Inseirmento di un nuovo gatto in casa

Conosco bene il pensiero “Voglio un altro gatto”, anche se ciò significa provare a inserire un nuovo gatto, magari cucciolo, in una casa in cui un gatto c’è già.
L’inserimento di un nuovo gatto in casa va fatto seguendo alcune accortezze, che vediamo in questo articolo.

Far accettare un nuovo gatto al micio che abbiamo già non è impresa sempre facile, e per questo dobbiamo armarci di tanta pazienza ed agire per gradi.

Anche se abbiamo già due gatti e vogliamo fare l’inserimento di un terzo gatto, oppure se ne abbiamo ancora di più, la procedura sarà più o meno la stessa, per cercare di tutelare il più possibile il nuovo gatto arrivato in casa da eventuali aggressioni, ma anche per rassicurare i gatti già residenti che il nuovo micio non costituisce una minaccia.

Il gatto in natura è solitario, ma se si tratta di gatti accuditi, come i nostri in casa, apprezzano ben volentieri la compagnia di altri animali.

L’importante è introdurre il nuovo gatto con gradualità e seguire alcune accortezze.
Vedi anche: convivenza tra gatti: meglio uno o più gatti?

Inserire un nuovo gatto in casa: cosa NON fare

La cosa più sbagliata da fare è imporre improvvisamente una nuova presenza ad un gatto che si sente padrone del suo territorio, le liti saranno assicurate.

Per prima cosa, ci si dovrebbe ricordare di non forzare mai i contatti tra i gatti.

Non è affatto apprezzato dai nostri felini domestici essere tenuti in braccio e fatti avvicinare l’uno all’altro.

Non si dovrebbe nemmeno lasciare il nuovo arrivato chiuso in un trasportino al centro della stanza, così da concedere agli altri abitanti della casa di prenderne visione.

Quindi, da evitare assolutamente:

  • tenere in braccio il nuovo gatto ed avvicinarlo ai gatti già residenti
  • esporre il nuovo arrivato in mezzo alla stanza, anche se dentro al trasportino
  • costringere i gatti ad avere contatti, magari avvicinandoli a forza
  • sgridare i gatti se hanno reazioni violente, ce la siamo cercata!

Mettendo in atto queste procedure errate, il risultato sarà solamente che i gatti non andranno d’accordo, e aprirete la scena a gatti che si soffiano tra loro e si aggrediscono in feroci liti.

Leggi anche: Adottare un gatto, ecco come ti cambia la vita

Arriva un nuovo gatto: le precauzioni

Quando dobbiamo introdurre un nuovo gatto in casa, anche se cucciolo, ma specialmente se è un trovatello, la cosa fondamentale è farlo prima visitare dal veterinario, ed assicurarci che sia sano, o per lo meno essere consapevoli di come è la situazione della sua salute.

Abbiamo visto che anche gatti molto malati possono convivere (vedi : gatti FIV e FeLV positivi come convivere), tuttavia la visita dal veterinario consentirà di tutelare la salute di tutti.

Meglio anche controllare che il gattino nuovo non sia affetto da pulci, zecche, rogna, tigna, o parassiti in genere, in modo da evitare una epidemia tra i gatti già in casa.

Se il nuovo gatto è cucciolo ed arriva da un’altra casa, è sempre bene introdurre in casa anche qualche cosa che abbia l’odore della precedente casa, come una coperta o un peluche con cui ha giocato o è rimasto in contatto, in modo che la il cambiamento di ambiente per lui sia graduale.

Ricordiamoci che l’inserimento di un nuovo gatto deve avvenire in maniera molto graduale sia per il nuovo gattino, sia per i gatti che abbiamo già.

Da un lato abbiamo il vantaggio che un nuovo gattino piccolo si abituerà molto velocemente al nuovo ambiente, è più facile che ad essere contrariati saranno i gatti che abbiamo già, perché vedono il loro ambiente minacciato.

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Come far fare amicizia a gatti adulti e cuccioli

La situazione più semplice, come abbiamo detto, è che dobbiamo introdurre un cucciolo e abbiamo in casa un gatto giovane, i due si accetteranno presto.

Anche se introduciamo un nuovo gatto cucciolo in casa, ed abbiamo un gatto adulto, gli accorgimenti che vedremo sotto non cambiano: dobbiamo tutelare il micino che vogliamo adottare, ma anche non far sentire minacciato il gatto adulto che abbiamo già.

I nostri gatti adulti sono ben coscienti che la casa è il loro territorio, e più sono adulti o anziani, e più dovremo agire per gradi.

Leggi anche: Gatto adulto e gattino, l’inserimento

Se invece dobbiamo introdurre in casa un nuovo gatto già adulto, vale ancora di più l’accortezza di portare a casa con noi anche una sua cuccia, una sua coperta, in modo che si senta al sicuro nel nuovo ambiente.

In questo caso, se introduciamo un gatto adulto, ed abbiamo già gatti adulti o anziani, facciamo attenzione agli scontri, agiamo per gradi e con pazienza, senza far sentire trascurati i gatti già residenti.

Inserire un nuovo gatto: far fare amicizia a due gatti

Inserire un nuovo gatto: far fare amicizia a due gatti

Se abbiamo un gatto anziano o adulto e dobbiamo introdurre in casa un cucciolo, facciamo attenzione alla vivacità del cucciolo: può essere che il gatto adulto sia infastidito dall’irruenza del nuovo arrivato, che va a disturbare la sua tranquillità, causando soffi e ringhia.

In questo caso, non preoccupiamoci più del dovuto: il cucciolo imparerà a non disturbare il gatto adulto, a giocare rispettandolo, ed il gatto adulto saprà far capire, senza ferirlo, al cucciolo, di stare alla larga.

I gatti comunicano tra di loro, pian pianino sapranno accettarsi e rispettarsi, bisogna solo fare attenzione, nei primi giorni o settimane, a non forzare la conoscenza.

Non è detto che li troveremo a breve a dormire abbracciati, ma potrebbe succedere quando meno ce lo aspettiamo.

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Procedura di inserimento di un nuovo gatto: cosa fare

Per prima cosa, bisognerebbe concedere al nuovo gatto ospite un po’ di tempo, magari chiudendolo dapprima in una stanza tranquilla della casa, per permettergli di iniziare a prendere confidenza con il nuovo ambiente (spazio, suoni, odori, ecc).

Se viviamo in appartamento ciò può essere difficile, ma è un passaggio importante per evitare traumi. Inoltre se vogliamo introdurre un nuovo gatto in appartamento e abbiamo già un altro gatto, assicuriamoci di non avere troppo poco spazio per entrambi.

La conoscenza tra i gatti avviene soprattutto tramite l’olfatto, per cui potrebbe essere utile ed opportuno scambiare gli oggetti dei due gatti, in modo che, tramite l’odore reciproco, inizino a conoscersi ed essere consapevoli della reciproca presenza.

Potete anche farli avvicinare, da due stanze separate, facendo uscire un giochino da sotto la porta, in modo che i due gatti odorino la vicinanza, associando l’azione di gioco. Oppure scambiate i rispettivi giochi e fate giocare un gatto con i giochini dell’altro.

Altro trucchetto è mettere le ciotole del cibo da una parte e dall’altra della porta chiusa in cui è presente il nuovo gattino, così possono associare il cibo all’odore dell’altro gatto.

Pian piano, sempre rispettando i suoi tempi, il nuovo micio potrà decidere di esplorare la casa per intero.

Nei giorni di esplorazione del nuovo gatto arrivato, potrebbe essere buona cosa far allontanare in un’altra stanza il gatto che abbiamo già.

Se vediamo che il gatto residente non fa particolare resistenza e non da di matto (cosa rara), lasciamoli pure muoversi liberamente, rimanendo neutrali: non accarezziamo nessuno dei due e non sgridiamo nessuno dei due.

È normale che, quando un nuovo gatto entra in una casa, già abitata da un conspecifico, il gatto residente tenda ad isolarsi per qualche giorno, lasciamolo fare. Lasciamogli accesso a spazi anche in alto, come mensole da cui osservare i movimenti del nuovo cucciolo dall’altro.

E’ normale, trascorsi alcuni giorni, che si possano verificare piccoli litigi tra il gatto di casa, a questo punto tornato allo scoperto, e l’ospite felino.

Se questi si fermano a qualche soffio e a qualche zampata, il proprietario dovrebbe resistere alla tentazione di essere una figura troppo invadente, e concedere ai gatti la possibilità di conoscersi, misurarsi e stabilire un loro equilibrio.

Interveniamo solamente se vediamo che il cucciolo è in pericolo, ma è una evenienza rara: come abbiamo detto, il cucciolo impara subito fino a che punto può disturbare il gatto adulto, e questo, soffiando o ringhiando, mette subito al proprio posto il cucciolo.

Se dobbiamo uscire di casa e lasciare da soli i nostri gatti, i primi giorni chiudiamo sempre il nuovo arrivato nella sua stanza privata, in modo da evitare brutte sorprese al nostro ritorno.

Dal momento che i gatti tendono ad usufruire delle risorse presenti nell’ambiente singolarmente, e non contemporaneamente, è consigliabile che ciascuno abbia una ciotola per il cibo e una lettiera, magari non troppo vicine a quelle dell’altro.

Non importa se alla fine finiranno per utilizzare la stessa entrambi, per il gatto ciò che conta è sapere di avere delle alternative.

Con il trascorrere dei giorni i gatti impareranno a percepirsi sempre più famiglia o per lo meno ad accettare l’uno la presenza dell’altro nello stesso spazio.

Quindi la procedura per l’inserimento di un nuovo gatto in casa è

  • lasciare che il nuovo gatto prenda confidenza con la casa poco per volta, secondo i suoi tempi, magari partendo dalla stanza più tranquilla e appartata;
  • assicurarsi che in casa ci sia almeno una ciotola e una lettiera per ciascun gatto;
  • non spaventarsi nel caso il gatto di casa, i primi giorni, tenda ad essere ritroso (non è “offeso” con noi), né se si verifichino piccoli ed innocui litigi;
  • lasciare che si conoscano da soli poco alla volta

Se il gatto è geloso, soffia e ringhia

Come abbiamo visto, il gatto già residente in casa, magari i primi giorni in cui vede il nuovo gatto, tenderà ad isolarsi, o a cambiare stanza infastidito. E’ un atteggiamento normale.

E’ importante però che il nostro gatto non veda però l’arrivo del nuovo micino come un fastidioso cambiamento delle sue abitudini: non cambiamo l’orario della pappa, non cambiamo troppo la posizione delle ciotole, non cambiamo i luoghi dove il gatto va a dormire o a nascondersi.

Non modifichiamo il nostro atteggiamento nei suoi confronti, altrimenti potrebbe diventare geloso nei confronti del gattino piccolo, ed arrivare anche ad allontanarsi da casa.

Non rimproveriamolo se dà una zampata al cucciolo, cerchiamo di essere neutrali, così da dargli il tempo di capire che il nuovo gattino non prenderà il suo posto nel nostro cuore.

Se il gatto soffia e ringhia è normale, il cucciolo non è in pericolo, è il modo per il gatto che abbiamo già di porgli un limite, di dirgli “qui comando io, datti una calmata”, specialmente se, come abbiamo visto, abbiamo un gatto adulto e vogliamo adottare un nuovo gattino.

Conclusioni

Non è difficile o impossibile introdurre in casa un nuovo gatto e far accettare un nuovo gatto al micio che abbiamo già, ho visto case in cui venivano introdotti nuovi cuccioli senza problemi, in cui convivevano in appartamento anche più di 4 o 5 gatti.

L’importante è seguire i consigli che ti ho dato ed avere pazienza ed amore, evitando di agire come se i gatti fossero umani, ma rispettando il loro istinto e la loro natura.

Se proprio vedi che la situazione è tragica, i gatti litigano e si fanno del male, consulta un veterinario comportamentalista per risolvere la questione.

E tu hai esperienza di introduzione di nuovi gatti in casa? Raccontamela nei commenti! Oppure se hai domande o cerchi ulteriori consigli per far fare amicizia a due gatti, non esitare a chiedere.

49 commenti
  1. Sonia
    Sonia dice:

    Vi racconterò presto cosa succederà a me.. la situazione è più complicata infatti. Io ospito ormai da due anni a mesi alterni due gatti adulti sterilzzati un maschio e una femmina. La mia amica proprietaria dei gatti in questo momento è in Italia da tre mesi e quindi i gatti li ha lei. Da qualche giorno mi è arrivato un cucciolo (finalmente il nostro gatto)..ma ha settembre torneranno gli altri due che già si sentono proprietari della casa. Il mio gattino nuovo il loro odore dovrebbe già averlo sentito visto che appunto loro ci sono stati molte volte e molto a lungo.
    Sono curiosa di vedere la reazione dei gatti in arrivo. Il maschio è molto pacioso ma non ha apprezzato a suo tempo l’arrivo della gattina. Lei è un po’ riservata infatti immagino che sarà lei la prima ad andarsi a nascondere.
    Comunque vi farò sapere.
    Se poi avete consigli per questo caso un po’ particolare fatemi sapere… tutto è ben accetto

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Sicuramente anche in questo caso l’avvicinamento andrà fatto per gradi…quando arrivano i gatti “residenti”, sistemarli prima in una stanza così che sentano l’odore del nuovo gattino senza trovarselo davanti.
      Poi avvicinare oggetti con l’odore reciproco.
      Facci sapere come va, visto che gli altri due gatti vengono spostati un po’ di qua e un po’ di là, non saprei prevedere nemmeno io come possano andare le cose.

      Rispondi
  2. micky
    micky dice:

    Oggi è arrivato un cucciolo meraviglioso ,spaventato perché stato abbandonato e ha cambiato già’ qualche casa. Noi abbiamo già’ due gatti di un anno(fratello e sorella). Il nuovo arrivato soffia tanto al maschio di casa che invece vorrebbe giocare con lui. Spero che si abituino presto.

    Rispondi
    • Cristina
      Cristina dice:

      Salve come è andata a finire poi la situazione? Io sto per affrontare lo stesso inserimento, ho 2 fratelli di 2 anni e mezzo e tra una settimana andrò a prendere un trovatello. Ho paura Non lo accettino

      Rispondi
  3. Noemi
    Noemi dice:

    Ciao! Articolo interessante che avrei voluto leggere prima.
    Mi trovo in una situazione complicata, abbiamo due gatti in casa di 7 e 5 anni, pauroso il primo e molto tranquillo il secondo.
    Esattamente un anno fa ho trovato un gattino di pochi mesi abbandonato, molto vispo. L’ho preso in casa con l’intenzione di curarlo per poi farlo adottare. La terapia si è un po’ dilungata e anche lui è stato accolto nella famiglia. Pensando fosse una situazione temporanea siamo stati poco attenti con l’inserimento, abbiamo sbagliato tutti i punti da te elencati. Vedendo il gatto più grande impaurito dall’irruenza del gattino abbiamo cercato di tenerli separati, abbiamo una casa grande con due terrazzi, ciotola e lettiera dei grandi da un lato e ciotola e lettiera del piccolo dall’altra, gli incontri fortuiti ci sono. Abbiamo poi provato a farli incontrare con la nostra ‘supervisione’, e ancor peggio forzando l’incontro. Risultato il grande è terrorizzato quando sente la presenza del piccolo, e il piccolo quando riesce ad entrare nell’altra ala della casa sembra vada a cercarlo, le liti sono diventate sempre più furiose, con peli strappati, pipì, graffi e le nostre corse per separarli. La situazione è ingestibile, e l’unica soluzione sembra trovare una nuova famiglia per il piccolo… Avete qualche consiglio?
    Grazie

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Accipicchia, che situazione!
      Io ti consiglierei di rivolgerti ad un esperto in comportamento della tua zona, se hai facebook, nel gruppo MicioGatto (cerca MicioGatto.it – il gruppo ufficiale) ci sono diversi etologi e comportamentalisti che possono darti dei consigli preliminari.

      Rispondi
  4. Federica
    Federica dice:

    Ciao! Anche io mi trovo in una situazione piuttosto delicata.
    Ho due mici di 6 mesi (fratelli) adottati a settembre che si sono super ambientati. Oggi mi è arrivata una terza fatta adulta, molto incinta ed abituata a stare fuori. Ho deciso di tenerla qualche giorno in casa così che non si perda fuori o si disorienti, ma temo la convivenza con i micini non sarà facile. Lei sembra tranquilla al piano inferiore e sola (anche se talvolta piange). L’ho lasciata vagare di sopra con i mici chiusi in cucina ed ha annusato tutto con cura. Poi si è fermata di fronte alla porta della cucina ed ha soffiato molto e molto a lungo. Vorrei provare a far avvicinare i mici prima che la gatta partorisca, perché immagino allora diventerà ancora più aggressiva. Non voglio però affrettare i tempi e non voglio mettere in pericolo i miei due micini residenti. Consigli?

    Rispondi
  5. loredana
    loredana dice:

    buonasera il mio problema è che l micia che ho da 5 anni da quando è arrivato micio di 7 mesi il 19 novembre scorso, ha perso 500 gr. perché mangia molto meno rispetto a quando era sola. Aveva la ciotola sempre a disposizione ora invece no, devo rincorrerla per cercare di farla mangiare e poi mangiucchia pochi croccantini alla volta. lui invece sembra essere nato qui e mangia a quattro palmenti. Sarà una forma di gelosia? Se continua a non mangiare mi vedo costretta a restituire micio alla signora che me lo ha affidato. Attendo risposta in merito e ringrazio in anticipo per l’attenzione. Loredana casaburo

    Rispondi
  6. Emanuela
    Emanuela dice:

    Buonasera a tutti! Io ho una gattina da novembre, una cucciola ci circa sei/sette mesi che in casa è diventata la principessa di mamma e papà. Io e mio marito siamo fuori tutto il giorno pertanto abbiamo pensato di adottarne un’altra. Così abbiamo preso una micina da una srttimana circa che purtroppo ho subito già molte cose brutte, nonostante la sua giovane età. La micia residente fa la matta, soffia, ringia e la prende a zampate, ma se non la vede piange. Le teniamo separate il piu del tempo, ma abbiamo premura che la nuova si abitui anche a noi. Abbiamo provato a invertire le ciotole ma la residente è sempre sulle sue. Cosa mi consigliate di fare??

    Rispondi
  7. Alessandra
    Alessandra dice:

    Ciao, io ho una situazione particolare: abbiamo una gatta di due anni, abbiamo adottato un gattino di poco meno di due mesi, arrivato oggi a casa. Abbiamo una casa molto piccola, è un monolocale soppalcato, cucina e living giù e bagno e camera da letto sopra. Il piccolo per il momento sta giù, non sa ancora salire le scale, l’unica stanza veramente chiusa è il bagno, ma non vorrei recluderlo lì. Lui sembra abbastanza a suo agio, è la residente ad essere turbata: lo osserva con un misto di curiosità e preoccupazione, lo annusa, ma appena lui fa un movimento, lei soffia o ringhia e scappa 🙁 Per ora non lo ha attaccato, quando vuole si rifugia al piano di sopra. Sto provando a scambiargli i giochini, avete altri consigli per me? Li vedrò fare amicizia prima o poi?

    Rispondi
  8. patrizia
    patrizia dice:

    Buon giorno. Il mio problema è opposto! A novembre ho trovato un gatto e me lo sono portata a casa ha circa 1 anno e mezzo. Ieri ho adottato una gattina di 1 anno. Lui è dolcissimo con lei … lei invece è molto spaventata. Lui cresciuto in strada lei invece in appartamento sola. Lei gli soffia e gli ringhia. Io ho messo lei nella mia stanza da letto con le sue cose e con la pappa e l’acqua e la lettiera. Credo sia solo questione di tempo … e poi tutto si aggiusta. Mi sento un pò spiazzata perchè anche io temevo fosse il mio a crearmi problemi e invece è il contrario

    Rispondi
  9. Marisa
    Marisa dice:

    Salve ho una gatta sphynx sterilizzata che ha circa 8 anni sei dei quali passati con me ora è arrivato un Devon Rex castrato di due anni … sono razze particolare che nn amano la solitudine quindi vanno d’accordo con tutti gli animali … vi chiedo aiuto nn so come comportarmi si soffiano e la mia diventa irriconoscibile ! Precedentemente ho avuto due cani ma la gatta nn faceva così li ha accettato quasi subito quindi pensavo che sarebbe stato lo stesso con un gatto … mi sbagliavo … cosa mi consigliate

    Rispondi
  10. Anna
    Anna dice:

    Un articolo molto utile!!
    Io ho una gatta di quasi due anni e tra qualche giorno forse prenderò un cucciolo di 2 mesi. Sono molto terrorizzata perché la mia è un po’ aggressiva, ma anche tanto sola… speriamo lo prenda bene…

    Rispondi
  11. Claudio
    Claudio dice:

    Ciao, l’articolo ed il sito sono assolutamente utili!
    Avrei però un dubbio, con la mia ragazza stiamo vivendo una situazione simile: gatta “storica” di 10 anni e gattino di 3 mesi neo arrivato.
    La gatta negli ultimi 2 anni (da quando sono arrivato io…) preferisce non entrare nella nostra casa ma restare nel cortile interno e soprattutto nell’appartamento del piano di sopra (in cui abitano i genitori della mia ragazza). Gli incontri tra i due gatti sono un po’ tempestosi, dalla porta finestra lei gli soffia ed una volta (quando abbiamo tentato un approccio diretto) lei gli è saltata addosso dandogli una zampata molto vicino all’occhio. Ora ci stiamo limitando a farli vedere dalla finestra e a cercare più possibile di scambiare gli odori con coperte e oggetti di entrambi. Negli ultimi giorni la gatta più che arrabbiata sembra “offesa” con la mia ragazza (addirittura un giorno le ha dato un buffetto con la zampa sulla guancia…) sebbene lei sia sempre molto gentile con lei (negli ultimi giorni ancora di più).
    Noi vorremmo che entrasse in casa per farle capire che è sempre casa sua, ma se vede il gattino non vorremmo lo assaltasse di nuovo, se invece non lo vede si ferma sulla soglia e non vogliamo forzarla ad entrare se non vuole.
    Come possiamo fare? Persistiamo allo sfinimento con contatti visivi e scambio di odori o proviamo un incontro “sorvegliato” magari nel cortile interno? Oppure meglio altre strade?
    Grazie mille per l’aiuto

    Rispondi
  12. Stefania
    Stefania dice:

    Ciao io mi trovo ad affrontare una situazione di questo tipo…ho due gatte sorelle di due anni e da poco ho trovato una gattina di circa due mesi. La gattina la sto inserendo in casa poco alla volta avendo la fortuna di avere un locale al pian terreno dove tenerla ma oltre ai soliti ringhi e soffi delle due sorelle alla micina si ringhiano e si soffiano fra loro due…è normale? Devo solo aspettare o nn si sopporteranno più neanche loro? Grazie.

    Rispondi
  13. sergiofilippa
    sergiofilippa dice:

    Ciao, gatta di poco più di 2 anni (Miranda), molto tranquilla e abituata alla convivenza con la nostra meravigliosa “cagnona” (Stella). Portato a casa 10 giorni fa una gatta di 2 mesi (Tiffany). Fatti tutti i passaggi descritti nel bellissimo articolo, ma al momento la situazione è complicata. Miranda la sera del 3° giorno se n’è andata pera poi tornare la sera successiva. Il giorno dopo ha deciso di andare via di nuovo. È ritornata stasera, dopo 3 giorni. Soffia e ringhia tantissimo. Tiffany è perfettamente a suo agio. Temo aggressioni.

    Rispondi
  14. annalisa
    annalisa dice:

    Vi ringrazio moltissimo dei consigli! Ho portato a casa una gattina di due mesi, ero molto preoccupata perché il mio gattone di due anni non è proprio simpatico e coccolone… mi sono attenuta a quanto scritto qua e il quarto giorno li ho fatti incontrare. A parte i primi due giorni di tensione (nessuna azzuffata, solo qualche ringhio e soffiata), è andata benissimo! Ora, a distanza di un mesetto, sembrano fratello e sorella. questo articolo è stato preziosissimo, grazie mille!

    Rispondi
    • Debora
      Debora dice:

      Ciao a tutti io ho un.angelo.di micio che ha 3 anni e da qualche mese sto con lui da mio papà xche ho perso mia mamma e vorrei prendere una cucciola di micia per fare compagnia a mio papà e ritrasferirmi a casa mia e nel frattempo per fare compagnia al.mio bimbo peloso ma ho paura che lui non l accetti e soprattutto non sia piu coccolone con me visto il nuovo arrivo!non so che fare 😬

      Rispondi
  15. Alessandra
    Alessandra dice:

    Ho portato a casa una nuova gattina, l’abbiamo messa in una stanza con cibo lettiera e giochi e tutto sembrava filare bene..
    Oggi però la mia gatta adulta ha iniziato a soffiare (cosa che con noi non ha mai fatto) e non vuole che ci avviciniamo a lei!
    Inutile dire che ci siamo già affezionate alla piccola ma ovviamente la priorità è su quella grande!
    Non sappiamo che cosa fare!!

    Rispondi
  16. Stella
    Stella dice:

    Ciao, ho due gatti, femmina di 11 anni e maschio di 9, entrambi sterilizzati. Da qualche giorno sotto casa c’è un micio di circa 5/6 mesi, sordo, che accetta volentieri cibo e coccole. Dato il suo problema e l’avvicinarsi dell’autunno e poi inverno, mi piacerebbe accoglierlo in famiglia! Però io vivo da sola in un appartamento al terzo piano, con balcone, e sono fuori casa tutto il giorno per lavoro. Come fare a rendere meno traumatico per tutti l’arrivo di questo nuovo gatto? Ho paura che isolandolo in una stanza possa sentirsi ancora più spaesato e impaurito, dato l’ambiente nuovo, il fatto che è sordo, e gli odori degli altri due gatti!

    Rispondi
  17. Mariagrazia
    Mariagrazia dice:

    Ho inserito 8 gatti partendo dalle prime due che sono sorelle seguendo il metodo qui sopra descritto. Con cautela e separando sempre il nuovo arrivato dagli altri, facendo sentire il suo odore attraverso oggetti e facendoli “sentire” attraverso la porta della stanza destinata al nuovo arrivato e poi via via dando sempre più spazio al piccolo senza mai togliere abitudini e carezze e presenza agli altri già inseriti in casa. Non ho mai avuto particolari problemi tranne che con il terzo, un maschietto particolarmente vivace che saltava al collo alle due sorelle che ai tempi avevano 3 anni. Adesso lui è il più pacato di tutti e quello che ha accolto con più entusiasmo i successivi. Ci vuole molta pazienza e conoscenza, se per qualche micio ci vorrà più tempo non arrendetevi, salvo casi rari la convivenza se non d’amore e d’accordo sarà di accettazione e serena condivisione senza tanti scambi di moine. I miei 8 hanno comunque la loro gerarchia. C’è chi comanda sul cibo e mangia per primo e chi aspetta che nessuno sia nei dintorni per mangiare la sua porzione, che ama mangiare da solo ma in alto e chi mangia ovunque senza ritegno 😀 Auguri a tutti i micetti.

    Rispondi
  18. cristina
    cristina dice:

    Ciao. Ho adottato una micia al gattile per far compagnia al mio micio rimasto solo dopo la morte del suo compagnone affettuoso a cui era molto legato. Ero convinta sarebbe stato semplice perchè quando arrivò a casa riuscì a farsi accettare presto dal nostro carissimo micio (quello che poi è morto), con noi invece si è mostrato sempre abbastanza pauroso. La nuova micia ha subito spadroneggiato in casa e lui nel vederla ha soffiato e lei lo ha aggredito. Lui ora resta sempre nascosto e lei lo stana e lo aggredisce e lui scappa, si nasconde e trema e se lei si riavvicina soffia e ringhia e non esce neanche per mangiare.. Quando non ci siamo li teniamo in camere separate e la notte facciamo restare in camera da letto solo il nostro micio, ma l’incompatibilità sembra peggiorare di giorno in giorno e non sappiamo cosa sia meglio fare. Qualunque consiglio, magari basato su esperienze personali, sarà gradito. Grazie

    Rispondi
    • cricri
      cricri dice:

      ciao, scusa se mi permetto, ma come si è risolta la situazione in famiglia?? ho la stessa problematica in casa e non so come risolverla.grazie

      Rispondi
  19. musaClio
    musaClio dice:

    Ciao a tutti io ho una micia in casa di 1 anno e 5 mesi circa e talvolta la vedo molto sola vorrebbe avere secondo me qualche compagnia perché la ritroviamo a volte di fronte lo specchio che si guarda e se sente mici fuori si avvicina subito alla finestra e miagola perché vorrebbe andare giù ( noi stiamo al secondo piano, lei non è mai uscita fuori di casa ) . Un giorno abbiamo fatto salire una micia poco più piccola di lei che era molto tranquilla e abituata alla presenza di altri gatti , l’abbiamo fatta avvicinare al portone di casa ma la mia ha iniziato a soffiare .
    La prossima settimana abbiamo deciso di adottare una micia di 15- 20 giorni , cosa succederà ? Si abituerà la padroncina di casa ? Giuro che ho una paura immensa . Ho paura che cambi carattere nei confronti miei e del mio ragazzo

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Allora intanto fate un inserimento graduale della nuova micia, come spiegato qui: https://www.miciogatto.it/inserimento-nuovo-gatto-in-casa/ Mi raccomando, è importantissimo agire con gradualità. Non è detto che la vostra attuale micia cerchi per forza la compagnia, i gatti hanno bisogno di stimoli e gioco, non è detto con un simile. Però se avete intenzione di adottare un altro micio, mi raccomando fate l’inserimento in modo graduale, chiedendo magari consiglio anche ad un veterinario comportamentalista o etologo come la nostra Elena Borrione o Costanza de Palma

      Rispondi
  20. Melissa
    Melissa dice:

    Ciao a tutti, sto pensando nelle vacanze di natale di prendere il gatto dei miei genitori (ha 3 anni ed è castrato) ed inserirlo con le mie due gatte (di 2 anni sterilizzate) spero che i consigli scritti sopra funzionino così che anche lui possa finalmente avere qualcuno quando non ci siamo noi. c’è magari qualcuno che ha avuto la mia stessa situazione e che mi possa magari raccontare se ha fatto qualcosa di diverso? Viviamo in un appartamento 4.5 e lo spazio è più meno lo stesso che ha adesso dai miei genitori.
    Per adesso non ho ancora fatto niente…mi sa che inizio questo weekend così da esserci in caso di problemi

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Si allora segui i consigli dell’articolo, mi raccomando fai tutto con calma e per gradi, senza mettere a contatto i vari gatti inizialmente ma tenendoli in stanze preparate, facendoli mangiare tutti vicino alla porta in modo da associare il reciproco odore a qualcosa di positivo, facendoli tanto giocare e non forzando il contatto. Fammi sapere come va!

      Rispondi
  21. Annalisa volpe
    Annalisa volpe dice:

    Aiuto, la mia è una situazione difficile.Abito in Africa, situazione veterinario tragica….ho 3 gatti sterilizzati 2 femmine 1 maschio, 1 mese e mezzo fa mi è arrivata una gattina dolcissima, che ho sempre tenuto fuori mai in casa, io vivo in un albergo, la gattina era incinta, e 1 settimana fa ha fatto 4 splendidi pelosini.
    Il rapporto con le due mie femmine ni, con il maschio non di sopportano proprio.Da 2 gg la gattina porta i suoi cuccioli nella camera di alcuni miei clienti che felici li hanno tenuti ma oggi insomma mi hanno fatto capire giustamente che non potevano tenerli.Io ho preso la mamma e i gattini li ho portati in casa mia insieme agli altri.Loro chiusi in bagno i miei in giro, le 2 femmine sempre sul chi va là, ma il maschio tremendo,rischia soffia,anche contro di me, non posso accarezzarti che mi graffia soffia e funghi e,cosa devo fare,accetto consigli ne ho bisogno veramente.Grazie 😢

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  22. Maria Lucrezia
    Maria Lucrezia dice:

    Io a casa ho una situazione abbastanza insostenibile. Ho adottato in periodi diversi 8 gatti che si trovavano in campagna, alcuni già grandi, altri cuccioli. Alcuni avevano dei proprietari ( si fa per dire) e altri erano stati abbandonati. Li ho portati a casa per salvarli da una brutta situazione oppure dalla morte ( altri poi li ho fatti adottare, non me li sono tenuti tutti). In generali quelli più anziani sono abbastanza socievoli e hanno accettato abbastanza in fretta i nuovi arrivati. Il problema è l’ultimo arrivato, ormai con me da quasi 6 anni, che non è stato accettato da nessuno ( l’ho preso che aveva 6 mesi), perchè ha letteralmente un caratteraccio: è prepotente con tutti, in particolare con le femmine e specialmente con una. Ho provato inizialmente a fare l’inserimento ( anche perchè era malato), tenendolo circa una settimana in bagno con la sorellina (malata anche lei di rinotracheite) ( lei è stata adottata). Risultato: dopo un po’ non ci voleva più stare e quando è uscito ha seminato il panico. L’unico sistema per non sentire urli la notte era farlo dormire con me e chiudere la porta ( lo so, sbagliatissimo). Aggiungo che all’inizio ho provato a regalarlo, ma erano tutte sistemazioni che per me non andavano bene. La situazione in questi anni non è migliorata. Nerina marca il territorio con la pipì e gli altri stanno alla larga. Ho provato col Feliway spendendo una barca di soldi e sembra addirittura che le cose vadano peggio. La casa è piena di tiragraffi, ciotole, lettiere, nascondigli ( armadi lasciati aperti, cucce chiuse), ma non serve a niente. Ovviamente, quando lui dorme, la situazione è tranquilla e non sempre assale gli altri, però quasi tutti ne hanno paura. Che devo fare?

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    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      Maria Lucrezia, la situazione è parecchio complicata e si è protratta per anni. Io ti consiglio di rivolgerti ad un Veterinario comportamentalista o un etologo della tua zona (mi raccomando che siano figure professionali accreditati per girano tanti ciarlatani), che può venire a casa a vedere la situazione di persona ed aiutarti.

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  23. Alice
    Alice dice:

    Lo scorso luglio ho adottato un randagio adulto, un girellone che non sta mai in casa, molto socievole ma restio a farsi manipolare e tendenzialmente aggressivo anche nel giocare.. ad oggi è una pasta di gatto, poco presente ma ormai pieno di fiducia e coccolone, quando va a lui ovvio.. da qualche mese un altro randagio è presente in giardino, un bel soriano maschio dalla mole imponente. Il giardino è comune a più appartamenti, con una decina di gatti che si fanno compagnia senza troppi problemi. Sembra essersi integrato con tutti , o almeno si tollerano di buon grado, tranne con il mio gatto, è l’unico che gli ringhia vistosamente mantenendosi a distanza.. l’ospite mangia regolarmente da noi da qualche settimana, non si avvicina abbastanza da farsi toccare ma le distanze si sono ridotte giorno dopo giorno, sembra sanissimo, pacifico e molto dolce, non ha atteggiamenti rissosi anzi, sembra muoia dalla voglia di dare fiducia ma la paura ha ancora la meglio. L’idea sarebbe quella di adottarlo, appena me lo permetterà ovviamente, ma come regolarsi con il “re” di casa? E’ così docile con gli altri gatti, entrano ed escono da casa nostra senza problemi, non avrei mai pensato che potesse non gradire il nuovo arrivato.. come posso preparare il terreno per il futuro? Grazie

    Rispondi
  24. Lara
    Lara dice:

    Buongiorno, ho una gatta di circa 3 anni ,adottata quando aveva 6 mesi, da una volontaria : ho impiegato un paio di mesi a farla sentire a suo agio in casa, a fidarsi di me e del mio compagno, a non trasalire ad ogni minimo rumore. Ora è la padrona di casa, molto attacca a me. Purtroppo mese scorso sono venuti a mancare entrambi i miei nonni, lasciandomi “in eredità” la loro micia ( 5 anni, trovatella) . per il momento abita ancora nel loro appartamento , ma volevo provare ad inserirla con la mia gatta. Purtroppo non ho possibilità di dedicarle una stanza tutta per lei, quindi avevo pensato di portarla da me e far fare a loro piccoli incontri quotidiani, poi riportarla su a casa sua. Ieri abbiamo provato, la gatta dei nonni era molto incuriosita dal nuovo ambiente, non ha filato di striscio la mia. Appena la abbiamo aperta, la mia le è subito andata dietro, si sono annusate naso naso e la micia ha continuato l’esplorazione . Dopo circa 20 minuti la mia gatta ha iniziato a “ringhiarle” dietro, non voleva che passasse in un determinato punto e l’altra sembrava aver capito il divieto. Ora mi chiedo: può funzionare un inserimento così, cioè farle conoscere un po alla volta e riportare su a casa sua la micia ?? Inoltre la mia più grande paura è che la mia gatta si stressi , che non sopporti il cambiamento. Cercherò di seguire tutti i punti sopra descritti , ovviamente. Attendo un parere. Grazie

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    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      mmmm non credo sia una buona idea un inserimento fatto così, perché le micie non hanno modo di abituarsi gradualmente alla reciproca presenza, di sentire i rispettivi odori e di associare alla presenza un momento positivo. Consiglio di seguire i consigli dell’articolo, non c’è in casa una stanza dove mettere la povera micia di 5 anni per un periodo? Non vedo nemmeno bene per la micia di 5 anni questo continuo spostarsi, per lei è sempre uno stress continuo.

      Rispondi
      • Lara
        Lara dice:

        Grazie per la tempestiva risposta. Purtroppo non disponiamo di stanze dove poter tenere la gatta per un periodo. La seconda soluzione soluzione sarebbe darla in adozione, abbiamo già potenziali candidati (parenti e amici) che la prenderebbero.

        Rispondi
  25. Aurora
    Aurora dice:

    Buonasera, vorrei un consiglio: ho una gatta di circa 3 anni (mi si é fiondata in casa quando aveva circa 1 anno), è abituata ad uscire di casa e ritornare dopo qualche ora, mentre mangia le potrei fare di tutto (spazzolarla, coccolarlo, ecc), quando invece riposa non riesco sempre ad avvicinarmi perché mi attacca facendo il gesto di mordermi, insomma é una gatta che se ne sta sulle sue ma fa le fusa quando vuole e dorme nel letto con me. Vorrei adottare una micina di poche settimane ma ho paura che la gatta residente decida di andarsene di casa perché spodestata. Non ho ancora dato risposta al proprietario della gattina, dite che é meglio evitare di adottarne un altro?
    Grazie

    Rispondi
  26. Michela
    Michela dice:

    Buongiorno, complimenti per l’articolo innanzitutto. Volevo raccontarvi la mia esperienza che è iniziata da poco. Io ho sempre avuto solo cani, ma ora vivo sola in un appartamento a Padova (prima ero in campagna) e un cane a parere mio ha bisogno di spazi e di tempo dedicato (e la mia è appena morta dopo 18 anni mi sembra di farle un torto).
    Ho deciso di prendere un gatto a novembre dello scorso anno fintanto che ero a casa, così da poterlo seguire con calma. Ho adottato Sibilla che aveva circa 7 mesi e secondo me anche diverse brutte esperienze alle spalle (è selvatica e all’inizio se vedeva la scopa scappava dietro al frigo e stava la ore); ci ho messo un mese a farla uscire dal mobiletto che aveva scelto come luogo sicuro della casa (senza mai forzarla, a volte facevo l’indifferente), un altro mese per riuscire a farle un grattino senza rischiare di perdere un occhio. Adesso lei dorme con me, capisce quando voglio andare a dormire e la mattina mi sveglia miagolando piano, ma non si fa ancora prendere in braccio. Degli altri non si fida se non di mio padre che vede spesso per dei lavori in casa, e del mio ex a cui concede addirittura di toccarla. Se no va sotto al divano e sta la tutto il tempo.
    Ieri ho preso un gattino di 2 mesi (li fa l’8 luglio), Casper. Ho pensato di prenderlo ora che Sibilla non è ancora così grande perché ho pensato “meglio prima che troppo dopo” e io sono a casa. L’ho preso anche perché Sibi ultimamente si prendeva cura di un pupazzo a forma di cane in modo morboso (ho provato a prenderlo mentre lo puliva e ha tentato di graffiarmi seriamente), dopo che se lo è leccato per dritto e rovescio lo abbraccia con entrambe le zampe e ci dorme di gusto.
    Il gattino che ho preso ieri ha una sua stanza dove ho messo tutto quello che gli serve, Sibilla mi sembra che stia reagendo in maniera normale (lui è coraggioso, le va vicino, lei soffia e un paio di volte pareva sul punto di dargli una zampata ma finora non è successo). Lui ogni tanto risponde ogni tanto si rifugia sotto il divano.
    E’ presto per capire se ho fatto bene o fatto male (al limite lo regalo alla signora di sotto che ha perso il suo da poco), ma sono fiduciosa visto che inizialmente con Sibilla stavo per arrendermi e darla a mia cugina. Intanto stanotte lui ha dormito in stanza, lei stamattina l’ho trovata dove l’avevo lasciata ieri sera e cioè davanti alla porta della camera di Casper. Quando lo “rinchiudo” lei sta spesso li davanti e miagola e mi guarda perché lo sente piangere. Quando lo faccio uscire o fa l’indifferente oppure lo va a cercare solo per soffiargli e ringhiargli.
    Mi consigliate di lasciarli fare (tipo lui che le va proprio sotto e rischia di prenderle), o faccio bene a tenerli d’occhio quando sono insieme? Io sono un po’ apprensiva e ovviamente non voglio che il piccolino si faccia male.
    Grazie

    Rispondi
  27. Alessandra
    Alessandra dice:

    Nel giro di 15 gg ho preso tre gatti, tutti adulti….. speravo che Trilli, la più grande e la prima arrivata, li accettasse subito, ma ovviamente era una pia illusione. Ha soffiato a Calzina e Ross (ora non più, per fortuna) e fa ancora l’offesa ma, soprattutto, fa capire agli altri due che io sono la SUA mamma e che lei, gentilmente, accetta di dividermi con loro…… risultato: due notti praticamente in bianco, ma almeno non litigano!

    Rispondi
  28. Liliana
    Liliana dice:

    Ciao! Io ho provato per ben due volte a inserire il quarto gatto. Ho fatto esattamente come hai detto tu. La prima volta è andata molto bene e nel giro di pochi giorni il nuovo micio era già a suo agio in casa. Sfortuna ha voluto che quando sono andata per castrarlo è morto sotto anestesia. La seconda volta ci ho messo di più ma il micio dopo due mesi che stava con noi ha iniziato a stare male e di conseguenza anche gli altri 3 mici erano tutti in dissenteria. Caso ha voluto che ho dovuto fare sopprimere il gattino per sospetta FIP. Aveva i polmoni e l’addome pieni di liquido. Non essendo più rientrato a casa il cucciolo i miei sì sono ripresi dalla dissenteria e tutto è tornato alla normalità.

    Rispondi
  29. Elisa
    Elisa dice:

    Ciao, avrei bisogno di un consiglio.
    Ho una gatta di 7 anni, sterilizzata e pacifica.
    È abituata a vedere altri gatti perché accanto a me vive una signora che ha altri mici e lei spesso “invade ” il loro territorio.
    Una settimana fa ho adottato una gattina di 4 mesi e mezzo, sanissima, giocherellona e super coccolona.
    Io abito in un palazzo. La gatta grande è abituata a stare ovunque. Vive sia al pian terreno coi miei genitori che al piano di sopra con me. Sta spesso in cortile ed è la regina del palazzo.
    La piccola, invece, la tengo in casa. Non la faccio uscire perché non è ancora vaccinata.
    Vive in casa ma vorrei farle incontrare.
    Si sono “incontrate ” una prima volta per puro caso. Mio fratello aveva la grande in braccio e lei ha visto la piccola, ovviamente ha accennato ad un soffio minaccioso.
    Ora come posso fare per farle incontrare?
    La grande non sale più a casa mia e sta spesso giù nel cortile o dai miei genitori. Con me è sempre dolcissima e gioca ma vorrei che accettasse la più piccola in modo pacifico.
    Credi io abbia già compromesso il loro rapporto? Hai consigli oltre quelli presenti nell’articolo?
    Devo portare la gatta grande su con la forza o lascio che la piccola esplori e poi si incontrino?

    Rispondi

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