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Ingredienti del cibo per gatti: quali sono e come scegliere i migliori

Gli ingredeinti del cibo per gatti

Oggi parliamo di ingredienti del cibo per gatti, e lo facciamo in modo molto approfondito, entrando anche un po’ nel vivo di quella che è la mia professione di veterinario ispettore degli alimenti.

Il punto di partenza per leggere questo articolo è leggere l’articolo-madre sulle etichette del cibo per gatti.



Questo perché, come ho spiegato nell’altro articolo, quando si legge un etichetta si guarda sempre prima la tabella nutrizionale, e solo in un secondo momento la lista degli ingredienti.

Qui di seguito capiremo meglio il perché di questa cosa, ma vi esorto a leggere prima l’altro articolo e prendere un po’ di dimestichezza con l’argomento alimentare, poi si continua con gli ingredienti.

La lista degli ingredienti nei cibi per gatti

Cerchiamo per prima cosa di capire dove trovare gli ingredienti del cibo per gatti: si trovano nella lista degli ingredienti, parte che per legge è indispensabile nella confezione stessa del mangime e che ha lo scopo di informare il cliente o l’allevatore che acquista il mangime.

Come già detto, sulle confezioni è obbligatoria, su internet no, e questo significa che non sempre, quando si acquista un cibo per gatti online, si trovano queste informazioni; al solito, conviene diffidare quando non ci sono e chiedersi perché non ci sono.

Cosa fondamentale: gli ingredienti sono sempre indicati dal più al meno presente, mentre la percentuale va indicata solo per gli ingredienti pubblicizzati.

In altre parole, se io trovo scritto: Carne, patate, riso, vuol dire che la carne è più delle patate che sono più del riso.

Se trovo scritto Mais, grano, patate, carne, con ogni probabilità è mangime per le galline, non per i gatti, perché la carne in proporzione è davvero poca.

Se trovo un “Cibo al salmone e carote“, il salmone e le carote sono gli ingredienti pubblicizzati, e allora troverò magari: Grano, Salmone (20%), Carote (15%).

Per il salmone e le carote si indica la percentuale perché una persona li compra per quello, mentre per il grano no perché non è pubblicizzato. Chiaro?

Per cui, facendo una suddivisione molto pratica, gli ingredienti si possono dividere (in linea di massima) in carne/altre proteine (uova, formaggio)/verdure/cereali.

Ciò che, tendenzialmente, fa la qualità del cibo è la carne, o comunque il pesce che è sempre carne, per cui la carne dovrebbe trovarsi sempre nei primi posti.

E con un po’ di logica: se c’è scritto Carne, Grano, Mais, la carne sarà anche più del grano e del mais, ma i cereali complessivamente sono più della carne, sicuramente.

Per cui è bene sempre non fermarsi all’inizio; gli ingredienti, nel cibo per gatti, pubblicizzati, avendo la percentuale, sono “paletti” e ci danno un’idea di quanti siano gli altri ingredienti (un esempio: se trovo, per assurdo, Grano, Uova (1%), Carne, vuol dire che quel mangime è composto praticamente tutto da grano e la carne è meno dell’1%).

Ma pensate che sia finita qui? No!

Perché bisogna considerare anche un altro importante aspetto, che è l’acqua: vedete, gli ingredienti sono messi nel mangime così come sono, ma poi i mangimi sono cotti.

Questo significa, in pratica, che se io metto la carne (60% di acqua) e il grano (20% di acqua) in parti uguali quando questi due sono cotti la carne praticamente dimezza di peso, il grano rimane uguale.

Per cui alla fine il grano è il doppio della carne, anche se la lista (che considera gli ingredienti quando vengono messi) scrive Carne, Grano. Capito perché bisogna sempre leggere prima la tabella nutrizionale?

La tecnica mangimistica

Se passa da qui qualche studente di veterinaria, saprà che è una delle materie più odiate in assoluto: in tecnica mangimistica, esame universitario, si imparano le tecnologie industriali con cui si fa il cibo per gatti e cani, ma anche per pesci, suini, cavalli: ogni animale ha necessità diverse.


Da leggere dopo:


Qui ne faremo degli accenni, relativamente alle differenze tra secco e umido: la differenza tra le due preparazioni influenza la presenza di acqua di cui parlavamo alla fine del paragrafo precedente.
In questo modo:

  • Il cibo secco è fatto così: faccio un impasto di tutti gli ingredienti, un impasto fresco.
    Poi l’impastone passa da una macchina che da la forma desiderata (ossicini, tondi, ciambelle…) quindi i croccantini, ancora freschi, vengono essiccati.
    In questo modo perdono gran parte dell’acqua.
  • Il cibo umido invece è fatto sempre partendo da un impastone, generale, che viene messo crudo nella latta.
    A quel punto le scatolette vengono sigillate, e poi vengono cotte (che poi è anche come si fa il nostro tonno in scatola, è esattamente lo stesso processo); cuocendo quando il cibo è già sigillato l’acqua non esce.

Questo significa, in pratica, che nel secco si ha perdita di acqua, nell’umido non si ha, perché rimane all’interno con moltissime altre sostanze nutritive; comunque sia, entrambi i mangimi sono cotti, non c’è mai nulla di crudo, ma quando si considerano le etichette bisogna anche considerare questa differenza: la carne, in linea di massima, nel secco tende a “scomparire”, cosa che nell’umido fa molto meno.

In questo mangime il coniglio è solo il 5%, di un 30% di carne e derivati. Decisamente poco, anche se è un mangime umido, per cui la maggior parte della carne sono interiora, come vedremo tra poco.

Gli ingredienti del cibo per gatti

E veniamo quindi a vedere gli ingredienti veri e propri che possono essere nel cibo per gatti.

Partiamo dal presupposto che la legge teoricamente limita gli ingredienti che possono essere presenti, in pratica no.
Questo perché la normativa specifica per gli ingredienti a cui facciamo riferimento oggi (legge 281 del 1963), come si può chiaramente evincere dalla data è… vecchia.

Non solo: riguarda gli ingredienti del cibo di tutti gli animali, compresi bovini, pesci, e volatili, e visto che nel ’63 dei gatti interessava poco a tutti, la parte degli alimenti di origine animale è molto meno sviluppata rispetto agli alimenti di origine vegetale.

Al di là di questo, se volete potete leggerla, nella parte relativa alla tabella con tutti gli ingredienti; può essere utile per sapere qualcosa in più di un ingrediente che non conoscete; questo anche perché, trattandosi di una legge che, allegati compresi, conta più di 70 pagine, è impossibile analizzare tutti gli ingredienti in questo articolo; motivo per cui noi prenderemo in considerazione solamente i più importanti che si trovano nel cibo per gatti, suddividendoli per categorie.

La carne nel cibo per gatti

Nel mangime dei gatti, la carne è una delle parti in assoluto più importanti, ed è la fonte principale delle proteine che si trovano nei mangimi. Vedi l’articolo sulle componenti dei cibi per gatti.

La carne è essenziale nella dieta del gatto per la presenza della taurina, come abbiamo visto nell’altro articolo, anche se non fornisce le proteine più digeribili; l’indice della digeribilità delle proteine, in linea molto generale, è infatti Uovo, Latte e derivati, Pesce, Carne, Soia, Legumi, altri vegetali.

Nonostante questa lista, però, si cerca di rispettare sempre le esigenze nutrizionali del gatto.

  • Carne: se sulla lista degli ingredienti del nostro cibo per gatti c’è scritto Carne, accompagnata da un aggettivo (fresca, disidratata, farina) vuol dire che nel cibo sono presenti tutte le parti che circondano le ossa quindi muscoli, grasso, e tendini.
    Non è dato di sapere quale parte è stata messa nell’alimento (ma di sicuro non la bistecca) per cui bisogna tornare a vedere, come abbiamo detto, la presenza delle proteine dalla tabella nutrizionale.

    • Carne fresca: è la carne “Tal quale”, ovvero così com’è, messa all’interno del mangime.
      Non è la tipologia di carne migliore, almeno nel secco (nell’umido è diverso, come abbiamo visto prima) perché in cottura l’acqua se ne va e altri alimenti prendono, relativamente, molto più spazio all’interno di quel mangime.
    • Carne disidratata: è la carne migliore all’interno di un mangime perché non c’è la perdita di cui abbiamo parlato prima; il 50% di carne disidratata, nel secco, è poi quella che effettivamente rimane nel mangime, in quanto prima alla carne è stata rimossa l’acqua (con essiccamento, per esempio), poi è stata inserita nell’impasto.
      Viene da ridere quando sulle confezioni c’è scritto a caratteri cubitali “Con carne fresca!!!!!!”; adesso sapete perché.
    • Farina di carne: tra le tre tipologie di carne è sicuramente la peggiore.
      Questo perché, a differenza della carne in sé, qui si macina la carne insieme alle ossa, per cui c’è una grande presenza di minerali che tolgono spazio alle proteine, perché nelle ossa non ce ne sono.
      Per cui, se un mangime contiene questo tipo di ingrediente e nessuna carne fresca è da evitare (con l’ovvia eccezione di un mangime del tipo “Carne disidratata, altro, altro, altro, altro, Farina di carne“, perché in questo caso è un quantitativo minimale).
  • Carne di volatili: la normativa fa una distinzione tra la carne di mammifero e la carne di uccello.
    Infatti, quanto abbiamo detto sopra vale solamente per carne di mammifero, bovini, suini, ovicaprini, cavallo e coniglio.
    Le carni di volatili (pollo, tacchino, quaglia, anatra e via dicendo) comprendono sempre, per definizione, anche le ossa; la farina di carne di pollo quindi non esiste, e anche se vale la suddivisione tra carne fresca e disidratata bisogna contare che in entrambe è compresa sia la carne che le ossa.
    Per cui la carne di volatile di solito è meno nutriente rispetto a quella dei mammiferi.

In questa etichetta il manzo e il frumento si equiparano, ma questo non significa che siano la stessa percentuale: la carne è composta da tantissima acqua, che scompare in cottura. Per fortuna ci sono le proteine disidratate del pollo, che sono tra il 14% e il 10% e riequilibrano la quota proteica.

Il pesce

Molti proprietari preferiscono evitare il cibo per gatti contenente carne optando per alternative a base di pesce.
Dal punto di vista nutrizionale, anche se tendiamo a pensare che “il pesce è meglio”, magari perché i dottori lo hanno detto a noi (un retaggio storico che non sto qui a spiegare), dal punto di vista nutrizionale carne e pesce si equiparano.


Infatti, anche se il pesce avrebbe sostanze utili come alcuni antinfiammatori naturali, questi vengono persi nel processo di cottura, per cui il risultato finale non è molto diverso tra carne e pesce; cambia invece che il pesce è più grasso della carne, tendenzialmente, ma questo lo possiamo vedere dalla tabella nutrizionale.

Il pesce si trova nel cibo per gatti in diverse forme, tra le quali:

  • Pesce: non si trova mai scritto così, ma si trova scritta la specie (Salmone, Merluzzo, Alice ed altri) ed indica solamente il muscolo del pesce, che viene quindi privato della testa, delle lische, delle pinne e delle interiora.
    Di solito il pesce è quello per alimentazione umana da cui vengono tolti i filetti (che mangiamo noi), e lasciate le parti che invece aderiscono maggiormente alla lisca.
  • Pesce disidratato: è la stessa cosa, ma come già detto per la carne quando il pesce è disidratato non c’è perdita di acqua, e il valore nutrizionale è maggiore.
    E’ meglio un mangiare per gatti con il pesce disidratato rispetto ad un cibo che ha il pesce fresco, in base a quanto abbiamo detto prima.
  • Derivati del pesce: sono uno degli ingredienti peggiori, perché intende tutto ciò che la dicitura “Pesce” esclude, per cui lische, pinne, interiora e teste.
    Di solito, di queste, le interiora non vengono messe all’interno per problemi di natura igienico-sanitaria (si deteriorano prima che il mangime venga cotto e danno un cattivo odore) ma dal punto di vista legale non è da escludere che ci possano essere; in ogni caso, sono gli scarti del pesce.
  • Farina di pesce: è la farina che deriva da tutte le parti del pesce, sia il muscolo che la lisca e le pinne.
    E’ addirittura peggiore dei derivati perché prima di fare la farina (che è già di per sé meno nutriente dei muscoli del pesce) viene rimosso l’olio, con cui si va a formare (vedi qui sotto) olio di pesce.
    Per cui oltre ad essere di bassa qualità si rimuovono anche acidi grassi importanti; questo sistema è ovviamente legale.
  • Olio di pesce: è quello che abbiamo appena detto, l’olio estratto dal pesce con particolari metodiche (il pesce non si può spremere, ovviamente, e viene estratto con metodi chimici oppure fisici come l’alta temperatura).
    Di solito apporta lipidi, e acidi grassi che possono essere benefici, ma dall’azione blanda perché l’olio di pesce ha subito diversi passaggi ad alte temperature. In ogni caso, è semplicemente grasso di pesce.

Questa foto l’ho fatta io in un’azienda che produce alimenti umani. Questo è pesce spada congelato, sono le parti laterali e vengono vendute ad una nota marca produttrice di cibo per animali; sono parti dure (principalmente le code), ma la qualità è quella dell’alimento umano.

Latte e latticini

Spesso si trova all’interno del mangime anche una parte derivata dal latte.
Il latte è una buona fonte di grassi, ma soprattutto di proteine, che di solito derivano dagli scarti di lavorazione del formaggio (pensiamo all’acqua delle mozzarelle, che si chiama “latticello”; immaginiamo ora quanto latticello viene prodotto dai caseifici che fanno il Parmigiano, che non deve andare sprecato); nei mangimi si trova spesso, anche se non è mai l’ingrediente principale.

  • Latte: praticamente impossibile da trovare come “Latte”, perché è praticamente tutta acqua e scomparirebbe.
    E’ una fonte di zuccheri immediatamente digeribili, e proteine ben digeribili anch’esse.
  • Latte scremato in polvere: è il latte senza l’acqua e il grasso, e vale quanto detto per il latte se non che se è indicato, per esempio, un 5%, significa che il 5% è effettivamente nel cibo: in principio, del resto, non aveva l’acqua.
  • Siero di latte in polvere: in parole povere è la ricotta, non fresca ma essiccata e fatta in polvere.
    Rappresenta un’altra buona fonte proteica in un mangime.
  • Proteine del latte: sono solo le proteine del latte, senza nemmeno lo zucchero (presente invece nel latte scremato in polvere), e sono naturalmente una fonte proteica.
    Si può trovare anche la singola frazione delle proteine, ovvero “Caseina”, o “Sieroproteine”, che all’atto pratico non cambiano praticamente nulla.

Uova

Le uova sono alimenti di pregio, sono piuttosto costosi e sono in assoluto l’alimento più digeribile. 

Se si trova scritto “Uova” si intende tutto dell’uovo, guscio compreso; si possono trovare però anche le tre parti singole, ovvero albume (che apporta principalmente proteine), tuorlo (che apporta grassi e alcuni oligoelementi come il ferro) e guscio (che apporta essenzialmente calcio).

Di solito ce n’è poco, e si sfrutta l’azione dell’albume per tenere insieme i croccantini che altrimenti si sbriciolerebbero, ma in generale un mangime che ha tanto uovo è un mangime di buona qualità.

Alimenti vegetali

Qui sarebbe da perdersi con la descrizione degli alimenti, descrizione peraltro un po’ inutile.
Questo perché i vegetali di solito sono messi nel mangime Tal Quali, per cui se troviamo scritto Carota, Barbabietola, Finocchio, Pomodoro o altro significa che l’ortaggio è stato messo direttamente nel mangime.

Hanno due funzioni, di cui la prima è quella di apportare fibra, la seconda è quella di insaporire il mangime.

La terza (si, ne avevano due, ma…) è quella di rincoglionire il proprietario che dice “Oh, guarda, qui ci sono le bacche di Goji, spenderò 15 euro al chilo!” senza leggere la lista degli ingredienti e vedere che le bacche di Goji sono lo 0,04%.
Praticamente, mezzo grammo su un chilo.

Ci sono poi i cereali, che invece meritano un minimo di approfondimento in più perché di solito sono molto presenti; più ce ne sono, in linea di massima, peggiore è il mangime.

  • cereali, indicati come “Riso”, “Grano” o “Mais”, sono i cereali tal quali, di solito fatti farina, che vengono messi nel mangime e si impastano con l’acqua, qualcosa di simile al nostro pane ma non lievitato.
    Sono la forma di cereale più comune all’interno del mangime per gatti.
  • cereali concentrati sono cereali disidratati, per occupare più spazio prima di essere messi nel mangime.
    Vale la stessa cosa che abbiamo detto per carne e pesce, solo che se in quei casi era meglio la versione disidratata, qui è peggio perché occupano più spazio, in percentuale.
  • cereali essiccati sono una via di mezzo tra i “cereali” normali e quelli concentrati, perché hanno perso un po’ d’acqua, ma non quanto i concentrati.

Un ottimo mangime: tanto tonno, anche se fresco, e pochissimi cereali, per una quota proteica piuttosto alta. E’ un mangime umido.

In linea di massima, queste sono le definizioni più frequenti che si possono trovare all’interno del cibo per gatti.

Sono tante cose, e la legge è molto capillare su questi ingredienti “classici”, mentre spesso non copre gli ingredienti innovativi, che meritano quindi un’analisi a parte, che va valutata caso per caso, mangime per mangime.

Unendo comunque quanto scritto in questa pagina con quello che abbiamo detto a proposito dell’etichettatura nutrizionale del cibo per gatti, ecco che si apre un bel panorama su quello che mangiano i nostri gatti, e per effettuare una scelta più consapevole quando si acquista il loro cibo.

Ed ora che hai capito come leggere gli ingredienti e i componenti dei cibi industriali per gatti, leggi questo articolo sulle marche di crocchette per gatti , oppure questo sulle marche di cibo umido per gatti, in cui abbiamo analizzato i componenti e gli ingredienti.
Leggi anche: Cibi per gatti fatti in casa, si o no?



Se hai dubbi o domande circa gli ingredienti che trovi nei cibi per gatti, scrivila nei commenti.

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