Educare un gatto

Quando si prende un gatto, un compagno che farà parte della nostra famiglia per tutta la vita, viviamo un momento bellissimo, che oltre ad essere bello come momento in sé è anche pieno di aspettative su quella che sarà la nostra vita insieme al nuovo arrivato. Ma ci poniamo mai il problema di come addomesticare il gatto?

Ci aspettiamo che il gatto sia lì con noi a svegliarci la mattina, ci dia la buonanotte, giochi con noi, esegua i nostri ordini…Un gatto ben educato, magari addestrato a fare le fusa a comando, già educato a non salire sui mobili…Poi ci ricordiamo che stiamo parlando di un gatto.

Il gatto è un animale la cui idea del mondo è un incrocio tra il pensiero di Montgomery Burns dei Simpson e di Stewie Griffin, dei cartoni animati. Li avete presenti? Ecco, qualcosa del genere.

In quel corpo tenero e coccoloso noi vediamo il gattino come una stellina pucciosa da accudire, lui ci vede come i suoi servi che gli danno da mangiare e che se non rompono i testis quando ha da fare, tanto meglio. Diciamo che come filosofie non vanno proprio d’accordissimo.

Certo, il gatto si affeziona a noi, ci fa compagnia, ci da affetto, è dipendente da noi, ma sicuramente non è da considerarsi come un animale a noi sottomesso, anzi, mantiene sempre la sua indipendenza ed il suo “caratterino”. Per cui addomesticare un gatto, non è cosa semplice, anche se è sicuramente da fare, per evitare di farci impazzire.

Facciamo qualche esempio: quando il gatto fa le fusa per chiedere da mangiare in realtà ci riempie di feromoni con la bocca (le ghiandole sono sotto le labbra) per marcarci come “suoi”, come un padrone marca uno schiavo e poi gli dice “Dammi da mangiare!”.

Se glielo diamo, nessun problema. Se non lo facciamo, sarà lui a valutare la possibilità di cambiare servitù. Ma allora che cosa significa addomesticare un gatto? E’ possibile? e come fare?

Per alcune persone un gatto che non scappa è già un gatto addomesticato, per altri un gatto addomesticato è… beh, in pratica un cane educato (e questo non è praticamente possibile).

Per questo motivo, cercheremo di capire come si fa ad addomesticare un gatto alle buone pratiche più comuni, come usare la lettiera, insegnare il gatto a non graffiare mobili e divani e anche a rispettare i nostri orari, sempre rispettando a nostra volta quella che è la sua etologia (psicologia).

Leggi anche: Accogliere ed educare un gattino, tutti i consigli

Come addomesticare un gatto a non graffiare

Iniziamo, al solito, a vedere l’educazione dal punto di vista del gatto: io sono il re, tu accarezzandomi mi dai fastidio e io ti graffio, perché comando io (o perché ho paura, può succedere). Questo per quanto riguarda il graffio alle persone.

Se il gatto è aggressivo, magari lo è per paura o perché non sta bene. [Scarica l’estratto gratuito “Il mio gatto è aggressivo, che devo fare?“] Magari abbiamo a che fare con un gatto randagio, e vorremmo addomesticarlo per portarlo a vivere in casa nostra.

Il graffiare per il gatto è un meccanismo di difesa e di attacco: graffia quando vuole cacciare e quando vuole difendersi da una aggressione.

Se vogliamo addomesticare un gatto randagio, il “premio” migliore è sempre il cibo, magari qualcosa di buono; offriamoglielo con il braccio teso e il corpo lontano, così che lui sia spinto ad avvicinarsi per mangiare. Se mangia dal palmo della nostra mano non ha motivo di graffiarci, ma non cerchiamo di accarezzarlo a tradimento, perché solo con il passare dei giorni capirà che non siamo cattivi e inizierà lui a farci le fusa, “possedendoci” come abbiamo detto prima.

“Come capire e risolvere i 10 problemi comportamentali più diffusi del gatto”

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Allora potremo iniziare ad accarezzarlo, e magari se si fa accarezzare offriamogli qualcos’altro, così che capisca che si tratta di uno scambio equo.

Per non far prendere l’abitudine ad un gattino piccolo a non graffiarci mani e piedi, evitiamo di farlo giocare da piccolino con essi, perché quando gli cresceranno le unghie ed i denti, penserà di poter giocare allo stesso modo!

Per quanto riguarda il graffiare la casa, farsi le unghie per un gatto è un bisogno primario, per cui bisogna semplicemente mettergli a disposizione un posto migliore per farsi le unghie rispetto al divano.

Educare un gatto a non graffiare: il tiragraffi

In vendita ci sono i tiragraffi, (ti ho parlato in un articolo di come scegliere il tiragraffi) che servono proprio a questo scopo, e se proprio non vuol saperne di smettere ci sono anche gli attrattivi e i repellenti, cioè odori gradevolissimi o sgradevolissimi per il gatto che si usano per farlo andare o non andare in un certo posto della casa.

Come educare il gatto alla lettiera

Di solito educare un gatto ad usare la lettiera è molto semplice, basta fargli capire dov’è la lettiera.

Educare il gatto alla lettiera
Educare il gatto alla lettiera

Il gatto è un cacciatore, e non deve far sentire l’odore delle proprie feci alle prede, per cui istintivamente vuole sotterrare i suoi bisogni, e farà tutto da solo. Le cose sono un po’ più difficili quando le lettiere sono chiuse, perché magari ha paura ad entrare.

In questo caso si lascia la porta aperta e si mette un po’ di cibo dentro a lettiera pulita, perché capisca che entrare e uscire non crea alcun tipo di problema. Capito questo, apprezzerà la lettiera chiusa così come quella aperta, e la userà.

Come addomesticare il gatto alla vita in casa

L’educazione del gatto, da questo punto di vista, parte da presupposti vari, in relazione alla situazione che viviamo nella nostra famiglia.

Addomesticare un gatto a vivere secondo i nostri orari, ad esempio, piuttosto che a fare qualcosa o, viceversa, a non farla (educarlo a non miagolare, a mettersi seduto, a non saltare sui mobili e via dicendo) richiede soprattutto pazienza e costanza, in relazione a ciò che vogliamo raggiungere: bisogna sempre partire da cose semplici, perché se vogliamo insegnare al gatto a portarci le pantofole probabilmente non ci riusciremo mai.

L’educazione del gatto si può eseguire in due modi: in senso positivo, cioè a fare qualcosa, o in senso negativo ovvero a non farla. Gli esempi precedenti (lettiera e graffi) sono due situazioni di questo tipo.

Se vogliamo insegnare al gatto a non fare qualcosa, ad esempio non salire sui tavoli, bisogna farglielo capire con maniere un po’ forti, perché lui si sente padrone.

Per cui, i “no” secchi, come per i cani spesso funzionano, e anche prendere il gatto e spostarlo di peso (ai gatti non piace essere sollevati senza consenso) è utile. Ovviamente con gentilezza.

Il gatto mal sopporta i forti rumori, ed un “no” autoritario ed una schioccata con le mani, spesso lo infastidiscono e lo fanno desistere dal comportamento indesiderato.
Bisogna essere costanti, e scoraggiare l’atteggiamento ogni volta che il gatto “ci prova”.

Come addomesticare un gatto

Oppure ci sono i repellenti, di cui parlavamo prima, o ancora lo spruzzino d’acqua (anche i flaconi dei prodotti per i vetri, ben puliti e riempiti d’acqua, vanno bene) che non fa male, ma il gatto lo odia, ed è un ottimo modo perché capisca che una cosa non va fatta.

E’ possibile addestrare un gatto?

Quando invece vogliamo che impari a fare una cosa, dobbiamo addestrarlo. L’addestramento del gatto si fa per non più di cinque minuti al giorno, perché poi cala l’attenzione e non sta più attento; inoltre non bisogna mai lasciare il cibo ad libitum, cioè a volontà che mangia quando vuole, ma bisogna (come base) darlo a certi orari e toglierlo ad altri; così peraltro si abitua bene anche agli orari.

In questo modo, prima di dare da mangiare, il gatto avrà fame, e noi la possiamo sfruttare per addestrarlo.

Aspettiamo che faccia una cosa che vogliamo e gli diamo un croccantino di ricompensa. Questo si fa per tre o quattro volte, poi si smette e gli diamo normalmente da mangiare.

Fatto per una, due settimane, vedremo che lui farà esattamente ciò che gli diciamo, perché per lui diventa un modo per ottenere da mangiare (forse gli sembreremo schiavi un po’ strani, chi lo sa) e così, con un po’ di pazienza ma anche in modo molto semplice, lo avremo educato a fare ciò che vogliamo.
Leggi anche: Addestrare un gatto è possibile? Ecco come

Altri importanti consigli sull’educazione del gatto li trovi nel manuale “Come capire e risolvere i 10 problemi comportamentali più diffusi del gatto”. Scoprilo ora!

2 commenti
  1. Angelo
    Angelo dice:

    Buonasera, ma è vero che con gli ultrasuoni, cioè questi [NO LINK] è possibile addestrare un gatto o è solo una diceria?

    Rispondi

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