Inseirmento di un nuovo gatto in casa

Conosco bene il pensiero “Voglio un altro gatto”, anche se ciò significa provare a inserire un nuovo gatto, magari cucciolo, in una casa in cui un gatto c’è già.
L’inserimento di un nuovo gatto in casa va fatto seguendo alcune accortezze, che vediamo in questo articolo.

Far accettare un nuovo gatto al micio che abbiamo già non è impresa sempre facile, e per questo dobbiamo armarci di tanta pazienza ed agire per gradi.

Anche se abbiamo già due gatti e vogliamo fare l’inserimento di un terzo gatto, oppure se ne abbiamo ancora di più, la procedura sarà più o meno la stessa, per cercare di tutelare il più possibile il nuovo gatto arrivato in casa da eventuali aggressioni, ma anche per rassicurare i gatti già residenti che il nuovo micio non costituisce una minaccia.

Il gatto in natura è solitario, ma se si tratta di gatti accuditi, come i nostri in casa, apprezzano ben volentieri la compagnia di altri animali.

L’importante è introdurre il nuovo gatto con gradualità e seguire alcune accortezze.
Vedi anche: convivenza tra gatti: meglio uno o più gatti?

Inserire un nuovo gatto in casa: cosa NON fare

La cosa più sbagliata da fare è imporre improvvisamente una nuova presenza ad un gatto che si sente padrone del suo territorio, le liti saranno assicurate.

Per prima cosa, ci si dovrebbe ricordare di non forzare mai i contatti tra i gatti.

Non è affatto apprezzato dai nostri felini domestici essere tenuti in braccio e fatti avvicinare l’uno all’altro.

Non si dovrebbe nemmeno lasciare il nuovo arrivato chiuso in un trasportino al centro della stanza, così da concedere agli altri abitanti della casa di prenderne visione.

Quindi, da evitare assolutamente:

  • tenere in braccio il nuovo gatto ed avvicinarlo ai gatti già residenti
  • esporre il nuovo arrivato in mezzo alla stanza, anche se dentro al trasportino
  • costringere i gatti ad avere contatti, magari avvicinandoli a forza
  • sgridare i gatti se hanno reazioni violente, ce la siamo cercata!

Mettendo in atto queste procedure errate, il risultato sarà solamente che i gatti non andranno d’accordo, e aprirete la scena a gatti che si soffiano tra loro e si aggrediscono in feroci liti.

Leggi anche: Adottare un gatto, ecco come ti cambia la vita

Arriva un nuovo gatto: le precauzioni

Quando dobbiamo introdurre un nuovo gatto in casa, anche se cucciolo, ma specialmente se è un trovatello, la cosa fondamentale è farlo prima visitare dal veterinario, ed assicurarci che sia sano, o per lo meno essere consapevoli di come è la situazione della sua salute.

Abbiamo visto che anche gatti molto malati possono convivere (vedi : gatti FIV e FeLV positivi come convivere), tuttavia la visita dal veterinario consentirà di tutelare la salute di tutti.

Meglio anche controllare che il gattino nuovo non sia affetto da pulci, zecche, rogna, tigna, o parassiti in genere, in modo da evitare una epidemia tra i gatti già in casa.

Se il nuovo gatto è cucciolo ed arriva da un’altra casa, è sempre bene introdurre in casa anche qualche cosa che abbia l’odore della precedente casa, come una coperta o un peluche con cui ha giocato o è rimasto in contatto, in modo che la il cambiamento di ambiente per lui sia graduale.

Ricordiamoci che l’inserimento di un nuovo gatto deve avvenire in maniera molto graduale sia per il nuovo gattino, sia per i gatti che abbiamo già.

Da un lato abbiamo il vantaggio che un nuovo gattino piccolo si abituerà molto velocemente al nuovo ambiente, è più facile che ad essere contrariati saranno i gatti che abbiamo già, perché vedono il loro ambiente minacciato.

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Come far fare amicizia a gatti adulti e cuccioli

La situazione più semplice, come abbiamo detto, è che dobbiamo introdurre un cucciolo e abbiamo in casa un gatto giovane, i due si accetteranno presto.

Anche se introduciamo un nuovo gatto cucciolo in casa, ed abbiamo un gatto adulto, gli accorgimenti che vedremo sotto non cambiano: dobbiamo tutelare il micino che vogliamo adottare, ma anche non far sentire minacciato il gatto adulto che abbiamo già.

I nostri gatti adulti sono ben coscienti che la casa è il loro territorio, e più sono adulti o anziani, e più dovremo agire per gradi.

Leggi anche: Gatto adulto e gattino, l’inserimento

Se invece dobbiamo introdurre in casa un nuovo gatto già adulto, vale ancora di più l’accortezza di portare a casa con noi anche una sua cuccia, una sua coperta, in modo che si senta al sicuro nel nuovo ambiente.

In questo caso, se introduciamo un gatto adulto, ed abbiamo già gatti adulti o anziani, facciamo attenzione agli scontri, agiamo per gradi e con pazienza, senza far sentire trascurati i gatti già residenti.

Inserire un nuovo gatto: far fare amicizia a due gatti

Inserire un nuovo gatto: far fare amicizia a due gatti

Se abbiamo un gatto anziano o adulto e dobbiamo introdurre in casa un cucciolo, facciamo attenzione alla vivacità del cucciolo: può essere che il gatto adulto sia infastidito dall’irruenza del nuovo arrivato, che va a disturbare la sua tranquillità, causando soffi e ringhia.

In questo caso, non preoccupiamoci più del dovuto: il cucciolo imparerà a non disturbare il gatto adulto, a giocare rispettandolo, ed il gatto adulto saprà far capire, senza ferirlo, al cucciolo, di stare alla larga.

I gatti comunicano tra di loro, pian pianino sapranno accettarsi e rispettarsi, bisogna solo fare attenzione, nei primi giorni o settimane, a non forzare la conoscenza.

Non è detto che li troveremo a breve a dormire abbracciati, ma potrebbe succedere quando meno ce lo aspettiamo.

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Procedura di inserimento di un nuovo gatto: cosa fare

Per prima cosa, bisognerebbe concedere al nuovo gatto ospite un po’ di tempo, magari chiudendolo dapprima in una stanza tranquilla della casa, per permettergli di iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente (spazio, suoni, odori, ecc).

Se viviamo in appartamento ciò può essere difficile, ma è un passaggio importante per evitare traumi. Inoltre se vogliamo introdurre un nuovo gatto in appartamento e abbiamo già un altro gatto, assicuriamoci di non avere troppo poco spazio per entrambi.

La conoscenza tra i gatti avviene soprattutto tramite l’olfatto, per cui potrebbe essere utile ed opportuno scambiare gli oggetti dei due gatti, in modo che, tramite l’odore reciproco, inizino a conoscersi ed essere consapevoli della reciproca presenza.

Potete anche farli avvicinare, da due stanze separate, facendo uscire un giochino da sotto la porta, in modo che i due gatti odorino la vicinanza, associando l’azione di gioco. Oppure scambiate i rispettivi giochi e fate giocare un gatto con i giochini dell’altro.

Altro trucchetto è mettere le ciotole del cibo da una parte e dall’altra della porta chiusa in cui è presente il nuovo gattino, così possono associare il cibo all’odore dell’altro gatto.

Pian piano, sempre rispettando i suoi tempi, il nuovo micio potrà decidere di esplorare la casa per intero.

Nei giorni di esplorazione del nuovo gatto arrivato, potrebbe essere buona cosa far allontanare in un’altra stanza il gatto che abbiamo già.

Se vediamo che il gatto residente non fa particolare resistenza e non da di matto (cosa rara), lasciamoli pure muoversi liberamente, rimanendo neutrali: non accarezziamo nessuno dei due e non sgridiamo nessuno dei due.

È normale che, quando un nuovo gatto entra in una casa, già abitata da un conspecifico, il gatto residente tenda ad isolarsi per qualche giorno, lasciamolo fare. Lasciamogli accesso a spazi anche in alto, come mensole da cui osservare i movimenti del nuovo cucciolo dall’altro.

E’ normale, trascorsi alcuni giorni, che si possano verificare piccoli litigi tra il gatto di casa, a questo punto tornato allo scoperto, e l’ospite felino.

Se questi si fermano a qualche soffio e a qualche zampata, il proprietario dovrebbe resistere alla tentazione di essere una figura troppo invadente, e concedere ai gatti la possibilità di conoscersi, misurarsi e stabilire un loro equilibrio.

Interveniamo solamente se vediamo che il cucciolo è in pericolo, ma è una evenienza rara: come abbiamo detto, il cucciolo impara subito fino a che punto può disturbare il gatto adulto, e questo, soffiando o ringhiando, mette subito al proprio posto il cucciolo.

Se dobbiamo uscire di casa e lasciare da soli i nostri gatti, i primi giorni chiudiamo sempre il nuovo arrivato nella sua stanza privata, in modo da evitare brutte sorprese al nostro ritorno.

Dal momento che i gatti tendono ad usufruire delle risorse presenti nell’ambiente singolarmente, e non contemporaneamente, è consigliabile che ciascuno abbia una ciotola per il cibo e una lettiera, magari non troppo vicine a quelle dell’altro.

Non importa se alla fine finiranno per utilizzare la stessa entrambi, per il gatto ciò che conta è sapere di avere delle alternative.

Con il trascorrere dei giorni i gatti impareranno a percepirsi sempre più famiglia o per lo meno ad accettare l’uno la presenza dell’altro nello stesso spazio.

Quindi la procedura per l’inserimento di un nuovo gatto in casa è

  • lasciare che il nuovo gatto prenda confidenza con la casa poco per volta, secondo i suoi tempi, magari partendo dalla stanza più tranquilla e appartata;
  • assicurarsi che in casa ci sia almeno una ciotola e una lettiera per ciascun gatto;
  • non spaventarsi nel caso il gatto di casa, i primi giorni, tenda ad essere ritroso (non è “offeso” con noi), né se si verifichino piccoli ed innocui litigi;
  • lasciare che si conoscano da soli poco alla volta

Se il gatto è geloso, soffia e ringhia

Come abbiamo visto, il gatto già residente in casa, magari i primi giorni in cui vede il nuovo gatto, tenderà ad isolarsi, o a cambiare stanza infastidito. E’ un atteggiamento normale.

E’ importante però che il nostro gatto non veda però l’arrivo del nuovo micino come un fastidioso cambiamento delle sue abitudini: non cambiamo l’orario della pappa, non cambiamo troppo la posizione delle ciotole, non cambiamo i luoghi dove il gatto va a dormire o a nascondersi.

Non modifichiamo il nostro atteggiamento nei suoi confronti, altrimenti potrebbe diventare geloso nei confronti del gattino piccolo, ed arrivare anche ad allontanarsi da casa.

Non rimproveriamolo se dà una zampata al cucciolo, cerchiamo di essere neutrali, così da dargli il tempo di capire che il nuovo gattino non prenderà il suo posto nel nostro cuore.

Se il gatto soffia e ringhia è normale, il cucciolo non è in pericolo, è il modo per il gatto che abbiamo già di porgli un limite, di dirgli “qui comando io, datti una calmata”, specialmente se, come abbiamo visto, abbiamo un gatto adulto e vogliamo adottare un nuovo gattino.

Conclusioni

Non è difficile o impossibile introdurre in casa un nuovo gatto e far accettare un nuovo gatto al micio che abbiamo già, ho visto case in cui venivano introdotti nuovi cuccioli senza problemi, in cui convivevano in appartamento anche più di 4 o 5 gatti.

Da leggere dopo:

L’importante è seguire i consigli che ti ho dato ed avere pazienza ed amore, evitando di agire come se i gatti fossero umani, ma rispettando il loro istinto e la loro natura.

Se proprio vedi che la situazione è tragica, i gatti litigano e si fanno del male, consulta un veterinario comportamentalista per risolvere la questione.

E tu hai esperienza di introduzione di nuovi gatti in casa? Raccontamela nei commenti! Oppure se hai domande o cerchi ulteriori consigli per far fare amicizia a due gatti, non esitare a chiedere.

Inserimento di un nuovo gatto in casa: come fare
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23 commenti
  1. Sonia
    Sonia dice:

    Vi racconterò presto cosa succederà a me.. la situazione è più complicata infatti. Io ospito ormai da due anni a mesi alterni due gatti adulti sterilzzati un maschio e una femmina. La mia amica proprietaria dei gatti in questo momento è in Italia da tre mesi e quindi i gatti li ha lei. Da qualche giorno mi è arrivato un cucciolo (finalmente il nostro gatto)..ma ha settembre torneranno gli altri due che già si sentono proprietari della casa. Il mio gattino nuovo il loro odore dovrebbe già averlo sentito visto che appunto loro ci sono stati molte volte e molto a lungo.
    Sono curiosa di vedere la reazione dei gatti in arrivo. Il maschio è molto pacioso ma non ha apprezzato a suo tempo l’arrivo della gattina. Lei è un po’ riservata infatti immagino che sarà lei la prima ad andarsi a nascondere.
    Comunque vi farò sapere.
    Se poi avete consigli per questo caso un po’ particolare fatemi sapere… tutto è ben accetto

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Sicuramente anche in questo caso l’avvicinamento andrà fatto per gradi…quando arrivano i gatti “residenti”, sistemarli prima in una stanza così che sentano l’odore del nuovo gattino senza trovarselo davanti.
      Poi avvicinare oggetti con l’odore reciproco.
      Facci sapere come va, visto che gli altri due gatti vengono spostati un po’ di qua e un po’ di là, non saprei prevedere nemmeno io come possano andare le cose.

      Rispondi
  2. micky
    micky dice:

    Oggi è arrivato un cucciolo meraviglioso ,spaventato perché stato abbandonato e ha cambiato già’ qualche casa. Noi abbiamo già’ due gatti di un anno(fratello e sorella). Il nuovo arrivato soffia tanto al maschio di casa che invece vorrebbe giocare con lui. Spero che si abituino presto.

    Rispondi
    • Cristina
      Cristina dice:

      Salve come è andata a finire poi la situazione? Io sto per affrontare lo stesso inserimento, ho 2 fratelli di 2 anni e mezzo e tra una settimana andrò a prendere un trovatello. Ho paura Non lo accettino

      Rispondi
  3. Noemi
    Noemi dice:

    Ciao! Articolo interessante che avrei voluto leggere prima.
    Mi trovo in una situazione complicata, abbiamo due gatti in casa di 7 e 5 anni, pauroso il primo e molto tranquillo il secondo.
    Esattamente un anno fa ho trovato un gattino di pochi mesi abbandonato, molto vispo. L’ho preso in casa con l’intenzione di curarlo per poi farlo adottare. La terapia si è un po’ dilungata e anche lui è stato accolto nella famiglia. Pensando fosse una situazione temporanea siamo stati poco attenti con l’inserimento, abbiamo sbagliato tutti i punti da te elencati. Vedendo il gatto più grande impaurito dall’irruenza del gattino abbiamo cercato di tenerli separati, abbiamo una casa grande con due terrazzi, ciotola e lettiera dei grandi da un lato e ciotola e lettiera del piccolo dall’altra, gli incontri fortuiti ci sono. Abbiamo poi provato a farli incontrare con la nostra ‘supervisione’, e ancor peggio forzando l’incontro. Risultato il grande è terrorizzato quando sente la presenza del piccolo, e il piccolo quando riesce ad entrare nell’altra ala della casa sembra vada a cercarlo, le liti sono diventate sempre più furiose, con peli strappati, pipì, graffi e le nostre corse per separarli. La situazione è ingestibile, e l’unica soluzione sembra trovare una nuova famiglia per il piccolo… Avete qualche consiglio?
    Grazie

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Accipicchia, che situazione!
      Io ti consiglierei di rivolgerti ad un esperto in comportamento della tua zona, se hai facebook, nel gruppo MicioGatto (cerca MicioGatto.it – il gruppo ufficiale) ci sono diversi etologi e comportamentalisti che possono darti dei consigli preliminari.

      Rispondi
  4. Federica
    Federica dice:

    Ciao! Anche io mi trovo in una situazione piuttosto delicata.
    Ho due mici di 6 mesi (fratelli) adottati a settembre che si sono super ambientati. Oggi mi è arrivata una terza fatta adulta, molto incinta ed abituata a stare fuori. Ho deciso di tenerla qualche giorno in casa così che non si perda fuori o si disorienti, ma temo la convivenza con i micini non sarà facile. Lei sembra tranquilla al piano inferiore e sola (anche se talvolta piange). L’ho lasciata vagare di sopra con i mici chiusi in cucina ed ha annusato tutto con cura. Poi si è fermata di fronte alla porta della cucina ed ha soffiato molto e molto a lungo. Vorrei provare a far avvicinare i mici prima che la gatta partorisca, perché immagino allora diventerà ancora più aggressiva. Non voglio però affrettare i tempi e non voglio mettere in pericolo i miei due micini residenti. Consigli?

    Rispondi
  5. loredana
    loredana dice:

    buonasera il mio problema è che l micia che ho da 5 anni da quando è arrivato micio di 7 mesi il 19 novembre scorso, ha perso 500 gr. perché mangia molto meno rispetto a quando era sola. Aveva la ciotola sempre a disposizione ora invece no, devo rincorrerla per cercare di farla mangiare e poi mangiucchia pochi croccantini alla volta. lui invece sembra essere nato qui e mangia a quattro palmenti. Sarà una forma di gelosia? Se continua a non mangiare mi vedo costretta a restituire micio alla signora che me lo ha affidato. Attendo risposta in merito e ringrazio in anticipo per l’attenzione. Loredana casaburo

    Rispondi
  6. Emanuela
    Emanuela dice:

    Buonasera a tutti! Io ho una gattina da novembre, una cucciola ci circa sei/sette mesi che in casa è diventata la principessa di mamma e papà. Io e mio marito siamo fuori tutto il giorno pertanto abbiamo pensato di adottarne un’altra. Così abbiamo preso una micina da una srttimana circa che purtroppo ho subito già molte cose brutte, nonostante la sua giovane età. La micia residente fa la matta, soffia, ringia e la prende a zampate, ma se non la vede piange. Le teniamo separate il piu del tempo, ma abbiamo premura che la nuova si abitui anche a noi. Abbiamo provato a invertire le ciotole ma la residente è sempre sulle sue. Cosa mi consigliate di fare??

    Rispondi
  7. Alessandra
    Alessandra dice:

    Ciao, io ho una situazione particolare: abbiamo una gatta di due anni, abbiamo adottato un gattino di poco meno di due mesi, arrivato oggi a casa. Abbiamo una casa molto piccola, è un monolocale soppalcato, cucina e living giù e bagno e camera da letto sopra. Il piccolo per il momento sta giù, non sa ancora salire le scale, l’unica stanza veramente chiusa è il bagno, ma non vorrei recluderlo lì. Lui sembra abbastanza a suo agio, è la residente ad essere turbata: lo osserva con un misto di curiosità e preoccupazione, lo annusa, ma appena lui fa un movimento, lei soffia o ringhia e scappa 🙁 Per ora non lo ha attaccato, quando vuole si rifugia al piano di sopra. Sto provando a scambiargli i giochini, avete altri consigli per me? Li vedrò fare amicizia prima o poi?

    Rispondi
  8. patrizia
    patrizia dice:

    Buon giorno. Il mio problema è opposto! A novembre ho trovato un gatto e me lo sono portata a casa ha circa 1 anno e mezzo. Ieri ho adottato una gattina di 1 anno. Lui è dolcissimo con lei … lei invece è molto spaventata. Lui cresciuto in strada lei invece in appartamento sola. Lei gli soffia e gli ringhia. Io ho messo lei nella mia stanza da letto con le sue cose e con la pappa e l’acqua e la lettiera. Credo sia solo questione di tempo … e poi tutto si aggiusta. Mi sento un pò spiazzata perchè anche io temevo fosse il mio a crearmi problemi e invece è il contrario

    Rispondi
  9. Marisa
    Marisa dice:

    Salve ho una gatta sphynx sterilizzata che ha circa 8 anni sei dei quali passati con me ora è arrivato un Devon Rex castrato di due anni … sono razze particolare che nn amano la solitudine quindi vanno d’accordo con tutti gli animali … vi chiedo aiuto nn so come comportarmi si soffiano e la mia diventa irriconoscibile ! Precedentemente ho avuto due cani ma la gatta nn faceva così li ha accettato quasi subito quindi pensavo che sarebbe stato lo stesso con un gatto … mi sbagliavo … cosa mi consigliate

    Rispondi
  10. Anna
    Anna dice:

    Un articolo molto utile!!
    Io ho una gatta di quasi due anni e tra qualche giorno forse prenderò un cucciolo di 2 mesi. Sono molto terrorizzata perché la mia è un po’ aggressiva, ma anche tanto sola… speriamo lo prenda bene…

    Rispondi
  11. Claudio
    Claudio dice:

    Ciao, l’articolo ed il sito sono assolutamente utili!
    Avrei però un dubbio, con la mia ragazza stiamo vivendo una situazione simile: gatta “storica” di 10 anni e gattino di 3 mesi neo arrivato.
    La gatta negli ultimi 2 anni (da quando sono arrivato io…) preferisce non entrare nella nostra casa ma restare nel cortile interno e soprattutto nell’appartamento del piano di sopra (in cui abitano i genitori della mia ragazza). Gli incontri tra i due gatti sono un po’ tempestosi, dalla porta finestra lei gli soffia ed una volta (quando abbiamo tentato un approccio diretto) lei gli è saltata addosso dandogli una zampata molto vicino all’occhio. Ora ci stiamo limitando a farli vedere dalla finestra e a cercare più possibile di scambiare gli odori con coperte e oggetti di entrambi. Negli ultimi giorni la gatta più che arrabbiata sembra “offesa” con la mia ragazza (addirittura un giorno le ha dato un buffetto con la zampa sulla guancia…) sebbene lei sia sempre molto gentile con lei (negli ultimi giorni ancora di più).
    Noi vorremmo che entrasse in casa per farle capire che è sempre casa sua, ma se vede il gattino non vorremmo lo assaltasse di nuovo, se invece non lo vede si ferma sulla soglia e non vogliamo forzarla ad entrare se non vuole.
    Come possiamo fare? Persistiamo allo sfinimento con contatti visivi e scambio di odori o proviamo un incontro “sorvegliato” magari nel cortile interno? Oppure meglio altre strade?
    Grazie mille per l’aiuto

    Rispondi
  12. Stefania
    Stefania dice:

    Ciao io mi trovo ad affrontare una situazione di questo tipo…ho due gatte sorelle di due anni e da poco ho trovato una gattina di circa due mesi. La gattina la sto inserendo in casa poco alla volta avendo la fortuna di avere un locale al pian terreno dove tenerla ma oltre ai soliti ringhi e soffi delle due sorelle alla micina si ringhiano e si soffiano fra loro due…è normale? Devo solo aspettare o nn si sopporteranno più neanche loro? Grazie.

    Rispondi
  13. sergiofilippa
    sergiofilippa dice:

    Ciao, gatta di poco più di 2 anni (Miranda), molto tranquilla e abituata alla convivenza con la nostra meravigliosa “cagnona” (Stella). Portato a casa 10 giorni fa una gatta di 2 mesi (Tiffany). Fatti tutti i passaggi descritti nel bellissimo articolo, ma al momento la situazione è complicata. Miranda la sera del 3° giorno se n’è andata pera poi tornare la sera successiva. Il giorno dopo ha deciso di andare via di nuovo. È ritornata stasera, dopo 3 giorni. Soffia e ringhia tantissimo. Tiffany è perfettamente a suo agio. Temo aggressioni.

    Rispondi

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