Una lesione da tigna nel gatto, in questo caso arrossata.

In questo articolo parliamo della tigna del gatto, la più diffusa patologia tra le micosi del gatto.
È una delle malattie della pelle del gatto più frequenti, causata da alcuni funghi che si nutrono delle cellule superficiali della pelle del nostro amico peloso.

Tecnicamente si parla di micosi nel gatto, di funghi da gatto o anche di dermatofitosi (perché la micosi è una cosa più generica, indica un’infestazione da funghi in qualsiasi parte del corpo), ma il nome tigna è più conosciuto e anche più semplice da ricordare.

Micosi gatto: cos’è la tigna

La tigna del gatto è una problematica tignosa da mandare via (qui in toscana quando una cosa è tignosa significa che è una delle micosi del gatto più fastidiosa e difficile da togliere) e tende a ritornare, se non facciamo una prevenzione ambientale ben precisa.

Non solo: non colpisce solamente i gatti, ma gli stessi funghi possono trasmettersi da gatto a cane e anche da gatto a uomo, in particolare ai bambini.

E non finisce qui: i bambini la possono trasmettere a loro volta ai gatti, in un ciclo che (teoricamente) non finisce mai fin quando non si fa qualcosa di specifico.

La cosa specifica è la terapia che si mette in atto quando c’è un’infezione da funghi, che è una terapia diversa sia dalle infezioni dovute ai batteri che, per esempio, alla dermatite allergica del gatto, che si manifesta in modo diverso.

Quando si ha il sospetto di tigna bisogna andare dal veterinario, perché anche se teoricamente è possibile capire già ad occhio nudo se si tratti di una malattia da funghi del gatto o di altro, la diagnosi e la coltura (o altri mezzi diagnostici) danno la conferma definitiva.

Si parte infatti dal presupposto che qualunque malattia va curata nel più breve tempo possibile, ma la tigna ancora di più.

Infatti, se una malattia del gatto sulla pelle è sempre un problema, non è detto che questa progredisca; la tigna invece va vista come una vera e propria foresta, anche se microscopica, che cresce sulla pelle del gatto.

Immagini tigna del gatto

Una lesione da tigna, in questo caso arrossata.

Avete presente le arance che ammuffiscono? Ecco, qualcosa del genere.

I funghi fanno le loro spore, si diffondono sempre di più, fanno altre spore, si diffondono ancora e la chiazza alopecica (perché vediamo una chiazza dove il pelo manca) diventa sempre più grande, e il fungo sempre più difficile da mandare via. Non solo: le spore vengono disperse nell’ambiente, e siamo a rischio anche noi.

Vedi anche: Alopecia nel gatto, quando il gatto perde il pelo a chiazze

Per avere un’idea di come è fatta, potete guardare le immagini della tigna del gatto sparse nell’articolo, ma non lasciatevi ingannare: la lesione da tigna può avere aspetti diversi, può essere circolare oppure irregolare, più o meno grande e anche di colore diverso, che va dal verde-biancastro all’arrossato.
Di solito il pelo viene via a zollette.

Foto della tigna sul gatto

Altra forma di tigna, in questo caso vediamo delle aree di color verdastro.

La micosi del gattino, proprio come i bambini nell’uomo, è più frequente, per cui (nonostante la tigna colpisca tutti i gatti) sono proprio quelli piccoli ad essere più a rischio.

Le cause della tigna nel gatto

Le cause della tigna nel gatto sono sempre da ricercare un un’infestazione da funghi sulla pelle, funghi che ovviamente si nutrono delle cellule superficiali morte e del materiale che le compone, la cheratina, che compone anche le unghie e i peli.

Lo sapevate che nell’isolamento dei funghi responsabili della tigna, in laboratorio, si mettono dei capelli di bambino per vedere se il fungo cresce?

Nel gatto, il fungo in assoluto maggior responsabile della tigna è il Microsporum canis, seguito da Mycrosporum gypseum, meno diffuso nel nostro paese, e da Trichophyton mentagrophytes, un po’ più frequente di M. gypseum.

Tigna del gatto: macchie senza pelo

Ad occhio è impossibile sapere di quale fungo si tratti, precisamente.

È una differenza che non interessa tanto i proprietari, quanto soprattutto i veterinari, che devono trovare la terapia migliore per sconfiggere quello specifico fungo.

Ricordo poi che le cause della tigna del gatto non sono le cause della rogna del gatto, perché quest’ultima è causata dagli acari, non dai funghi, per cui non bisogna sbagliare: sono cose completamente diverse.

Vedi anche: Acari delle orecchie del gatto

Tigna del gatto: sintomi

I sintomi della tigna del gatto sono abbastanza semplici, perché essenzialmente sono rappresentati da macchie alopeciche sulla pelle, che sono le stesse anche per le micosi del gatto cutanee che sono causate da altri funghi diversi.

Essenzialmente, quindi, vediamo una serie di caratteristiche abbastanza simili tra loro, in generale, che ci fanno venire dei dubbi; la conferma, comunque, la da sempre il veterinario perché la coltura in casa non si può fare.

Tra le cose che si trovano solitamente, anche se possono non essere presente tutte, ci sono:

  • L’alopecia, che è la lesione caratterizzante, leggermente pruriginosa. Non proruginosa come un’allergia, ma nemmeno per niente come una malattia metabolica, per cui il gatto ha fastidio a farsi toccare.
  • Il pelo viene via a zollette, ed è presente anche un po’ di forfora;
  • Può essere una macchia grande in un solo punto, oppure possono essere più macchie alopeciche che tendono ad unirsi tra loro, mentre si ingrandiscono;
  • Ci può essere onicomicosi, cioè interesse anche delle zampe e delle unghie del gatto, se la lesione è stata presa dal terreno (perché i funghi possono essere anche per terra o sul divano, non necessariamente addosso ad altri gatti).

Da notare che una delle cause può essere il contatto con animali apparentemente sani, che però sono portatori sani; non possiamo saperlo, ma è possibile che il gatto del vicino sia un portatore sano di tigna; dobbiamo fare attenzione non tanto se il nostro e il suo si conoscono da una vita, quanto se abbiamo preso un gattino da poco.

Tigna. come si analizza una lesione fungina

Un esempio di come non si fa ad analizzare una lesione fungina.

Inoltre, se avete il sospetto che una lesione sia causata dalla tigna, mettetevi i guanti in lattice per esaminarla meglio, perché altrimenti se vi grattate la testa anche dieci minuti dopo rischiate di prenderla.

E, ovviamente, siete dei geni se toccate la ferita a mani nude, poi passate la mano tra i capelli di un bambino, dicendo “ma che bel bambino!”. Non fatelo!

Come si cura la tigna del gatto: farmaci e terapia

Come già accennato prima, per capire come curare la tigna bisogna prima fare la diagnosi, cosa che deve fare il veterinario, non il proprietario.

Perché bisogna capire se sia effettivamente tigna (prima cosa) e quale fungo sia a causarla, prima di poter procedere con la terapia vera e propria.

A questo punto, ci sono due tipi di farmaci per la micosi del gatto, che non sono i farmaci per la dermatite del gatto (come abbiamo detto prima), e la cura della dermatite del gatto non è la stessa, per cui attenzione. 

La dermatite è un’infezione della pelle, la micosi è un’infestazione fungina. Sono cose diverse.

Vedi anche: Il gatto si lecca in modo compulsivo, cosa può essere?

Ah, e lasciate perdere anche le cure naturali per la tigna del gatto: già è difficile toglierla con i farmaci normali, figuriamoci quanto si usa l’olio essenziale o chissà che altro.

Tigna vista al microscopio

Questa è la tigna vista al microscopio. In pratica è un alberello che cresce sulla pelle del gatto.

Nella terapia per la tigna del gatto si agisce, dicevamo prima, in due modi.

  • Il primo è la terapia topica, ovvero la terapia che si fa localmente per eliminare le spore.
    Ci sono indicazioni precise da seguire, per fare un bel lavoro il gatto andrebbe parzialmente tosato, e la terapia è fatta con lozioni o pomate che si danno sulle singole lesioni.
    Importante seguire le tempistiche corrette, perché altrimenti il fungo ha tempo di riprodursi.
  • Il secondo è la terapia sistemica, quella che si fa con le pasticche.
    Considerando che è molto difficile rimuoverla, ci sta che qualche veterinario faccia affidamento ai farmaci umani, se non riesce con quelli felini: va bene, si fa il possibile ma la tigna è veramente difficile da mandare via.

Infine, il veterinario vi prescriverà anche una terapia sull’ambiente, che si basa di solito su spray da spruzzare in giro per la casa e in particolare nei posti dove il gatto sta (tappeti, ceste, coperte) che andranno tra l’altro lavati molto spesso per eliminare le spore.

Questo fa parte della terapia, non è che il veterinario pensa che siate sporcaccioni: se non lo fate perché il vostro naso si accorge che il veterinario puzza più di voi, magari perché lavora con gli animali, peggio per voi: vi terrete la tigna per gli anni a venire.

La tigna del gatto è contagiosa per l’uomo?

La risposta è: si, la tigna del gatto è contagiosa per l’uomo. La presenza del fungo del gatto nell’uomo indica che è avvenuta una zoonosi, ovvero una di quelle malattie trasmissibili dei gatti, che si trasmette indistintamente dagli animali all’uomo e, in questo caso, anche viceversa. Quindi non è corretto dire che c’è una micosi da gatto sull’uomo perché il fungo è lo stesso e si trasmette.

Nella tigna, il contagio all’uomo avviene per contatto, ed è per questo motivo che se si sospetta che un gatto abbia la tigna, così come quando si danno le creme e le pomate per curarla, bisogna sempre mettersi i guanti di lattice, che poi si buttano.

E non ci si rende nemmeno conto subito che abbiamo preso la tigna: la tigna del gatto, sull’uomo, da i suoi sintomi dopo due-tre settimane, per cui non fate i ganzi se avete accarezzato il gatto a mani nude e non l’avete presa.
I funghi sono lenti a crescere, ma sono difficili da mandare via.

I funghi di solito rimangono attaccati alle mani, oppure alle unghie, e di solito all’uomo la tigna viene in testa; nella persona adulta il sistema immunitario, nel caso, può anche limitare l’infezione, mentre nel bambino o nelle persone malate o immunodepresse è più facile che la tigna si sviluppi.

Nell’uomo la tigna non è a chiazze, di solito, almeno all’inizio, ma è simile alla puntura di un insetto, anche se è lo stesso fungo che nel gatto colpisce in modo diverso; poi, nei giorni successivi si allarga, e allora ci rendiamo conto che si tratta di tigna.

Nell’uomo è difficile da mandare via, esattamente come nel gatto, per cui bisogna fare molta attenzione ad evitare la trasmissione.

Tigna nell'uomo: lesioni ad anello

Questa è la tigna nell’uomo, con le tipiche lesioni ad anello.

Da leggere dopo:

Se vi rendete conto di aver preso la tigna, poi, non vi resta molto da fare che andare dal medico e seguire tutte le indicazioni; ma del resto, se il gatto aveva la tigna e l’avete presa anche voi significa o che non siete andati dal veterinario, oppure che non avete dato retta a quello che vi ha detto, non avete preso le giuste precauzioni maneggiando il gatto.

E tu, hai avuto gatti con la tigna? Come te la sei cavata? Se vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivila nei commenti, o se hai domande per il Veterinario, chiedi pure!

Tigna del gatto: cause, sintomi e cura
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1 commento
  1. Patrizia
    Patrizia dice:

    Buon giorno sono Patrizia anch’io ho gattino di 4 mesi e ha preso la tigna il veterinario mi ha dato una cura da fare con delle pasticche.. volevo sapere quando finisce il contagio perche ho delle bambini bambine

    Rispondi

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