Gatto triste o depresso sintomi e cosa fare

Quando si convive con un gatto domestico in casa, capita a tutti di chiedersi se è felice, ma la cosa che ci interessa maggiormente e ci preoccupa è se, in realtà, il gatto sia triste, se gli facciamo mancare qualcosa, se il gatto soffre la solitudine e, nel caso fosse vero, se necessita della compagnia di un conspecifico.
Leggi anche: Come capire se il mio gatto è felice

Bisogna chiarire prima di tutto un concetto molto importante: il gatto domestico (Felis silvestris catus), a differenza del cane non è un animale da branco, ma un SOLISTA ovvero sa vivere e sopravvivere da solo e soprattutto i gatti non soffrono la solitudine ma bensì la noia (Guarda il video sulla convivenza con più gatti).

Difatti, un gatto annoiato è un gatto molto poco stimolato e i gatti necessitano di continui stimoli provenienti dall’ambiente in cui vivono. Ergo, un ambiente ipostimolante, a lungo andare, può innescare nel gatto una grave problematica: la depressione felina.

Questa è una vera e propria patologia comportamentale ed è praticamente l’esatto opposto dell’iperattività felina.

Quali sono le cause del gatto depresso?

Abbiamo già accennato a quanto possa influire l’ambiente circostante. Ma andiamo a specificare tutte le possibili cause che portano un gatto alla depressione.

  1.  L’ambiente ipostimolante: il gatto è chiuso in un ambiente piccolo della casa; non ha accesso a finestre e/o portefinestre da cui vedere l’ambiente esterno; mancano ciotole di cibo e di acqua oppure viene somministrato sempre lo stesso tipo di cibo; mancano oggetti dove arrampicarsi e farsi le unghie; assenza di giochi, di conspecifici e delle attenzioni del proprietario o delle persone che frequentano casa;
  2. Il cambio di casa può portare il gatto a deprimersi, ad esempio se da una casa con giardino viene portato in un appartamento senza terrazzi e/o balconi;
  3. Una nuova adozione intesa come cambio di proprietario può essere vissuta male dal gatto che non riesce ad integrarsi nella nuova famiglia;
  4. L’arrivo di un convivente e/o parente ospite in casa può destabilizzare il gatto;
  5. Non accettare l’introduzione di un nuovo gatto o altro animale in casa vista la precedente premessa che il gatto è un solista;
  6. La nascita di un bambino perché sconvolge totalmente la routine di casa, soprattutto se si tratta di un primo figlio, e si ignora la possibilità da parte del gatto di soffrirne;
  7. L’allontanamento precoce dalla mamma da parte dei cuccioli come reazione opposta all’iperattività, ma anche la mamma gatta che diventa depressa per il distacco dei suoi cuccioli (link distacco gattini);
    8) Il trauma fisico e psicologico dovuto a maltrattamento oppure ad un incidente, ad un intervento chirurgico, alla sterilizzazione/castrazione, ad una disabilità intesa ad esempio come paresi delle zampe posteriori o perdita della vista o altro;
    9) La reazione comportamentale allo stress cronico inteso come apatia. Leggi anche: Gatto stressato, sintomi e rimedi

Come capire se il gatto è depresso? Quali sono i comportamenti del gatto depresso?

I sintomi della depressione del gatto sono vari:

  1. Apatia: mancanza di interesse a ciò che succede attorno a lui (leggi anche: Gatto apatico, da cosa può dipendere);
  2. Assenza di movimento: i gatti hanno fasi di grande attività motoria e fasi di riposo, quindi stare troppo a lungo fermi è anomalo;
  3. Letargia: troppe ore di sonno rispetto al bioritmo tipico del gatto non è un buon segno anche se c’è un cambio stagionale;
  4. Nascondersi: un gatto che vive in uno stato di benessere, non si nasconde;
  5. Mancanza di interessamento nel gioco: l’attività ludica nel gatto è molto importante e, in etologia, è presente in uno stato di benessere;
  6. Mancanza di richiesta di coccole: un gatto che non cerca più il contatto fisico con il proprietario, anche con il solo strusciarsi con il muso e il corpo, è un campanello d’allarme;
  7. Intolleranza alle carezze del proprietario: un gatto che evita di essere toccato può farlo per presenza di dolore oppure perché non predisposto più a farlo;
  8. Pianto: il pianto del gatto ha un valido motivo che non va mai preso sotto gamba;
  9. Cambiamento delle sue abitudini inteso come routine: se il gatto non va più incontro al proprietario al suo rientro a casa, se non va a riposare allo stesso posto, in determinati orari non cerca più il pasto o altro;
  10. Inappetenza: l’assenza di appetito va contro l’istinto innato di sopravvivenza e non va assolutamente sottovalutato.

Il gatto depresso: cosa fare?

Dato che i suddetti sintomi posso far temere una malattia latente (attenzione: la stessa depressione può indebolire a tal punto il gatto depresso da farlo ammalare), è bene appurare dal nostro veterinario di fiducia che si tratti solo di depressione e, quindi, solo una patologia comportamentale in modo tale da consultare un esperto accreditato con curriculum universitario che possa fare visita domiciliare e capire qual è la causa o le cause e intervenire in modo corretto e responsabile.

Indubbiamente, se l’ambiente è ipostimolante (1) o si è cambiata casa da poco (2), si può arricchire l’ambiente introducendo mensole, giochini, graffiatoi, arrampicatoi di varie altezze, palline, scatoloni, creare più fonti di cibo variegato e di acqua comprese fontanelle e molto di altro.

Si può, anche, valutare l’adozione di un conspecifico, anche se noi proprietari siamo visti dal nostro gatto come compagni di gioco.

Nel caso in cui è cambiato il proprietario (3), bisognerebbe informarsi sulle abitudini passate del gatto e utilizzare le stesse cucce, giochi, lettiere, sapere i cibi che gradisce, cosa gli piaceva fare ecc.

Se, invece, c’è una nuova persona adulta (4) o bambino (6) oppure nuovo animale (5), va approcciato con molta gradualità e, soprattutto, rispettati i suoi tempi di risposta.

Per quanto riguarda, invece, il distacco tra i gattini e mamma gatta (7), ma anche per ogni tipo di post operatorio, disabilità (8) e apatia (9), bisogna predisporre il gatto ad accettare il forte cambiamento e reagire recuperando in tempi brevi “l’orgoglio felino” di un tempo.

Per ottenere ciò esistono prodotti naturali privi di controindicazioni di valido aiuto come i feromoni e la miscela antipanico di Fiori di Bach, Rescue Remedy versione alcol free creata appositamente per pet e bambini.

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Bisogna assolutamente evitare il fai da te ma si sottolinea nuovamente di affidarsi sempre a professionisti seri e competenti con titoli universitari nel campo comportamentale perché la depressione è una vera e propria patologia allo scopo di farsi aiutare a risolvere il caso e non aggravarlo ulteriormente.

Gatto triste o depresso: sintomi e cosa fare
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