Ingredienti del cibo per gatti: quali sono e come scegliere i migliori

, , ,
ingredienti cibo per gatti

Oggi parliamo di ingredienti del cibo per gatti, e lo facciamo in modo molto approfondito, entrando anche un po’ nel vivo di quella che è la mia professione di veterinario ispettore degli alimenti.

Il punto di partenza per leggere questo articolo è leggere l’articolo-madre sulle etichette del cibo per gatti.

Questo perché, come ho spiegato nell’altro articolo, quando si legge un etichetta si guarda sempre prima la tabella nutrizionale, e solo in un secondo momento la lista degli ingredienti.

Qui di seguito capiremo meglio il perché di questa cosa, ma vi esorto a leggere prima l’altro articolo e prendere un po’ di dimestichezza con l’argomento alimentare, poi si continua con gli ingredienti.

Ingredienti del cibo per gatti: premessa

Partiamo da un presupposto: parlare di tutti gli ingredienti che si possono trovare nel cibo per gatti è impossibile.
E’ impossibile per una sola persona, ma, soprattutto, è impossibile anche per la legge, che infatti non ha rilasciato un elenco ufficiale (ne esiste uno non esaustivo, il Reg. UE 2017/1017, costantemente aggiornato negli anni) degli ingredienti che si possono trovare nei mangimi per gatti.

Per questo ci occuperemo solamente dei più rappresentati ed importanti, ovvero quelli di origine animale, essendo il gatto un carnivoro.

Perché lo 0,0004% di ribes rosso non fa differenza tra un mangime e l’altro (su 3 chili, sono 1 grammo, come se non ci fosse!), mentre la qualità degli ingredienti “principe”, quelli più costosi ovvero carne, pesce e uova, nonché cereali, la differenza tra un mangime di buona e cattiva qualità la fa, eccome.

La lista degli ingredienti nei cibi per gatti

Cerchiamo per prima cosa di capire dove trovare gli ingredienti del cibo per gatti: si trovano nella lista degli ingredienti, parte che per legge è indispensabile nella confezione stessa del mangime e che ha lo scopo di informare il cliente o l’allevatore che acquista il mangime.

Come già detto, sulle confezioni è obbligatoria, su internet no, e questo significa che non sempre, quando si acquista un cibo per gatti online, si trovano queste informazioni; al solito, conviene diffidare quando non ci sono e chiedersi perché non ci sono.

Cosa fondamentale: gli ingredienti sono sempre indicati dal più al meno presente, mentre la percentuale va indicata solo per gli ingredienti pubblicizzati.

In altre parole, se io trovo scritto: Carne, patate, riso, vuol dire che la carne è più delle patate che sono più del riso.

Se trovo scritto Mais, grano, patate, carne, con ogni probabilità è mangime per le galline, non per i gatti, perché la carne in proporzione è davvero poca.

Se trovo un “Cibo al salmone e carote“, il salmone e le carote sono gli ingredienti pubblicizzati,  e allora l’azienda deve indicare le percentuali dei loro prodotti. Troverò quindi: Grano, Salmone (20%), Carote (15%).

Per il salmone e le carote si indica la percentuale perché una persona li compra per quello, mentre per il grano no perché non è pubblicizzato.

Per cui, facendo una suddivisione molto pratica, gli ingredienti si possono dividere (in linea di massima) in

  • carne e pesce
  • altre proteine (uova, formaggio)
  • verdure
  • cereali.

Ciò che, tendenzialmente, fa la qualità del cibo è la carne, o comunque il pesce che è sempre carne, per cui la carne dovrebbe trovarsi sempre nei primi posti.

E con un po’ di logica: se c’è scritto Carne, Grano, Mais, la carne sarà anche più del grano e del mais, ma i cereali complessivamente sono più della carne, sicuramente.

Per cui è bene sempre non fermarsi all’inizio; gli ingredienti, nel cibo per gatti, pubblicizzati, avendo la percentuale, sono “paletti” e ci danno un’idea di quanti siano gli altri ingredienti (un esempio: se trovo, per assurdo, Grano, Uova (1%), Carne, vuol dire che quel mangime è composto praticamente tutto da grano e la carne è meno dell’1%).

Ma bisogna considerare anche un altro importante aspetto, che è l’acqua: vedete, gli ingredienti sono messi nel mangime così come sono, ma poi i mangimi sono cotti.

Questo significa, in pratica, che se io metto la carne (60% di acqua) e il grano (20% di acqua) in parti uguali quando questi due vengono cotti la carne praticamente dimezza di peso, il grano rimane uguale.

Per cui alla fine il grano è il doppio della carne, anche se la lista (che considera gli ingredienti quando vengono messi) scrive Carne, Grano. Capito perché bisogna sempre leggere prima la tabella nutrizionale con le percentuali?

La tecnica mangimistica

La tecnica mangimistica rappresenta l’insieme della tecnologia industriale necessaria a produrre il cibo per gatti e cani, ma anche per pesci, suini, cavalli: ogni animale ha necessità diverse.

Qui ne faremo degli accenni, relativamente alle differenze tra secco e umido: la differenza tra le due preparazioni influenza la presenza di acqua di cui parlavamo alla fine del paragrafo precedente.

  • Il cibo secco è fatto così: per prima cosa vengono essiccati i singoli ingredienti, che vengono ridotti a farine. Quindi si fa un impasto di tutti gli ingredienti, un impasto fresco, aggiungendo dell’acqua, che amalgama le diverse farine.
    Poi l’impasto passa in una macchina, detta estrusore, che da la forma desiderata (ossicini, tondi, ciambelle…) quindi i croccantini, ancora freschi, vengono cotti ad alta temperatura e ad alta pressione, con una tecnica chiamata estrusione. In questo modo perdono gran parte dell’acqua. Guarda questo video su YouTube.
  • Il cibo umido invece è fatto sempre partendo da un impasto o parti di singoli alimenti, che viene messo crudo nella latta. A quel punto le scatolette vengono sigillate, e poi vengono cotte (che poi è anche come si fa il nostro tonno in scatola, è pressappoco lo stesso processo); cuocendo quando il cibo è già sigillato l’acqua non esce.

Questo significa, in pratica, che nel secco si ha perdita di acqua, nell’umido non si ha, perché rimane all’interno con moltissime altre sostanze nutritive; comunque sia, entrambi i mangimi sono cotti, non c’è mai nulla di crudo, ma quando si considerano le etichette bisogna anche considerare questa differenza: la carne, in linea di massima, nel secco tende a “scomparire”, cosa che nell’umido fa molto meno.

Lista ingredienti cibo per gatti
In questo mangime il coniglio è solo il 5%, di un 30% di carne e derivati. Decisamente poco, anche se è un mangime umido, per cui la maggior parte della carne sono interiora, come vedremo tra poco.

Gli ingredienti del cibo per gatti

E veniamo quindi a vedere gli ingredienti veri e propri che possono essere messi nel cibo per gatti.

La carne nel cibo per gatti

Nel mangime dei gatti, la carne è una delle parti in assoluto più importanti, ed è la fonte principale delle proteine che si trovano nei mangimi. Vedi l’articolo sulle componenti dei cibi per gatti.

La carne è essenziale nella dieta del gatto per la presenza di proteine particolarmente digeribili, essenziali in certe quantità (piuttosto alte, rispetto agli altri animali) per la sua sopravvivenza.

Vediamo come può essere indicata la carne nella lista degli ingredienti del cibo per gatti.

  • Carne:  se sulla lista degli ingredienti del nostro cibo per gatti c’è scritto Carne, accompagnata da un aggettivo (fresca, disidratata, farina) vuol dire che nel cibo sono presenti tutte le parti che circondano le ossa quindi muscoli, grasso, e tendini; secondo una vecchia normativa può corrispondere anche a parti del corpo che non sono i muscoli, come il cuore o il fegato, secondo quella nuova no. Ma essendo entrambe in vigore è difficile capire quale ha sfruttato l’azienda mangimistica: se è muscolo, meglio cercare il termine “muscolo” che non “carne”. Non sempre è dato di sapere, comunque, quale parte del corpo è stata messa nell’alimento (ma di sicuro non la bistecca) per cui bisogna tornare a vedere, come abbiamo detto, la presenza delle proteine dalla tabella nutrizionale
  • Carni e derivati: si tratta di un insieme di carne e di derivati della carne, ovvero carne trattata con metodi industriali. E’ uno degli ingredienti peggiori perché non sappiamo né le specie animali di partenza, né le parti del corpo da cui la carne proviene… in pratica, non sappiamo precisamente che cosa sta mangiando il gatto.
  • Carne fresca: è la carne “Tal quale”, ovvero così com’è, messa all’interno del mangime.
    Non è la tipologia di carne migliore, almeno nel secco (nell’umido è diverso, come abbiamo visto prima) perché in cottura l’acqua se ne va e altri alimenti prendono, relativamente, molto più spazio all’interno di quel mangime.
  • Carne disidratata: è una delle tipologie di carne migliori all’interno di un mangime perché non c’è la perdita di cui abbiamo parlato prima; il 50% di carne disidratata, nel secco, è poi quella che effettivamente rimane nel mangime, in quanto prima alla carne è stata rimossa l’acqua (con essiccamento, per esempio), poi è stata inserita nell’impasto.
  • Farina di(segue il nome della specie animale): tra le tre tipologie di carne è sicuramente la peggiore. Questo perché, a differenza della “carne”, qui si può macinare la carne insieme alle ossa, per cui c’è una grande presenza di minerali che tolgono spazio alle proteine, che nelle ossa sono poche. Per cui, se un mangime contiene questo tipo di ingrediente e nessuna carne fresca è da mettere nella lista nera degli alimenti per gatti (con l’ovvia eccezione di un mangime del tipo “Carne disidratata, altro, altro, altro, altro, Farina di carne“, perché in questo caso è un quantitativo più basso). Almeno un ingrediente che contenga ossa negli alimenti completi, comunque, si trova, per soddisfare i fabbisogni minimi minerali (in particolare il calcio), ma non dovrebbe essere l’ingrediente principale.
etichette cibo per gatti
In questa etichetta il manzo e il frumento si equiparano, ma questo non significa che siano la stessa percentuale: la carne è composta da tantissima acqua, che scompare in cottura. Per fortuna ci sono le proteine disidratate del pollo, che sono tra il 14% e il 10% e riequilibrano la quota proteica.

Il pesce

Molti proprietari preferiscono evitare il cibo per gatti contenente carne optando per alternative a base di pesce.
Dal punto di vista nutrizionale, anche se tendiamo a pensare che “il pesce è meglio”, magari perché i dottori lo hanno detto a noi (un retaggio storico che non sto qui a spiegare), dal punto di vista nutrizionale carne e pesce si equiparano.

Infatti, anche se il pesce avrebbe sostanze utili come alcuni antinfiammatori naturali, questi vengono persi nel processo di cottura, per cui il risultato finale non è molto diverso tra carne e pesce.

Il pesce si trova nel cibo per gatti in diverse forme, tra le quali:

  • Pesce: non si dovrebbe trovare scritto così, ma si dovrebbe trovare scritta la specie (Salmone, Merluzzo, Alice ed altri) ed indica solamente il muscolo del pesce, che viene quindi privato della testa, delle lische, delle pinne e delle interiora. Di solito il pesce è quello per alimentazione umana da cui vengono tolti i filetti (che mangiamo noi), e lasciate le parti che invece aderiscono maggiormente alla lisca.
  • Pesce disidratato: è la stessa cosa, ma come già detto per la carne quando il pesce è disidratato non c’è perdita di acqua, e il valore nutrizionale è maggiore.
    E’ meglio un mangiare per gatti con il pesce disidratato rispetto ad un cibo che ha il pesce fresco, in base a quanto abbiamo detto prima.
  • Farina di pesce: è la farina che deriva da tutte le parti del pesce, sia il muscolo che la lisca e le pinne. Le considerazioni sono le stesse della farina di carne.
  • Olio di pesce: è l’olio estratto dal pesce con particolari metodiche (il pesce non si può spremere, ovviamente, e viene estratto con metodi chimici oppure fisici come la centrifugazione). Di solito apporta lipidi, e acidi grassi che possono essere benefici, ma dall’azione blanda perché l’olio di pesce ha subito diversi passaggi ad alte temperature. Può essere migliore se inserito nell’alimento alla fine del processo di cottura, ma non possiamo sapere se è stato messo prima o dopo la lavorazione. In ogni caso, è semplicemente grasso di pesce.
scarti pesce cibo per gatti
Questa foto l’ho fatta io in un’azienda che produce alimenti umani. Questo è pesce spada congelato, sono le parti laterali e vengono vendute ad una nota marca produttrice di cibo per animali; sono parti dure (principalmente le code), ma la qualità è quella dell’alimento umano.

Latte e latticini

A volte si trova all’interno del mangime anche una parte derivata dal latte.
Il latte è una buona fonte di grassi, ma soprattutto di proteine, che di solito derivano dagli scarti di lavorazione del formaggio (il cosiddett “latticello”); nei mangimi si trova spesso, anche se non è mai l’ingrediente principale.

  • Latte:  praticamente impossibile da trovare come “Latte”, perché è praticamente tutta acqua e scomparirebbe. E’ una fonte di proteine ben digeribili.
  • Latte scremato in polvere: è il latte senza l’acqua e il grasso, e vale quanto detto per il latte se non che se è indicato, per esempio, un 5%, significa che il 5% è effettivamente nel cibo: in principio, del resto, non aveva l’acqua.
  • Siero di latte in polvere: in parole povere è la ricotta, non fresca ma essiccata e fatta in polvere.
    Rappresenta un’altra buona fonte proteica in un mangime.
  • Proteine del latte: sono solo le proteine del latte, senza nemmeno lo zucchero (presente invece nel latte scremato in polvere), e sono naturalmente una fonte proteica.
    Si può trovare anche la singola frazione delle proteine, ovvero “Caseina”, o “Sieroproteine”, che all’atto pratico non cambiano praticamente nulla: sono comunque proteine.

Uova

Se si trova scritto “Uova” si intende tutto dell’uovo, guscio compreso; si possono trovare però anche le tre parti singole, ovvero albume (che apporta principalmente proteine), tuorlo (che apporta grassi e alcuni minerali come il ferro) e guscio (che apporta essenzialmente calcio)..

Alimenti vegetali

Qui sarebbe da perdersi con la descrizione degli alimenti, descrizione peraltro un po’ inutile.
Questo perché i vegetali di solito sono messi nel mangime Tal Quali, per cui se troviamo scritto Carota, Barbabietola, Finocchio, Pomodoro o altro significa che l’ortaggio è stato messo direttamente nel mangime.

Hanno due funzioni, di cui la prima è quella di apportare fibra, la seconda è quella di insaporire il mangime.

La terza (si, ne avevano due, ma…) è una funzione di marketing, per rendere il mangime interessante per il proprietario, che dice (generalmente) : “Oh, guarda, qui ci sono le bacche di Goji, spenderò 15 euro al chilo!” senza leggere la lista degli ingredienti e vedere che le bacche di Goji sono lo 0,04%.
Praticamente, mezzo grammo su un chilo.

Ci sono poi i cereali, che invece meritano un minimo di approfondimento in più perché di solito sono molto presenti; più ce ne sono, in linea di massima, peggiore è il mangime.

  • cereali, indicati come “Riso”, “Grano” o “Mais”, sono i cereali tal quali, di solito fatti farina, che vengono messi nel mangime e si impastano con l’acqua, qualcosa di simile al nostro pane ma non lievitato. Sono la forma di cereale più comune all’interno del mangime secco per gatti.
Etichetta mangime per gatti
Un ottimo mangime: tanto tonno, anche se fresco, e pochissimi cereali, per una quota proteica piuttosto alta. E’ un mangime umido.

Da notare che i cereali possono non essere presenti nei croccantini, sostituiti da altre fonti di amido come la patata o i legumi. Importante ricordare, però, che i carboidrati sono sempre necessari per la composizione dell’alimento, perché altrimenti i croccantini non avrebbero tenuta. Possono quindi non esserci i cereali, ma i carboidrati ci saranno sempre.

In linea di massima, queste sono le definizioni più frequenti che si possono trovare all’interno del cibo per gatti.

Sono tante cose, e la legge è molto capillare su questi ingredienti “classici”, mentre spesso non copre gli ingredienti innovativi, che meritano quindi un’analisi a parte, che va valutata caso per caso, mangime per mangime.

Unendo comunque quanto scritto in questa pagina con quello che abbiamo detto a proposito dell’etichettatura nutrizionale del cibo per gatti, ecco che si apre un bel panorama su quello che mangiano i nostri gatti, e per effettuare una scelta più consapevole quando si acquista il loro cibo.

Ecco un interessante video del dott. Valerio Guiggi in cui si parla delle materie prime all’interno dei cibi industriali, ti consiglio di guardarlo per chiarirti ancora di più le idee!

Carne nei croccantini: qual è il SIGNIFICATO degli ingredienti?

Ed ora che hai capito come leggere gli ingredienti e i componenti dei cibi industriali per gatti, leggi questo articolo sulle marche di crocchette per gatti , oppure questo sulle marche di cibo umido per gatti, in cui abbiamo analizzato i componenti e gli ingredienti.
Leggi anche: Cibi per gatti fatti in casa, si o no?

Se hai dubbi o domande circa gli ingredienti che trovi nei cibi per gatti, scrivila nei commenti.


Ti trovi qui:
9 commenti
  1. Jessica
    Jessica dice:

    Buongiorno, ringrazio per tutti gli articoli sull’alimentazione del gatto che trovo interessanti e ben scritti.
    Vi chiedo un chiarimento in merito ai cereali, nel caso è da preferire un tipo di cereale ad un altro? Sempre considerando che devono essere in quantità inferiori rispetto alla carne.

    Rispondi
  2. Flavio
    Flavio dice:

    Meglio cereali come il riso o derivati dalla patata, carote o tapioca?

    Amidi, glutini (se specificati espressamente) e lieviti, meglio evitarli proprio, giusto?

    Rispondi
  3. Vanessa
    Vanessa dice:

    Ciao! Vorrei fare una domanda. Compro sempre cibo umido completo a patè perché non mi piace molto la gelatina. Penso che mangiarla ogni giorno non faccia bene, si tratta di gomma Cassia o altre cose simili. Quindi dai patè la tolgo prima di preparare le ciotole. Faccio male? Non è che nella gelatina c’è la taurina o altre sostanze importanti? Queste ultime sostanze importanti del completo sono mischiate nel patè stesso o sono nella gelatina? Ora mi è venuto questo dubbio è sono in crisi… spero mi rispondete! Grazie

    Rispondi
  4. gemmabenassi
    gemmabenassi dice:

    Buongiorno! Su questo sito e sul canale youtube leggo sempre molte informazioni utili!
    Scrivo perché ho un a domanda riguardo la dicitura “Farina di (specie animale)”. Ho letto il libro “Guida sull’alimentazione del gatto” e ho riscontrato una “incongruenza” rispetto a quello che ho letto su questo articolo: “INGREDIENTI DEL CIBO PER GATTI: QUALI SONO E COME SCEGLIERE I MIGLIORI”.

    Su questo post si legge:
    “Farina di… (segue il nome della specie animale): tra le tre tipologie di carne è sicuramente la peggiore. Questo perché, a differenza della “carne”, qui si può macinare la carne insieme alle ossa, per cui c’è una grande presenza di minerali che tolgono spazio alle proteine, che nelle ossa sono poche. ecc..”

    Mentre sul libro è scritto:
    “(specie animale) disidratata: è una delle tipologie di carne migliore
    All’interno di un mangime, perché viene inserita nell’alimento già disidratata, per cui non c’è la perdita di cui abbiamo parlato prima, (…).
    In alcuni casi può essere sostituita da una dicitura che fa riferimento ad una vecchia normativa (farina di (specie animale)), che per semplicità possiamo considerare sinonimo di “disidratata”.

    Il mio dubbio nasce proprio dal fatto che la “farina di(specie animale)” sul sito viene descritta come tipologia peggiore mentre sul libro viene riportata come sinonimo di “disidratata”.
    Quale delle due affermazioni è corretta?
    Grazie mille

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *