Dermatite gatto da acari, funghi e batteri

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Dermatite gatto da acari, funghi e batteri

La dermatite nel gatto può presentarsi in varie forme e può essere causata da vari fattori, che rientrano nella grande famiglia delle malattie della pelle del gatto. Le dermatiti nei gatti spesso causano intenso prurito, a volte sono accompagnate da alopecia, il gatto si gratta molto, la toelettatura può essere eccessiva ed aggressiva, per cui ne va scoperta la causa e bisogna porvi rimedio, per evitare che il gatto aggravi da solo il suo problema causandosi ferite grattandosi.

Le malattie della pelle del gatto spesso non sono di facile risoluzione, perché bisogna indagare sulla causa del problema, che può essere di natura allergica, di natura funginea, causata da parassiti, e molto altro, per cui può essere frustrante per noi umani andare a fondo per riuscire a risolvere il problema.

Sintomi dermatite nel gatto

Nel gatto il sintomo più comune di una dermatite è l’eccessiva toelettatura, dovuta al prurito che il gatto ha, fino ad arrivare a grattarsi molto intensamente ed a causarsi delle aree alopeciche, cioè senza pelo.

Ci può essere una dermatite miliare, ossia accompagnata da crosticine nella cute del gatto, fino ad arrivare a sintomi più evidenti come lesioni, papule, ecc.

Dermatite gatto: cure

Le cure per la dermatite nel gatto variano a seconda della causa della dermatite. In genere, una volta risolto il problema che causa il prurito e la dermatite, questa si risolve da sola.

Quindi come si cura la dermatite nel gatto dipende molto da come si cura il problema che l’ha causata, che sia un fungo, un acaro, un morso di una pulce e così via.
Quindi più che di farmaci per la dermatite vedremo quali farmaci sono utilizzati per le varie problematiche associate a queste malattie del pelo del gatto.

Dermatiti del gatto

In questo articolo approfondiamo le dermatiti del gatto che sono associate a malattie infettive, a funghi, batteri ed acari, e lo faremo grazie all’aiuto della dottoressa Beatrice Martinelli, medico veterinario, che collabora con MicioGatto realizzando con noi una serie di video che ho caricato nel canale YouTube.

Dermatofitosi nel gatto

La dermatofitosi del gatto è quella che viene chiamata comunemente tigna. Ecco che cosa ci consiglia in proposito la dottoressa:

“La tigna l’avrete sentita nominare tante volte, ovviamente si attacca l’uomo e quindi è molto interessante, perché soprattutto negli stati in immunodepressi della persona, se il gatto è portatore di spore o addirittura di lesioni tipiche dell’infezione fungina, purtroppo la prendete anche voi.

Anche noi i veterinari una volta nella vita o più volte nella vita siamo sottoposti a questa dermatite fungina, che però non è niente di che, si cura con un antimicotico e poi sparisce.

Noi umani la curiamo con delle creme e sospensioni, nel gatto invece per fare la diagnosi intanto bisogna fare una piastra, molto spesso la prima diagnosi immediata è l’accensione di una lampada violetta, che si chiama lampada di Wood, viene oscurata la camera, passata la lampada sopra il gatto e se si vede una rifrangenza color verdino è possibile che ci sia questo famoso microsporum canis che è  il responsabile della dermatite micotica nel gatto.

La dermatofitosi può dare prurito intermittente, vedrete delle aree alopeciche nel pelo del vostro gatto ed è la prima cosa che vi farà insospettire e il veterinario prima farà la lampada di Wood e poi farà questa piastra, che in cinque sei giorni reagirà e vi darà la sicurezza che il vostro gatto è positivo al microsporum canis.

La cura per questo tipo di dermatite è una terapia con itraconazolo, che un antimicotico, nel gatto è in uno sciroppo che si dà per sette giorni, a intermittenza.

Normalmente il gatto guarisce completamente e non ha alcun tipo di lesione secondaria da questo tipo di dermatite micotica, quindi torna bellissimo con il pelo bellissimo come era prima.

Il gatto persiano è predisposto per questa dermatite micotica e può portare le spore anche sopra il suo pelo, a me è capitato una volta, vi racconto, che una donna in gravidanza, mi portò il suo gatto che non aveva alcuna lesione, ma lei era piena perché il gatto aveva le spore, lei era in un momento di immunodepressione dovuta alla fine della gravidanza e lei era piena in tutto il corpo di aree arrossate, un po’ elevate ed era ovviamente una micosi.

E’ molto comune nel gattino trovatello, perché loro sono più esposti a questo tipo di di fungo e ovviamente lo può prendere anche il cane, ma questo è un altro discorso.”

Dermatite da malassezia

Fino a qualche tempo fa era più rara, ma ma oggi è diagnosticata di frequente, ed è la dermatite da malassezia, ecco che cosa ci dice la dottoressa:

“Un’altro tipo di dermatite molto interessante che appartiene alla famiglia dei funghi è la dermatite da malassezia, sempre su base infettiva, i gatti predisposti sono i Devon rex e lo Sphynx, proprio per il tipo di pelle che hanno, untuosa e senza pelo.

Anche questo tipo di dermatite dà un prurito ed è squamativa e anche questo fungo si tratta con l’idraconazolo.

Come si fa la diagnosi? è semplicissima basta fare uno scotch test, questo va fatto sempre comunque per questo tipo di diagnosi, si applica lo scotch nei punti del corpo del gatto dove c’è più presenza, secondo il veterinario, di una lesione da malassezia, si colora e si vedono proprio le malassezie sul campione di scotch che avete prelevato dal derma del gatto.”
Leggi anche: Dermatite atopica gatto

Lebbra felina e tubercolosi del gatto

Queste malattie sono causate da microbatteri, dei germi aerobi, e vanno trattate necessariamente dal veterinario, anche per il loro rischio zoonosico. ecco che cosa ci dice Beatrice:

“Apriamo una brevissima parentesi per le infezioni da microbacterium cioè da tubercolosi e da lebbra felina. Sinceramente credo di avere visto solo una lebbra felina, in un gatto che viveva vicino a piccioni,  in un sottotetto.

E’ gravissima per il gatto, il gatto era dilaniato, con una dermatite gravissima.

La terapia deve essere fatta con un chinolone, tipo la marbofloxacina che è un simile al nostro Bytril, è un’altra molecola della stessa famiglia, la diagnosi deve essere assolutamente fatta dal veterinario e diventa una problematica infettiva abbastanza importante per il gatto, però vi sto dicendo che è veramente una rarità, quindi non vi preoccupate.”

Acne del gatto

Abbiamo già parlato dell’acne felina, vediamo come ci spiega l’argomento la dottoressa Martinelli:

“Abbiamo un’altra patologia infiammatoria della cute molto tipica del gatto giovane e di media età, che è l’acne felina. E’ una patologia molto comune, e assomiglia alla nostra acne del volto del giovane, e prende prevalentemente il mento e i bordi delle labbra.

Sono dei piccoli foruncoli, non vi dovete preoccupare, un proprietario oggi mi hanno chiesto se c’era un verme all’interno, assolutamente no, è una, diciamo, una pustola, con del pus, come la nostra acne.

Ci sono mille cose da poter fare, se la cosa è limitata a qualche puntino qua e là, non ha senso mettersi a medicare, perché il gatto odia essere bagnato, con un odore che non è il suo, tenderà sicuramente a cercare di tirarsi via qualsiasi cosa, peggiorando la situazione

Esiste la possibilità, quando l’infezione del mento è molto molto grave ,di utilizzare degli antibiotici per togliere la proliferazione batterica secondaria, però è dipendente della gravità dell’acne felina, quindi a seconda della gravità verrete trattati o no.

Molto spesso è autolimitante cioè guarisce da sola, non vi dovete preoccupare, è chiaro che se vedete un disastro nel mento vi dovrete riferire al veterinario, se no qualche puntino qua e là può scomparire anche autonomamente senza che voi facciate niente. Un altro presidio che si può utilizzare però questo io lo do proprio quando l’acne diventa un po’ più importante con proliferazione batterica, è l’antibiotico e anche dei cortisonici, che aiutano a sfiammare a migliorare la situazione.”

Piodermite nel gatto

La piodermite può assomigliare molto alla dermatite miliare a al complesso del granuloma eosinofilico. Di solito è di natura allergica, e anche in questo caso deve essere trovata la causa scatenante di questa reazione. Ecco che cosa ci dice la dottoressa in proposito:

“Un altro tipo di dermatite che viene chiamata piodermite è un’infiammazione batterica della cute con all’interno della cute la presenza di batteri che proliferano.

Come si trattano questo tipo di infiammazioni? Si fa la diagnosi, facendo sempre uno scotch test, comunque cercando questi microorganismi che si vedono a livello citologico: possono essere o cocchi o bacilli. Il veterinario dovrà fare un culturale, ci vorranno parecchi giorni, perché la cultura deve crescere, allora in quel caso potremmo parlare veramente della specie del batterio. Esistono degli antibiotici più portati per i cocchi e altri per i bastoncelli.

Diciamo che tutte le terapie dermatologiche sia antifungine che antibatteriche, quindi con gli antibiotici, devono durare dalle quattro alle sei settimane perché l’antibiotico che agisce sulla cute, deve arrivare a questo ultimo strato del corpo, e ci vogliono determinate settimane, per cui purtroppo la terapia per il nostro gatto è molto lunga.

A volte purtroppo, a differenza del cane, è complicato somministrare la compressa al gatto, quindi in questo caso il veterinario vi può aiutare con dei prodotti, che appartengono alla famiglia delle cefalessine, che si usano moltissimo in dermatologia, che si possono somministrare per iniezione e durano 15 giorni, per cui si può arrivare a
4-6 settimane di terapia antibiotica, senza dover ogni giorno
somministrare al gatto una o due volte l’antibiotico.”

Dermatite virale nel gatto

“Esistono delle dermatiti virali, associate sia al
poxvirus, sia l’herpes virus, che al calicivirus, e qui non abbiamo degli antiretrovirali per poter trattare la cute, quindi passa il virus e passerà anche la dermatite.

Chiaro è che se la dermatite è pruriginosa e apre la strada ai battieri, allora in quel caso possiamo trattare con l’antibiotico, però purtroppo per questo tipo di virus non abbiamo un presidio che ci aiuti principalmente sul gatto, quindi dobbiamo solo aspettare che passi.”

La Cheyletiella

La Cheiletiellosi è causata da un acaro di grandi dimensioni che può infestare cani, gatti, conigli ed anche l’uomo. Ecco che cosa ci dice la dottoressa Beatrice Martinelli:

“Volevo parlarvi infine di un’altra patologia che si chiama Cheiletiellosi, causata da  un  acaro molto grande, la Cheyletiella. E’ conosciuta, ma non tantissimo, il proprietario è convinto di vedere della grossa forfora nel suo gatto, in realtà è la Cheyleitiella, che dà desquamazione e si possono vedere benissimo al microscopio come si vedono gli acari nelle orecchie del gatto.

Con un semplice spot-on si tratta la Cheyleitiella, quindi si tratta il prurito, perché il gatto ha prurito per questo tipo di acaro e questa parassitosi scompare.”

Quindi se vedete della forfora che cammina sul vostro gatto, potrebbe essere la Cheyletiella, in ogni caso rivolgetevi al veterinario.

Video sulle dermatiti nel gatto

Dermatiti, acne felina, tigna nel gatto - 1 parte!

Queste spiegazioni sulle dermatiti del gatto fanno parte di una serie di video girati assieme alla dottoressa Beatrice Martinelli, qui sotto potete vedere il primo di questa serie, che parla appunto delle dermatiti causate da funghi, acari e batteri.

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2 commenti
  1. Tatyana
    Tatyana dice:

    Buongiorno,
    Accudisco un gatto randagio, Benny, da qualche giorno ha una chiazza senza peli sul collo che questa mattina era sanguinante talmente si era grattato. Ricordo qualche tempo fa di aver visto una grossa zecca proprio in quel punto, ho il sospetto che il morso gli abbia fatto infezione. Ovviamente Benny non si fa avvicinare ne tantomeno toccare, vorrei dargli un antibiotico nella pappa, ma non vorrei sbagliare. Grazie mille! Spero rispondiate!

    Rispondi
  2. Monica
    Monica dice:

    Salve sono Monica e volevo da lei un parere. La mia micia ha 1 anno e 7 mesi e da ieri ha una strana reazione.. Co tinua a leccarsi soprattutto le zampe e ha come un brivido nella schiena.. Ogni qual volta ha questa reazione si agita scappa e si nasconde sopra al mio armadio in camera. La micia sta benone.. Mangia gioca e non ha escoriazioni o altro..e non si gratta o pochissimo… Cosa potrebbe essere? Ci tengo a precisare che la micia vive in un appartamento a Milano e spesso va sul balcone. La mia impressione è che ci sia qualcosa che le crea prurito in ciò che ha mangiato.. Anche se alla fine la marca è sempre la stessa..Ora ad esempio è tranquilla sul balcone e dorme.. Nella notte invece non ha fatto altro che leccarsi e correre su e giù dal mio armadio. La ringrazio è gentilissima e molto chiara nelle spiegazioni. Attendo suoi consigli.. Ed eventualmente la porto dal suo veterinario. Grazie. Cordiali saluti.. Monica

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