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Come accogliere ed educare un gattino: tutti i consigli

Come accogliere ed educare un gattino tutti i consigli

Hai deciso di adottare un gattino? In questo articolo troverai consigli importanti per accogliere al meglio il tuo nuovo piccolo micio e insegnargli alcune regole di convivenza, per educarlo, per quanto possibile, a vivere con te in casa.

Accogliere un gattino in casa: preparativi

Prima dell’arrivo del gattino è bene pensare a cosa fare per accoglierlo.

Ci si devono procurare ciotole, meglio se in alluminio o ceramica, una cassetta igienica, la lettiera, qualche giocattolo.

Le ciotole del cibo e dell’acqua devono essere distanti dalla cassetta igienica, e quest’ultima deve essere posizionata in un luogo tranquillo sempre accessibile al gattino.

Se il cucciolo è davvero molto piccolo, la cassetta dovrà essere a “sua misura”, in particolare bisognerà porre attenzione all’altezza dei bordi, in modo che il gattino non abbia difficoltà ad entrarci.

Più avanti in questo articolo troverai consigli su come abituare il gatto alla lettiera e indicazioni di massima per scegliere la sabbietta più adatta.

E’ possibile acquistare un cuscino, una cuccia o una cesta per il gattino ma ricorda che spesso il gatto sceglie autonomamente i propri luoghi di riposo, quelli che lui ritiene più sicuri e comodi.

Analogamente, in commercio vi sono tantissimi tipi di giocattoli per gatti, man mano che la convivenza con il tuo gattino andrà avanti capirai quali gli piacciono di più.

Inoltre spesso i gatti gradiscono molto giocattoli “fatti in casa”, come semplici palline di alluminio o fili di lana o nastri da rincorrere e ai quali fare agguati.

Il primo giorno con il gattino in casa

All’arrivo in una nuova casa il gattino può reagire in diversi modi, alcuni sembrano trovarsi subito a proprio agio, altri possono essere timorosi o addirittura spaventati.

Consiglio, per i primi due o tre giorni, di dedicare una stanza della casa al cucciolo, in modo che inizialmente si ambienti in quel luogo e inizi a conoscerti. Nella stanza dovranno essere messe le ciotole e la lettiera e dovrai passare un po’ di tempo con lui.

Alcuni cuccioli, appena arrivati, piangono molto (sono soprattutto quelli che hanno vissuto fino a quel momento con mamma e fratelli) perché si sentono spaesati. Come comportarsi?

Dovrai entrare nella stanza e stare con lui; questo non significa accarezzarlo o prenderlo in braccio per forza, ma essere presente, parlare con voce calma, provare a dare cibo e provare a stimolarlo giocando con oggetti.

Dopo questi primi giorni, potrai aprire la porta e, in un momento di calma, far esplorare il resto della casa al gattino.

Leggi anche: Nomi per gatti, come lo chiamo?

Prendersi cura di un gatto: l’arricchimento ambientale

E’ importante arricchire l’ambiente di vita del gatto, in modo che non si annoi e possa esprimere il suo essere felino.

Leggi anche: Scale, percorsi e mensole per gatti

Via libera quindi a scatole di diversi tipi dove possa nascondersi, graffiatoi a sviluppo verticale, mensole e passerelle in modo che possa salire in alto per sentirsi sicuro, cacciare insetti e controllare il proprio territorio.
Questo lo aiuterà a sentirsi più a proprio agio nell’ambiente.

Se non si possono costruire vere e proprie mensole dedicate al gattino, gli si dovrebbe dare la possibilità di salire sui mobili, almeno alcuni.

Soprattutto se il gatto non avrà accesso all’esterno, può essere un’idea quella di portare in casa rametti, foglie, erba, in modo da stimolare la sua naturale curiosità e motivazione ad esplorare.

Leggi anche: Adottare un gatto, ecco come ti cambia la vita

Come educare un cucciolo di gatto?

Ritengo che i gatti siano “spiriti liberi” e che non si addica alla natura felina essere educati o addestrati nel senso che di solito si intende per i cani.

Tuttavia, è possibile insegnare al gatto alcune regole che serviranno a rendere piacevole la convivenza con il gatto, quindi dare anche al gattino una sorta di educazione. Di seguito alcuni punti importanti.

Abituare il gattino alla lettiera

Solitamente i gattini imparano presto ed autonomamente ad utilizzare la lettiera, per aiutare il cucciolo è possibile metterlo dentro la lettiera – se non ha problemi ad essere manipolato – per fargli sentire e vedere il substrato, cioè la sabbietta.

Se ha eliminato feci e urine fuori della cassetta, si possono prendere e mettere nella lettiera, in modo che riconosca il proprio odore.

Ovviamente, come già detto prima, la cassetta deve essere appropriata alle dimensioni e all’età del cucciolo.

Da leggere dopo:

Per quanto riguarda la scelta della sabbietta, in linea di massima quella che di solito è preferita dal gatto non ha profumazioni, ha una certa cedevolezza e ha una granulometria medio-fine, più vicina alla sabbia che ai sassolini.

Una profumazione troppo forte potrebbe infastidire il gatto; una granulometria troppo grossa potrebbe dare fastidio alle zampe e disincentivare il comportamento di copertura delle feci e delle urine.

Nella mia esperienza, mi sono trovata bene con le cosiddette lettiere che “fanno la palla”: si asportano giornalmente feci e palle di urina e si cambia totalmente ogni 2-3 settimane (indicativamente). Anche in questo caso, comunque, puoi provare diversi tipi e capire quale il tuo micio preferisce.

Leggi anche: Scegliere la sabbietta per la lettiera, tutti i consigli

Educare il gatto a non mordere e graffiare

Secondo me questo è uno degli insegnamenti principale da dare al gattino.
Spesso i cuccioli, per giocare, tendono a mordicchiare e graffiare.
E’ la mamma che dà i primi preziosi insegnamenti in questo senso; gattini che non hanno avuto la mamma avranno un po’ più di difficoltà e purtroppo noi umani non possiamo sostituirci a mamma gatta.

Tuttavia, ecco cosa devi fare come proprietario: non incentivare il gioco con le tue mani e con i tuoi piedi, cioè non giocare con il gattino muovendo mani e piedi o facendoti rincorrere!

Utilizza piuttosto oggetti che faranno da tramite tra te e il gattino.
Se dovesse succedere che il gattino tenti di mordere o graffiare pronuncia un secco no! o un’altra parola (anche ahia! può andare bene) e interrompi l’interazione, se necessario andandotene.

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Insegnare al gattino a non salire sui mobili

Come già accennato prima, l’accesso ad almeno alcuni mobili dovrebbe essere concesso, dato che i gatti amano salire in alto.
D’altra parte è comprensibile desiderare che il gatto non salga su alcuni mobili, come il tavolo di cucina o il piano cottura.

Da leggere dopo:

Anche in questo caso deve essere abituato fin da piccolo: quando tenta di salire fai un rumore o pronuncia una parola con tono autorevole, poi invita il gattino a scendere, aiutandoti con un giocattolo o con dei bocconcini.

E’ importante avere pazienza e bloccarlo prima che salga, o mentre sale, e poi premiarlo quando fa la cosa giusta.

In questo modo probabilmente il gatto non salirà sul mobile in tua presenza, ma ciò non garantisce che non lo faccia in tua assenza, quindi… per sicurezza metti delle barriere o delle coperture per proteggere il piano.

Come comportarsi con il cucciolo e cosa NON fare in ambito educativo

In linea di massima, devi preferire i rinforzi positivi quando il gattino fa la scelta giusta, mentre dovresti evitare punizioni fisiche e “psicologiche”.

Talvolta si sente parlare dell’utilizzo dello spruzzino nell’educazione del gattino, questo andrebbe evitato perché potrebbe spaventare il gatto e fargli perdere la fiducia nel proprietario.

Le regole devono essere fissate fin da subito (non è corretto permettere al cucciolo di fare alcune cose e poi ad un certo punto cambiare idea quando cresce) e tutti i componenti della famiglia devono essere coerenti nell’applicarle.

Ricorda che prima di tutto dovrai diventare il punto di riferimento del tuo cucciolo, questo aiuterà a costruire una bellissima relazione di amore!

E tu, hai esperienze da raccontare o domande da fare? Scrivile pure nei commenti e la Dott.ssa Eva ricci sarà lieta di rispondere.

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