Tigna del gatto: cause, sintomi e cura [con immagini]

tigna nel gatto sintomi cura immagini

In questo articolo parliamo della tigna del gatto, la più diffusa patologia tra le micosi del gatto.
È una delle malattie della pelle del gatto più frequenti, causata da alcuni funghi che si nutrono delle cellule superficiali della pelle del nostro amico peloso, e vedremo quali funghi sono nello specifico.

Il veterinario può usare diverse parole nella sua diagnosi per nominare questa problematica: tecnicamente si parla di micosi nel gatto, di funghi da gatto o anche di dermatofitosi La micosi è una problematica più generica, indica un’infestazione da funghi in qualsiasi parte del corpo, ma il nome tigna è più conosciuto e anche più semplice da ricordare.

Vediamo ora nello specifico che cos’è la tigna, da che cosa è causata e come fare a stabilire se il problema che puoi riscontrare nel tuo gatto è effettivamente questo oppure no.

Se hai il sospetto che il tuo gatto abbia la tigna ti posso dare subito un suggerimento veloce: utilizza i guanti in lattice per toccarlo e per toccare le superfici con cui entra in contatto: la tigna si trasmette anche tra gatto e umani e altri animali, per cui prima di fare ulteriori accertamenti, nel dubbio proteggiti dal contatto.

Cos’è la tigna nel gatto

La tigna del gatto è una problematica tignosa da mandare via (qui in toscana quando una cosa è tignosa significa che è una delle micosi del gatto più fastidiosa e difficile da togliere) e tende a ritornare, se non facciamo una prevenzione ambientale ben precisa.

Non solo: non colpisce solamente i gatti, ma gli stessi funghi possono trasmettersi da gatto a cane e anche da gatto a uomo, in particolare ai bambini.

E non finisce qui: i bambini la possono trasmettere a loro volta ai gatti, in un ciclo che (teoricamente) non finisce mai fin quando non si fa qualcosa di specifico.

La terapia che si mette in atto quando c’è un’infezione da funghi è una terapia diversa sia dalle infezioni dovute ai batteri che, per esempio, alla dermatite allergica del gatto, che si manifesta in modo diverso. Vedremo quale terapia mettere in atto per la tigna più avanti in questo articolo.

Quando si ha il sospetto di tigna bisogna andare dal veterinario, perché anche se teoricamente è possibile capire già ad occhio nudo se si tratti di una malattia da funghi del gatto o di altro, la diagnosi e la coltura (o altri mezzi diagnostici) danno la conferma definitiva.

Si parte infatti dal presupposto che qualunque malattia va curata nel più breve tempo possibile, ma la tigna ancora di più.

Infatti, se una malattia sulla pelle del gatto è sempre un problema, non è detto che progredisca; la tigna invece va vista come una vera e propria foresta, anche se microscopica, che cresce sulla pelle del gatto.

Lesione da tigna sul naso di un gatto
Una lesione da tigna, in questo caso arrossata.

Avete presente le arance che ammuffiscono? Ecco, qualcosa del genere.

I funghi fanno le loro spore, si diffondono sempre di più, fanno altre spore, si diffondono ancora e la chiazza alopecica (perché vediamo una chiazza dove il pelo manca) diventa sempre più grande, e il fungo diventa sempre più difficile da mandare via. Non solo: le spore vengono disperse nell’ambiente, e siamo a rischio anche noi.

Inoltre il fungo che causa la tigna ha un periodo di incubazione di 2-3 settimane, durante le quali è difficile accorgersi che il gatto ha preso la tigna.

Per avere un’idea di come è fatta, potete guardare le immagini della tigna del gatto sparse nell’articolo, ma non lasciatevi ingannare: la lesione da tigna può avere aspetti diversi, può essere circolare oppure irregolare, più o meno grande e anche di colore diverso, che va dal verde-biancastro all’arrossato.
Di solito il pelo viene via a zollette.

Tigna gatto sul naso
Altra forma di tigna, in questo caso vediamo delle aree di color verdastro.

La micosi del gattino, proprio come i bambini nell’uomo, è più frequente, per cui (nonostante la tigna colpisca tutti i gatti) sono proprio quelli piccoli ad essere più a rischio.

Le cause della tigna nel gatto

Le cause della tigna nel gatto sono sempre da ricercare un un’infestazione da funghi sulla pelle, funghi che ovviamente si nutrono delle cellule superficiali morte e del materiale che le compone, la cheratina, che compone anche le unghie e i peli.

Ci sono alcuni fattori che predispongono allo sviluppo della tigna:

  • gatti che vivono in scarse condizioni igieniche, magari immunodepressi perché malnutriti o molto giovani
  • gatti FIV positivi e immunodepressi che magari escono ed entrano a contatto con altri gatti con la tigna
  • è spesso correlata a presenza di altri parassiti cutanei

Lo sapevate che nell’isolamento dei funghi responsabili della tigna, in laboratorio, si mettono dei capelli di bambino per vedere se il fungo cresce?

Nel gatto, il fungo in assoluto maggior responsabile della tigna è il Microsporum canis, seguito da Mycrosporum gypseum, meno diffuso nel nostro paese, e da Trichophyton mentagrophytes, un po’ più frequente di M. gypseum.

Macchie senza pelo sul dorso del gatto
Ad occhio è impossibile sapere di quale fungo si tratti, precisamente.

È una differenza che non interessa tanto i proprietari, quanto soprattutto i veterinari, che devono trovare la terapia migliore per sconfiggere quello specifico fungo.

Ricordo poi che le cause della tigna del gatto non sono le cause della rogna del gatto, perché quest’ultima è causata dagli acari, non dai funghi, per cui non bisogna sbagliare: sono cose completamente diverse.

Tigna del gatto: sintomi

I sintomi della tigna del gatto sono abbastanza semplici, perché essenzialmente sono rappresentati da macchie alopeciche sulla pelle, che sono le stesse anche per le micosi del gatto cutanee che sono causate da altri funghi.

Essenzialmente, quindi, vediamo una serie di caratteristiche abbastanza simili tra loro, in generale, che ci fanno venire dei dubbi; la conferma, comunque, la da sempre il veterinario perché la coltura in casa non si può fare.

Tra i sintomi che vediamo solitamente, anche se possono non essere presenti tutti, ci sono:

  • L’alopecia, che è la lesione caratterizzante, leggermente pruriginosa. Non pruriginosa come un’allergia, ma nemmeno per niente come una malattia metabolica, per cui il gatto ha fastidio a farsi toccare ed ha prurito.
  • Il pelo viene via a zollette, ed è presente anche un po’ di forfora;
  • Può essere una macchia grande in un solo punto, oppure possono essere più macchie alopeciche che tendono ad unirsi tra loro, mentre si ingrandiscono;
  • Ci può essere onicomicosi, cioè interesse anche delle zampe e delle unghie del gatto, se la lesione è stata presa dal terreno (perché i funghi possono essere anche per terra o sul divano, non necessariamente addosso ad altri gatti).

Da notare che una delle cause di tigna del gatto può essere il contatto con animali apparentemente sani, che però sono portatori sani; non possiamo saperlo, ma è possibile che il gatto del vicino sia un portatore sano di tigna; dobbiamo fare attenzione non tanto se il nostro e il suo si conoscono da una vita, quanto se abbiamo preso un gattino da poco.

Pelo del gatto con tigna
Un esempio di come non si fa ad analizzare una lesione fungina.

Inoltre, se avete il sospetto che una lesione sia causata dalla tigna, mettetevi i guanti in lattice per esaminarla meglio, perché altrimenti se vi grattate la testa anche dieci minuti dopo rischiate di prenderla.

E, ovviamente, siete dei geni se toccate la ferita a mani nude, poi passate la mano tra i capelli di un bambino, dicendo “ma che bel bambino!”. Non fatelo! Infatti la tigna è molto contagiosa e si trasmette dai gatti agli umani e ad altri animali e viceversa.

Metodi diagnostici

La tigna nel gatto viene diagnostica attraverso vari sistemi dal veterinario:

  • attraverso l’uso di una lampada di Wood, una lampada a luce ultravioletta che evidenzia attraverso la colorazione la presenza di Microsporum canis
  • Esame del pelo al microscopio, che consente di osservare la presenza di spore e funghi sul pelo del gatto ed anche il modo in cui il pelo si presenta: se è strappato dal grattamento eccessivo, indebolito o cade da solo
  • Tramite la coltura specifica per il tipo di fungo che determina di quale fungo si tratta per capire se è effettivamente tigna, osservando la coltura al microscopio dopo 2-3 settimane
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Come si cura la tigna del gatto: farmaci e terapia

Come già accennato prima, per capire come curare la tigna bisogna prima fare la diagnosi, cosa che deve fare il veterinario, non il proprietario.

Bisogna capire se sia effettivamente tigna (prima cosa) e quale fungo sia a causarla, prima di poter procedere con la terapia vera e propria.

A questo punto, ci sono due tipi di farmaci specifici per la micosi del gatto, diversi dai farmaci usati per la dermatite. La dermatite è un’infezione della pelle, la micosi è un’infestazione fungina. Sono cose diverse.

Ah, e lasciate perdere anche le cure naturali per la tigna del gatto: già è difficile toglierla con i farmaci normali, figuriamoci quanto si usa l’olio essenziale o chissà che altro.

Tigna vista al microscopio
Questa è la tigna vista al microscopio. In pratica è un alberello che cresce sulla pelle del gatto.

Nella terapia per la tigna del gatto si agisce, dicevamo prima, in due modi.

  • Il primo è la terapia topica, ovvero la terapia che si fa localmente per eliminare le spore.
    Ci sono indicazioni precise da seguire: per fare un bel lavoro il gatto andrebbe parzialmente tosato, e la terapia è fatta con lozioni o pomate che si mettono sulle singole lesioni.
    È importante seguire le tempistiche corrette, perché altrimenti il fungo ha tempo di riprodursi.
  • Il secondo è la terapia sistemica, quella che si fa con le pasticche.
    Considerando che è molto difficile rimuovere la tigna, ci sta che qualche veterinario faccia affidamento ai farmaci umani, se non riesce con quelli felini: va bene, si fa il possibile, la tigna è veramente difficile da mandare via.

Infine, il veterinario vi prescriverà anche una terapia sull’ambiente, che si basa di solito su spray da spruzzare in giro per la casa e in particolare nei posti dove il gatto sta di solito (tappeti, ceste, coperte) che andranno tra l’altro lavati molto spesso per eliminare le spore.

Questo fa parte della terapia, non è che il veterinario pensa che siate degli sporcaccioni: se non lo fate perché il vostro naso si accorge che il veterinario puzza più di voi, magari perché lavora con gli animali, peggio per voi: vi terrete la tigna per gli anni a venire.

La tigna del gatto è contagiosa per l’uomo?

La risposta è: si, la tigna del gatto è contagiosa per l’uomo. La presenza del fungo del gatto nell’uomo indica che è avvenuta una zoonosi, ovvero una di quelle malattie trasmissibili dei gatti, che si trasmette indistintamente dagli animali all’uomo e, in questo caso, anche viceversa. Quindi non è corretto dire che c’è una trasmissione di una malattia del gatto sull’uomo perché il fungo è lo stesso e si trasmette in entrambi i sensi.

Nella tigna, il contagio all’uomo avviene per contatto, ed è per questo motivo che se si sospetta che un gatto abbia la tigna, così come quando si danno le creme e le pomate per curarla, bisogna sempre mettersi i guanti di lattice, che poi vanno buttati.

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E non ci si rende nemmeno conto subito che abbiamo preso la tigna: la tigna del gatto, sull’uomo, dà i suoi sintomi dopo due-tre settimane, per cui non fate i ganzi se avete accarezzato il gatto a mani nude e non l’avete presa.
I funghi sono lenti a crescere, ma sono difficili da mandare via.

I funghi di solito rimangono attaccati alle mani, oppure alle unghie, e di solito all’uomo la tigna viene in testa; nella persona adulta il sistema immunitario, nel caso, può anche limitare l’infezione, mentre nel bambino o nelle persone malate o immunodepresse è più facile che la tigna si sviluppi.

Nell’uomo la tigna non è a chiazze, di solito, almeno all’inizio, ma è simile alla puntura di un insetto, anche se è lo stesso fungo, che nel gatto colpisce in modo diverso; poi, nei giorni successivi si allarga, e allora ci rendiamo conto che si tratta di tigna.

Nell’uomo è difficile da mandare via, esattamente come nel gatto, per cui bisogna fare molta attenzione ad evitare la trasmissione.

Tigna nell'uomo: lesioni ad anello
Questa è la tigna nell’uomo, con le tipiche lesioni ad anello.

Se vi rendete conto di aver preso la tigna non vi resta molto da fare che andare dal medico e seguire tutte le sue indicazioni; ma del resto, se il gatto aveva la tigna e l’avete presa anche voi significa o che non siete andati dal veterinario, oppure che non avete dato retta a quello che vi ha detto, non avete preso le giuste precauzioni maneggiando il gatto.

Domande frequenti

Che sintomi dà la tigna?

Per le prime settimane nessuno, c’è un periodo di incubazione. Poi compariranno macchie circolari senza pelo, prurito e forfora. Non sempre sono presenti tutti i sintomi.

Come pulire in caso di tigna?

In caso di tigna bisogna lavare tutte le superfici con alte temperature e con prodotti specifici consigliati dal veterinario che uccidano funghi e spore.

Come si cura la tigna nell’uomo?

Occorre andare dal medico e farsi prescrivere pomate e spray per la pelle, uniti a farmaci appositi per via orale

Come fa un gatto a prendere la tigna?

Un gatto che esce di casa può prenderla da altri gatti magari randagi. La tigna si trasmette per contatto tra animali e tra animali ed esseri umani.

Quanto ci mette a guarire la tigna?

Ci possono volere anche 2-3 mesi per sconfiggere definitivamente la tigna, e la cura deve essere costante e mai sospesa.

Quando la tigna non è più contagiosa?

In genere dopo 48 ore dall’inizio della terapia si ritiene che la tigna non sia più contagiosa, ma è consigliato mantenere alte le precauzioni.

E tu, hai avuto gatti con la tigna? Come te la sei cavata? Se vuoi raccontarci la tua esperienza, scrivila nei commenti, o se hai domande per il Veterinario, chiedi pure, se non sono domande troppo specifiche cerchiamo di rispondere, altrimenti il consiglio è di telefonare subito al proprio veterinario di fiducia.

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3.6/5 - (76 Voti)
9 commenti
  1. Patrizia
    Patrizia dice:

    Buon giorno sono Patrizia anch’io ho gattino di 4 mesi e ha preso la tigna il veterinario mi ha dato una cura da fare con delle pasticche.. volevo sapere quando finisce il contagio perche ho delle bambini bambine

    Rispondi
  2. paola
    paola dice:

    Buongiorno ho un gattino di 2 mesi e ha la tigna.
    Il veterinario dice che è troppo piccolo per prendere le pasticche,il vaccino non si trova, ho un bimbo con una malattia autoimmune, cosa faccio??Per ora lo sto lavando con una lozione che mi ha dato il veterinario e sto mettendo una crema ed il gatto ed chiuso in una stanza poverino.
    Aiuto!

    Rispondi
  3. Angela
    Angela dice:

    Salve..io 30 anni fá ho avuto un gatto cn la Tu una. Ma nn è cm oggi che i gatti si avvicinavano e si sterelizzavano..dormiva cn me è era sempre in casa sempre accovacciato sulla sedia..mi sn accorta del problema quando.perveva il pelo sulla testa e aveva tante crosticine cn ma forfora ..dopo 6 mesi quatando ho capito che la malattia si era estesa lo portai dal veterinario il gatto e stato curato x 1 mese

    Rispondi
  4. Cristina
    Cristina dice:

    Qualche anno è comparso un gattino randagio, che ha iniziato a stare con i miei 3 gatti. Dopo un mese circa mi sono accorta che i miei gatti perdevano il pelo a chiazze allora li ho portati dal veterinario che ha diagnosticato a tutti la Tigna. Su consiglio del dottore non ho più fatto entrare in casa i gatti e ho iniziato a somministrare un farmaco per bocca e applicazioni sulla pelle due volte al giorno (usando i guanti e coprendo la testa). Questo per oltre un mese, non è stato semplice, perché essendo all’aperto dovevo andarli a cercare ad uno ad uno, è stato impegnativo, ma tenevo molto ai miei gatti e alla fine sono guariti tutti definitivamente.

    Rispondi
  5. Elisabetta
    Elisabetta dice:

    Buongiorno, ho adottato due gatti a distanza di una settimana, uno da privato e immediatamente l’ ho portato dal vet. sverminato ,spulciato e anche esame del pelo per vedere se aveva un fungo ( negativo.) L’ altra gatta l’ ho adottata in canile e a distanza di poco mi sono accorta che mancava un po’ di pelo, ma dopo 20 GG mi accorgo che i miei bambini avevano delle macchioline : il pediatra mi conferma subito fungo e terapia per un mese. Il giorno dopo anche l altro gatto…un inferno ,gatti chiusi in una stanza e terapia per un mese e mezzo e non possiamo coccolarli, mai più al canile!!!! Non credo sia la iter giusto!!!

    Rispondi
    • Elisa Bertoldi
      Elisa Bertoldi dice:

      la colpa non è del canile, chiunque e qualsiasi gatto può prendere i funghi, che sono una bella seccatura come hai visto… in bocca al lupo e spero che li debelliate presto!

      Rispondi
  6. SILVIA
    SILVIA dice:

    Buongiorno, vorrei sapere se la tigna possa essere collegata alle crostine attorno al naso. Di colore marroncino. Grazie mille

    Rispondi

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