cat sitter a domicilio prezzi

Questa estate ho deciso di non viaggiare, per cui ho dato disponibilità come Cat sitter a Vicenza, dove abito, per poter essere di aiuto a chi invece va in vacanza da qualche parte e lascia il suo gatto a casa, guadagnandomi qualche soldino.

Comunicando alle persone che conosco che volevo offrire questo servizio di cat sitting, mi sono resa conto che non tutti sanno chi è una Cat sitter, cosa fa e quanto costa. Dunque eccomi qui a raccontarvi la mia esperienza, sia che vogliate avvalervi di questo servizio presso di me o con altre colleghe, sia che vogliate diventare cat sitter e orientarvi per capire meglio che cosa comporta fare questo lavoro.

Declinerò questo articolo e questa professione al femminile, parlando dunque dellA cat sitter, perché come tutti i lavori di cura, che siano rivolti verso esseri umani o verso animali, per lo più sono le donne a svolgerli, perché culturalmente considerate più “adatte” ai lavori di cura (nella cultura patriarcale è la donna che si prende cura dei figli).

Tuttavia chiunque può fare la cat sitter, anche un maschio, e credo che invece per quanto riguarda il lavoro di dog sitter, sia comune anche che a farlo siano dei maschi. Inoltre la parola “cat sitter” deriva dalla professione della “baby sitter”, che notoriamente è svolta da donne. Come siamo limitati noi esseri umani! Quello che penso è che sarebbe ora di sdoganare le professioni ed aprirle a qualsiasi genere, senza più legarle a presunte abilità legate all’essere maschio o femmina, usando correttamente il maschile e femminile a seconda di chi esegue la professione (il maestro/la maestra, il magistrato/la magistrata, il sindaco/la sindaca, ecc) ma qui apriremmo un ampio discorso che è meglio continuare altrove.

Cosa fa una cat sitter

Una cat sitter è una persona che si prende cura del tuo gatto quando tu non ci sei. Può scegliere di ospitare il gatto a casa sua oppure di andare al domicilio del gatto e accudirlo a casa del proprietario.

Per mia esperienza preferisco andare a casa del gatto e non spostarlo dal suo ambiente: già è un piccolo trauma il cambio di routine giornaliera in assenza del proprio umano, figurati poi cambiare pure ambiente. I gatti sono animali certamente adattabili, ma in casa propria hanno tutte le loro cose, i loro odori e le loro abitudini, ritengo più opportuno non modificargliele per una settimana o due di ferie.

Avere una cat sitter a casa propria presuppone un rapporto di fiducia: il proprietario mi deve dare le chiavi di casa sua e permettermi di entrare quando lui non c’è. Per questo prima della partenza è opportuno conoscersi e vedersi in faccia, almeno per avere un riscontro “a pelle” e capire se quella fiducia ci può essere o meno.

Quindi io faccio sempre una visita preliminare conoscitiva, per parlare a quattr’occhi con i proprietari dei gatti, ma anche per conoscere i gatti in questione, per capire se a loro posso piacere, se provano disagio o se sono subito a loro agio con me.

Inoltre la visita preliminare mi è utile per capire il lavoro da fare, la distanza che devo percorrere per arrivare a casa del gatto, e se mi sento io a mia volta a mio agio in quell’ambiente.

cat sitter a casa propria

E’ bene fare per tempo la visita preliminare, perché in caso non andasse a buon fine (il gatto è troppo lontano, non me la sento di gestirlo, ecc) posso rifiutare lasciando il tempo ai proprietari di trovare un’altra cat sitter. L’unico neo di fare la visita preliminare molto in anticipo è che poi bisogna organizzarsi per le chiavi di casa e farsi mandare magari un video per rinfrescarsi la memoria su dove sono le cose del gatto, eventuali allarmi della casa, modi di aprire le porte, ecc.
Anche un cancelletto difficile da aprire può essere una barriera che impedisce di raggiungere il gatto, meglio pensarci prima!

In genere una cat sitter a domicilio si occupa di dar da mangiare ai mici, di controllare e cambiare l’acqua nelle ciotole, di pulire e controllare la lettiera e di stare un po’ con i gatti, farlo giocare, farli sentire in buona compagnia, coccolarli un po’.

Durante il cat sitting io mi metto a completa disposizione del gatto: se ha voglia di giocare bene, altrimenti coccole o altrimenti lo lascio in pace a dormire. Non è detto ce un gatto voglia interagire proprio nel momento in cui sono a casa sua.

Cat sitter a domicilio: la mia esperienza

In genere trovo umani molto ansiosi (comprensibilmente) al pensiero di lasciare i loro mici a casa da soli per un periodo, per cui mi occupo di rassicurarli, e trovo mici molto tranquilli che se la cavano alla grande nel nuovo assetto giornaliero.
Chiedo comunque ai proprietari di lasciarmi il libretto sanitario del gatto in bella vista, e anche il trasportino ed il numero telefonico del veterinario, non si sa mai. Chiedo anche un numero di emergenza da chiamare in caso succeda qualcosa, di qualcuno vicino a casa, se i proprietari sono molto lontani. Si spera sempre non succeda nulla, ma quella volta che succede, meglio essere preparati.

Nella mia esperienza trovo casa in cui i gatti sono uno o più, spesso due, a volte vivono solo in casa, a volte entrano ed escono, altre volte vivono solo fuori. Le situazioni sono molto varie, e prima di accettare il lavoro mi assicuro di poterlo fare senza pericolo per il gatto. Ad esempio se prendo l’incarico di accudire un gatto abituato a stare dentro e fuori casa, non è il massimo doverlo mettere in casa quando me ne vado, perché non è detto che il gatto ci sia nel momento in cui io sono lì.

I gatti fanno quello che vogliono, soprattutto se hanno a che fare con persone sconosciute. Mi mettono anche un po’ a disagio situazioni in cui i gatti sono tenuti rinchiusi in una stanza sola, o sempre al buio, in questo caso lo faccio presente. Ognuno sceglie come gestire i propri animali, ma non è opportuno fare cambiamenti repentini nelle loro abitudini solo perché decidiamo di stare via da casa una settimana: assicuriamoci che per il gatto la cosa sia meno traumatica possibile.

Cat sitter a domicilio

In genere quando apro la porta di queste case i gatti mi corrono incontro felici di vedermi, incuriositi, dopo il primo giorno capiscono già che mi occuperò delle loro pappe e di stare un po’ con loro. In genere mi fermo da ogni gatto almeno mezz’ora per controllare che sia tutto a posto al di là delle pappe e per giocare un po’.

Il momento pappa varia molto in base alle abitudini: c’è chi lascia solo crocchette a volontà, chi vuole che io dia anche l’umido, magari in quantità prestabilite, l’importante è che l’acqua sia sempre fresca e pulita, che il gatto non mangi troppo (perché in realtà il rischio è quello) e che, in caso la postazione cibo sia all’esterno, non ci sia l’invasione delle formiche.

Io chiedo sempre ai proprietari dei gatti di mettermi il cibo da dare in bella vista, assicurarsi di averne abbastanza in casa, cioè di fare scorta prima di partire, di farmi usare le stesse ciotole che usa abitualmente il gatto, e non piattini di plastica che poi bisogna buttare, non sprechiamo!

E’ importante per me avere anche una forbice per aprire le bustine, acqua corrente per sciacquare le ciotole, spugnette per pulire la zona pappe.

Per quanto riguarda la lettiera mi faccio lasciare uno o più sacchi di lettiera nuova, da aggiungere o sostituire a quella in uso, la paletta per setacciare la sabbietta e un sacco vicino alla lettiera dove buttare le palle di pipì e le popò. In genere vado anche a buttare poi il sacco nella spazzatura fuori casa, perché lasciato lì dopo un po’ puzza. Mi faccio anche lasciare una scopa o una aspirapolvere per pulire la zona attorno alla lettiera, per evitare polvere ed evitare che calpestandola portiamo in giro la lettiera in tutta casa.

La cosa importante è non cambiare le abitudini del gatto: la lettiera va lasciata dove il gatto la usa di solito e va usata sempre la sua sabbietta preferita. Meno cambiamenti ci sono e meno rischi ci sono che il gatto faccia i bisogni in giro per casa per protesta.

Il momento gioco e coccole è ovviamente quello che preferisco: mi accomodo nella zona preferita dai gatti, che può essere in soggiorno, in giardino, sul divano o sul tappeto, e mi faccio lasciare in vista i loro giochini preferiti: cannette, palline, bacchette per far scaricare al gatto le energie, farlo divertire e far vedere che c’è qualcuno in casa che si occupa di lui.

Questi momenti sono molto graditi e va dedicato loro il giusto tempo e attenzioni. Mi fermo almeno mezz’ora in ogni casa, per dedicare la cura necessaria ai mici. Se sono due, ognuno di loro è diverso e merita attenzioni diverse: alcuni gatti tendono a “fagocitare” le attenzioni delle persone, a scapito di altri mici che se ne stanno in un angolino a guardare. invece ad ognuno di loro va data attenzione, in base ai loro bisogni.

Durante il momento gioco o quando mangiano, come cat sitter mi occupo anche di informare gli umano del benessere dei loro gatti, così faccio video e foto di saluti da inviare loro, cosa molto importante e che rende molto felici i proprietari, che vedono i loro gatti tranquilli nello loro consueta routine, ben nutriti e con qualcuno che gli dedica attenzioni.

Non dimentichiamo che avere una cat sitter a casa propria significa avere qualcuno che tiene viva la casa, alla faccia dei possibili ladri che vedono che la casa non è vuota, ma sempre frequentata da qualcuno.
E’ utile avere una cat sitter a domicilio anche per dar da bere alle piante o per ritirare la posta. La cat sitter non è comunque una domestica, io mi focalizzo sui gatti, ma non mi costa nulla dar da bere alle piante finché sono in casa, è sempre uno stare con i mici, che vedono che in casa qualcosa si muove.

Cosa deve fare quindi una cat sitter?

  • dar da mangiare ai gatti secondo le disposizioni dei proprietari (secco o umido o entrambi, e dosi consigliate)
  • cambiare l’acqua e assicurarsi che sia sempre fresca e presente
  • pulire la lettiera ed eventualmente gettare i rifiuti nei cassonetti fuori casa
  • giocare e coccolare i mici per almeno mezz’ora
  • eventualmente dar da bere alle piante di casa e ritirare la posta

Cat sitter a domicilio: i costi

Per la mia esperienza ho visto che le tariffe di una cat sitter vanno dai 10€ ai 15€ a viaggio, almeno qui a Vicenza. Io ho scelto di fare una tariffa di 12€ al giorno se vado una volta al giorno dai mici, e di 18€ al giorno se vado due volte.

Magari in altre città o in altre situazioni i prezzi di una cat sitter può essere differente, in un caso in cui dovevo andare un po’ tanto distante da casa e dovevo anche occuparmi delle piante, ho chiesto 18€ al giorno per un solo viaggio giornaliero.

Se sei una aspirante cat sitter e non sai quanto chiedere, prova ad informarti da altre persone che hanno già usufruito del servizio cat sitting e fatti una idea. E’ un lavoro comunque impegnativo e di responsabilità, e tieni presente che devi conteggiare anche eventuali spese di trasporto e di parcheggio per raggiungere le varie case.

Se si ha fortuna si riesce a raggruppare varie famiglie in un contesto vicino, a volte però è necessario spostarsi con l’auto e fare mezz’ora di strada solo per un gatto. Lì sta alla singola pet sitter decidere se vale la pena fare lo spostamento, oppure no, si può sempre declinare gentilmente il lavoro, è anche a questo che serve la prima visita preliminare, meglio dunque farla per tempo.

Cat sitting

Dove trovare una cat sitter

Nel mio caso ho messo un annuncio in diversi gruppi Facebook della mia città, e se ne possono trovare parecchi col passaparola. Esistono anche dei siti specifici per trovare pet sitter come Rover o Pawshake, ma ovviamente un rapporto non mediato da app o siti consente di risparmiare la commissione.

Come diventare cat sitter

Il lavoro di cat sitter non si acquisisce a scuola, non esistono diplomi, anche se ci sono ormai diversi corsi che propongono di formare persone capaci di interagire con gli animali. E’ bene che la persone che si occupa di un gatto conosca i rudimenti della medicina veterinaria, ma non si dovrà mai sostituire al veterinario.

Per capire che un gatto sta male bisogna conoscere tanti gatti gatti sani e sapere quali sono i segni di malessere: se se ne vede uno, il gatto non lo si cura in casa, ma si porta dal veterinario di fiducia della persona che ce lo ha affidato.

Dicevo che non esistono diplomi, ma occorre molta dimestichezza con i gatti, che arriva da una certa esperienza e da una certa indole innata, secondo me. C’è chi è più predisposto verso i cani, chi verso i gatti. Io ad esempio non mi proporrei mai come dog sitter, perché ho poca esperienza con i cani, nonostante abbia vissuto anche con cani, ma con i gatti mi trovo più in sintonia.

Per fare la cat sitter bisogna saper approcciare un gatto sconosciuto, sapere cosa spaventa un gatto, sapere che ci deve annusare, che si deve avvicinare lui, che non sempre gradisce le carezze, che possiamo fare amicizia attraverso il gioco, che non sempre gradisce essere preso in braccio o accarezzato sulla pancia.

Sono tutte piccole accortezze che si sviluppano istintivamente quando sia ha a che fare con tanti gatti con rispetto ed amore.

Inoltre bisogna aver molto rispetto e senso di responsabilità anche per i proprietari di casa umani: non toccare in giro per casa, non curiosare, seguire le indicazioni sul cibo, essere discreti, non portare altre persone in quella casa e comunicare sempre la situazione tenendoli aggiornati.

Conclusioni

Fare la cat sitter è un lavoro vero e proprio, va fatto con rispetto ed impegno, dedicando ai mici il giusto tempo ed attenzioni. Se stai cercando una cat sitter, conoscila prima di persona, guarda come si muove con tuoi gatti, se i movimenti sono bruschi, le domande inopportune, se i mici si fidano subito di lei o se ne vanno. Non affidare casa tua o i tuoi gatti in mani impreparate ed inesperte.

Raccontami le tue esperienze: hai avuto a che fare con cat sitter? Come gestisci i gatti quando sei via di casa? Sei una cat sitter e vuoi raccontarmi le tue esperienze? Scrivile sotto nei commenti!

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5/5 - (12 Voti)
3 commenti
  1. Manu
    Manu dice:

    Certo, una cat sitter deve avere esperienza con I mici, saperli ‘gestire’ e deve anche avere qualche minima conoscenza felina. Le poche volte che ho lasciato micia da sola – 3- l ho affidata ad una amica che ha due gatti.

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  2. Milvia Angela Codazzi
    Milvia Angela Codazzi dice:

    Ciao carissima io è da anni che faccio la cat sitter a Milano anche in posti un pò lontani da casa e dove devo andare coi mezzi. Però è sempre andato tutto bene. In questi giorni l’ho fatta ad un Maine Coon di due anni. Purtroppo l’associazione Pet Me mi ha messo come tariffa cinque euro al giorno anche se vado una sola volta.

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  3. Riccardo
    Riccardo dice:

    Come vedi sono un uomo e faccio il cat sitter, ho 7 gatti l’ultima l’abbiamo allevata io e mia moglie aveva 15 gg., e presto sevizio nella mia città Novara. Ho fatto volontariato x 5 anni in una colonia felina avendo sempre un occhio di riguardo alla salute dei miei a…. Mici ma non sostituendo mi mai al veterinario come da te detto. Mi piace accudire i mici e mi dispiace sempre quando smetto perché poco dopo si instaura un bel rapporto di fratellanza e li tratto ttt come se fossero i miei giovani ed anziani…… Ciao 🐾🐾

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