista.

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi circa le diciture grain free, low grain e no carb nelle confezioni di cibo per gatti e di averti fornito degli strumenti per scegliere una alimentazione più sana per il tuo gatto, Se hai domande o vuoi aggiungere qualcosa, scrivi pure sotto nei commenti.

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